E’ il 9 ottobre 2024, e su youtube viene pubblicato un video nel quale una sedicente organizzazione criminale dedita al commercio di stupefacenti, il gruppo egemone a Marsiglia, legge alle autorita’ francesi e al mondo intero una sorta di comunicato stampa. Il video, della durata di un minuto e mezzo, mostra quattro uomini incappucciati vestiti di nero, che smentiscono categoricamente il loro coinvolgimento in due recenti omicidi efferati. I due eventi delittuosi ai quali si riferiscono i portavoce della DZ Mafia, dove DZ sta per Djazayer ovvero Algeria in lingua araba, sono l’assassinio dell’autista privato trentaquattrenne Nassim Ramdane, ucciso a sangue freddo da un killer, e il brutale omicidio di un quindicenne il cui nome non e’ mai stato reso noto per la legge francese che tutela i minori, e il cui corpo e’ stato ritrovato carbonizzato dagli investigatori. La ricostruzione successiva delle dinamiche che hanno condotto ai due omicidi hanno poi portato a stabilire che il quindicenne, originario del dipartimento della Vaucluse, era stato ingaggiato via Snapchat da uno dei capi della DZ Mafia recluso in carcere, Hacene L., allo scopo di intimidire uno dei boss della banda rivale dei Blacks. L’adolescente, scoperto dagli uomini dei Blacks, era stato poi ucciso e il suo corpo dato alle fiamme all’interno del baule di un’auto. Il brutale omicidio aveva poi spinto lo stesso Hacene ad ingaggiare un secondo killer di quattordici anni, contattato sempre attraverso i sistemi di messaggeria dei social, il quale aveva poi ucciso per sbaglio Nassim Ramdane. Questi fatti di una violenza estrema hanno portato alla ribalta diverse realta’ fino a quel momento rimaste sotto traccia, o comunque a conoscenza dei soli addetti ai lavori. La prima e’ che la Francia e’ ormai da tempo invasa dal traffico di stupefacenti. La seconda, piu’ complessa, e’ che le organizzazioni criminali che gestiscono questi traffici possono qualificarsi come delle vere e proprie mafie, il cui modello di riferimento non sono piu’ le organizzazioni criminali autoctone francesi, in particolare il milieu marsigliese o la mafia corsa, ma i cartelli del narcotraffico sudamericani. Da qui ne derivano una serie di conseguenze, come la militarizzazione e la mediatizzazione del terrore, con la replicazione dei modelli impiegati dai cartelli di Sinaloa o Jalisco Nueva Generation, incluso l’utilizzo di adolescenti. Una terza e importante conseguenza e’ la disumanizzazione della violenza, con il reclutamento sistematico e a basso costo di killer minorenni, via Snapchat o Telegram, impiegati come manovalanza usa e getta, esattamente come avviene con i sicarios sudamericani. Sebbene radicata geograficamente nei quartieri piu difficili della citta focena, la DZ Mafia ha ramificazioni internazionali legate ai paradisi fiscali, e alla necessita’ di riciclare i proventi del narcotraffico. La DZ Mafia rappresenta oggi una delle organizzazioni criminali piu’ e complesse della Francia, con radici profonde a Marsiglia, città divenuta suo malgrado la “capitale del narcotraffico” francese. Questa organizzazione ha saputo evolversi nel tempo, passando da un modello tradizionale di controllo territoriale, a una struttura criminale sofisticata, che integra lo spaccio di stupefacenti nelle piazze con l’uso di tecnologie digitali avanzate, unite a un sistema di gestione che si estende all’interno delle carceri.

La DZ Mafia nasce e si sviluppa in un contesto urbano difficile, caratterizzato da povertà, marginalità sociale e mancanza di opportunità per i giovani. Nel quartiere di La Castellane, storicamente segnato da tensioni sociali e criminalità, l’organizzazione ha costruito un impero basato sul traffico di droga, cocaina e hashish, distribuite non solo nelle piazze di spaccio tradizionali, ma anche attraverso canali digitali. Questo passaggio segna una trasformazione importante: la DZ Mafia non si limita più a vendere droga per strada, ma impiega piattaforme internet per la consegna e la gestione degli ordini, “uberizzando” l’attività e rendendo il traffico più efficiente e meno esposto ai controlli delle forze dell’ordine. Il modello di riferimento e’ quello dei siti illegali di commercio di droga nati inizialmente sul deep web, come Silk Road o Agora, in relazione al quale l’epidemia Covid ha rappresentato un’accelleratore per quanto riguarda questo tipo di tendenza.
Ma il modello criminale della DZ Mafia è un ibrido sofisticato, che combina la centralizzazione del controllo via social, con la distribuzione tradizionale attraverso le piazze di spaccio, affidate a giovani reclutati in diverse zone della Francia, non solo a Marsiglia. Questi giovani, spesso provenienti da contesti sociali difficili, vengono attratti con promesse di guadagni facili, diventando in breve tempo la manovalanza dell’organizzazione. Ma le promesse non sempre vengono attese, e molti di loro finiscono intrappolati in una sorta di schiavitù moderna, una vera e propria tratta degli esseri umani, in un contesto criminale in cui la libertà è limitata e il controllo viene esercitato attraverso l’uso della violenza e delle intimidazioni. Questo fenomeno ricorda, per le sue dinamiche, la tratta delle ragazze dell’est o dalla Nigeria nel diverso ambito della prostituzione, realta’ sempre legata, dal punto di vista della gestione, ad organizzazioni criminali trasnazionali.
Il reclutamento di giovani spacciatori è una strategia chiave per la DZ Mafia. Questi ragazzi vengono “inquadrati” e inseriti in una rete gerarchica rigida, dove il controllo è totale. La violenza è uno strumento fondamentale per mantenere l’ordine piramidale interno e per eliminare chiunque tenti di ribellarsi o di uscire dal sistema. L’organizzazione non esita a utilizzare killer professionisti, assoldati tramite messaggerie criptate, per colpire rivali o per punire traditori. La gestione di queste attività avviene spesso senza contatti diretti, grazie all’uso di comunicazioni criptate, che permettono ai leader di impartire ordini anche dal carcere, dove molti di loro stanno scontando pene severe.
La gestione delle attività criminali, anche durante la detenzione, è uno degli aspetti più inquietanti della DZ Mafia. I principali capi e fondatori dell’organizzazione sono rinchiusi nelle piu’ importanti carceri francesi, come Fleury-Mérogis o Réau, ma malgrado cio’ continuano a dirigere l’organizzazione, ordinando omicidi o l’acquisto di nuove partite di droga. Questo sistema permette loro di mantenere il controllo e l’influenza sull’organizzazione esterna, rendendo difficile per le forze dell’ordine individuare i vertici e smantellare la rete.
Per far fronte a queste realta’ le autorità francesi hanno adottato un approccio multidimensionale, combinando tecniche tradizionali e innovative. Le intercettazioni telefoniche e digitali sono uno strumento chiave per poter conoscere dall’interno queste organizzazioni criminali. Ma la mafia utilizza sempre più spesso telefoni criptati e piattaforme di messaggistica sicura, rendendo necessarie tecniche più sofisticate, come l’hacking e la compromissione di piattaforme criptate. E anche quando il contenuto dei messaggi è criptato, l’analisi dei metadati permette di ricostruire le reti di contatti e di individuare i vertici dell’organizzazione.
La sorveglianza fisica rimane comunque un’attivita’ fondamentale per un contrasto efficace allo smercio di droga: le forze dell’ordine monitorano le piazze di spaccio e i movimenti sospetti utilizzando telecamere, pedinamenti e intercettazioni ambientali. Agenti sotto copertura si infiltrano nelle reti criminali per raccogliere informazioni dall’interno, spesso rischiando la propria incolumità. Quando vengono sequestrati dispositivi elettronici, gli investigatori effettuano analisi forensi approfondite per recuperare dati cancellati o nascosti, che possono fornire prove decisive.
La DZ Mafia opera su più dipartimenti della Francia e ha ramificazioni internazionali. Per questo motivo la cooperazione tra polizie e agenzie di intelligence è fondamentale. Europol, Interpol e le altre agenzie di contrasto al crimine collaborano per scambiarsi informazioni e coordinare le operazioni, mentre task force antimafia specializzate lavorano esclusivamente sul contrasto al narcotraffico e alla criminalità organizzata, utilizzando competenze multidisciplinari.
La Francia ha inoltre adottato misure legislative ispirate ai modelli antimafia italiani, introducendo pene più severe, il carcere duro per i boss e incentivi per i pentiti, facilitando così le indagini e le condanne.
Oltre ai conflitti interni, la DZ Mafia ha condotto diverse guerre violente contro bande rivali. A Marsiglia la DZ Mafia ha combattuto per anni contro il gruppo Yoda, in una lotta sanguinaria per il controllo del narcotraffico e delle piazze di spaccio. Questi conflitti si traducono spesso in attentati, esecuzioni mirate e atti di intimidazione, che coinvolgono anche adolescenti e giovani reclutati come “baby killer”. La spettacolarizzazione della violenza serve al clan per mantenere la presa sui suoi affiliati, e al tempo stesso per cercare di intimidire i clan rivali.










