La Romanina

L’interesse giornalistico legato alle vicende del Gruppo Scarpellini è quello di mettere in luce da una parte il legame tra politica ed imprenditoria ogni qual volta si ha a che fare con il settore immobiliare, specie in una città come Roma dove il piano regolatore e più in generale il modello urbanistico incide non solo sulla sua geografia e sul suo sviluppo, ma anche sul valore del suo suolo.

E dunque le scelte che riguardano quest’ultimo definiscono il profitto e la rendita del comparto immobiliare, comparto che in una città come la Capitale d’Italia ha riguardato, prima dell’inizio della crisi del 2008, il 25% del PIL . Dall’altra l’importanza che un contratto quale quello di Facility Management, ovvero di gestione del patrimonio immobiliare e dei servizi ad esso connessi, ha assunto negli ultimi anni, come mostrato anche dalla vicenda Consip.

Il contratto di FM è quello nel quale il titolare si impegna a fornire un complesso di servizi destinati al mantenimento dell’immobile nello stato in cui viene preso in carico, oltre a servizi di supporto quali quelli di pulizia, di sicurezza, di portierato, ecc.  A questo proposito la Corte dei Conti fa notare come sia necessario evitare la costituzione di cartelli da parte degli operatori di mercato, intendendo con tale espressione accordi tesi alla spartizione del mercato stesso. Questo perché tali patti sono in grado di condizionare l’esito di una gara e dunque oltre che illegali sono anche dispendiosi e inefficienti.

Per prevenire tale pratica, come sottolineato dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, occorre ridurre le dimensioni dei vari lotti nei quali vengono attualmente distribuite le gare.

E’ evidente infatti come la loro dimensione costituisca una barriera all’ingresso del mercato per quanto riguarda gli operatori di piccole e medie dimensioni. Posto che le complessità e le risorse necessarie alla gestione di un contratto di FM crescono in misura proporzionale all’importo dell’appalto.

Dunque se la dimensione dei lotti risulta essere eccessivamente elevata l’elemento della concorrenza ne viene, nei fatti, svuotato e svilito. Parallelamente l’interesse dell’amministrazione ne subisce una lesione grave, venendo a mancare una reale competitività e dunque quella necessaria compressione dei costi ottenuta da una reale contendibilità del mercato.


Il gruppo Scarpellini

Presente da più di quarant’anni sul panorama immobiliare italiano, oggi – si legge sul sito – il gruppo è leader nel proprio settore. La prima operazione immobiliare condotta dal fondatore e attuale presidente del gruppo Sergio Scarpellini risale al 1987, con l’acquisto e la successiva locazione al Senato dell’ex Hotel Bologna, situato in piazza S. Eustachio, tra il Pantheon e piazza Navona.

Si racconta come già a partire da questa operazione, sebbene la cooperativa Global Service dovesse ancora nascere, venne offerto quel modello di business che il gruppo definisce “chiavi in mano” e che consiste in un pacchetto di servizi aggiuntivi alla locazione che vanno dal portierato alle pulizie, dalla sicurezza al servizio di catering, fino alla gestione del bar interno agli uffici.


Il dossier Crivellini- Radicali

Secondo quanto contenuto nel dossier dei Radicali presentato l’11 agosto 2010 da Marcello Crivellini, professore associato di Organizzazione sanitaria al Politecnico di Milano, e relativo ai contratti stipulati dalla Milano ’90 del Gruppo Scarpellini con la Camera dei Deputati, quest’ultima avrebbe pagato in dieci anni, dal 1998 al 2008, 352 milioni di euro per gli affitti e 172,6 milioni di euro per i servizi.

Il tutto senza mai indire una gara pubblica.

Il dossier indica i seguenti contratti di affitto relativi ad altrettanti palazzi concessi in affitto alla Camera:

– P.za S.Claudio V.del Tritone (9+9) inizio 1997 per 7,5 milioni di euro l’anno (esc. IVA) e 3,4 milioni di euro per i servizi aggiuntivi (esc. IVA)

– Via Poli-Via del Tritone (9+9) inizio 1998 per 6,7 milioni di euro l’anno e 3,4 milioni di euro per i servizi aggiuntivi

– P.za S. Silvestro- via del Pozzetto (9+9) inizio 1999 per 5,1 milioni di euro e 2,3 milioni di euro per i servizi

– P.za S.Claudio- v.del Tritone (8+8) inizio 1999 per 363.841 mila euro più 60.442  euro per i servizi

– P.za S.Silvestro- v. della Mercede (9+9) inizio 2000 per 6,6 milioni di euro più 3,2 milioni di euro per i servizi

Ricapitolando, le spese annuali per affitti pagate dalla Camera dei Deputati alla Milano ’90 sono state:

1997 14,4 miliardi di lire

1998  27,6 miliardi di lire

1999  38,4 miliardi di lire

2000  51,36 miliardi di lire

fino ad arrivare al

2010   31,42 milioni di euro

Totale 352 milioni di euro solo per gli affitti

A questa cifra vanno aggiunti i servizi acquistati sempre dalla Camera dalla Milano ’90, che ammontavano al 2010 alla cifra complessiva di 172,6 milioni di euro


Le attività del Gruppo

Dicevamo come l’attività principale del gruppo sia rappresentata dalla costruzione e dalla gestione di immobili, per conto proprio o di terzi. Per dare un’idea del giro di affari che può generare una sublocazione di immobili, si riporta la vicenda dell’affitto, per due milioni di euro mensili, di un palazzo di proprietà dell’Impgi.

Si tratta dell’immobile sito in Largo Lamberto Loria, di proprietà dell’Impgi, la cassa previdenziale dell’Ordine dei Giornalisti. Il palazzo in questione è stato affittato dal gruppo Scarpellini a Roma Capitale, per nove milioni di euro mensili. Dal febbraio 2008, anno in cui Milano ’90 srl, società del gruppo Scarpellini, stipula il contratto col Comune di Roma, al 2015 quest’ultimo avrebbe versato nelle casse della società citata una cifra complessiva pari a 71 milioni di euro, equivalente al doppio circa del valore del palazzo affittato. Nei nove milioni è incluso anche il pacchetto dei servizi Global Service.

L’Impgi vanta nei confronti della Milano ’90 un credito di 2 milioni e 400 mila euro, ed ha per questo ottenuto il sequestro di un immobile di proprietà del gruppo Scarpellini sito a Tor Vergata.


I clienti del Gruppo Scarpellini

Oltre a palazzo Bologna il Gruppo Scarpellini possiede una serie di palazzi di pregio, la maggior parte dei quali situata nel centro storico di Roma. Ci riferiamo in particolare al Complesso Marini, sito tra piazza S.Silvestro e via del Tritone, e composto da quattro fabbricati tre dei quali ospitano uffici della Camera, per una superficie totale di 50 mila mq.

C’è poi l’immobile che si trova tra via delle Vergini e via dell’Umiltà, non molto distante dalla Fontana di Trevi, che ospita gli uffici del Consiglio di Stato, di Roma Capitale, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Associazione stampa Estera e della società Ray Way, per una superficie complessiva pari a 16 mila mq.

Vi è quindi il palazzo di via Flaminia, dietro piazza del Popolo, che con una superficie di 14 mila mq ospita il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. A questo si aggiungono i due edifici di via Po che ospitano la sede della società di consulenza Ernst & Young, per una superficie globale di 14 mila mq.

Tra Fontana di Trevi e il Quirinale abbiamo quindi il palazzo di via Poli che ospita, su di una superficie di 1.500 mq, uffici di pregio.

Nella struttura un po’ distaccata di via Nicolai, su di una superficie di 3.500 mq, troviamo una delle sedi della ex municipalizzata dei rifiuti Ama spa.

In via Tuscolana n.1091 abbiamo quindi la sede della società di comunicazioni Wind spa. In via Libano, all’EUR, su di una superficie di 2.000 mq, troviamo invece la sede della Mapei spa, la società di prodotti per l’edilizia. Ed infine, nella location del Parco dell’Appia Antica, abbiamo la villa appartenuta a Silvana Mangano, per una superficie complessiva di 8.000 mq.


Global Service

Si diceva della cooperativa Global Service che rappresenta una delle principali attività del Gruppo. Oltre alla locazione dell’immobile, il contratto di Facility Management può prevedere una serie di servizi aggiuntivi, quali l’assistenza tecnica, la ristorazione, il servizio postale, l’accoglienza, la guardiana, tutte attività che possono essere offerte su richiesta assieme ai locali affittati e che vengono gestite da questa cooperativa tuttofare.

Il modello a ci si ispira è quello del Residence Acqua Acetosa Ostiense, un nuovo complesso residenziale realizzato recentemente in zona Eur. Si tratta di un gruppo di appartamenti di proprietà e gestito dal Gruppo Scarpellini, nel quale si possono avere i servizi a cui si accennava, a partire da quello di sorveglianza, attivo 24 ore su 24.


Partecipazioni del gruppo

Tra le società partecipate dal Gruppo Scarpellini troviamo:

Agefin srl società nata nel 1994, attualmente con un capitale sociale pari a 10,200 euro, per il 60% di proprietà del Gruppo Scarpellini, anche se attualmente risulta essere in liquidazione.

Fondiaria Cinecittà srl costituita nel 2010, ha un capitale sociale pari a 50.000 euro  ed un unico socio, rappresentato dal Gruppo.

Zero Uno Immobiliare srl costituita nel 2001 con un capitale di 10.000 euro e di proprietà del Gruppo per una quota pari al 66%.

Medea srl società nata nel 2003 con un capitale di 30.000 euro per il 95% di proprietà del Gruppo.

Zefiro Country Club srl Unipersonale, costituita nel 1997 con un capitale di 75.000 euro, risulta essere interamente (100%) di proprietà del Gruppo.

Semavig R.E. srl costituita nel 2013 con un capitale di 10.000 euro, il 90% del quale di proprietà del Gruppo.

Aries srl società fondata nel 2005 con un capitale di 10.000 euro, per il 98% di proprietà del Gruppo.

Immobilfin Immobiliare Finanziaria srl costituita nel 2005 con un capitale di 10.000 euro per il 98% di proprietà del Gruppo.

Milano ’90 srl costituita nel 2001 con capitale sociale pari a 55.000.000 dei quali il 20% di proprietà della Aries srl, mentre per l’80 % di proprietà della Immobilfin srl.

Marem srl fondata nel 2002 con capitale pari a 25.500 euro interamente di proprietà del Gruppo.

Acilia 91 srl costituite nel 2002 con capitale pari a 4.080 euro per il 40% di proprietà del Gruppo

Easy Net srl società costituita nel 2016 con un capitale di 3.400 euro di cui la quota appartenente al Gruppo è del 4,86%

Vise srl società costituita nel 2010 con capitale di 5.000 euro di cui il 50% di proprietà del Gruppo

Progetto ’90 srl fondata nel 2002 con capitale pari a 54.264 di cui di la quota di proprietà del Gruppo è del 56%

Torre San Michele srl società fondata nel 2008 con capitale di 1.500.000 euro di cui la quota del Gruppo è pari al 50%.


La struttura finanziaria

Le due società chiave in tutto questo elenco sono la Milano ’90, che oltre ad essere un’impresa edile di medie dimensioni è, come abbiamo visto sopra, la società intestataria dei contratti di Facility Management degli immobili di pregio del centro storico, attualmente Marini 1,2,3,4, via Flaminia e via Po 28/30 e 32/34, e la Immobilfin srl, che pur essendo una srl costituisce la capogruppo.

Fondata nel 2001 la Milano ’90 srl ha per oggetto la costruzione, la compravendita, la gestione e l’amministrazione di beni immobili, sia in proprio che per conto terzi.

A ciò si aggiunge anche la gestione sia in proprio che per conto terzi di: alberghi, pensioni, ristoranti, cinema, teatri, luoghi di divertimento, bar, caffè, stazioni termali e complessi immobiliari destinati ad uffici. Il tutto assicurando agli stessi, in tutto o in parte si legge nell’atto costitutivo della srl, “i servizi di cui necessitano ed in particolare i servizi di portineria e di assistenza ai piani di ristorazione, di caffetteria, di lavanderia, di pulizia e di quant’altro eventualmente richiesto con personale e mezzi propri o di terzi“. La società può altresì gestire presidi medici e di pronto soccorso, oltre ad elaborare, in modalità statistica o contabile, dati numerici, alfabetici o alfanumerici.

Per raggiungere il suo scopo sociale – si legge ancora nell’atto istitutivo di Milano ’90 – la società “potrà compiere tutte le operazioni mobiliari ed immobiliari (esclusa la mediazione e l’intermediazione) e finanziarie in esso inerenti (esclusa la raccolta del risparmio) assumendo partecipazioni ed interessenze in altre società ed imprese aventi oggetto analogo, affine e connesse al proprio, sia direttamente che indirettamente“. La srl potrà inoltre prestare e ricevere fideiussioni ed avalli, nonché prestare garanzie reali e personali anche a favore di terzi.

Come abbiamo già avuto modo di vedere il capitale sociale della Milano ’90 è composto da 55.000.000 di euro, tutto interamente versato e la cui titolarità risulta essere così distinta: per l’80% di proprietà della Immobilfin, srl società Immobiliare Finanziaria, per una quota pari a 44.000.000, mentre per il restante 20% della Aries srl, con una quota pari a 11.000.000. L’intero ammontare del capitale sociale (55.000.000) risulta essere gravato dalla garanzia di un pegno in favore della banca tedesca Aareal Bank AG. In bilancio viene indicaro un credito verso la banca tedesca per 8.771.024 euro in conto mutui.

Milano ’90 non è solo una società finanziaria con partecipazioni in altre società per 24.660.146 euro (bilancio 2015), per un totale immobilizzazioni finanziarie pari a 152.397.392 euro, ma anche un’impresa di costruzioni. Nel bilancio relativo all’esercizio fiscale 2015 troviamo infatti un totale immobilizzazioni materiali per 908.956.359 euro, dei quali 908.604.371 relativi a terreni e fabbricati.

Il totale dei crediti verso clienti ammonta a 37.663.415 euro, per un totale crediti pari a 1.128.333.341 euro; per quanto riguarda i debiti invece, quelli verso i fornitori ammontano a 13.510.463 euro, mentre più consistenti sono quelli vero le banche, pari a 423.055.250 euro. Il totale passivo ammonta a 1.128.333.341 euro.

Sempre secondo l’esercizio finanziario relativo al 2015 il totale dei ricavi derivanti dalla produzione ammonta a 35.143.352 euro, mentre i costi d’esercizio ammontano a 42.208.618 euro, per una perdita d’esercizio pari a 15.212.765 euro.


Società controllate da Milano ’90

Tra le società controllate da Milano ’90 troviamo una serie di srl alcune delle quali si riferiscono a progetti immobiliari, realizzati e non.

Ohm Comunications srl, capitale sociale pari a 100.000 euro, perdita esercizio 2015 pari a  -401 euro e quota della partecipazione pari al 100%.

El Greco srl capitale pari a 12.000 euro, perdita -121.748 euro e quota di partecipazione pari al 100%.

Goya 2001 srl con capitale sociale pari a 12.000 euro, perdita d’esercizio per -121.794 euro e quota di partecipazione pari al 100%.

Raffaello 2001 srl capitale sociale pari a 12.000 euro, perdita d’esercizio per -137.570 euro e quota di capitale sociale pari al 100%.

Rubens 2001 srl capitale sociale pari a 12.000 euro, perdita d’esercizio pari a -121.790 euro e quota di capitale pari al 100%.

Pegaso srl con capitale pari a 15.000 euro, utile d’esercizio pari a 6.181 e quota di capitale pari al 100%.

Allevamento la Nuova Sbarra srl con capitale sociale pari a 25.000 euro, perdita d’esercizio pari a -1.783.041 euro e quota di capitale di proprietà pari al 98%.

Imdeca srl con capitale sociale pari a 10.200 euro, utile pari a 18.154 e quota di proprietà pari all’ 80%.

Sviluppo Romanina srl con capitale sociale 10.000 euro, perdita d’esercizio pari a -189 euro e quota di proprietà pari al 100%.

Roma Olimpia SSD a RL con capitale sociale pari a 10.000 euro, perdita d’esercizio pari a -5.217 e quota di proprietà pari al 100%.

Prog.Ed srl la società è imm fase di liquidazione, il suo capitale sociale ammonta a 10.341 euro, la sua perdita d’esercizio è pari a -277.180 e la quota di proprietà è pari al 100%.

Tra le società collegate troviamo la Grand Hotel Nazareno srl, sito in via Francesco Benaglia n.13 a Roma, con un capitale sociale pari a 90.000 euro, una perdita d’esercizio per -1.649 euro ed una quota di proprietà del Gruppo pari al 50%.


La centralità la Romanina

Le centralità rappresentano, in base al PRG approvato in via definitiva nel febbraio del 2008 dalla giunta di centrosinistra guidata da Valter Weltroni, l’asse di sviluppo della città di Roma lungo il margine esterno costituito dal Grande Raccordo Anulare.

Previste da principio nel numero totale di diciotto, il loro scopo era di quello di decentrare funzioni e attività direzionali verso la periferia della città, sulla scia del vecchio progetto dello SDO (Sistema Direzionale Orientale).

Periferia che avrebbe dovuto di conseguenza divenire nuova centralità pubblica, appunto, avendo come condizione per l’avvio dei lavori la presenza di una fermata di servizio pubblico su ferro entro un raggio di massimo 2,5 chilometri.

Alle originarie 18 ne vennero inserite ulteriori cinque, questa volta al di fuori dalla pianificazione complessiva (PRG) e tramite lo schema dell’accordo di programma.

Si tratta di una procedura prevista dalla legge 8 giugno 1990 n.142 che consente di realizzare, secondo un iter semplificato, opere di interesse pubblico seguendo una tempistica notevolmente ridotta. Ovviamente al di fuori del PRG.

Una di queste nuove centralità era la Romanina, che doveva essere realizzata su terreni di proprietà dell’immobiliarista Sergio Scarpellini.  Erano questi terreni che negli anni ’90 appartenevano alla società pubblica Telecom, e prima ancora all’ azienda di telecomunicazioni Italcable. Su di essi, oltre ai vecchi centralini, si trovavano le ex Officine Marconi. In una vecchia puntata di Report intitolata “I re di Roma” si accenna al fatto che fino al 2000 quall’area era per il 75% di proprietà di Telecom, mentre per il restante 25% in mano a privati. Scarpellini dichiarerà di averne acquistato una quota nel 1990 per 160 miliardi di lire. Di li a poco sarà la giunta di centrosinistra guidata da Francesco Rutelli a trasformare quell’area in una centralità.

Secondo il PRG approvato nel marzo del 2003 quell’area prevedeva l’edificazione di 1.300 mila metri cubi tra edilizia residenziale, commerciale e servizi.

La cosa strana è che non molto distante dalla Romanina quel PRG aveva previsto anche un’altra centralità pubblica, Tor Vergata, dove sorgevano già la seconda Università Roma 2, il Policlinico, il CNR e la Banca d’Italia.

E dove si sarebbe potuta agevolmente concentrare l’invasività delle nuove cubature, il tutto senza bisogno di fare “regali” a costruttori privati.

Nella puntata di Report Scarpellini racconta come a seguito della previsione della centralità Romanina nel PRG approvato dalla giunta Rutelli il valore di quell’area sia aumentato di cinque o sei volte. Ma evidentemente non bastava, perché nel novembre del 2007, prima che la giunta Veltroni approvasse in via definitiva il PRG, Scarpellini chiede di aumentare di 670 mila metri cubi quella stessa centralità  in cambio di 50 milioni di euro per la realizzazione della metropolitana leggera che doveva collegare Anagnina (terminal della metro A) con Torre Angela, dove sarebbe sorta la fermata della metro C.

Ma anche l’amministraziomne di centrodestra guidata da Gianni Alemanno ci mette del suo, perchè in una memoria di giunta del 21 ottobre 2010 l’assessore all’Urbanistica Marco Corsini stabilisce, tra i criteri di attuazione delle centralità urbane ancora da pianificare (otto tra cui la Romanina) che occorre aumentare le cubature rispetto ai carichi fissati dal PRG al fine di garantire la sostenibilità economica dell’operazione.

Dunque nell’area della Romanina le cubature salgono dagli originari 1.300 mila metri cubi a 1.920 mila metri cubi. In aggiunta a ciò vengono modificate le proporzioni delle cubature da edificare, in particolare il residenziale passava da un 35% iniziale ad un 67%, quasi il doppio.

Dunque l’operazione di decentramento amministrativo veniva in parte snaturata con la previsione di nuove cubature da destinare ad uso abitativo, anzichè ad uffici. Infine, per consentire la realizzazione dell’operazione, il Comune avrebbe dovuto cedere al proprietario dell’area, cioè Scarpellini, il 24 del 30% iniziale di superficie a destinazione pubblica secondo quanto fissato dal PRG.

Scarpellini si ritrovava così la possibilità di costruire, dagli originari 300 mila metri cubi previsti, 1.300 metri cubi di appattamenti.

Il tutto in cambio di 364 milioni di euro, di cui 186 per l’aumento delle cubature rispetto al PRG. Dal canto suo Scarpellini si impegnava a realizzare le opere accessorie, come strade, fogne e parcheggi. Fortunatamente la delibera della giunta Alemanno non è stata approvata in tempo utile. (vedi “Chi comanda a Roma di Y.Sina pgg. 109-115).

Le società El Greco 2001 srl, Rubens 2001 srl, Goya 2001 srl e Rafaello 2001 srl sono titolari di un terreno edificabile in località la Romanina, per una superficie totale pari a 930.000 mq. Seconso l’ultimo PRG su tale terreno doveva dunque sorgere una centralità urbana di 599.122 mq pari a 1.917.190 mc.

La società Sviluppo Romanina srl è stata appositamente creata per realizzare le opere di costruzione ed urbanizzazione della centralità la Romanina.


 Gli altri progetti immobiliari del Gruppo

Oltre alla centralità la Romanina ed alla Residenza Acqua Acetosa Ostiense all’EUR, delle quai abbiamo già accennato, il gruppo ha altri progetti di sviluppo immobiliare, tra i quali figura il Comparto Z4 in località Casal Bernocchi. Si tratta di una lottizzazione situata tra la via del Mare e la Cristoforo Colombo che inizialmente prevedeva 116.000 mc. Di questi,  solo 63.000 mc sono stati realizzati e ceduti alla ASL RMD di Roma,  costituiti in gran parte da uffici e da poliambulatori.  Un’altra quota è stata venduta al gruppo GS Supermercati. La restante parte, pari a 53.000 mc, è stata destinata alla realizzazione di 232 appartamenti, progetto già approvato dalla Conferenza Servizi.

In località Ponzano Romano, ad 1 km dallo svincolo autostradale, il Gruppo Scarpellini intende realizzare un nuovo Polo Logistico da 120 mila mq. Oltre a magazzini e a spazi  destinati alla movimentazione delle merci, il centro ospiterà un hotel foresteria destinato agli autotrasportatori. Sempre nella stessa area è stato avviato un progetto per la realizzazione di un complesso di 24 ville. Diversa è invece la destinazione del Ponzano Romano Palace Hotel, un complesso alberghiero realizzato su di una superficie di 2 ettari e mezzo. La struttura ospiterà 200 stanze, oltre ad un centro congressi e ad una beauty farm, per un totale di 30.000 mc.

In località Capena il Gruppo intende invece realizzare un Centro Polifunzionale, una struttura idonea a svolgere le funzioni espositive e commerciali tipiche di un centro fieristico. Il centro verrà realizzato nel comune di Capena, tra l’uscita dell’autostrada A1 e la via Tiberina, a circa 15 km da Roma. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio centrale da 170.000 mc, che si estenderà su di un’area dalla superficie complessiva di 86.00 mq, per complessivi 28.000 mq.

In ultimo, tra i progetti del Gruppo vi è anche la realizzazione di due tipologie di alberghi situati sulla via Tuscolana, alle spalle del Parco dell’Appia Antica.  I due alberghi saranno rispettivamente a tre e a quattro stelle, per un totale di 500 stanze.

Il centro prevede anche la costruzione di una galleria commerciale, di un centro congressi, di un centro fitness e di diversi punti di ristoro.

L’allevamento Nuova Sbarra

Sempre dalle note integrative al bilancio 2015 si legge come l’allevamento Nuova Sbarra srl possegga un patrimonio immobiliare composto da un terreno agricolo in località Acqua Pendente di 404.760 mq, e di un terreno agricolo in località Amelia, per 322.750 mq. parte di tali terreni è suscettibile di concessione edificatoria per 6.500 mc.

L’allevamento è titolare di 127 cavalli di cui uno da trotto, 27 da galoppo e 55 da allevamento, oltre a 44 puledri.


La situazione di bilancio di Milano ’90

Nella nota intergativa del bilancio 2015 di Milano ’90 viene sottolineato come per quanto riguarda gli ultimi tre esercizi (2013-15) le perdite della Milano ’90 ammontavano a complessivi 20.001.036 euro. Tale perdita è stata ripianata attraverso il fondo di rivalutazione pari a 714.336.909 euro.

Nel verbale, approvato dal consiglio di amministrazione della Milano ’90 in data 14 settembre 2016, viene riportato come l’esercizio 2015 si sia chiuso con una perdita di  15.212.765 euro. La perdita è stata ripianata attraverso le riserve di rivalutazione immobiliare. Si fa notare inoltre come nell’esercizio precedente essa ammontasse a 260.159.728 euro.

La gestione finanziaria data dalla differenza tra il reddito prodotto e gli oneri finanziari ha fatto registrare un risultato negativo di 17 milioni, rispetto ai 19,1 dell’esercizio precedente.

Nella nota integrativa viene indicato come l’attività principale del Gruppo, acquisizione e sviluppo di immobili, abbia subito nell’esercizio 2015 una diminuzione di 23,29 milioni di euro, pari al 40% del fatturato.

Il portafoglio immobiliare commerciale non residenziale di Milano ’90 rimane, al 31.12.15 stabile, con una superficie complessiva di 120.137 mq. dei quali 114.000 su Roma. Per quel che riguarda invece il portafoglio immobiliare residenziale esso ammonta a 6.908 mq dei quali 6.500 su Roma.

Per quanto attiene alle locazioni al 31.12.15, la proprietà immobiliare della società risulta locata per una quota pari al 71,72%, con 35,931 mq rimasti sfitti.

L’attività di fornitura servizi ha continuato a funzionare, mentre quella relativa alla gestione di bar si è notevolmente ridotta, limitandosi attualmente al solo bar interno al TAR del Lazio.

Bilancio Immobilfin srl

Per quanto riguarda il bilancio afferente alla capogruppo Immobilfin srl se da una parte lo Stato Patrimoniale registra un patrimonio netto pari a 237.231 euro, il risultato d’esercizio relativo al 2015 ha fatto registrare una perdita pari a 170.289 euro, a fronte di una perdita relativa all’esercizio precedente (2014) pari a 405.527 euro. Come riportato nella nota integrativa la perdita d’esercizio è stata ripianata attraverso gli utili portati a nuovo. (cm)

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