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Nell’udienza del 14 marzo del processo Mafia Capitale la difesa di Salvatore Buzzi, avvocato Alessandro Diddi, affronta il tema dei rapporti della 29 giugno con la giunta di Gianni Alemanno, a partire dal suo insediamento avvenuto nel giugno 2008. Per fare ciò il difensore del ras delle cooperative sociali ripercorrere i rapporti intercorsi tra il suo cliente e le giunte precedenti, da quella di Francesco Rutelli (1993-1997 e 1997-2001) a quella di Walter Veltroni (2001-2006 e 2006-2008).


I contributi a Bettini

Prima di questo passo indietro Buzzi chiarisce i contributi economici versati dalla 29 giugno in favore dell’eurodeputato Gianfranco Bettini. Si tratta di 1.200 euro versati all’associazione Democratici in Rete, e poi ancora 10 mila euro ed una cena finanziata in occasione delle europee del 2013, di cui però non ricorda il costo complessivo, cena alla quale avrebbe partecipato il suo collaboratore Carlo Guarany.

A ciò aggiunge poi un contributo extra sempre di 10 mila euro, come risulta dall’ intercettazione del 9 luglio 2014, ed un pranzo elettorale pagato presso un ristorante di Ostia, per 3.500 euro.

Dunque complessivamente, in occasione delle europee 2013, Buzzi avrebbe versato a Bettini contributi elettorali per 24.700 euro, più una cena della quale non ricorda l’importo.


I rapporti con le giunte Rutelli e Veltroni

Racconta Buzzi come i rapporti con le giunte Rutelli e Veltroni fossero ottimi “eravamo le cooperative di riferimento“, ed aggiunge: “tenga presente che non eravamo solo noi […] avevamo creato un movimento di cooperative sociali […] eravamo più di 53 cooperative“.

Dunque nel momento in cui si insediava Alemanno le cooperative accreditate per il servizio giardini erano in totale 53, mentre quelle che gestivano più in generale servizi erano 41. Tra queste, quelle aderenti a Legacoop, collocate politicamente a sinistra, erano in tutto 25.

Dal punto di vista del personale impiegato gli operatori addetti alla manutenzione del verde erano 400, di cui 58 invalidi fisici e psichici, 93 tra detenuti ed ex detenuti, 122 appartenenti a fasce deboli e 127 normodotati.

Nel 2007, durante la giunta Veltroni, gli affidamenti concessi dal Comune alle cooperative sociali genericamente intese ammontavano in totale a 8 milioni di euro, “questa era la fotografia quando arriva Alemanno” chiarisce Buzzi.

I numeri snocciolati dall’ex ras delle cooperative sociali sono tratti da un libro prodotto nel 2011 dalla 29 giugno dal titolo evocativo “La lotta delle cooperative sociali per l’inserimento lavorativo“.

Secondo l’art. 5 della legge n.381/91 “gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le società di capitali a partecipazione pubblica anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, possono stipulare convenzioni con le cooperative sociali” e cioè cooperative che hanno come finalità l’inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate, “per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi (che sono l’oggetto tipico delle coop sociali) il cui importo stimato al netto dell’IVA sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purché – si legge ancora nel dettato della norma – tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate“.


Il sistema spartitorio dei servizi esternalizzati dal Comune

In questo quadro, nell’anno 2008 gli affidamenti attribuiti alle cooperative aggregate al gruppo 29 giugno raggiungevano complessivamente un fatturato di circa 4 milioni di euro.

Al riguardo Buzzi aggiunge: “Tenga presente – sempre riferito al suo avvocato Diddi – che la giunta Veltroni governava i processi della città, e quindi c’era di fatto una divisione del mercato che era questa: a Multiservizi spa erano andati circa 5 milioni di euro di lavori per i c.d. lavoratori socialmente utili (LSU) che erano stati riassorbiti dalla Multiservizi (dal precedente gestore) e che si occupavano delle aree non di pregio della Città  e prosegue:

Alle cooperative sociali venivano affidate tutte le aree di pregio della città… Da Colle Oppio al Campidoglio, non dico la 29 giugno ma le altre cooperative, e le tenevamo veramente bene“. 

Per tentare di diluire la conflittualità sorta tra le cooperative sociali che si occupavano delle attività di manutenzione, era stato siglato un patto di spartizione del mercato su Roma in base al quale chi gestiva servizi di accoglienza non partecipava alle gare aperte per lavori quali ad esempio la manutenzione di parchi e giardini e a quelle per la potatura.

Spiega Buzzi come nel mercato dei servizi esternalizzati dall’Amministrazione Capitolina si fosse venuto a creare un “sistema tripolare”, un mercato oligopolistico composto da tre operatori: Multiservizi che si occupava delle aree periferiche della città; le cooperative sociali, a cui spettavano quelle centrali e le imprese private (vedi Roma Multiservizi spa) incentrate invece sulle costruzioni e sulle potature.”Questo è il sistema – spiega Buzzi – che trova Alemanno quando arriva nel 2008“.


L’ingresso nel sistema di gare di AMA

Nelle gare che venivano indette le cooperative sociali collaboravano sia con Multiservizi che con AMA. Racconta Buzzi come i rapporti con l’ ex municipalizzata dei rifiuti siano cominciati nel lontano 1995. La persona che aveva offerto questa opportunità a Buzzi ed alla 29 giugno era stata Mario di Carlo, che dal 1993 al 1995 durante la giunta guidata dal Francesco Rutelli aveva ricoperto la carica di presidente di AMA.

Per comprendere il ruolo di Di Carlo nel sistema di gestione dei rifiuti si rinvia ad una memorabile puntata di Report nella quale questi racconta di come fosse solito recarsi a mangiare la coda alla vaccinata con l’allora monopolista dei rifiuti su Roma e Lazio, Manlio Cerroni.

Dunque per la prima volta un importante dirigente del Comune, Di Carlo, offriva a Buzzi la possibilità di entrare nel sistema di gare e appalti afferenti alla gestione dei rifiuti e ad AMA spiegandogli: “Guarda – riferendosi a Salvatore Buzzi – io non ti do il pesce, ti do la canna da pesca. Se tu riesci a pescare bene, senno muori di fame“.

Da quel momento Buzzi e le sue cooperative mettono un piede dentro il sistema di raccolta dei rifiuti, piede che continuano a mantenere ancora oggi.


Il sistema di gare di EUR spa

Con un’altra partecipata del comune, EUR spa, i rapporti sempre in termini di gare e appalti affidati, cominciano nel 2000. Dunque a cavallo tra l’ultimo periodo della giunta Rutelli e l’inizio della prima giunta Veltroni.

Spiega Buzzi come l’ingresso della 29 giugno in EUR spa coincida con lo sgretolarsi di un sistema di appalti durato circa dieci anni. Quel sistema di appalti  protratto nel tempo grazie alle proroghe degli affidamenti aveva fornito un forte contributo all’abbassamento graduale della qualità del servizio.

L’occasione venne fornita da una gara bandita da EUR e relativa ad un servizio di manutenzione. Spiega Buzzi come quella gara, a cui la 29 giugno partecipò e che vinse, non riguardava il comune di Roma e dunque non rientrava nel patto di non aggressione stipulato con Multiservizi e le altre imprese private e cooperative sociali fornitrici del Comune.

Correva l’anno 2000, l’anno del Giubileo, anno che precedeva quello che avrebbe segnato l’ultimo periodo della consiliatura Rutelli. (cm)

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