Sant'Oreste

 

Nell’udienza del 13 marzo il dominus del sistema di cooperative sociali della Capitale d’Italia Salvatore Buzzi ha ripercorso con il suo avvocato Pier Gerardo Santoro la vicenda relativa ad una presunta turbativa ed una presunta corruzione legata al comune di S.Oreste.

Racconta Buzzi come il legame con quel comune inizi casualmente nel luglio del 2013, attraverso la conoscenza del sindaco Sergio Menichelli. L’incontro tra i due sarebbe avvenuto a Morlupo, dove la 29 giugno gestiva la raccolta differenziata dei rifiuti, così come anche a Castelnuovo di Porto. Le percentuali molto elevate di differenziata raggiunte in quei due comuni rappresentavano un ottimo  biglietto da visita per quelle amministrazioni interessate ad esternalizzare quel servizio.

Tra queste vi era appunto anche il comune di S.Oreste. Fu dunque un consigliere comunale di quest’ amministrazione  impiegato presso l’ufficio tecnico del comune di Castelnuovo a fare da sponsor  alla 29 giugno. Succede poi che nel luglio 2013 Buzzi ed il sindaco di S.Oreste Menichelli si trovano casualmente a Morlupo per diverse ragioni. I due fanno reciproca conoscenza grazie al sindaco di Morlupo Fabio Stefoni e cominciano a discutere di raccolta differenziata.

A quel tempo S.Oreste gestiva il servizio di raccolta rifiuti ancora in maniera autonoma. Dopo l’estate, l’ 8 settembre, Menichelli contatta nuovamente Buzzi poiché alcuni degli addetti al servizio sarebbero andati in pensione ed il sindaco non era in grado di rimpiazzarli agevolmente, essendo inquadrarti come dipendenti comunali.


L’accordo corruttivo

L’accordo raggiunto è un affidamento diretto iniziale del servizio tramite ordinanza contingibile e urgente, in attesa di indire la gara, a far data dal 7 ottobre. L’ordinanza in questione verrà in seguito revocata  per inadempienza della 29 giugno. Ne verrà emessa una seconda per regolarizzare l’affidamento in urgenza.

In questo quadro generale rientra anche la figura di Marco Placidi, allora capo dell’ufficio tecnico nel comune di S. Oreste. Il suo risuolo era quello di alter ego del sindaco Menichelli per le questioni prettamente pratiche. Ed è in questa veste che Placidi è stato, per tutto il tempo che ha preceduto la gara, l’interlocutore privilegiato per la 29 giugno e per Buzzi.

Nella sua attività investigativa il Ros ha censito una serie di incontri tra Buzzi ed il sindaco Menichelli. Buzzi racconta in aula come nel primo di questi, avvenuto in un ristorante in occasione di una cena, il sindaco gli abbia chiesto l’assunzione di una decina di persone. Spiega il presidente della 29 giugno come quella rappresentasse una prassi abbastanza diffusa tra i sindaci dei comuni che avevano appena affidato il servizio di raccolta rifiuti alla 29 giugno.

A quella cena, oltre a Menichelli, partecipa anche Placidi. Tra le varie intercettazioni del Ros vi è anche una conversazione tra Buzzi ed il suo collaboratore nel settore raccolta rifiuti, Raniero Lucci.  I  due conversano sul prezzo del servizio, argomento di cui Buzzi aveva discusso a tavola con Menichelli. La richiesta della 29 giugno era di 30 mila euro al mese per quattro mesi, per un importo complessivo di circa 120 mila euro. Durante la cena Placidi e Buzzi escono a parlare in privato.

Nella conversazione Placidi chiede a Buzzi se fossero soliti corrispondere una somma di denaro al sindaco o all’ufficio tecnico, una volta ottenuto l’affidamento: “come vi comportate negli altri comuni?”. Buzzi risponde che negli altri comuni non davano neanche una lira e Placidi allora insiste, facendo capire che oltre a lui ci sarebbero state altre due persone da “oliare” (lui, il sindaco ed una terza persona, un fantomatico consigliere comunale del quale non viene mai fatto il nome). “A noi cui serve il 5%” dice espressamente Placidi a Buzzi, (seimila euro).Di fronte a questa richiesta Buzzi accetta.


La prima tangente

Il 7 di ottobre la 29 giugno inizia a gestire la raccolta differenziata a S.Oreste. Il 9 ottobre Placidi manda un sms a Buzzi per ricordargli dell’accordo corruttivo “riusciamo a vederci più tardi?”. Buzzi lo chiama e fissa un incontro alle 19:30, a Labaro. Quella sera Buzzi avrebbe visto a cena il sindaco di Castelnuovo, Stefoni, per discutere della gara appena vinta relativa al CARA. A cena Placidi, oltre a ricevere i primi seimila euro da Buzzi, racconta di gestire un agriturismo dal nome Panta Rei.

Buzzi, che era in costante ricerca di luoghi in cui ospitare i richiedenti asilo, propone a Placidi di andarlo a visitare per eventualmente inserirlo tra le residenze della 29 giugno. Il 14 ottobre Buzzi e Chiaravalle si recano in sopralluogo presso l’agriturismo Panta Rei. Prima di quella visita i due vanno a trovare Stefoni e Placidi, per questioni legate al Cara di Castelnuovo. In quell’occasione Buzzi versa una seconda tangente a Placidi.

Le somme di denaro erogate a Placidi erano sempre in contanti. Buzzi aveva rinegoziato l’importo della tangente stessa dopo essersi reso conto di come il 5% fosse insostenibile: l’importo della gara vinta dalla 29 giugno era di 3 milioni per sette anni, e Buzzi avrebbe dovuto corrispondere complessivamente a Placidi e Menichelli 150 mila euro. Dunque il ras della 29 giugno rinegozia l’importo della tangente al 3%.

Placidi non accetta positivamente questa rinegoziazione, tanto che revoca l’ordinanza straordinaria con la quale il comune aveva affidato il servizio alla 29 giugno. La motivazione ufficiale era l’inadempienza della 29 giugno: avrebbe dovuto predisporre i cassonetti per la differenziata, cosa che però non fece. Buzzi aveva però pagato la tangente in anticipo per i quattro mesi che precedevano la gara. Il rischio per Buzzi e la 29 giugno era di perderla.

L’impressione era che Placidi si fosse fatto corrompere da un’altra ditta. Il comune di S. Oreste adotta la seconda ordinanza straordinaria che sostituiva quella revocata. Il 17 aprile 2014 Placidi chiama ancora una volta Buzzi per chiedergli un nuovo appuntamento. Buzzi intuisce l’oggetto di quell’incontro, ovvero il rispetto da parte sua dell’accordo corruttivo, quel 5%. L’incontro tra i due avverrà il 22 aprile. In quell’occasione Buzzi  porta una tangente di 5 mila euro relativa ai mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio.

Solo che i soldi che avrebbe dovuto dargli avrebbero dovuto essere 6 mila. Nel libro nero gestito e custodito da Nadia Cerrito, alla data del 22 aprile compare la cifra di 5 mila euro, con a fianco la lettera P che si riferisce appunto al percettore vale a dire Placidi. Quest’ultimo si lamenta con Buzzi per i 5 mila. Buzzi, che intuisc di essersi sbagliato, fissa un nuovo incontro con lui per il 24 aprile. In previsione di questa nuova visita a S. Oreste Buzzi si reca presso la Unipol Banca a prelevare il contante.

La 29 giugno aveva stipulato una convenzione con quella banca per avere 25 mila euro ogni due settimane. Il denaro liquido serviva per dare agli immigrati ospitati nei Cara i 2.5 euro al giorno di cui avevano diritto, in base agli accordi internazionali. La gara verrà vinta dalla 29 giugno dopo l’esclusione della Diodoro ecologia.


Il versamento delle tangenti a Placidi

Per evitare di incorrere in nuovi errori Buzzi decide di versare a Placidi la tangente ogni mese. Come risulta dall’intercettazione, il dieci giugno Buzzi preleva duemila euro che vengono poi segnati come uscita sul libro della Cerrito. L’11 luglio Buzzi torna di nuovo a S. Oreste per portare altri 1.500 euro sempre a Placidi. La tranche successiva è del 6 agosto, giorno in cui Buzzi si reca ancora una volta a S. Oreste poco prima di partire per le vacanze.

La somma versata in quell’occasione è di duemila euro, annotata nel libro della Cerrito. Di ritorno dalle vacanze, il 10 settembre, Buzzi si reca a S.Oreste, anche se nel libro l’uscita di cassa viene annotata il 4 settembre , questo perché il prelievo era stato effettuato proprio in quel giorno, ma poi per un cambio di programma Buzzi aveva preferito rimandare l’incontro con Placidi.

Complessivamente a settembre Placidi aveva ricevuto da Buzzi 6.500 euro. Dato che la gara era stata vinta, il 24 giugno Buzzi paga la penultima tranche.  In base al capitolato d’appalto la 29 giungo avrebbe dovuto iniziare il servizio di raccolta rifiuti il 27 settembre. L’ultima rata relativa all’affidamento in urgenza viene versata da Buzzi il 23 ottobre, come risulta dal libro della Cerrito. Complessivamente sommando i 6.000 euro versati nel 2013 ai 14.500 del 2014 Placidi riceverà da Buzzi 20.500 euro.

A partire dal Mese di novembre Buzzi avrebbe versato a Placidi la tangente commisurata al 3% dell’importo della gara. Intanto il bando Sprar, al quale avrebbe dovuto concorrere l’agriturismo di Placidi, sarebbe scaduto il 18 ottobre. Entro quella data la coop 29 giugno presenta un progetto che se avesse vinto metà dell’importo sarebbe andato a Placidi per l’attività di pulizia e di fornitura pasti.

Il bando viene presentato proprio quel 18 ottobre. Il 29 gennaio 2014 vengono  presentate le graduatorie e la parte del progetto della 29 giugno elaborata dal comune di S. Oreste viene esclusa per carenza documentale.

n breve inciso, per essere precisi un ritorno, sull’argomento della cassa in nero. Buzzi ribadisce in aula come questa venisse alimentata in diversi modi: attraverso le fatture per operazioni inesistenti emesse da Petrolgest; attraverso l’utile in nero che Clemenzi corrispondeva con riferimento alla OML srl, di cui la 29 giugno era socia al 40%; il pagamento in nero dell’affitto per Ciampino e poi qualche vota Testa ha pagato fatture emesse dalla 29 giugno, riportando indietro il contante. (cm)

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