buzzi e panzironi

Paolo Di Ninno ha ricoperto il ruolo di responsabile amministrativo della cooperativa 29 giugno. La sua attività però non si limitava alla contabilità della cooperativa in questione, ma spaziava su tutte le principali cooperative del gruppo, inclusa quella afferente a Massimo Carminati, la Cosma.

NelI’udienza del 28 febbraio scorso Di Ninno ha raccontato di come i suoi rapporti con il mondo delle cooperative di Salvatore Buzzi sia iniziato come collaboratore del presidente del collegio sindacale della 29 giugno onlus. Le verifiche che allora svolgevano riguardavano il rispetto dell’atto costitutivo, dello Statuto, i rapporti con i soci e soprattutto la verifica del controllo di cassa, della contabilità ed il regolare versamento dei contributi.

Negli uffici di via Pomona l’imputato ha avuto modo di conoscere anche di Nadia Cerrito, la persona che gestiva la contabilità parallela della 29 giugno. L’incontro con Buzzi risale al 2000 periodo nel quale il boss della cooperazione sociale gestiva una sola cooperativa la 29 giugno onlus. Una sola cooperativa, dicevamo, anche se con un fatturato di tutto rispetto:7-8 miliardi di lire. Già in quegli anni la 29 giugno era una cooperativa di tipo B di un certo peso, potendo contare su una ventina circa di dipendenti amministrativi.

Quando l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Buzzi, chiede all’imputato se a quell’epoca la cooperativa si occupasse solo di gare riservate alle coop. sociali di tipo B o se avesse già una sua penetrazione anche nelle gare normali, Di Ninno risponde di non essersi mai occupato di gare: “non posso dare una risposta certa a questa sua domanda”.


Dalla 29 giugno all gruppo 29 giugno

Nel 2000 viene costituita, nell’ambito di un progetto europeo denominato Equal, la coop sociale Formula Sociale, inizialmente denominata l’Apostrofo. Buzzi propone in quel periodo a Di Ninno di occuparsi della sua contabilità. L’incarico diviene quindi stabile e nell’estate del 2001 Buzzi propone sempre a Di Ninno di occuparsi anche di quella della 29 giugno onlus. L’attività di verifica riguardava il controllo amministrativo e contabile, ma soprattutto gli aspetti fiscali, oltre al compito affidatogli dal ras delle coop sociali di riorganizzare l’ufficio amministrativo in maniera più professionale.

Tra il 2003 ed il 2004 vengono costituiti altri due soggetti giuridici: il consorzio Eriches 29 e la Sarim Immobiliare srl. Quest’ultima viene creata allo scopo di acquistare la titolarità di un immobile appartenuto ad un ordine di suore che, trasferitosi a Napoli, era stato costretto a lasciare la struttura nella quale risiedeva a Roma.

Insieme ai suoi collaboratori Buzzi decide di accendere un mutuo immobiliare di sette anni con la banca Unipol, mutuo che viene pagato attraverso i canoni di affitto generati dal centro di accoglienza che venne creato in quella stessa struttura.

Il consorzio Eriches era inizialmente composto da tre cooperative: Eritros, Chebesa e 29 giugno onlus. Chebesa uscì pochi mesi dopo venendo sostituita da altre coop.

Di Ninno viene incaricato quindi di occuparsi anche della contabilità della Sarim e della 29 giugno.

Quando la contabilità della 29 giugno onlus cominciò a diventare particolarmente complessa essa venne trasferita dall’ufficio di Di Ninno in via Togliatti alla sede di via Pomona. A quel punto l’imputato viene assunto con un contratto di consulenza. Fatta eccezione per la 29 giugno Onlus, Formula sociale, ABC e 29 giugno Servizi, tutte le altre cooperative consorziate in Eriches 29 non erano riconducibili direttamente a Buzzi.

Eriches 29  era inoltre socia, così come le altre coop, della CNS, che nel 2014 aveva ottenuto un fatturato pari a 14 milioni di euro.

Nel novembre del 2006 viene costituita la 29 giungo Servizi. Spiega Di Ninno come tutte le cooperative debbano avere, per legge, un fondo nel quale versano ogni anno il 3% dei loro utili. Inoltre, al momento dello scioglimento della cooperativa, tutto il patrimonio deve essere devoluto a questo fondo.

Esso ha come scopo quello di aiutare lo start up delle cooperative, oltre che a sostenerle durante il loro ciclo di vita. Nel 2010 viene costituita una nuova società immobiliare, la CRD Immobiliare che aveva come soci il Consorzio formula ambiente, Cosp Tecnoservice con sede a Terni e la 29 giugno Onlus, le quote erano di un terzo ciascuna. L’amministratore della società era Quintino Napoleoni. Anche Formula Ambiente ha tre soci: 29 giugno Onlus, CNS e Formula Servizi.

La CRD Immobiliare venne costituita per acquistare attraverso un’asta un immobile situato in via Affile. L’immobile in questione sarà destinato ad accogliere il parcheggio dei mezzi della 29 giugno oltre che il deposito della differenziata. I fondi per l’acquisto di tale immobile derivavano da un mutuo decennale stipulato con il Gruppo BancaIntesa. Vi era poi la società OML che costituiva la principale fornitrice per quel che riguardava il noleggio e le manutenzione degli automezzi per la raccolta dei rifiuti.

Il fatturato medio mensile dell’attività che la OML svolgeva per conto della 29 giugno ammontava a circa 100 mila euro. Buzzi propone al titolare della OMS Marco Clemenzi di entrare in società con lui. Tra l’8 ed il 25 dicembre del 2011 viene firmato l’atto di acquisto del 40% delle azioni della OML, per 165 mila euro. La società in questione era stata valutata 400 mila euro circa.

Il 30% delle azioni vennero rilevate dalla 29 giugno mentre il restante 10% da Formula Sociale. L’ultima società del gruppo è la SIAL, un società immobiliare costituita per l’acquisto dei terreni sui quali sarebbe poi sorto il campo nomadi di Castel Romano. Il 49% della società è intestato alla Sarim Immobiliare, mentre il restante 51% è di Sandro Coltellacci. In seguito la Sarim acquistò un ulteriore 1% da Coltellacci, in modo da avere quote uguali in capo ai due soci.  Di Ninno si occupò della contabilità anche di quest’ultima società.


La crescita economica del gruppo

La crescita economica del gruppo di cooperative legate a Buzzi è stato costante nel tempo per una quota pari al 10% annuo. La crescita ha subito un incremento consistente nel periodo compreso tra il 2012 ed il 2013.

Ciò è avvenuto quando la 29 giugno ha acquisito l’intero appalto per la raccolta differenziata, elemento che comportò il passaggio da un fatturato di 4 milioni di euro circa, ad uno superiore ai 10 milioni. Ciò era dovuto all’uscita dall’appalto da parte di Cosp e di Formula Ambiente. Formula Ambiente uscì dal servizio di raccolta della differenziata in quasi tutti comuni del Lazio, fatta eccezione di Pomezia. La coop 29 giugno le subentrò nel servizio in quasi tutti quei comuni.

Con l’uscita di CNS e di Formula Ambiente la 29 giugno Onlus dovette acquistare le quote da queste detenute della CRD Immobiliare. Il 67% delle azioni della CRD Immobiliare venne suddiviso tra diverse cooperative. Stessa cosa avvenne per la maggioranza dei contratti di leasing e dei mezzi di trasporto afferenti alle stesse coop. fuoriuscite.

L’avvocato Diddi cerca di chiarire quale sia stato il ruolo di Di Ninno all’interno della 29 giugno, posto che Nadia Cerrito lo ha descritto come il Direttore Amministrativo. Spiega Di Ninno di non avere mai avuto la responsabilità della tesoreria, e che comunque pur avendo rapporti con varie fonti finanziarie dalle quali dipendeva lo sviluppo delle cooperative, il suo potere decisionale era limitato. Era Buzzi la persona che decideva.

Fa poi notare Di Ninno come il suo reddito annuale fosse intorno ai 120 mila euro e di come i proventi delle cooperative del gruppo 29 giugno pesassero per circa un terzo.


Controllo di gestione e rapporti con gli altri uffici

Nell’agenda che è stata sequestrata dal Ros a Di Ninno sono indicati dei nomi con dei numeri. Di Ninno spiega che nelle ultime tre pagine di questa sono indicati nomi, importi e numeri. Si tratta delle fatture emesse dall’imputato con l’indicativo del numero di fattura, dell’importo e del nome del cliente per conto del quale è stata emessa. Una parte di quelle pagine riguardano la sua società, la Paidin, mentre le altre sono relative alla sua attività di consulente.

Le quote della società di Di Ninno, la Paidin, sono intestate a lui, alla moglie ed al figlio maggiorenne. Oltre che con Buzzi e con Cerrito Di Ninno aveva rapporti stretti anche con Emanuela Bugitti, la compagna di Buzzi, che ricopriva il ruolo di Direttore Operativo della 29 giugno. Questo perchè l’imputato oltre che direttore amministrativo dirigeva anche il controllo di gestione.

Tale attività era stata avviata a partire dall’inverno del 2013 e veniva eseguita da due persone da lui scelte. L’attività di controllo svolta dall’ufficio del controllo di gestione riguardava i conti di ogni centro di costo. Ad esempio la cooperativa aveva a disposizione circa 200 camion, alcuni di proprietà ed altri in leasing. L’ufficio del controllo di gestione conosceva il costo complessivo di ogni singolo mezzo, incluso il consumo di carburante e la manutenzione. Venivano quindi monitorati singolarmente gli oltre cento otto cantieri.

In questa attività di controllo Di Ninno si confrontava spesso con la Bugitti. Tutti i venerdì c’erano le riunioni di presidenza, dove erano presenti tutti presidenti delle cooperative, oltre a Carlo Maria Guarany (vice presidente 29 giugno Onlus) che ricopriva la posizione di responsabile del commerciale, Alessandra Garrone come rappresentante dell’ufficio legale e l’imputato, in qualità di responsabile del controllo di gestione oltre che dell’assetto finanziario.

L’ufficio con cui l’imputato si confrontava più frequentemente era quello del controllo di gestione. Per determinare il costo di ogni singolo appalto è necessario determinare il costo del personale, specie in quelle cooperative dove tale componente riveste il 70-75% del costo complessivo.Oltre a ciò, dato che ogni contratto fa riferimento ad un diverso contratto collettivo di lavoro, anche l’ufficio del personale rappresentava un punto di riferimento, in particolare la responsabile Risa Cristina.

L’ufficio amministrativo si confrontava inoltre con quello legale,  soprattutto quando occorreva avere i dati delle cooperativa con riguardo al volume d’affari di un determinato tipo di settore, per poter partecipare alle gare. Ma anche in sede di stesura dei contratti del personale il legame era stretto, dato che il primo si occupava degli aspetti legali mentre quello amministrativo curava l’aspetto tributario.


La conoscenza con Carminati

Di Ninno ricorda di avere conosciuto Carminati nel 2012, avendolo incontrato negli uffici di via Pomona. Gli viene poi presentato da Buzzi come funzionario addetto all’attività commerciale. Il 30 giugno 2012 Buzzi riferisce a Di Ninno che Carminati aveva intenzione di costituire una cooperativa sociale. Viene identificata la Cosma, cooperativa costituita nel 2008 prima di allora presieduta dal cognato di Buzzi, Costantino Valentini, fratello della sua prima moglie, da cui la coop ha mutuato il nome. La cooperativa viene affidata alla guida dell’avvocato Antonio Esposito che Di Ninno non conosceva.

La Cosma era funzionale al regolamento dei crediti che Carminati vantava nei confronti della 29 giugno. Nel mese di ottobre 2012 l’imputato ricorda di avere ricevuto da Buzzi l’incarico di preparare uno schema relativo ai costi sostenuti per la realizzazione del campi nomadi di Castel Romano. In merito ai rapporti con Carminati, Di Ninno racconta di avere avuto con lui nel corso di un anno circa una trentina di conversazioni. Il loro rapporto era funzionale alla rendicontazione afferente alla contabilità della Cosma.

Dell’esistenza di quest’ultima erano a conoscenza solo tre persone: Buzzi, Di Ninno e Carminati. Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza del 2 dicembre 2014 è stata sequestrata presso gli uffici di Di Ninno la contabilità della Cosma. L’imputato spiega come questa possa essere divisa in due parti: la prima pagina e tutte le altre. Sulla prima pagina compare la scritta: “ipotesi A”, che presupponeva anche l’esistenza di un’ ipotesi “B “.

In quest’ultima compare un prospetto dei costi effettivi sostenuti per la realizzazione dell’investimento del campo rom di Castel Romano, investimento sostenuto in solido dalla 29 giugno e da Massimo Carminati. Nelle restanti 70 pagine circa vi sono fotocopie di fatture di alcuni fornitori, ma soprattutto i conteggi relativi ai rapporti tra la cooperativa e Carminati. La richiesta della scrittura di questo documento Buzzi l’aveva avanzata a Di Ninno nel dicembre del 2012. In quell’occasione il ras della 29 giugno aveva chiesto al suo direttore amministrativo se poteva rappresentare tecnicamente i rapporti finanziari tra la 29 giugno e Carminati.

In quell’occasione Buzzi spiegava a Di Ninno che l’ex NAR, per via dei suoi precedenti, non poteva incassare compensi di lavoro se non in nero. Dalla contabilità riportata nel libro sequestrato emerge come i compensi destinati a Carminati si riferiscano a quattro appalti: l’investimento nel campo rom, il cantiere relativo alla manutenzione del verde dell’EUR, due cantieri gestiti dall’Azienda Strade Lazio (Astral spa) e centri di accoglienza per Minori (MISNA).

In particolare i crediti vantati da Carminati derivavano nel primo caso dal sostenimento del 50% circa dei costi per la realizzazione del campo “F”; nel secondo da una quota dell’utile del cantiere dell’EUR, pari anche in questo caso al 50%. (cm)

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