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E’ stato ascoltato in controesame, il 16 febbraio scorso, l’imputato Michele Nacamulli, nell’ambito del processo Mafia Capitale. La difesa, l’avvocato Giuseppe di Noto, ripercorre in aula i tre capi d’accusa che la Procura contesta al suo cliente: un’ipotesi di corruzione e due di turbativa d’asta, oltre all’aggravante di aver agito con la finalità di agevolare un’associazione di tipo mafioso diretta da Massimo Carminati.

Nacamulli ricongiunge le tappe della sua carriera politica e professionale partendo dall’iscrizione, negli anni ’90, alla Sinistra Giovanile, le giovanili del partito dei Democratici di Sinistra. In breve tempo diviene prima segretario del circolo della sezione Ostiense, quindi vicesegretario della Sinistra Giovanile e infine, nel 2008, viene eletto Consigliere municipale in undicesimo Municipio (S. Paolo, Ostiense, Garbatella).

Al termine dell’esperienza istituzionale nel 2013 Nacamulli si ritrova senza lavoro.

Viene assunto, nel luglio di quello stesso anno e a due mesi dal termine del mandato municipale, dalla 29 giugno con la qualifica di operaio florovivaistico. Formalmente il suo contratto di lavoro viene registrato in capo alla cooperativa COSMA, gestita ufficialmente dall’avvocato Antonio Esposito ma afferente occultamente a Carminati.

L’imputato nega di aver saputo a chi fosse riconducibile quella cooperativa, perché comunque il colloquio di assunzione lo aveva avuto in via Pomona, sede della 29 giugno, con la responsabile del personale Cristina Risa. Il primo giorno si presenta alla stazione metro EUR Fermi, dove gli viene dato l’incarico di recarsi al cantiere relativo ad un subappalto per conto di EUR spa, afferente alla manutenzione delle aree verdi.


L’attività in Cosma e la conoscenza di Carminati

L’attività in Cosma dura circa cinque mesi. Il 13 dicembre 2013 Buzzi lo convoca negli uffici di via Pomona dove gli offre un contratto a tempo indeterminato legato al servizio di emergenza alloggiativa. Ufficialmente il contratto è legato alla cooperativa Eriches, dove viene affiancato a Claudio Bolla con l’incarico di seguire gli aspetti operativi. Il rapporto con Buzzi è da principio molto buono, in pratica gli fa da segretario, in seguito però si raffredda. Tutto comincia con le elezioni europee del 2014, dove Nacamulli aveva fatto parte del comitato elettorale di Enrico Gasbarra.

Terminate le elezioni Buzzi chiede a Nacamulli di fargli da segretario. Le sue mansioni riguardavano la lettura e la stampa della posta elettronica, l’annotazione delle telefonate, la redazione di comunicati stampa. L’esperienza istituzionale era stata preziosa sia dal punto di vista delle conoscenze personali che di gestione delle pratiche amministrative.

La conoscenza di Nacamulli con Carminati avviene all’interno degli uffici di via Pomona, quelle poche volte in cui l’ex NAR si era fermato a discutere su questioni legate alla Cosma. All’inizio l’imputato non sapeva chi fosse, benchè era solito scambiare con lui quattro chiacchiere. Quando il collega Guido Colantuono gli rivela chi sia in realtà, Nacamulli non si scandalizza più di tanto. E non si stupisce nemmeno quando viene a sapere che era socio (di maggioranaza) delle cooperative per la quale aveva lavorato.

Questo perché era abituato a confrontarsi con gli operai della Cosma, alcuni dei quali erano criminali famosi, come il camorrista Michelangelo Camisso o come Pino Pelosi.


I rapporti con Carminati e con gli altri imputati

L’accusa contesta all’imputato di aver partecipato spesso a riunioni con Carminati e Buzzi. In realtà si sarebbe trattato, secondo l’imputato, di due intercettazioni ambientali tratte dagli uffici della 29 giugno. In entrambe gli episodi Nacamulli sarebbe stato presente all’interno di discussioni tra Buzzi e Carminati. Una volta l’imputato si è anche recato in auto con l’ex NAR a visionare una struttura a Campagnano, per valutare il suo eventuale impiego in relazione all’emergenza alloggiativa.

 Con Alessandra Garrone l’imputato aveva rapporti quotidiani all’interno della 29 giugno, così come con Claudio Caldarelli presidente della cooperativa Formula Sociale, Paolo di Ninno responsabile amministrativo della 29 giugno, Sandro Coltellacci gestore della cooperativa il SolCo membro del consorzio Eriches, Claudio Bolla suo diretto superiore, Stefano Venditti dirigente della federazione di Frosinone dei DS divenuto in seguito presidente di Legacoop Lazio, Pierina Chiaravalle collega e dipendente della cooperativa ABC ed Angelo Marinello collega iscritto nella zona EUR impiegato presso l’ufficio dell’assessore Ozzimo.


Gli appartamenti della Locomotive S.Lorenzo in cambio del rinnovo delle convenzioni

Insieme a Magrini Ozzimo e Pedetti, Nacamulli è imputato di corruzione per l’acquisto di quattordici appartamenti dalla cooperative edile Locomotive Roma S.Lorenzo, al prezzo di 3,262 milioni di euro, di cui  120 mila erogati come anticipo. Riguardo ai rapporti con Ozzimo e Pedetti l’imputato spiega come la loro conoscenza fosse pregressa rispetto al suo ingresso nella 29 giugno. E sulle accuse che gli vengono mosse egli nega di aver avuto con loro alcun tipo di rapporto.

Su Santino dei Giudici, presidente della cooperativa edile Locomotive Roma S.Lorenzo, Nacamulli sostiene di non averlo mai conosciuto. Cita a questo riguardo la conversazione censita dal ROS del 7 gennaio 2014, nella quale Buzzi lo chiama e gli dice, con Bolla presente, che se la 29 giugno avesse comprato quei quattordici appartamenti il Comune le avrebbe rinnovato le convenzioni: ” a noi ce deve rinnova’ la Convenzione e non ce deve rompe il cazzo.. punto. Questa è la prima cosa! “.

Erano passati solo dieci giorni dalla sua assunzione.

Nell’ottobre del 2014 la 29 giugno diffonde un documento con il quale comunicava l’acquisto, dalla cooperative Locomotive Roma S.Lorenzo, di otto appartamenti in zona Roma Est. Riguardo a questa vicenda l’imputato respinge ogni addebito.


La procedura negoziata dei 580 posti e le telefonate alla Errico

Il secondo capo d’accusa contestato a Nacamulli è una turbativa d’asta relativa alla procedura negoziata per l’accoglienza di 580 persone.

Anche qui l’imputato descrive i suoi rapporti con gli altri soggetti chiamati in causa dall’accusa. Come Francesco Ferrara, presidente del consorzio di cooperative La Cascina, che Nacamulli ha avuto modo di conoscere quando Buzzi lo portò negli uffici della 29 giugno. La seconda volta che lo vide era alla cena elettorale di Matteo Renzi, all’EUR.

L’imputato conosceva anche Tiziano Zuccolo, poiché come lui si occupava dei residence gestiti in convenzione col Comune. Carlo Guarany era il vice presidente della 29 giugno e Nacamulli aveva avuto modo di conoscerlo negli uffici di via Pomona.

Con riguardo alla procedura negoziata per l’accoglienza di 580 persone sono imputati in concorso con Nacamulli nel reato di turbativa d’asta l’imprenditore Fabrizio Amore, che l’imputato non aveva mai visto prima, e la titolare della cooperativa Un Sorriso, Gabriella Errico,  che invece aveva conosciuto in occasione dell’uscita delle manifestazioni di interesse relativa alla procedura negoziata in oggetto.


La procedure negoziata per via di Valcannuta e via di Montecarotto

Il terzo capo d’accusa contestato a Nacamulli è quello relativo alla procedura negoziata per i residence di via di Valcannuta e di via di Montecarotto. L’imputato chiarisce di non essersi mai occupato di quella vicenda. Il reato in oggetto sarebbe stato commesso in concorso con Buzzi, Carminati, Zuccolo, Bolla e Pulcini. In relazione a quest’ultimo Nacamulli riferisce di non averlo mai conosciuto personalmente ma solo attraverso i quotidiani, essendo egli uno dei vari costruttori romani.

L’avvocato Di Noto richiama l’intercettazione del 15.07.14. Si tratta di una conversazione tra Buzzi e l’imputato. Buzzi chiede a Nacamulli di fare una verifica sui di una cooperativa chiamata San Saturino. L’imputato aspettava l’arrivo di Caldarelli per individuare chi fosse la coop indicata.

Nella conversazione del 17.07.14, sempre tra Buzzi e Nacamulli, quest’ultimo indica all’altro il nome della cooperativa Osa Maior tra i partecipanti ad una gara.

Nella conversazione del 18.07.14 Nacamulli chiama Buzzi e gli parla della cooperativa Virtus, una delle altre partecipanti sempre con riferimento alla stessa gara . Poco dopo Nacamulli richiama Buzzi per indicargli un’altra coop, Europa Consulting.

Il 21.07.14 Zuccolo avvisa Nacamulli di altri due partecipanti non previsti sempre per la gara in questione: le coop Un Sorriso e In Opera. Nella conversazione del 21.07.14 tra Errico e Buzzi la prima chiede a Buzzi un appuntamento e Buzzi risponde dicendo di non potersi muovere e  che gli avrebbe mandato Nacamulli. Buzzi chiede alla Errico di partecipare con la 29 giugno ad una gara ma la Errico gli risponde di non essere disponibile.

Il giorno 21.07.14 Buzzi chiama Errico per chiederle un appuntamento sull’emergenza alloggiativa. Buzzi voleva sapere se la Errico aveva avvisato che avrebbe rinunciato ad una manifestazione di interesse. Sempre il 21.07.14 Buzzi chiama Nacamulli per dirgli che la Errico avrebbe rinunciato e poi gli da appuntamento al teatro Olimpico. Al bar dell’Olimpico Nacamulli incontra Roman Obradovic per sapere se avrebbe partecipato ad una determinata gara. L’Obradovic risponde di non essere interessato.


Quella lista dei partecipanti alla procedura negoziata

In controesame il Pm Luca Tescaroli rivolege all’imputato Nacamulli alcune domande in merito al reato di turbativa d’asta. Il riferimento è ad un documento rinvenuto dal ROS all’interno di una cartellina che l’imputato custodiva in casa propria. Si tratta di una lista di cooperative che avrebbero dovuto partecipare alla manifestazione di interesse relativa alla gara dei 580 posti afferenti ai residence di via Montecarotto e via di Valcannuta.

Erano cooperative che Buzzi avrebbe contattato telefonicamente per sapere se interessate a quella gara. E’ in questi termini che secondo l’accusa si connoterebbe la turbativa, vale a dire nel tentativo di convincere l’interlocutore che, qualora avesse manifestato un interesse per quella gara,  avrebbe ricevuto un favore dalla 29 giugno se vi avesse rinunciato. In sostanza la 29 giugno avrebbe ricompensato la cooperativa debitrice del favore facendole vincere un’altra gara.


L’associazione mafiosa

Sempre l’accusa, contestando l’associazione mafiosa, chiede a Nacamulli se ricorda che Buzzi gli abbia rivelato delle minacce che Carminati avrebbe rivolto a Riccardo Mancini. Nacamulli risponde di non ricordare. Analogamente il Pm chiede all’imputato se ricorda della riunione svoltasi presso la Onlus Piccoli Passi  con alcune persone (quelli della Metro) che dovevano a Buzzi dei soldi.

In quell’occasione Carminati aveva minacciato una di queste perchè voleva alzarsi e andarsene senza avere concluso la conversazione. Secondo il resoconto che viene fatto l’ex NAR avrebbe minacciato questa persona dicendogli: “come cazzo ti permetti stai seduto”.

Riferendosi a quell’incontro Buzzi afferma: “intanto l’incontro era in aperta campagna perchè, se andava male, lo sotterrava li”. Di questi fatti Buzzi ne fa cenno in due distinte conversazioni intercettate dal Ros: una nel maggio 2014 e l’altra il 7 agosto 2014. Quello stesso giorno in una successiva intercettazione Buzzi affermava davanti a Nacamulli che gli altri “hanno paura di noi”. Nacamulli non ricorda questo episodio, ricorda solo che Buzzi, rovolgendosi a lui, faceva delle affermazioni molto bizzarre come “ti sparo su un piede se non mi trovi gli appartamenti”. (cm)

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