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Sempre l’8 febbraio è stato ascoltato in aula l’imputato Claudio Turella. Durante la sindacatura Alemanno Turella ricopriva la carica di dirigente del Servizio Giardini del Comune di Roma.

In particolare era responsabile del servizio Programmazione e Gestione Verde Pubblico del Comune. Secondo l’ipotesi accusatoria Turella, compiendo atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, avrebbe orientato la destinazione di risorse economiche del bilancio comunale in settori afferenti alle attività collegate alle cooperative di Salvatore Buzzi, al fine di agevolarle. Inoltre avrebbe fatto in modo che le cooperative del ras Buzzi ottenessero l’assegnazione dei lavori per l’emergenza neve, a Roma, nel febbraio 2013.     

  


La Gara delle ville storiche

Turella, in concorso con Salvatore Buzzi e la dirigente del Comune di Roma Rossana Calistri è accusato, quale presidente della commissione di gara, con Calistri altro membro della commissione, del reato di turbativa d’asta in relazione alla cd gara delle Ville Storiche

In aula è stato ricostruito ciò che avvenne nella Commissione in relazione all’esito di quell’appalto. Il 13 marzo 2013 sul sito istituzionale del comune e all’albo pretorio viene pubblicato un avviso pubblico di manifestazione d’interesse per la partecipazione a dieci gare riservate alle cooperative sociali, come previsto dalla legge n.381/91.

La Commissione era composta oltre che da Turella, in qualità di presidente, dalla dott.ssa Ornella Coglitore e da un membro nominato dal Quinto Dipartimento con il compito di valutare il progetto sociale presentato da ogni partecipante.

Viene indicata la signora Rossana Calistri.

Il 13 maggio 2013 la Commissione si riunisce per la verifica della documentazione amministrativa. La riunione è pubblica. Sono presenti rappresentanti del Consorzio Eriches, della cooperativa sociale Il Gheppio e de Il SolCo. Fatta eccezione per Eriches, tutti gli altri  presentano carenze documentali. Questi ultimi vengono ammessi con riserva, con l’obbligo di integrazione successiva pena l’esclusione. Il giorno 14 maggio, presenti Consorzio Eriches e Il Solco, si da lettura dei punteggi relativi alle offerte tecniche e sempre in seduta pubblica si da apertura delle offerte economiche. Tutte le buste sono chiuse con cera lacca. Non vengono riscontrate irregolarità.

Durante le procedure di assegnazione, secondo l’ordinanza del 2, dicembre vengono rilevate le seguenti conversazioni:

13.05.13 ore 12 Roberto Ruffini, il delegato del Consorzio Eriches, parla con Buzzi: “Il raggruppamento il Solco e il Gheppio non li hanno voluti escludere”.

14.05.13 Ruffini avvisa Buzzi che ancora non era stata effettuata la valutazione delle offerte tecniche (valutazione del progetto sociale della quale era incaricata la Calistri)

14.05.13 ore 12:36 Ruffini chiama Buzzi: “Il problema era, è che Turella non ha escluso Il SolCo e gli ha consentito di presentare la documentazione”

14.05.13 Buzzi tenta di chiamare Turella che non risponde.

14.05.13 Gammuto invia un sms a Buzzi. Subito dopo Turella invia un sms a Buzzi: “Chiamami urgentemente”

Per ottenere un punteggio più alto Buzzi aveva scritto nell’offerta tecnica di aver effettuato lavori per i municipi. Non avendo però certificato tale dichiarazione la documentazione relativa risultava inutilizzabile. Doveva presentare ulteriori documenti, cosa che in effetti fece.

14.05.13 ore 13.03 Calistri invia un sms a Buzzi per avvisarlo di portare ulteriore documentazione relativa al progetto sociale, al fine di superare il punteggio del SolCo, violando in questo modo la regola di riservatezza della procedura amministrativa in corso. Calistri chiede: “Ma a quella gara ma quanto hai messo al massimo ribasso?”

Buzzi le risponde spiegandole le modalità della gara stessa.

Di seguito Buzzi chiama Ruffini e chiede le ragioni della mancata esclusione de il SolCo.

13:22 Buzzi invia un sms a Turella

13:23 Buzzi chiama Mario Monge presidente del consorzio Il SolCo.


L’accordo in Campidoglio

Buzzi si era attivato poiché aveva saputo di avere preso un solo punto di differenza rispetto a il SolCo sull’offerta tecnica. Quel punto di differenza era dato dalla certificazione dei lavori eseguiti presso i municipi, cosa che a il SolCo mancava.

Turella afferma, in aula, che se fosse stato corrotto da Buzzi avrebbe dovuto escludere l’offerta de il SolCo, cosa che invece non fece. Spiga inoltre l’ex funzionario come in quel momento non conoscesse la dott.ssa Calistri: sapeva solo che aveva lavorato nella segreteria di Veltroni, senza avere avuto modo di entrare in confidenza con lei. Solo leggendo gli atti dell’inchiesta e osservando la foto che ritrae Calistri assieme ad Odevaine, foto allegata all’informativa del ROS, Turella ricostruisce il legame tra i due.

Spiega inoltre l’imputato che i sette milioni di cui parla Buzzi nelle intercettazioni erano in buona parte già stati spesi dall’allora assessore all’ambiente Marco Visconti. Restavano fuori solo alcune gare: villa Borghese, villa Pamphili e parco della Caffarella.

In relazione alla revoca della gara di villa Borghese, Turella riferisce come l’esito della stessa fosse nato da un accordo tra gli alti vertici del Campidoglio, capi e vice capi di segreteria, oltre a Marco Caldani titolare del vivaio Caldani srl. E in effetti è quest’ultimo che si aggiudica la gara al posto di Multiservizi. Roma Multiservizi aveva fino a quel momento sempre ottenuto l’appalto poiché il capitolato prevedeva il vincolo di riassumere i dipendenti della ditta uscente.

E Multiservizi era un’impresa grande in grado di poter sostenere quelle assunzioni.  Accade ora che Caldani accetta di riassumere i dipendenti uscenti ,se non che gli ex dipendenti di Roma Multiservizi non ci stanno.  Alla fine la gara viene aggiudicata a Roma Multiservizi, secondo classificato.

In seguito quella gara viene annullata in quanto erano stati impiegati tutti i fondi a disposizione del Dipartimento. La giunta Alemanno quindi adotta una delibera di revoca, la n.27, il cui oggetto è: “indirizzi per il mantenimento delle aree verdi comunali e per la gestione dei gattili e dei canili comunali”. Dunque i fondi disponibili al decimo Dipartimento vengono destinati non più solo alla cura di villa Borghese ma a tutte le ville, oltre che alla gestione dei gattili e dei canili comunali. (cm)

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