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Ha reso, il giorno 8 febbraio, spontanee dichiarazioni l’imputato Andrea Tassone.

Ex presidente del decimo Municipio (Ostia) durante la consiliatura di Ignazio Marino, eletto in quota PD, si è dimesso a seguito dei domiciliari disposti in esecuzione dell’ordinanza del Gip Flavia Costantini del 29.05.15. Secondo la Procura di Roma Tassone, oltre ad avere rivelato a Salvatore Buzzi particolari relativi ad alcuni bandi indetti dal Municipio da lui guidato attraverso l’uomo di fiducia Paolo Solvi, avrebbe chiesto ed ottenuto danaro per assegnare alle cooperative di Buzzi i lavori di potatura delle piante e di pulizia delle spiagge di Ostia.

Tassone inizia le sue dichiarazioni accennando al milione di euro che la legge regionale n.7/14 del 2014 ha stanziato per i comuni costieri della Regione. In base a quanto scritto a pag 59 dell’interrogatorio del capitano del ROS Federica Carletti, viene affermato che i soldi in questione non arrivarono al decimo Municipio a causa dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari del 2.12.14.

Si fa presente che la difesa Tassone, sostenuta dall’avvocato Filippo Dinacci, ha depositato agli atti del processo una lettera della Regione Lazio inviata dall’assessore regionale alle Attività Produttive Guido Fabiani e dall’assessore al Bilancio e Patrimonio Alessandra Sartore con la quale si comunica che lo stanziamento da parte della Regione ammontava a 94.000 euro.

Quei fondi furono destinati all’organizzazione di una manifestazione estiva denominata Ostia Monamour ad opera del decimo Municipio; in pratica si trattava del concerto del gruppo musicale degli Stadio, oltre ad una ventina di rappresentazioni teatrali da parte della Compagnia Nino Manfredi di Ostia, a cui si aggiungono le spese relative al lavoro di supporto svolto dalle associazioni locali della protezione civile per tutta la durata della manifestazione (70 gg) e l’acquisto della segnaletica verticale e delle transenne per la delimitazione dell’area adibita a tali rappresentazioni.

“Io credo – dichiara Tassone – che queste risorse sono state utilizzate e non sono attinenti in nessun modo con il gruppo capeggiato dal dott. Salvatore Buzzi”.

Questa è la precisazione che l’ex presidente del Municipio di Ostia si sente di fare in merito al supposto milione che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe piovuto sul Municipio, destinato in gran parte a finanziare lavori che sarebbero poi stati eseguiti dalle cooperative afferenti a Buzzi. Tassone aggiunge quindi: “non so se (questi

soldi) sono stati rendicontati, perché dopo le vicende di Mafia Capitale io mi sono dimesso e quindi non so. Però penso ci sia stato un anticipo di cassa da parte del Comune di Roma, perché dopo il Comune di Roma li riprendeva dalla Regione Lazio”.


Gli inizi di carriera

Di seguito l’ex politico di punta del PD ad Ostia fa un excursus sulla sua carriera politica, dalla prima elezione a consigliere municipale, nel 2006 nelle liste dell’Ulivo, alle sue dimissioni del 18 marzo 2015.

Dopo essersi occupato di attività commerciali, a seguito delle elezioni del 2008 diviene capogruppo del PD nell’aula Consiliare del Municipio di Ostia. In vista delle elezioni del 2013 viene candidato sempre dal PD alle primarie di coalizione. Vince le primarie e si candida a Presidente del Muncipio. Il 10 giugno 2013 vince il ballottaggio contro Cristiano Rasi e viene proclamato Presidente.

Tassone ripercorre l’attività politica svolta in vista delle elezioni del 2013 contro l’affidamento delle spiagge libere attrezzate e contro la privatizzazione del suolo pubblico, ovvero la delimitazione dei parcheggi con le strisce blu da parte dell’amministrazione di centro destra guidata allora da Giacomo Vizzani, che intendeva cederli in gestione ad un privato.

Ma la lotta politica con la precedente amministrazione si è combattuta soprattutto sulle somme urgenze, che nel primo semestre 2008 e nel secondo del 2009 raggiungevano i 40 milioni di euro. Appena eletto presidente, la prima operazione che pone in essere è quella di sostituire tutti i dirigenti apicali all’interno del Municipio, sia quelli di natura tecnica rappresentati dall’ ing. Aldo Papalini responsabile dell’Ufficio Tecnico, che quelli amministrativi rappresentati dalla dott.ssa Claudia Minichelli ex Direttore del X Municipio. Il 15 luglio scatta l’esecuzione dell’ordinanza relativa all’inchiesta della Procura di Roma denominata Alba Nuova, che coinvolge il dirigente apicale dell’Ufficio tecnico Papalini.

A questo punto, sentito il parere del direttore generale del Municipio, il dott. Liborio Iudicello, si giunge alla conclusione seconda la quale l’unico dirigente in grado di riportare l’amministrazione del Municipio sulla strada della legalità fosse il dott. Rodolfo Murra, che viene nominato Direttore.


Decimo Municipio: la gestione Murra

La prima attività posta in essere dal nuovo Direttore fu il sequestro di Approdo alla Cultura, una manifestazione commerciale mascherata da iniziativa culturale, intestataria di un debito nei confronti del Municipio di 450 mila euro, per occupazioni del suolo pubblico. Nel corso della consiliatura, col dott. Murra poi promosso all’avvocatura del Comune e sostituito dal dott. Claudio Saccotelli, vengono sequestrati una serie di impianti pubblici trasformati in privati, come ad esempio quello sportivo di via Varna, dove sorgeva un ristorante totalmente abusivo posto sotto sequestro.

Al termine del suo mandato il dott Murra redasse una relazione su tutte le irregolarità che aveva riscontrato, dove in particolare veniva sottolineata la mancanza di una turnazione per tutte le posizioni organizzative dell’amministrazione del Municipio decimo.

Tale avvicendamento appariva necessario poiché era da troppo tempo che la maggior parte di queste posizioni svolgevano la loro attività all’interno di quell’amministrazione.

Scrive a tal proposito Murra sul suo blog: “..ci sono addetti tecnici che abitano ad Ostia e che lavorano li, ininterrottamente, da 15/20 anni, senza mai alcuna turnazione (neppure ora che la legge anticorruzione lo impone espressamente). La stabile e prolungatissima permanenza in un ufficio tecnico, a contatto continuo con imprenditori ed appaltatori, porta inevitabilmente al sospetto di contiguità inopportune, di affievolimento dei controlli, di amicizie e rapporti incompatibili con l’applicazione di sanzioni. Il tentativo di applicare questi dipendenti al Casilino, all’Aurelio, onde far rigenerare il tessuto burocratico dell’Ente, si rivela sistematicamente inutile: siamo in Italia, ed interviene la politica“.


L’apertura dei varchi e la sede dei Vigili

Tassone ricorda come a seguito della sua elezione il Municipio fosse sistematicamente oggetto di visite da parte dei Carabinieri su delega della Procura di Roma e della Capitaneria di Porto. L’amministrazione Tassone aveva, a suo dire, appena cominciato ad intaccare le rendite di posizione accumulate nel tempo, la vera malattia di questa Città. Ricorda Tassone come una delle prime iniziative che prese fu l’eliminazione del centro di costo afferente alla Presidenza del Muncipio.

Si trattava di un importo non molto elevato, circa 30 mila euro, che vennero dirottati verso quelle attività di spesa storicamente deboli, come i lavori pubblici, il sociale e l’ambiente. Con riguardo poi alle concessioni balneari, in relazione alle quali il suo operato è stato giudicato troppo debole, Tassone ricorda di avere requisito un edificio proprio all’associazione balneari, che per cinque anni era stato concesso loro a titolo gratuito. L’edifico venne in seguito destinato ad accogliere l’assessorato all’urbanistica.

Altra iniziativa presa sempre in questo ambito dal Municipio, in accordo con il sindaco Marino, fu quella di riaprire i varchi alle spiagge libere. I primi varchi vennero aperti il primo luglio 2014 contro il volere dei balneari, la mattina presto alla presenza delle forze dell’ordine. C’è una delibera datata 12 giugno 2014 che rende l’idea di quale fosse la situazione delle risorse nelle casse del decimo municipio.

Il Municipio di Ostia è caratterizzato dalla presenza di una specifica unità organizzativa denominata Ambiente e Litorale, che si occupa anche della gestione di un area verde che si estende per un milione e 950 mila metri quadri, tutto verde pubblico. Nell’anno 2013, quando Tassone divenne presidente del Municipio, tale unità aveva nelle proprie casse un importo pari a 3.311, 78 euro. Secondo un prospetto inviato dal Comune, per l’annoi 2014 le somme in bilancio destinate alla gestione del verde pubblico ammontavano a 420.816 euro, fondi sottratti alla manutenzione degli edifici scolastici.

Racconta Tassone di come in uno dei vari viaggi che fece per incontrare l’assessore al Bilancio di Roma Capitale per avere dei fondi da destinare al suo Municipio, il Sindaco Marino gli consigliò di individuare un’area dell’amministrazione sulla quale avrebbe potuto effettuare dei tagli, promettendogli che i fondi così risparmiati glieli avrebbe fatti riassegnare in bilancio. E così, leggendo sui documenti contabili relativi ai costi del Municipio Tassone si rende conto come venisse speso un milione e 300 mila euro l’anno per l’affitto dell’immobile in cui aveva sede il corpo della Polizia Municipale.

L’amministrazione individuò quindi un immobile pubblico da destinare a nuova sede per i Vigili , in piazza Vega, zona stella Polare. Quest’operazione creò però una forte tensione con il corpo di Polizia, il quale sosteneva come in quella nuova sede non vi fossero posti sufficienti da destinare a parcheggio per le auto di servizio.

Venne così indetto un bando che venne vinto dall’unica offerta ammessa, quella della Immobilgest 2010 srl, con sede a L.go Porto di Roma n.5, sulla base dell’offerta tecnica e di quella economica per un canone annuo pari a 272.500 euro, cifra notevolmente inferiore al milione e 200 mila euro che veniva pagato. E tuttavia all’esito della gara non venne dato alcun seguito. Era emerso infatti come la società Immobilgest 2010 srl fosse riconducibile al patron del Porto di Roma Mauro Balini coinvolto nell’inchiesta Nuova Alba, e tutt’ora il Municipio continua a pagare 1,3 milioni di euro per l’affitto della sede dei Vigili.

Leggendo la relazione della Commissione prefettizia Tassone scopre come sia il Comandante generale dei Vigili Urbani di Roma che il Comandante del Decimo Gruppo Mare, nel corso delle loro audizioni, abbiano richiamato un procedimento penale per tentata corruzione del quale è stato incaricato il sostituto procuratore Erminio Amelio.

Le indagini sarebbero state aperte a seguito di un’informativa inviata dal Comando di Ostia. Dall’informativa si legge come i proprietari dello stabile dove ha tutt’ora sede il comando dei Vigili (Immobilinvest 112 srl riconducibile all’immobiliarista Giovanni Fezia) inizialmente contrari a qualsiasi forma di rinegoziazione del contratto, prendendo atto della ricerca da parte dell’Amministrazione di una nuova sede, avrebbero avvicinato rappresentanti delle OO.SS del Corpo della polizia locale promettendo denaro in cambio dell’attivazione di proteste contro il trasferimento degli uffici.


La manutenzione degli arenili

Altra questione che determinò un’attivazione da parte dell’Amministrazione fu quella relativa alla manutenzione degli arenili di Castel Porziano, il cui costo ammontava circa a 1,2 milioni l’anno. Questo fino al 2013, quando l’appalto lo aveva la Roma Multiservizi spa. Nel 2014 il Direttore del Municipio Saccotelli assicurò di riuscire a spuntare uno sconto del 50% attraverso la rivendicazione del contratto, con un risparmio di oltre 680 mila euro. Cosa che in effetti avvenne.

Un ulteriore provvedimento di risparmio fu quello adottato l’8 luglio attraverso la memoria n.1/2014, con la quale veniva esternalizzata l’attività di pulizia degli arenili ai consorziati, una volta che fossero stati messi in regola. Eliminando quel centro di spesa individuato nel bilancio comunale con la dicitura OSL e che si riferiva alle spiagge libere, il risparmio ottenuto poteva essere riutilizzato in bilancio così come promesso dal Sindaco Marino.

Tassone ricorda la vittima di un incidente stradale lungo la Cristoforo Colombo, Giacomo Danieli anni 42, che cadde dalla moto per via di un pino che gli rovinò addosso. Oggi tutti gli alberi situati nelle vie ad alto scorrimento del decimo municipio, a seguito di un censimento, recano una targhetta con un numero di matricola cui corrisponde un responsabile addetto alla loro potatura periodica.   

 Tornando sui capi di imputazione contestati, l’imputato è accusato di avere rivendicato alla competenza del decimo Municipio i lavori relativi alla pulizia delle spiagge, oltre all’avere comunicato a Salvatore Buzzi notizie ed informazioni sulla procedura di selezione del contraente in relazione a due gare pubbliche. Nello specifico si trattava dei lavori a somma urgenza per la potatura di alcune alberature stradali ed i lavori di pulizia dell’arenile di Castel Porziano.

In relazione alla prima contestazione Tassone fa notare come sebbene la pulizia degli arenili di Castel Porziano spetti alla competenza del decimo municipio, fin dal 1992 essa sia stata sempre gestita e curata dal decimo Dipartimento del Comune di Roma. E solo con la delibera Pannella adottata nel decimo Municipio che vennero decentrati sia il verde che la cura del litorale.

La gestione da parte del decimo Dipartimento era legata al fatto che per molto tempo l’affidamento dei lavori è stato effettuato sempre a favore dello stesso operatore di mercato: Roma Multiservizi spa. E ciò malgrado i prezzi praticati da quest’ultimo fossero al di fuori di quelli di mercato. Forse perché l’affidamento risaliva al periodo del Giubileo, fa notare Tassone, quando le casse del Comune avevano ben altri numeri a saldo.

Tassone sottolinea come i suoi atti in qualità di amministratore siano sempre stati dettati da un unico interesse, quello per il territorio nel quale è nato e vive. Secondo questa logica non avrebbe mai potuto accettare di bandire senza alcun titolo un’ ulteriore gara al prezzo complessivo di un milione di euro. Quando per quella la stessa gara lui stesso abbia impiegato una somma inferiore pari a 474 mila euro.

Questo perché la somma complessivamente spesa sarebbe stata pari a 1,2 milioni, così distinti: 200 mila euro di pulizia spiagge per l’apertura della stagione (Pasqua) affidata a Multiservizi, oltre al milione strutturato in cinque lotti dal decimo Dipartimento, a 198.860 euro Iva inclusa a lotto. Ciò a dimostrazione di come l’unico intento di Tassone fosse quello di consentire al Municipio di riappropriarsi di ciò che gli apparteneva da oltre venti anni, senza favorire nessuno.


I rapporti con Buzzi e le assunzioni richiestegli

Racconta Tassone di come Buzzi e la 29 giugno gli siano stati presentati dall’amico Fabrizio Franco Testa, e di come fosse legato a quest’ultimo per aver svolto con lui attività politica nelle istituzioni. Buzzi  gli viene descritto come il fiore all’occhiello del mondo cooperativistico. Sottolinea l’imputato come l’incontro con Buzzi e Testa descritto nell’ordinanza non duri più di dieci minuti.

In merito alle intercettazioni secondo le quali Tassone avrebbe perorato con Buzzi l’assunzione di due persone, si tratterebbe di due soggetti che versano in condizioni di indigenza. Il primo di questi era Marco Tartaglia. L’imputato fa notare come si trattasse in entrambe i casi di vicende particolari di persone problematiche, e dunque senza nessuna contropartita in cambio.

Tassone dichiara come abbia avuto solo altre due incontri con Buzzi, rispettivamente il 25 marzo e l’8 aprile 2014, e sempre di durata molto breve, incontri nei quali si è riparlato “solo del più e del meno”. In uno di questi due Tassone avrebbe richiesto l’assunzione dell’altra persona, un padre di famiglia che versava in uno stato di grave difficoltà economica. Anche in questo caso l’imputato, come risulta dalle intercettazioni del 27.03.14, non avrebbe richiesto nulla in cambio.

Ed è proprio nel corso di una di queste intercettazioni che Buzzi pronunci la fatidica frase: “però lo sai il proverbio? Se una mucca non mangia non può essere munta”.

E qui Tassone fa notare un punto decisivo per la sua difesa: “Dunque Presidente è pacifico che Buzzi avesse di me un’opinione estremamente negativa perché chiedevo assunzioni e non davo da mangiare alla mucca“.

E ancora rimarca: “Io per Buzzi ero un problema, una persona da tenere distante in quanto richiedevo assunzioni senza contraccambiare“. E non può fare a meno di sottolineare l’imputato come più intensi e frequenti fossero i rapporti intrattenuti sempre da Buzzi con il decimo Dipartimento di Roma Capitale.

Come evidenziato dall’intercettazione del 12.02.14, dove Buzzi, in un’ambientale tratta dagli uffici di via Pomona, afferma: “Ieri c’ho parlato con Altamura (il capo del decimo Dipartimento) gli ho detto guarda Gaetà che stamo a corto, dacce qualche lavoretto“.

Tassone fa notare inoltre come l’aver rivendicato la competenza della pulizia degli arenili in capo al decimo Municipio abbia causato un evidente danno in capo alle cooperative di Buzzi, e dunque non sembra possibile poter sostenere come tale iniziativa avesse come intenzione quella di favorire le cooperative a lui riconducibili.

In relazione al secondo capo d’accusa mossogli, quello di avere informato Buzzi in merito ad una serie di gare: tali informazioni sarebbero state fornite in due distinti momenti storici, vale a dire nel corso degli incontri avuti col ras delle cooperative sociali il 10 ed il 16 maggio, e in seguito per il tramite di Paolo Solvi, incaricato secondo l’ipotesi accusatoria da Tassone di seguire Buzzi nel corso dell’intera procedura amministrativa, sia quella relativa alla potatura delle alberature stradali, che quella relativa alla pulizia dell’arenile di Castel Porziano.

E’ dalle intercettazioni su Buzzi del 10 maggio del 2014 che quest’ultimo affermerebbe di avere appreso da Tassone una serie di informazioni confidenziali relative alle gare che il Municipio avrebbe indetto. Si trattava, secondo Tassone, di informazioni che Buzzi avrebbe già avuto da tempo e che avrebbe riciclato.

Riguardo all’accusa di Solvi intermediario per conto di Tassone, quest’ultimo nega di avere presentato Solvi a Buzzi in occasione del pranzo tenutosi il 10 maggio, come dimostrerebbero del resto le intercettazioni. Sarebbe stato, secondo Tassone, un terzo soggetto a presentare i due. Non è vero, sostiene inoltre l’imputato, che il geometra Carlo Fresch rispondesse direttamente a Tassone, e che quindi la persona da questi indicata in un intercettazione come il capo fosse lui.

Nell’intercettazione in questione, quella del 21.07.14, Fabrizio Franco Testa chiedeva a Paolo Solvi: “Ti ricordi quella cosa che ti ho chiesto?” e Solvi rispondeva: “si ne ho parlato con tutte e due, sia con FRESCH, che con il capo e mi hanno detto che non ci sono problemi, però se vuoi vado a verificare, non ho avuto risposte, eh! Mi hanno detto si, si, non c’è problema però non ho verificato, mi auguro di si, insomma, se non mi hanno preso in giro”. TESTA gli chiedeva di verificare: “perché ancora non sono operativi“.

Ma soprattutto Tassone nega il fatto che Solvi fosse un collaboratore o piuttosto un faccendiere che rispondeva a lui personalmente. Dall’ordinanza si legge come questa relazione tra i due derivi da un articolo a firma di Andrea Schiavone (un blogger che ha scritto che “Solvi sarebbe stato delegato da Andrea Tassone al tavolo del seggio elettorale centrale per rappresentare la lista civica Marino e controllare i voti e le preferenze”).

Tassone fa notare come nella nota depositata dalla sua difesa e redatta dal Dipartimento Elettorale di Roma Capitale si certifichi che non vi è stato alcun soggetto a rappresentare la Lista Civica a sostegno di Marino.

Tassone fa inoltre presente come Schiavone sia stato denunciato per diffamazione dallo stesso Tassone e da altri due membri della giunta.


Le lotta alle rendite di posizione

Le rendite di posizione nella città del decimo Municipio con la mia amministrazione erano terminate, per tutto e per tutti” sostiene Tassone. Infine, in merito alla somma di trentamila euro che Buzzi avrebbe dato a Solvi e che poi Solvi avrebbe girato a Tassone, quest’ultimo fa notare come ciò risulti dall’intercettazione del 12.06.14. Si tratterebbe di un’unica conversazione attraverso la quale la Procura sia arrivata alla conclusione che Buzzi stesse portando dei soldi, che quei soldi fossero per Solvi e che poi Solvi li abbia girati a Tassone.

E questo nonostante non risulti alcuna traccia di ciò nelle conversazioni.

Tassone fa riferimento al foglietto rinvenuto a casa sua, sul quale erano scritte delle cifre  con l’indicazione di tale Mario di Cursio. L’imputato fa notare come quelle cifre facessero riferimento ad un debito contratto per l’affissione di manifesti durante la sua campagna elettorale. Il debito in questione veniva estinto da Tassone attraverso dazioni di denaro una tantum, non essendo egli in grado di saldarlo complessivamente.

 L’imputatoSfida la Procura a verificare se vi sia una corrispondenza tra le cifre indicate in tale foglio ed eventuali movimentazioni finanziarie a lui riconducibili. (cm)        

      

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