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E’ stata recentemente presentata al Parlamento la relazione annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) l’organo autonomo della Banca d’Italia che si occupa di valutare le segnalazioni relative operazioni sospette in ambito antiriciclaggio.

Come è noto, in base al decreto legislativo n.231/2007 sono competenti ad inviare all’UIF segnalazioni relative ad operazioni sospette prevalentemente le banche e gli uffici postali. A queste si aggiungono anche i professionisti che operano sia in campo economico-finanziario, come notai, commercialisti e avvocati, che in campo finanziario come i consulenti di investimento.

Nella relazione relativa al 2015 dopo il trend decrescente registrato nel 2014, con 75.857 segnalazioni pervenute all’UIF rispetto alle 92.415 dell’anno precedente, il numero di segnalazioni complessivamente pervenute ha ripreso a crescere attestandosi sul valore di 84.627.

Rispetto al 2013 in cui si sono avute 7.494 segnalazioni archiviate, nel 2015 le archiviazioni sono state 14.668, in calo rispetto all’anno precedente (16.263).


Le caratterizzazioni di profilo

Analizzando le segnalazioni pervenutele l’Unità Informativa Finanziaria effettua caratterizzazioni di profilo, evidenziando il tasso di ricorrenza nell’uso di taluni strumenti di pagamento ovvero nella tenuta di determinate condotte finalizzate al riciclaggio di denaro frutto di attività illecite o di evasione fiscale, ovvero legato al  finanziamento del terrorismo internazionale.

Le caratterizzazioni consentono di ricostruire “tipologie – si legge nel rapporto – che delineano modalità operative e profili comportamentali a rischio“.

Le tipologie individuate permettono all’UIF di classificare le segnalazioni pervenutele e inoltre di comunicare ai soggetti tenuti a segnalare, le indicazioni aggiornate relative alle operazioni ritenute sospette.

La caratterizzazione di profilo più ricorrente è quella relativa all’uso del contante, posto che il 50% di tutte le segnalazioni inviate sono legate all’uso del denaro liquido.


La geografia dell’uso del contante

La localizzazione territoriale mostra come le segnalazioni relative all’uso del contante si addensino in una serie di regioni: Molise, Puglia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige. In alcuni casi è stato osservato come il trasferimento di ricchezza non dichiarata, sia in Italia che all’estero avvenga attraverso oggetti preziosi: oro, pietre preziose e diamanti.

In tal caso le operazioni, pur essendo numericamente molto ridotte, presentano un grado di rischio molto elevato in quanto i soggetti coinvolti non sono tenuti ad effettuare la segnalazione.

Un punto di osservazione privilegiato è quello rappresentato dalle società di trasporto e custodia di preziosi le quali, sebbene abbiano segnalato in passato anomalie relative all’usi del contante, dall’altra non hanno in alcun caso segnalato potenziali operazioni sospette riguardanti metalli preziosi o pietre.


Gli assegni circolari

Altro strumento finanziario spesso oggetto di un uso improprio sono gli assegni circolari, per i quali l’anomalia registrata nella fase di incasso è rappresentata dalla richiesta del cliente all’istituito di credito emettere assegni a nome proprio, assegni poi rimasti per lungo tempo non negoziati. Tale condotta può avere come finalità o la sottrazione di redditi al fisco o il tentativo di evitare un sequestro giudiziario o un’azione esecutiva.

L’utilizzo anomalo di carte di credito prepagate ha costituito una delle condotte più oggetto di segnalazione: 7.500 segnalazioni nel 2015 rispetto alle 6.000 del 2014, di cui 800 riferite a carte di credito straniere; in questo caso la criticità è legata ai prelievi di importo ingente attraverso distributori bancomat situati sul territorio nazionale, poiché non è possibile procedere all’ identificazione dei soggetti coinvolti.


L’anonimato

La criticità dell’anonimato oltre che alle carte prepagate, nazionali ed estere, è legata anche alle valute virtuali o criptovalute come il Bitcoin, il Litecoin ed il Peercoin. Si tratta in questo caso di valute il cui acquisto viene negoziato sulla rete, consentendo di mantenere l’incognito sia in capo all’acquirente che al fruitore finale.

Una condotta osservata recentemente ha permesso di verificare come l’accreditamento di fondi sulle carte fosse seguito dall’acquisto delle valute virtuali. Le carte vengono ricaricate su tutto il territorio nazionale tramite contanti oppure on-line.

In alcune occasioni la ricarica on-line è stata eseguita da soggetti coinvolti in operazioni di furto di identità (phishing). Anche in questo caso il fattore rischio è legato al fatto che l’operazione passa attraverso intermediari che non rientrano tra i soggetti destinatari dell’obbligo di segnalazione. Tra i settori economici più a rischio di riciclaggio vengono segnalati il comparto giochi e scommesse, i compro oro, lo smaltimento di rifiuti, l’edilizia, la sanità e tutti quelli che prevedono l’impiego di ingenti capitali pubblici.


Le cartolarizzazioni di crediti in sofferenza

Criticità legate ad un uso anomalo sono state riscontrate anche in relazione a cartolarizzazioni di portafogli composti da crediti in sofferenza di natura chirografaria, la cui titolarità veniva vantata da società nei riguardi di procedure di natura concorsuale.

In tal caso le anomalie riguardavano la ricorrenza delle stesse persone ovvero di soggetti collegati tra i soci delle società che cedevano i crediti in sofferenza, gli advisor e gli acquirenti dei titoli.

Ancora molto impiegati risultano essere tutti quegli strumenti impiegati per schermare la titolarità ultima di beni registrati, conti correnti e società. Tra questi si segnalano i trust, i mandati fiduciari e tutte quelle architetture societarie riferite a società estere situate in paesi off-shore, inseriti nelle black list dalle organizzazioni internazionali.


La provenienza dei fondi

Dal punto di vista della provenienza dei fondi oggetto delle segnalazioni, il 19 % delle segnalazioni riguardava l’evasione fiscale, costituendo la seconda più numerosa tipologia di sos seguita da quella legata all’uso di contante.

Solo il 4% delle segnalazioni riguardava somme provenienti da appropriazione indebita legate a truffe, falsificazioni e phishing; questi ultimi hanno rappresentato la tipologia di appropriazione illecita più diffusa con oltre 900 segnalazioni, seguita dalla truffa con 700 e da altri tipi di sottrazione indebita legati a condizioni di difficoltà economica quali l’usura, i compro oro e le polizze in pegno.

Le regioni con il numero più elevato di segnalazioni sono state Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Basilicata. La persistente crisi economica ha consentito a soggetti che esercitano l’attività di usura di proliferare e di penetrare in maniera illegittima nel tessuto economico sano. In generale la crisi ha agevolato l’ingresso di capitali di provenienza illecita nel tessuto imprenditoriale legale, a causa delle difficoltà di accedere al credito ed alla conseguente maggiore vulnerabilità degli imprenditori sani.

La corruzione e l’appropriazione di fondi pubblici conservano una forte attrattiva per le organizzazioni criminali, soprattutto in considerazione del basso livello di punibilità prevista per questo genere di reati. Sul piano del riciclaggio dei fondi pubblici frutto di appropriazione indebita, uno dei canali più utilizzati è quello dell’acquisto di valuta virtuale. In alcuni casi società o cooperative destinatarie di fondi pubblici hanno girato le somme illegittimamente ricevute a favore di piattaforme per l’acquisto o il trading di valute virtuali. Il catalizzatore è in genere il venditore di tale genere di valute, il quale assume una posizione privilegiata nell’ambito della piattaforma di scambio.


I risultati dell’attività investigativa

L’UIF trasmette le segnalazioni ricevute al Nucleo Valutario della Guardia di Finanza o alla Direzione Investigatva Antimafia se  hanno a che fare con organizzazioni a carattere mafioso. Nel 2015 le segnalazioni complessivamente trasmesse dall’UIF alla GdF sono state 84.614, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Le segnalazioni relative a movimentazioni di fondi riferibili ad organizzazioni terroristiche internazionali sono state invece 348.

Delle 84.614 segnalazioni ricevute, quelle analizzate dall’UIF sono state 76.414. Di queste, 35.769 sono state trasmesse al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della GdF, pur non essendo emersa alcuna fattispecie di reato; 15.182 sono state trasmesse al NSPV per gli approfondimenti antiriciclaggio, e 25.464 sono quelle trasmesse invece ai reparti di GdF competenti per territorio.

Le segnalazioni relative a procedimenti penali preesistenti sono state 5.783; quelle inviate all’Autorità Giudiziaria sono state invece 1.076; le segnalazioni che hanno invece promosso ex novo l’apertura di un’inchiesta giudiziaria sono state invece 778.

Nel complesso le segnalazioni portate a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria con conseguenze nel penale sono state 7.637; 769 sono state invece le segnalazioni che hanno prodotto invece procedimenti amministrativi. Le indagini di polizia giudiziaria di iniziativa o delega dell’Autorità Giudiziaria, e le investigazioni antioriciclaggio hanno consentito alla GdF di scoprire e denunciare 1.510 persone; di queste 128 sono state tratte in arresto a causa di reati di riciclaggio e di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio, oltre a consentire di sequestrare beni e disponibilità patrimoniali per complessivi 59 milioni di euro.

Complessivamente le somme derivanti dall’attività di riciclaggio ricostruite dalla GdF, ammontavano a 5,7 miliardi di euro, dei quali 1,08 provenienti da delitti di frode al fisco, 487 milioni proveniente da truffa, 418,9 milioni da appropriazione indebita, 281 provenienti da corruzione, concussione e altri reati contro la P.A., 196 milioni frutto di ricettazione, 190 milioni derivanti dal contrabbando, 116,2 milioni provenienti dalla bancarotta e 346 milioni frutto dell’attività di autoriciclaggio, vale a dire il reimpiego e/o riutilizzo di proventi illeciti da parte dell’autore del reato presupposto, ovvero da suoi complici. (cm)

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