Calcio e politica, un binomio inscindibile almeno a partire dal secolo scorso. Ma il calcio non è solo svago e passione sportiva, avendo acquistato via via il ruolo di potente cassa di risonanza delle istanze sociali espresse da un ventre sempre più molle di una società alla continua ricerca di idoli da acclamare.

Questo spiega le lotte per l’ egemonia che avvengono oggi sulle curve e fuori dagli stadi tra le tifoserie di squadre avverse, o fra alcune frange estreme che sostengono la stessa compagine calcistica.

Cassa di risonanza dicevamo, ma anche importante bacino elettorale, così come mostrato dalle innumerevoli carriere politiche avviate grazie ai successi calcistici e mediatici di talune squadre. L’esempio dell’US Latina Calcio, tra questi, è solo il più recente.

L’indagine Olimpia condotta dalla Procura di Latina ruota attorno ad una ipotetica associazione a delinquere costituita nell’ambito della società di calcio del capoluogo pontino, recentemente promossa nel campionato cadetto.

Coinvolti nell’associazione sarebbero, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, il presidente del Latina Calcio e parlamentare di FdI, Pasquale Maietta, commercialista e tesoriere del suo partito, l’attuale socia ed ex presidente Paola Cavicchi e l’ex sindaco eletto in quota FdI, Giovanni Di Giorgi, socio occulto del Latina Calcio.


La società US Latina Calcio

Pur riuscendo ad evitare nell’estate del 2006 il fallimento finanziario, la società calcistica AS Latina non riesce ad iscriversi in quell’anno al campionato di serie D, privando il capoluogo pontino  di una rappresentanza calcistica in ambito professionistico.

Nella stagione 2010-2011 il fallimento di numerose società di Lega Pro consente ad alcune squadre non ancora iscritte ad alcun torneo, di essere ripescate in Lega Pro Seconda Divisione. Così la squadra del Latina Calcio, dopo cinque anni di assenza, torna a calcare i campi del calcio che conta, quelli della Seconda Divisione.

Nel 2011 il Latina viene promosso in Prima Divisione.

Due anni più tardi, nel 2013, la squadra viene promossa in serie B e si aggiudica anche la Coppa Italia Lega Pro. A partire dal 2013 il Latina Calcio ha partecipato alla Coppa Italia assieme a squadre di serie A, con importanti ritorni economici in termini di sponsor e di diritti televisivi.


Il grande balzo in avanti

Il Latina conclude il suo primo campionato di B 2013-14 con un terzo posto, conquistandosi il diritto ai play-off per la promozione in serie A. Play-off che la squadra perderà in un doppio match, andata e ritorno, contro il Cesena.

Paola Cavicchi diviene presidente del Latina Calcio nel 2012, e resta in carica fino al 2014, anno in cui le subentra Pasquale Maietta.

In un articolo pubblicato sulle pagine sportive del Messaggero dell’ 8 luglio 2014 viene presentato alla stampa e agli addetti ai lavori il nuovo simbolo della società calcistica US Latina Calcio.

L’art director Marco Bergo e il designer Giovanni Piccoli svelano agli intervenuti alla conferenza stampa il nuovo stemma che campeggerà sulle maglie dei giocatori nel campionato di calcio di serie B 2014-2015.

La cifra stilistica è data dal cambio di posizione della torre che rappresenta idealmente il comune pontino: non più dietro il leone che campeggia in primo piano sullo stemma e che richiama il leone alato di San Marco, patrono della città, ma accanto alla fiera intenta nel gesto di sorreggere un pallone da calcio. Questo cambio di posizione dell’amministrazione rispetto alla squadra che la rappresenta nel mondo del calcio che conta non e’ però solo simbolico, ma, come emerge dall’ipotesi della Procura pontina, anche rappresentativo della realtà.


I rapporti tra Comune di Latina e la Società 

Dall’ordinanza del Gip Mara Mattioli emerge come nel corso della sua consiliatura l’ex sindaco Giuseppe De Giorgi, in qualità di vertice dell’amministrazione pontina, adottasse una “consolidata strategia amministrativa” tesa a “favorire gli interessi del suo leader politico Pasquale Maietta”, interessi individuati materialmente nella società US Latina Calcio.

Tale favoreggiamento da Parte del De Giorgi avveniva sia attraverso la concessione di contributi economici per lavori privi della necessaria autorizzazione preventiva, e senza un controllo successivo sull’entità della spesa sostenuta, lavori concessi ad imprese “amiche”; sia attraverso l’attribuzione diretta di ingenti somme di denaro in capo alla società US Latina Calcio, somme spesso non dovute,”anteponendo – scrive il Gip – gli interessi della citata società a quelli pubblici”.

Ciò avveniva ponendo in essere procedure amministrative illegittime con la consapevolezza del grave stato di dissesto economico nel quale si trovava l’amministrazione del capoluogo pontino, cagionando scientemente un grave danno alla collettività.

Dalle risultanze dell’attività investigativa ciò che emerge è che

“Il comparto amministrativo – scrive il Gip – opera totalmente al servizio della società US Latina Calcio, potenziando indebitamente gli impianti sportivi in concessione alla società calcistica tramite procedure amministrative illegittime e condivise da amministratori pubblici e imprese colluse”.

Da un punto di vista caratteriale l’ex sindaco Di Giorgi appare agli investigatori “assoggettato” al suo leader politico nonché presidente del Latina Calcio, Maietta, “che imprime nei suoi confronti – si legge ancora nell’ordinanza  – una posizione di assoluta preminenza, ottenendo indebiti vantaggi per la società di calcio, adoperandosi sia per un tornaconto elettorale, sia per un proprio interesse economico nel Latina Calcio”, nonché per stretti rapporti economici con lo stesso Maietta.


Le fidejussioni di De Giorgi 

Dagli accertamenti effettuati dagli inquirenti sulle utenze bancarie intestate all’ex sindaco Di Giorgi nel periodo in cui questi ricopriva la carica di primo cittadino, sono emerse a suo carico due fideiussioni personali. La prima, sottoscritta nel 2013, per un importo di 260 mila euro, e l’altra, del 2014, per un importo pari a 390 mila, “a garanzia del Latina Calcio di una quota parte di 800 mila euro – scrive il Gip Mattioli – per l’iscrizione al campionato” .

Le altre due quote della fideiussione venivano sottoscritte da Fabrizio Colletti, figlio dell’ex presidente della squadra nonché attuale azionista Paola Cavicchi, e dal presidente Pasquale Maietta.

Sempre dai movimenti sul conto di Di Giorgi è emerso come lo stesso emettesse in data 26.07.12 un assegno sul c/c n. 521860 presso La Banca Popolare del Lazio a favore di Pasquale Maietta, per un importo pari a 45 mila euro. Tale somma veniva ritornata dal Maietta in favore del Di Giorgi in data 4.10.13, tramite assegno circolare.

L’influenza di Maietta nei confronti del Di Giorgi e tramite questo sull’intera amministrazione, derivava dagli stretti legami da lui intrattenuti con soggetti appartenenti alla criminalità locale, descritta nell’ordinanza come “particolarmente violenta”. Tale criminalità, “che peraltro rappresenta il braccio armato della tifoseria del Latina Calcio”, opera all’interno di società calcistiche dilettantistiche grazie alla possibilità loro offerta dall’amministrazione del capoluogo pontino di usufruire gratuitamente delle strutture sportive comunali, nonché del sostegno logistico del Comune.


Di Silvio e l’inchiesta “Don’t Touch”

Tra questi soggetti spicca la figura di Costantino Di Silvio, soprannominato “cha cha”, soggetto con precedenti penali specifici appartenente alla famiglia rom dei Di Silvio, imparentata con il clan rom dei Casamonica. Attraverso l’attività intercettiva è emerso come il Di Silvio riuscisse ad ottenere da un funzionario del comune di Latina, Deodato Nicola, la riparazione delle caldaie degli spogliatoi del campo sportivo Campo Boario, a carico del Comune. E questo malgrado il contratto di affitto del campo, intestato alla società calcistica AS Campo Boario di proprietà del pluripregiudicato Gianluca Tuma, stabilisca che le spese di   manutenzione di ordinaria amministrazione siano a carico del locatario.

Sia Costantino di Silvio che Gianluca Tuma sono entrambe stati attinti dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione “Don’t Touch”, da parte degli organi di Polizia di Stato di Latina su mandato della Procura pontina, per associazione a delinquere finalizzata ai reati di usura, estorsione, reati in materia di armi, stupefacenti e intestazione fittizia di beni.

Nell’ambito di quell’indagine è emerso come nella tifoseria del Latina Calcio militino soggetti con precedenti penali, dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno dei locali di pertinenza della società sportiva medesima.

La soggezione dell’amministrazione pontina nei confronti del sodalizio criminale sarebbe dimostrata dall’interruzione dei comportamenti omertosi di questa a partire dalla caduta della giunta Di Giorgi.

Accade infatti in questo frangente come l’impianto sportivo in uso alla società Campo Boario venga ad essa interdetto a seguito di un’ordinanza prefettizia.


Il ruolo di Di Giorgi nella societa’

Dalle risultanze dell’attività investigativa è emerso inoltre come l’ex sindaco Di Giorgi ponesse in essere comportamenti che mostravano in maniera inequivocabile come egli fosse titolare di funzioni decisionali nell’ambito della compagine sociale del Latina Calcio. In particolare, attraverso le intercettazioni, è stato possibile appurare come il Di Giorgi svolgesse un ruolo determinante in ordine alla scelta della compagine sociale, così come nell’individuazione delle imprese locali disposte a garantire una sponsorizzazione alla squadra.

Nella conversazione del 5.09.12 tra Di Giorgi e la Cavicchi, gli inquirenti censiscono l’attività dell’ex sindaco tesa ad individuare il ruolo di allenatore della squadra nella figura di Mario Somma; dalla parole de Di Giorgi si comprendeva come gli sforzi economici compiuti per la squadra ed i relativi successi in campo sportivo fossero finalizzati ad ottenere positive ricadute in termini di voti:

Paola CAVICCHI = io penso che se te candidi mo’ te…, perché io oggi ho fatto la

conferenza e gliel’ho detto che io so’ stata….che mi hanno fatto ‘st’intervista…che io comunque a me m’ha chiamato il Sindaco chiedendomi, visto che ho un’Associazione di trasportatori poi ce sta (incompr.) nella compagine…, quindi non me so’ smentita, … de aiutarlo .. de fa’ ‘na cordata per questo LATINA perché se no se rischiava èèè… e lui, assolutamente, venendo dallo sport voleva questa cosa per l’anima nera- azzurra…; dico: quindi in prima persona ha combattuto….; t’ho fatto ripi;a’ un altri trecentomila (300.000) voti!

DI GIORGI Giovanni= va beh….(sorride) la ringrazio…troppo buona!
Paola CAVICCHI= vai a rileggere l’intervista
DI GIORGI Giovanni
= no, l’unico…l’unico problema deve vincere il LATINA, perché se no ‘sti voti non se concretizzano
Paola CAVICCHI= ma guarda…che te giuro…, a noi c’hanno chiamato, c’abbiamo un potenziale benissimo….
DI GIORGI Giovanni= e
lo so…enorme

Paola CAVICCHI = quindi
DI GIORGI Giovanni= ma no…., ma pure…. ma pure Mario SOMMA me l’ha confermato….: il

LATINA c’ha…


Vantaggi illeciti del Comune al Latina Calcio

Secondo l’art. 13 del contratto di concessione con il quale l’amministrazione del capoluogo pontino aveva dato in locazione all’US Latina Calcio gli impianti afferenti allo Stadio Francioni, la società di calcio avrebbe dovuto versare nelle casse del Comune, pena la decadenza della concessione stessa “un canone annuo pari al 5% degli eventuali utili di gestione derivante dall’uso della pubblicità all’interno degli impianti sportivi“, utili desumibili dal suo bilancio consuntivo annuale.

Dall’attività investigativa è emerso come, nel periodo preso in esame che va dal 2010 al 2013, il Latina Calcio non abbia mai versato al Comune pontino alcun canone, adducendo come motivazione la mancata realizzazione di utili di gestione.

Le indagini hanno permesso di accertare che, malgrado lo stato di morosità perdurante, l’amministrazione pontina non solo non si attivava per incassare le somme dovute, ma che al contrario attraverso procedure illegittime elargiva alla società di calcio in questione ingenti somme per interventi e contributi decisi mediante determine dirigenziali.

Nel dettaglio nell’anno 2012 il comune di Latina versava nelle casse del Latina Calcio la cifra di 340 mila euro, indicando come causale contributi all’US Latina Calcio.

Per la manutenzione ordinaria dello stadio Francioni e per quella dell’impianto della Fulgorcavi, l’amministrazione versava alla stessa società a partire dal 2009 la cifra complessiva di 1,5 milioni di euro, di cui 827 mila solo nel 2013.

Allo scadere della concessione, mentre la giunta Di Giorgi provvedeva, previa delibera di giunta, al rinnovo della stessa  attraverso il pagamento di un canone ridotto di 50 mila euro, la nuova amministrazione del Commissario stabiliva un aumento del canone da 50 mila a 107 mila euro. Sempre l’amministrazione commissariale richiedeva somme pregresse mai corrisposte per un ammontare pari a 313 mila euro, indicando come causale “per inadempienze contrattuali fino al 30.06.2015”.

Dunque solo l’avvento del Commissario prefettizio ha permesso di mettere mano alle inadempienze contrattuali del Latina Calcio,  così come era avvenuto con quelle della società calcistica Campo Boario, locataria della struttura comunale omonima.

Dall’analisi dei bilanci dell’ US Latina Calcio è emerso come durate l’amministrazione Di Giorgi la voce “pagamento canone al Comune di Latina” non fosse stata mai inserita tra le varie voci di spesa, sebbene la stessa Società avesse innalzato i suoi introiti pubblicitari arrivando a percepire per l’anno 2013, come dichiarato da Emanuele Di Giorgi fratello dell’ex sindaco nonché responsabile Marketing del Latina Calcio, la somma di 742.836, 61 euro, di cui 489.177, 05 euro da proventi pubblicità stadio.  


 

L’ampliamento dello stadio Francioni

In piena crisi finanziaria l’amministrazione Di Giorgi provvede, su indirizzo del presidente della squadra Maietta, a finanziare i lavori per l’ampliamento delle tribune dello stadio Francioni.

I lavori in questione vengono individuati come necessari dall’amministrazione, vista l’urgenza ricettiva dell’impianto sportivo in previsione di una possibile promozione in serie A, promozione che sfortunatamente sfumerà.

In campagna elettorale Di Giorgi aveva promesso ai tifosi-elettori del Latina Calcio la costruzione di un nuovo impianto più bello e più capiente del Francioni, adeguato alle ambizioni di una squadra di serie B. Poi però non se n’era fatto più nulla. Ecco quindi l’idea dei lavori di ampliamento delle tribune destinati ad aumentare la capienza del vecchio stadio di 2800 posti circa. In realtà l’urgenza in questione era dettata dall’esigenza di evitare l’affidamento dei lavori tramite gara pubblica, così da poter procedere ad un affidamento diretto in favore di imprese amiche.

Data l’esiguità delle risorse economiche nelle casse comunali, De Giorgi proponeva di utilizzare i fondi già accantonati per la ristrutturazione dell’ex Albergo Italia.

Tali fondi, pari a 400 mila euro, erano stati previsti per la ristrutturazione dell’immobile sito in Piazza del Popolo nel quale avrebbero dovuto traslocare gli uffici comunali, consentendo un risparmio notevole sul bilancio dell’amministrazione. Solo nel 2015 il Comune di Latina ha infatti speso per l’affitto dell’immobile che attualmente occupa in locazione una cifra pari a 1.344.500 euro.


La contestazione dei tifosi

Da una conversazione intercettata tra la dirigente amministrativa Elena Lussani e l’ex assessore al bilancio Alessandro Calvi emerge come i lavori di ampliamento dello stadio fossero anche finalizzati a fare aumentare il valore finanziario dell’US Latina Calcio. Tale operazione era infatti tesa ad ottenere l’aumento del valore delle quote azionarie della stessa, in vista di una possibile cessione di  una parte di quelle possedute dal presidente Pasquale Maietta. Nelle intercettazioni si parla di un potenziale interessamento all’acquisto da parte di Mezzaroma.

I lavori di ampliamento del Francioni a spese del Comune non soddisfano però le esigenze della tifoseria dell’US Latina Calcio, che in occasione della presentazione della squadra contesta fortemente il sindaco Di Giorgi. I sostenitori della squadra fondano le loro ragioni sul mancato rispetto del programma elettorale.  A loro dire il Sindaco, pur essendo stato eletto raccogliendo numerose preferenze tra i sostenitori della squadra, non ha rispettato la promessa del nuovo stadio. In realtà dietro le proteste dei tifosi vi era il presidente Maietta, che non ancora soddisfatto dopo aver “dissanguato le casse comunali” – si legge in un’intercettazione – avendo ottenuto dall’amministrazione Di Giorgi “l’ira di Dio di soldi”, riusciva nell’operazione di strumentalizzare parte della tifoseria “per alimentare maggiore pressione – si legge nell’ordinanza – ed ottenere l’ampliamento delle tribune”.

  (cm)

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