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Le indagini del Ros condotte nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo hanno consentito di accertare come Fabrizio Franco Testa percepisse denaro dalle cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi.

Tra i documenti sequestrati dal Ros negli uffici di via Pomona, vi era anche una cartellina contraddistinta dal nome Elvis.

Nella cartellina, fra i vari fogli, c’ era anche una serie di prospetti nei quali venivano indicate le somme da corrispondere a consiglieri comunali e municipali legati, secondo l’ipotesi accusatoria, alla stessa corrente di Luca Gramazio.

L’accordo corruttivo concluso da Buzzi e Carminati con Gramazio prevedeva infatti l’assunzione di tali consiglieri in capo alle cooperative sociali di Buzzi, 29 giugno, Formula Sociale e ABC, ciò al fine di garantire la loro fedeltà al “capo corrente”.

I consiglierei avrebbero dovuto portare a Gramazio, in sede di rinnovo del Consiglio Regionale, un numero di preferenze sufficiente a farlo rieleggere, possibilmente riconfermandogli anche l’incarico di capogruppo, spettante al consigliere eletto col maggior numero di preferenze all’interno del consiglio.

Oltre a questi contratti Gramazio riceveva sui conti del proprio comitato elettorale, sempre dalle cooperative di Buzzi, contributi economici  per un valore di 40 mila euro, oltre ad ulteriori 80 mila euro di credito presso la tipografia che gli stampava abitualmente il materiale di propaganda. Complessivamente i contributi concessi da Buzzi a Gramazio ammontavano a circa 542 mila euro.

Nella stessa cartellina Elvis il Ros ha rinvenuto alcuni resoconti dai quali emerge come talune dazioni effettuate dalle cooperative di Buzzi affluissero sui conti di Fabrizio Franco Testa.

Ciò avveniva attraverso una società non a lui direttamente riconducibile: la Immobile Business srl.


Immobile Business srl e Paolo Luigi Proteo

Immobile Business srl ha come oggetto sociale la ristrutturazione e l’intermediazione di immobili, ed a la sede in via Armando Armuzzi n.6 ad Ostia. Lo stesso indirizzo in cui ha sede lo studio professionale del commercialista Paolo Luigi Proteo, amico e socio di Testa.

In base alle risultanze contenute nella relazione conclusiva della Commissione di accesso presso Roma Capitale, la Immobile Business è per l’80% di proprietà dello Studio P srl, lo studio di commercialista di Proteo, mentre il restante 20% è di Paolo Proteo.

Proprietario unico di Studio P srl è sempre Paolo Proteo, e la società ha sede, anche questa, in via Armando Armuzzi n.6.

Dalle analisi dei conti della Immobile Business il Ros ha accertato come siano stati effettuati almeno due bonifici dalla cooperativa sociale COSMA. Quest’ultima, rappresentata dall’avvocato Antonio Esposito, ha come principale socio occulto nonché percettore di redditi Massimo Carminati. Si tratta in particolare del bonifico del 19.05.14 per 36.700 euro e di quello del 30.05.14 per 21.960 euro.

Il primo, emesso a saldo della fattura n.12/2014, aveva come causale “fornitura anno 2013 di terra, terriccio e inerti per la manutenzione del verde presso vostri cantieri Eur”, mentre il secondo veniva emesso a saldo della fattura n.13/2014 e recava come causale “servizio di movimento terra e di ripristino aree verdi svolti per vostro conto anno 2013 presso cantiere 3° Municipio”(ex 4°).

Le fatture della Cosma riguardavano rispettivamente il subappalto ottenuto dalla 29 giugno per la gestione dei cantieri presso EUR spa, e nel secondo caso una gara vinta dalla COSMA  nel 3° Municipio per la gestione delle aree verdi.

Sulla riconducibilità di questi soldi a Fabrizio Testa, vi sarebbe, oltre ad un’ambientale del 26 maggio 2014 tra Paolo Di Ninno e Carminati, anche un documento sequestrato dal Ros presso lo studio di Di Ninno. Si tratta di un foglio contabile di riepilogo aggiornato al 19.05.14, data del primo dei due bonifici della Cosma alla Immobile Business srl. Nel foglio, tra le sottrazioni, viene indicato un meno 30 mila euro, con a fianco la lettera F.

Il totale dei due bonifici effettuati dalla COSMA alla Immobile Business risulta essere di 36.700, che corrisponde a 30 mila euro più IVA. Esattamente come emergeva dall’ambientale di cui sopra, dove una metà dell’importo dovuto da Carminati a Fabrizio Testa, pari a 30 mila euro, risultava essere già stata pagata:

Di Ninno: (inc.) tolti, li abbiamo già messi. Di questi, una metà li ha presi, la metà (l’altra), te li pago in settimana (inc.)

Carminati: perfetto, va be, quello…quello che…quelli sono (inc.)


Fasciani, Testa e lo studio Proteo 

Dunque Testa si faceva accreditare da Carminati (COSMA) somme sul conto di una società, la Immobile Business srl, che risulta appartenere al suo amico nonché socio e commercialista Paolo Proteo. Dalle indagini risulta inoltre come anche i Fasciani fruissero dei servizi professionali del commercialista Paolo Proteo.   

Per diversi anni, infatti, la contabilità della società Il Porticciolo srl, con sede in via Armando Armuzzi n.6, è stata gestita dal commercialista Luigi Paolo Proteo.

Come abbiamo visto in precedenza, nella stessa sede di via A. Armuzzi, risultano essere domiciliate alcune società intestate sempre a Proteo, oltre al suo studio professionale.

Pur risultando formalmente estranea alla società il Porticciolo srl , amministrata da Inno Gilberto ed il cui capitale sociale risulta essere suddiviso al 50% tra Davide Talamoni e la DAFA srl società che si occupa della gestione di stabilimenti balneari, la famiglia Fasciani ne è la reale titolare, così come confermato in dibattimento dallo stesso Proteo.

Per altro dalle risultanze dell’attività investigativa emerge come sia stato lo stesso Proteo a consigliare ai Fasciani di non consegnare la documentazione della società al custode giudiziario.


L’operazione “Nasty Business”

Sempre dalla Relazione d’accesso si evince come il commercialista Paolo Proteo sia rimasto coinvolto nell’inchiesta denominata Nasty Business, essendo stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per vari reati tra cui associazione a delinquere, riciclaggio e frode fiscale.

Nell’ordinanza del Gip dott.ssa Bonaventura del 22.09.14, Proteo faceva parte di un sodalizio criminale composto da 23 persone e capeggiato dallo stesso Proteo e da suo padre, anche lui  commercialista. I due professionisti proponevano ai loro clienti, tra cui alcune aziende operanti nel settore sanitario, di inserire nella loro contabilità alcune fatture false. Si trattava di documenti intestati a società riconducibili al sodalizio incriminato, che generavano in capo ad esso un introito di contanti per beni o servizi mai resi.

Per converso, i clienti che si vedevano inserire le false fatture in contabilità, ottenevano un aumento dei costi e quindi una riduzione dell’imponibile sui cui applicare l’aliquota da pagare.

Tra le società usate come cartiere da Paolo Proteo e dal padre vi era la Gestione Globale Soc Consortile a rl, con sede a Ostia, sempre in via A. Armuzzi n.6, controllata dallo stesso Proteo attraverso la Immobile Business srl.


La proiezione di Mafia Capitale a Ostia

Ancora dalle carte dell’inchiesta Mondo di Mezzo è emerso come la società Jumbo V, di proprietà di Loretta Smarchi e situata sulla via Litoranea al km 7.400 in località Castel Fusano, fosse gestita dal Alessandro Liburdi e da Lorenzo Alibrandi, fratello dell’ex NAR Alessandro Alibrandi. Lorenzo Alibrandi è inoltre gestore della comunità di recupero per minori, la Onlus Piccoli Passi, situata in zona Acilia-Infernetto.

Dalle intercettazione e dai servizi di sorveglianza svolti dal Ros si è potuto ricostruire come i locali di tale Onlus venissero usati dal sodalizio indagato per svolgervi diverse riunioni operative.

Con riguardo ai rapporti che legano Carminati ad Alibrandi, da alcune intercettazioni effettuate sull’ex NAR è stato possibile risalire ad una vicenda che lo ha visto protagonista e che ha permesso di ricostruire le relazioni sottese all’interno del sodalizio oggetto dell’indagine. Il 5 agosto 2013 attraverso un’ ambientale presso il bar di via di Vigna Stelluti, gli investigatori censiscono una conversazione tra lo stesso Carminati e Fabio Gaudenzi.

Il nero chiedeva al Gaudenzi di identificare un tale “Mirko”, un uomo di circa 50 anni di corporatura robusta e originario del quartiere romano di San Giovanni, il quale si era premesso di comportarsi in maniera arrogante nei confronti di “Lorenzino” Alibrandi, presso lo stabilimento di Castel Fusano da lui gestito. Gaudenzi girava la richiesta a tale Fuligni Roberto.

Il giorno 9 agosto Gaudenzi, Carminati, Liburdi assieme a Bucci Alessandro e tale Franco, si incontravano sempre al bar di Vigna Stelluti. Dopo aver iniziato a parlare del Mirko che aveva mancato di rispetto ad Alibrandi, nel corso della discussione emergeva come la persona che stavano cercando si chiamasse in realtà Danilo.

Sarà poi Carminati a recarsi personalmente a Tor Sapienza presso lo stabilimento di Lorenzino a riprendere tale Danilo, facendogli capire come quello fosse sotto la protezione sua e del suo sodalizio: “ho dovuto annà a cercà da solo…” .


Testa e quella società con Proteo

Dunque Fabrizio Franco Testa condivideva con il clan mafioso dei Fasciani i servizi del commercialista Proteo.

Da un’analisi effettuata sull’Anagrafe Tributaria e relativa alle cointeressenze comuni tra Proteo e Testa è emerso come Testa abbia percepito redditi dalle seguenti società:

1) SOGE.SE srl sede via A.Armuzzi n.6, attività di Ristorazione (2013)

2) COMPASS spa sede Foro Buonapate n.10 (MI) attività creditizia (2010)

3) Federico II Hotels srl sede via A.Armuzzi n.6 Albergo (2012)

4) Proteo Paolo Luigi sede v. A. Armuzzi n.6 Servizi contabili (2011)

5) CARGEST srl sede v. Tenuta del Servizi di gestione (2011)

6) C.A.R Centro Agroalimentare sede Roma V.Cavaliere n.1 Guidonia; Pubblici mercati

7) De Corato Riccardo sede v.A.Ristori n.200 Rm Riparazione apparecchi elettronici (2010)

In ultima analisi Testa non solo risulta dipendente di due società domiciliate nello stesso indirizzo in cui ha sede lo studio di Paolo Proteo, ma risulta essere anche un suo diretto dipendente.

Inoltre Proteo e Testa risultano essere soci nella Zenith srl con sede in v. A.Armuzzi, n.6. Tale società, costituita in data 23.01.13, ha come oggetto sociale la locazione di beni immobili propri.

A partire dal 6.02.13 Testa risulta essere amministratore unico della Zenith srl, il cui capitale sociale versato è pari a 31.000 euro, e di cui il 98,71% è intestato allo stesso Testa. La restante parte (1,29%)risulta appartenere a Paolo Proteo. Tale società è stata coinvolta in un’indagine denominata procedimento Catena (2010), che ha visto lo stesso Testa al centro di una rete internazionale di riciclaggio attraverso il trasporto materiale di contanti (spallonaggio) in Svizzera, Lussemburgo e S.Marino, contanti in seguito destinati verso il Lichtenstein e le isole Cayman.

Nell’inchiesta Mondo di Mezzo è emerso in maniera lucida il ruolo di Testa quale anello di congiunzione tra il sodalizio capeggiato da Buzzi e Carminati e le istituzioni, tanto a Roma quanto ad Ostia.

Ciò derivava dalla circostanza di avere egli ricoperto nel 2006 la carica di consigliere municipale presso la 13a Circoscizione Ostia-Axa-Casal Palocco (ora 10a) tra le fila del partito di Alleanza Nazionale, in particolare nella stessa corrente afferente all’ex sindaco Gianni Alemanno. Quello che emerge di singolare in questo ambito è che anche a seguito dell’avvicendamento tra il sindaco uscente Gianni Alemanno e quello entrante Ignazio Marino, il ruolo di Testa non sia sostanzialmente mutato, ponendosi egli come tramite tra Buzzi ed il Presidente del Municipio di Ostia, Andrea Tassone, col compito di esaminare alcune procedure di appalto.


Buzzi e lo stabilimento a Ostia

Dopo il racconto fatto ai suoi collaboratori Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero sui suoi trascorsi in cella col boss di Ostia Carmine Fasciani a Rebibbia, Salvatore Buzzi propone allo staff della 29 giugno l’idea della gestione di un bagno sul litorale del Lido.

Nell’ambientale del 6 ottobre 2014 tratta dagli uffici di via Pomona, Buzzi riferisce alla moglie Alessandra Garrone, al collaboratore Carlo Guarany e ad un terzo soggetto non identificato che le gare che erano riusciti ad aggiudicarsi sul litorale romano potevano rappresentare l’opportunità per prendere in concessione uno stabilimento balneare sul Lido di Ostia. A tale riguardo Buzzi poneva la necessità di parlarne con Carminati al fine di evitare il sorgere di contrasti con la criminalità locale: “Ne devo parlare con Massimo per sta assicurato con la malavita”.

Questo retroscena rivelato da Buzzi ha permesso agli inquirenti di avere un valido riscontro in merito ai legami di Carminati con la criminalità emergente del litorale romano. (cm)

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