In una conversazione intercettata presso gli uffici di via Pomona il 23 gennaio 2014, Salvatore Buzzi racconta a Claudio Caldarelli di avere pagato una tangente da 10 mila euro per “mettersi a parlare” con l’allora presidente dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti.

Buzzi racconta ancora al suo collaboratore di avergli fatto la proposta di ricevere un trattamento analogo a quello offerto a Giordano Tredicine, consigliere dell’opposizione, vale a dire un’erogazione mensile in cambio dei suoi favori in relazione alla concessione di appalti ed alla velocizzazione dei relativi pagamenti.

Buzzi: ohh ma che (inc.) ma che (inc.) ..me so’ comprato Coratti.

Caldarelli: ehh ehh ricordate da diglielo…ho capito…

Buzzi: lui sta con me…gioca con me ormai

Caldarelli: ehh ricordategli e de questo perché…

Buzzi: oh ma che sei peggio del lui, ce vado venerdì a pranzo ma che sei rincoglionito…ma che cazzo…non cambi mai, sempre la stessa cosa

Caldarelli: (ride)

Buzzi: e che cazzo.. che me so rincoglionito…poi non tutte riescono però uno ce prova, eh (ride)

Caldarelli: (ridendo) mannaggia alla madosca, oh

Buzzi: non tutte (inc) …t’ho detto gl’ho spiegato tutto a (inc) lui

Caldarelli: ahh..ah..ok..quindi io stasera…

Buzzi: gliel’ho detto guarda, lo stesso rapporto che c’abbiamo con Giordano (Tredicine) lo possiamo avere con te…m’ha capito subito!

Caldarelli: eh (ride)

Buzzi poi però il problema è che lui non so quanto a quanta gente l’ha (inc)..mentre con Giordano semo (inc)
Caldarelli: (inc)…in giro…(inc)

Buzzi: so’ tre volte che te la dico eh..tre volte.. c’ho un pranzo con lui
Caldarelli: ahh ecco la dovete chiude ancora..

Buzzi: venerdì… perché dobbiamo chiude.. quando io gl’ho detto tutto lui m’ha detto.. non m’ha detto no.. m’ha detto ci vediamo a pranzo venerdì.. più de questo…(ridendo:) che me deve(inc)…
Caldarelli: lui perché c’ha rapporto con (inc)… perché c’ha rapporto con (inc)Vito?

Buzzi: perché si conoscono da ragazzini.. solo questo.. se conoscono da ragazzini…
Caldarelli: perché lui ha rapporto con (inc) e il capo segreteria sua c’ha rapporto con quell’altro…
Buzzi: (a bassa voce:) al capo segreteria suo noi gli diamo 1000 euro al mese…al capo segreteria 1000 euro al mese
Caldarelli: ahh (inc)

Buzzi: so’ tutti a stipendio Claaa (si sovrappongono)
Si sentiva uno dei presenti affermare “quello è nostro” 
Buzzi: no lui m’ha detto.. lui m’ha detto veditela con lui.. io solo per metteme a sede a parla’ con Coratti 10 mila gli ho portato.


L’associazione Rigenera

Nel corso dell’udienza del 25 maggio il teste Stefano Carnevali, presidente dell’associazione Rigenera, ha riferito sulle attività associative poste in essere con tale soggetto giuridico e sui rapporti con l’ex presidente dell’Assemblea Mirko Coratti.

Carnevali gestisce con il padre un’attività commerciale e ha dichiarato di non essere mai stato iscritto al PD. Suo padre conosce il padre di Coratti, Aldo, titolare di una tabaccheria non distante dal luogo in cui è situata la sua attività.

L’associazione Rigenera, costituita nell’aprile del 2013, promuove  il recupero ed il riutilizzo degli edifici in disuso e destinati alla demolizione, opponendosi alla ulteriore cementificazione del suolo. L’attività grava interamente su Carnevali e dunque l’unica iniziativa pubblica che l’associazione è stata in grado di organizzare è stato un convegno svoltosi il 14 luglio 2013 presso la Sala della Protomoteca, in Campidoglio, alla presenza dell’ordine degli architetti, di quello dei geometri e dei costruttori.

L’associazione ha potuto godere di erogazioni di denaro frutto di elargizioni liberali, le cui fonti venivano contattate dallo stesso Coratti. Grazie ad esse l’associazione è stata in grado di sostenere i costi vivi legati della sua attività, dall’affitto dei locali della sua sede al pagamento delle utenze. Complessivamente le spese sostenute ammonterebbero a circa 3000-3500 euro mensili (36-42 mila euro annui) contro un totale di 12 elargizioni per un ammontare complessivo di 100-120 mila euro.

Carnevali ha raccontato in aula di non essersi mai occupato degli aspetti finanziari, ne dei rapporti diretti con i donatori. La sua attività si limitava, una volta affidata la contabilità ad un commercialista di fiducia, alla verifica settimanale delle uscite e delle entrate, ammontare di cui riferiva settimanalmente a Coratti.

Così quando il pm chiede per ben due volte al teste se Coratti si sia informato in maniera specifica sul bonifico da 10 mila euro effettuato dalla 29 giugno, l’unico effettuato dalle cooperative di Salvatore Buzzi, il teste risponde come la richiesta di informazioni non fosse specifica, e cioè relativa a quel preciso finanziamento, ma generica, come solitamente avveniva.

Il teste ha dichiarato di non avere mai conosciuto Buzzi, ed ha riferito di come la sua associazione sia stata attivamente impegnata sia nella campagna per le amministrative del 2013 che in quella per le europee del 2014. Al termine della deposizione il pm chiede al teste se, durante le campagne elettorali, la sede dell’associazione Rigenera sia mai stata usata dal comitato elettorale di Coratti e Carnevali risponde di si.


La segreteria di Coratti

Il secondo teste ascoltato è stato Luca Galloni, di professione istruttore amministrativo impiegato presso Roma Capitale, che nella consiliatura di Ignazio Marino ha ricoperto il ruolo di capo segretaria di Mirko Coratti.

Galloni ha scelto personalmente tutto lo staff della segreteria, composto da tredici persone. Fatta eccezione per Franco Figurelli.

Figurelli  è stato componente della segretaria dell’ex sindaco Francesco Rutelli, nonché ex assessore municipale, ed è stato eletto per la prima volta in consiglio comunale con i verdi nell’ultima consiliatura di Walter Velroni, nel 2006. In quella stessa consiliatura, proveniente da Forza Italia e transitato poi nell’UDEUR di Clemente Mastella, veniva eletto in una lista di sostegno a Veltroni anche Mirko Coratti.

Dunque Figurelli, oltre ad avere una storia politica importante rispetto a Galloni, è abbastanza autonomo rispetto al suo staff, un po’ come il ruolo del libero in una squadra di calcio. Usando sempre una metafora calcistica, Buzzi aveva soprannominato Coratti “Balotelli” per via del suo modo di giocare molto egoistico, solo per se stesso e non per la squadra.

Galloni è uno che sa il fatto suo, conosce bene il suo lavoro ed è per questo che ha avuto il privilegio di potersi scegliere i suoi collaboratori. Ma pur condividendo la stessa stanza con Figurelli, quando il pm gli domanda di che cosa si occupasse questi all’interno della segreteria e quali fossero le sue mansioni specifiche, Galloni non riesce ad andare più in la del suo passato di ambientalista e di delegato allo sport.

Nell’intercettazione sopra riportate Buzzi parla di avere a libro paga il capo segreteria di Coratti, di dargli 1000 euro al mese e in più di avere versato 10 mila euro una tantum, solo per potersi “sedere a parlare” con il presidente dell’Assemblea. A questi si aggiunge anche la promessa fatta da Buzzi a Figurelli di una dazione da 150 mila euro sempre in capo a Coratti.

Da queste parole la procura ritiene che il capo segretaria ombra di Coratti sia Figurelli, dal che se ne intuisce anche il suo ruolo in chiave finanziaria nei confronti del presidente dell’Assemblea.

Questa convinzione deriva anche dal ruolo avuto da Figurelli nell’assunzione della figlia di un conoscente di Coratti, un consigliere municipale del PD.

La ragazza ha testimoniato in aula di non avere mai visto ne conosciuto ne Coratti, ne Gallone, ne Figurelli, e di avere visto Buzzi solo una volta, al momento della sua assunzione negli uffici della 29 giugno. Assunzione durata peraltro solo un anno.


Buzzi questo sconosciuto

Gallone ha dichiarato in aula di non avere mai conosciuto Salvatore Buzzi, ma di averlo visto e salutato diverse volte in Campidoglio. Racconta Gallone di una conoscenza solo superficiale, dovuta al ruolo di Buzzi di operatore del sociale. Quando però il pm fa notare al teste che il suo nome era annotato sull’agenda di Buzzi, con il quale avrebbe avuto, stando alle annotazioni in essa contenute, un appuntamento, Galloni ricorda di avergli chiesto un parere in relazione all’isola ecologica di Trevignano, comune nel quale vive ed è stato eletto in consiglio comunale. Il parere era legato al fatto che per un certo periodo il comune di Trevignano, data l’indisponibilità della sua isola ecologica, si è trovato ad utilizzare quella del vicino comune di Anguillara Sabazia, gestita dalla coop 29 giugno.

Nel corso della campagna elettorale per le amministrative del 2013 Gallone è stato anche Mandatario, ovvero gestore dei fondi destinati alla campagna elettorale, per conto di Mirko Coratti.

Quando il pm chiede al teste se i 10 mila euro versati dalla 29 giugno sul conto dell’associazione Rigenera fossero finiti poi a finanziare la campagna elettorale dell’ex presidente dell’Assemblea, Gallone risponde che non gli risulta.


La nomina di Isabella Cozza

Con l’elezione di Ignazio Marino, nel giugno del 2013, il nuovo sindaco nomina, come sempre accade, tutti i capi dipartimento dell’Amministrazione Capitolina. Tra questi anche il direttore del quinto dipartimento Promozione Servizi Sociali, di importanza vitale per le attività delle cooperative di Buzzi. A succedere ad Angelo Scozzafava viene chiamata inizialmente Gabriella Acerbi, che però risulta poco gradita dal sodalizio guidato da Buzzi e Carminati.

A detta di Buzzi la Acerbi risulta poco collaborativa, insomma una che non si fa corrompere: “non te riceve, non te parla..”.

Il sodalizio decide allora di farla sostituire con una figura più duttile e collaborativa con gli interessi delle cooperative sociali del ras Buzzi.

Al termine della “macchinazione” la manovra tesa a sostituire la Acerbi con il soggetto desiderato, Walter Politano, non andava in porto, e veniva nominata direttrice del Dipartimento Promozione Servizi Sociali la dottoressa Isabella Cozza.

In una conversazione del 30.10.13 Buzzi chiama Figurelli per avere conferma della nomina di Politano, e Figurelli risponde che invece di Politano “voluto al Segretariato Generale” è stata nominata Isabella Cozza. Quando Buzzi chiedeva chi fosse, Figurelli gli risponde: “ce l’avemo messa noi, ahò”.

Buzzi chiede quindi se Cozza fosse accondiscendente rispetto agli interessi del sodalizio, e Figurelli confermava, aggiungendo che avrebbero dovuto organizzare un pranzo insieme ad “Alvaro” che “è amico di lui”. Buzzi chiede quindi di quale Alvaro stesse parlando: “De Franco, no?”, e Figurelli conferma. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di Francesco Alvaro, Garante dell’ Infanzia, già direttore del 5° Dipartimento durante la sindacatura Veltroni. (cm)

  

 

 

 

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