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Agli inizi del 2011 l’Europa viene investita da flussi migratori eccezionali provenienti prevalentemente dal Nord Africa.

Per fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria che si viene a creare sul territorio nazionale, la Presidenza del Consiglio emana, in data 12.02.11, l’ordinanza n.3924 riguardante disposizioni urgenti di protezione civile. Con l’art. 7 di tale ordinanza, relativo agli oneri economici, veniva autorizzata la spesa di di 340 mila euro in termini di competenza di cassa, in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; venivano inoltre normate le modalità di spesa relative a tale somma. Il successivo 13.04.11, attraverso l’ordinanza n.3933, veniva prorogato lo stato di emergenza fino al 31.12., con l’erogazione ai comuni interessati dall’accoglienza del sostegno economico dovuto.

I predetti contributi venivano corrisposti per 500 posti, ad un costo giornaliero non superiore agli 80 euro pro die pro capite.

Dal canto loro i Comuni erano tenuti a presentare la rendicontazione delle spese sostenute e gli oneri relativi venivano quantificati in 9.8 milioni di euro.


Il servizio di accoglienza dei minori di Roma Capitale

Roma Capitale, nella persona del vicesindaco Sveva Belviso, aderiva alla procedura di accoglienza dei minori non accompagnati; veniva inoltre individuato nella persona del dott. Angelo Scozzafava, dirigente del 5 dipartimento, il referente unico per conto dell’Amministrazione. Successivamente lo stato di emergenza verrà prorogato per tutto il 2012.

In relazione agli atti amministrativi di Roma Capitale, la prima indicazione di pagamento per il servizio di accoglienza riservato ai minori non accompagnati (MiSNA) è quello contenuto nell’emendamento della Giunta capitolina n.54486, presentato nell’ambito della proposta di delibera n.31/2012 ossia del bilancio previsionale annuale del 2012 e del bilancio triennale di programmazione relativo agli anni 2012-2014; in esso veniva indicato, tra le entrate, il contributo dello Stato per l’emergenza minori provenienti dl Nord Africa, quantificato in 17.319.281,00 euro.

Tale delibera veniva approvata nel corso della seduta dall’Assemblea Capitolina del 5, 6 e 7 novembre 2012 (delibera n.45) ed alle relative votazioni partecipavano, tra gli altri consiglieri, anche Luca Gramazio, Giovanni Quarzo e Giordano Tredicine, che votavano tutti e tre a favore.

In relazione a questa vicenda la Procura di Roma, nell’ambito del procedimento denominato Mafia Capitale, ha individuato un interessamento remunerato attraverso diverse forme di utilità, dei consiglieri Gramazio, Tredicine ed Ozzimo (Daniele), nel corso dell’amministrazione targata Gianni Alemanno, e sempre nell’ambito del servizio di accoglienza dei minori, dei consiglieri Tredicine, Ozzimo, Coratti (Mirko presidente dell’Assemblea) e Caprari (Massimo), e di Figurelli (Franco) segretario di Coratti, nel corso dell’amministrazione guidata da Ignazio Marinio.

Gli interventi corruttivi di cui gli ex consiglieri capitolini sono accusati, venivano effettuati su sollecitazione di Salvatore Buzzi, nell’interesse del sodalizio sotto processo e di Massimo Carminati.

Quest’ultimo, infatti, doveva ottenere il rimborso dei soldi anticipati, circa 500 mila euro, per la costruzione del campo rom “H” presso Castel Romano, attraverso le entrate derivanti dal servizio minori grazie al riconoscimento, come vedremo, del debito fuori bilancio.


La copertura dei fondi

Il 14.11.12 il Ros intercettava una conversazione tra Buzzi ed il suo collega amico Sandro Coltellacci, nella quale il primo sosteneva come, in relazione alla questione dei minori non accompagnati, il Comune non avesse le coperture necessarie: “Per me non si risolve niente, i soldi dei minori sono finti”.   

Buzzi dunque riteneva, a ragione, che i soldi da destinare ai minori fossero esauriti. In una successiva conversazione con Luca Gramazio, quest’ultimo sosteneva invece come le coperture finanziarie vi fossero, e spiegava: “I soldi che abbiamo messo in bilancio per le cooperative sociali sono veri”. Di seguito i due conversavano a proposito di una lettera che Alemanno  stava per inviare al ministro dell’Interno Cancellieri, per cercare di sbloccare gli impegni indicati in bilancio.

Di diversa opinione era invece Buzzi, il quale riteneva che il Governo avrebbe riconosciuto solo una piccola percentuale di quei 17 milioni di euro “a malapena un 10-20%”; Buzzi riteneva infatti che se un’amministrazione decideva di accogliere i migranti, minori e non, avrebbe dovuto finanziare, anche solo parzialmente, i relativi servizi. Anche perché i minori, che erano finanziati dal governo, erano solo una piccola quota dei migranti complessivamente accolti.

Per cercare di definire la questione, Buzzi organizza in Campidoglio un incontro con Gramazio ed il sindaco Alemanno.

In questo frangente Nadia Cerrito, collaboratrice di Buzzi, inviava a Buzzi il seguente sms: “Posso fare uscire 30 mila euro da Formula Sociale per darli alla Fondazione?”; si trattava dei soldi che Buzzi versava regolarmente a Franco Panzironi, presidente della fondazione per la pace e la cooperazione internazionale Alcide De Gasperi. Da una verifica effettuata dal Ros sui conti delle cooperative riconducibili a Buzzi risultava infatti come il 15.11.12 dal c/c n.60803 presso Banca Prossima, intestato alla cooperativa sociale Formula Sociale, era stata bonificata la somma di 30 mila euro in favore della Fondazione Alcide De Gasperi, con la causale “per le attività della fondazione”.

Successivamente Buzzi contattava la segretaria di Panzironi, Patrizia Caracuzzi, alla quale comunicava che “quella cosa sulla Fondazione A.De Gasperi è tutto a posto”e la Caracuzzi rispondeva: “ok! ti ringrazio”.

Buzzi fissava poi, sempre tramite Caracuzzi, un incontro con Panzironi, per le ore 16; effettivamente un servizio di osservazione del Ros verificava come alle 15:50 Buzzi arrivasse in piazza in Lucina ed accedesse al palazzo, al civico n.26, sede della Fondazione De Gasperi.

Alle ore 16:15 Buzzi veniva visto uscire dalla sede della Fondazione De Gasperi; di seguito veniva intercettato un sms inviato da Buzzi a Scozzafava, col quale lo avvisava che alle 17 avrebbe avuto un incontro col Sindaco. Alle 16:45 un servizio di osservazione del Ros accertava come Buzzi accedesse in Campidoglio. Alle 17:23 Buzzi contattava Coltellacci per riferirgli dell’incontro avuto con Alemanno; nello specifico Buzzi raccontava delle promesse di Alemanno in ordine agli stanziamenti del governo sui minori non accompagnati, e di come lui avesse chiesto anche il pagamento delle spese relative ai campi rom.


“Abbiamo rimediato 15 milioni”

Il 22.11.12 Gramazio chiamava Buzzi per fissare un incontro con lui in Campidoglio alle ore 19:30; un servizio di osservazione del Ros accertava come effettivamente alle 19:30 Buzzi accedesse al Campidoglio attraverso un ingresso laterale della Chiesa Ara Coeli.

Dal sito istituzionale di Roma Capitale si apprendeva come in data 22.11 la Giunta Capitolina avesse approvato “un assestamento di bilancio da 35,7 milioni di euro, dei quali quasi la metà destinati alla spesa sociale”. All’esame dell’Assemblea era un provvedimento che riguardava “una verifica degli equilibri finanziari del debito di previsione…caratterizzata da ulteriori misure a sostegno del walfare. L’assestamento, infatti, stanzia 15 milioni di euro al Dipartimento Promozione Servizi Sociali e della Salute e 2,5 milioni di euro per le politiche abitative e del patrimonio”.

Il 23.11 il sindaco Alemanno chiama il direttore del 5° Dipartimento Promozione Servizi Sociali, Scozzafava, per comunicargli personalmente la buona notizia: “Senti, noi qui abbiamo rimediato quindici milioni, eh” facendo riferimento alla variazione di bilancio approvata la sera precedente dalla Giunta. Scozzafava ringraziava con un laconico “so tutto, la ringrazio“. Contestualmente la Giunta aveva approvato anche uno stanziamento di 3,4 milioni da destinare al servizio di accoglienza dei minori in relazione all’emergenza Nord Africa, per il solo anno 2011. Come verrà accertato dalle risultanze successive, in ordine alla provenienza di questi 15 milioni, essi costituivano un saldo attivo di bilancio dovuto ad un risparmio di spesa (maggiori entrate per la parte corrente per 32 milioni, si legge sulla delibera n.82).

L’Assemblea stabiliva inoltre che ogni eventuale debito avrebbe dovuto essere legittimato attraverso un’ulteriore delibera assembleare, di iniziativa dei vari dipartimenti interessati.

La delibera veniva approvata con il voto favorevole, tra gli altri, di Gramazio, Tredicine e Quarzo.

Il 3.12.12, con determina dirigenziale n.5757 a firma Angelo Scozzafava, il Dipartimento Promozione Servizi Sociali disponeva un impegno fondi in relazione all’accoglienza dei minori non accompagnati progetto “Emergenza Nord Africa” in favore della coop soc. Eriches 29, per il periodo dal 1.01.2012 al 3.04.12, per un importo di 526.403, 25 euro.

La Eriches era stata scelta attraverso una procedura gestita da Scozzafava, che prevedeva una lettera di invito a più cooperative, diretta a sollecitare il loro interesse circa la gestione del servizio di accoglienza minori non accompagnati, per conto dell’Amministrazione Capitolina. Le coop scelte erano le seguenti: Domus Caritatis, Eriches 29, In Opera, Un Sorriso e Eta Beta.

Il 7.12.12, con delibera n.7900 del Dipartimento diretto da Scozzafava, veniva disposta la liquidazione a favore della Eriches 29 della somma di 526.195, 52 euro, diminuita di una piccola percentuale dovuta all’incasso pro soluto (l’avallo anticipato della banca).


Il riconoscimento del debito fuori bilancio: l’ok dei revisori

Il 13.12.12, con la delibera n.66 l’Assemblea Capitolina provvedeva al riconoscimento del debito fuori bilancio per un importo di 3.740.901, 25 euro e disponeva il pagamento delle fatture emesse.

A tale assemblea partecipavano anche Gramazio, Quarzo, Tredicine ed Ozzimo.

La delibera n.29, relativa al residuo del debito di bilancio pari ad euro 12.832.794, 82,  ovvero la porzione dei 17 milioni ancora da pagare, verrà approvata il 10.04.13.

Una serie di conversazioni intercettate dal Ros consentirà di accertare come il sodalizio sotto processo si sia attivato al fine di ottenerne l’approvazione.

In effetti il 10.04 alle 8:57 Buzzi chiamava Coltellacci per avvisarlo che la delibera non passava a causa della mancanza del parere favorevole dei revisori dei conti. Buzzi proponeva di interessare Maurizio Salvi, dirigente della Ragioneria Generale.

Alle 9:53 Buzzi chiamava anche Gramazio, ribadendo quanto detto a Coltellacci; Gramazio ribatteva fornendo l’indicazione precisa della proposta (delibera n.56 del 2013) alla quale mancava ancora il parere obbligatorio dei revisori dei conti. Buzzi chiedeva infine a Gramazio di intervenire su Salvi.

Alle 9:53 Coltellacci comunicava con un sms a Buzzi che i revisori erano stati estratti a sorte e che “Salvi non li governava”; i loro nomi erano: Sergio Conti, Giuseppe Gismondi e Massimo Zaccardelli.

Buzzi girava questo sms a Gramazio. Di seguito Coltellacci inviava a Buzzi un nuovo sms col quale gli comunicava che stava andando a trovare Scozzafava e che inoltre Riccardo Solfanelli, il Capo segreteria dell’Assessorato Promozione dei Servizi Sociali, conosceva il presidente dei revisori.

Alle 10:35 Buzzi chiamava Solfanelli il quale gli confermava di conoscere il presidente dei revisori, Sergio Conti, che gli aveva garantito il voto favorevole alla proposta di delibera. Solfanelli riferiva inoltre che si stava attivando per contattare gli altri due revisori, indicando quali loro interlocutori Raffaele Borriello e Antonio Lucarelli. Il primo era il direttore esecutivo del Comune ed il secondo il Capo segreteria del Sindaco.

Alle 10:42 Buzzi inviava un sms a Lucarelli per chiedergli un aiuto con uno dei revisori, e Lucarelli rispondeva che già ci stava lavorando. Alle 14:00 Buzzi riferiva a Tiziano Zuccolo di avere parlato con Lucarelli e con i capigruppo, i quali avevano deciso di predisporre un documento congiunto per la delibera, nel quale vi era scritto che i revisori avevano espresso un parere positivo, salvo accertamenti, precisando come due dei revisori avessero già firmato. Buzzi invitava quindi Zuccolo a raggiungerlo in Campidoglio. Alle 18:13 Zuccolo inviava un sms a Gramazio nel quale lo avvisava che era finalmente arrivato il parere positivo dei revisori.


Il parere favorevole dei revisori

Interessante la seguente conversazione tra Buzzi (S) e Solfanelli (RS) nella quale quest’ultimo spiegava in che modo era riuscito a convincere i revisori dei conti a votare favorevolmente la proposta di delibera del debito fuori bilancio:

RS: ho detto: <senti, me, me fate una cortesia? Me date un elenco coi numeri de telefono dei revisori? Li chiamo, gli spiego, so’ ex colleghi, gli spiego> poi ho visto il Presidente, lo sai chi è?

S: chi è?
RS: Se,
Sergio Conti, te lo ricordi?
S: ah, ho capito chi
RS:
Sergio Conti, il Dirigente della Regione, quello della formazione
S: si, si, si ho capito, ho capito, ho capito
RS:
de Grottaferrata…
S: e ce sei andato a parla’, c’hai parlato?
RS: no, lo conosco, ho detto: <a Se’, li mortacci tua> proprio così gli ho detto
(Conti): <che c’è? che hai fatto?> (Solfanelli): <me stai a blocca’ la delibera> (Conti): <ma che, ma che sei te?> gli ho detto: <e si, so’ io> non ci sentivamo da diversi anni e gli ho spiegato che cos’era, no? Nessuno gli aveva spiegato che cos’era, è una cosa vergognosa, nessuno…

S: e l’importanza, poi, d’ave’ il parere prima, perché sennò (sovrapposizione di voci inc.)

RS: ma, ma certo, ma nessuno gli aveva spiegato che cos’era, tant’è che Sergio ha detto: <guarda, io… chiama i miei colleghi> perché poi pure lui stava a entra’ in Consiglio comunale a Grottaferrata <chiama i miei colleghi, digli che io c’ho il parere favorevole, chiama al secondo, Gismondi, digli de fa’ la relazione che già avevamo programmato, col parere favorevole, e io poi faccio in modo de fartela ave’ nel giro di un’ora> e così abbiamo fatto, ho parlato co’ gli altri due colleghi, ma è possibile dico io che un’amminis… cioè, se tu c’hai una società, no? Tu non puoi non parla’ coi tuoi revisori

S: certo.
RS: sei pazzo se non parli coi tuoi revisori, guarda che…
S: noi non… se vincete l’elezioni, che potrebbe pure succede, cambiate qualcosa,eh! non…
RS: ma porco Giuda! Eh, ma è una cosa folle, cioè io non posso non parlare coi
miei revisori, capito? Una follia, va be’…
S: mamma mia che casino…


L’esame della delibera del debito fuori bilancio ed il cambio repentino dell’odg

Dato che l’Assemblea capitolina del 10.04 quella che avrebbe dovuto approvare la proposta di delibera di stanziamento per i minori non accompagnati di 3,4 milioni di euro, prolungava i tempi di discussione su ogni proposta, Buzzi chiamava Ozzimo per verificare se la delibera fosse stata approvata. Ozzimo gli rispondeva che c’era  il consigliere Athos De Luca che interveniva su tutte le proposte di delibera, dilatando i tempi di discussione in aula. Buzzi decideva, alle 20.13, di chiamare Athos De Luca, per ricordargli che nell’Assemblea in corso era prevista l’approvazione della delibera per i minori non accompagnati; De Luca lo rassicurava e precisava che una volta espresso il parere, la delibera sarebbe stata approvata.

Alle 20:14 Buzzi chiamava Ozzimo per dirgli di avere parlato con De Luca, il quale gli aveva espresso un parere favorevole: “Mi sembra ok sulla nostra delibera“.

Vi era quindi una serie di contatti telefonici tra Buzzi e Coltellacci alle 21:02 e alle 21:05. Alle 21:08 Zuccolo chiamava Buzzi spronandolo ad essere più incisivo nei confronti di Marco Pomarici, presidente dell’Assemblea, per arrivare all’approvazione della delibera. I due si accordavano di incontrarsi in Campidiglio per assistere ai lavori d’aula.

Alle 21:06 Zuccolo riferiva a Buzzi di avere sentito Tradicine, il quale aveva sentito a sua volta Umberto Marroni per cambiare l’ordine del giorno dei lavori, facendo inserire al primo posto la proposta di delibera sui minori: “Se lo chiede il PD, eh l’opposizione eh, la maggioranza non si oppone“. Buzzi rispondeva: “ok vado su“.

Alle 21:26 Ozzimo inviava un sms a Buzzi, dicendogli di avere la situazione sotto controllo: “stiamo trattando, tranquillo“. Buzzi rispondeva che se se il capogruppo del PD Umberto Marroni avesse chiesto il cambio di ordine dei lavori, nessuno si sarebbe opposto: “Mi dicono che se la chiamano subito su richiesta PD nessuno si oppone”.

Alle 21:43 anche Francesco Ferrara manifestava a Buzzi l’esigenza di “convincere Umberto a cambiare l’ordine dei lavori, sennò salta la nostra” intendendo la delibera che doveva stanziare i 3,4 milioni sui minori. Buzzi rispondeva che si stava recando a tale scopo in aula Giulio Cesare. Alle 22.07 Buzzi aggiornava Coltelacci sulla situazione “sono in aula mancano meno di due ore e stanno in riunione a discutere odg“; Buzzi riferiva di avere sentito due consiglieri di SEL e Pomarici. Coltellacci rispondeva: “si dovrebbe votare la delibera entro le 24” e poi “De Luca contro Gramazio“.

In quello stesso frangente Fabrizio Testa riceveva un sms del consigliere Quarzo che lo teneva aggiornato sui lavori: “male non si vota quasi più nulla si sono messi pure le mani addosso Mollicone (Federico) e De Luca“.

Finalmente alle 23:33 la delibera veniva approvata e Buzzi comunicava tale esito ai suoi più stretti collaboratori, inclusi Solfanelli e Scozzafava.


L’interesse di Carminati sui minori

Il giorno successivo, l’11.04, Buzzi contattava Massimo Carminati sulle utenze dedicate per comunicargli l’esito favorevole della seduta assembleare della sera precedente. L’interesse di Carminati sulla gestione dei minori non accompagnati derivava non solo dal credito relativo ai lavori di Castel Romano, ma anche dal fatto che il servizio di fornitura dei pasti era stato affidato alla COSMA, e tramite questa, alla Unibar 2 di Giuseppe Ietto. Sulla questione dell’approvazione del debito fuori bilancio Buzzi riferiva:

B: Eh ieri sera alle 23:40 è passata la delibera sui debito fuori bilancio;

C: Ah, va bene, dai

B: Quindi per il 2012 abbiamo messo in salvo. Però questo che succede? Succede che io ora c’ho 17 milioni nel 2012.

C: Si

B: E mi incidono anche sul 2013

C: E certo, è ovvio

B: Perché il 2013 io lavoro per dodicesimi

C: Ah

B: Allora, prima saranno esecutivi questi: io c’ho otto milioni e mezzo sul 2013

C: Va bene, senti un po’: ma tu, adesso, ndò stai? Dove stai?

B: Io sto a andà in cooperativa

C: Tu quando arrivi in cooperativa?

B: Arrivo tra cinque minuti

C: Va bene, dai. Faccio un salto là.

Nella seduta di Consiglio del 10.04, tra le note relative ai lavori in aula, è stato annotato come il consigliere Gramazio abbia fatto espressamente due richieste: la prima di prolungare i lavori dell’Aula fino all’esame di tutte le questioni all’ordine del giorno (pagg. 1551 -2); la seconda, invece, era l’inversione dell’ordine dei lavori assembleari (pag 1987 della reazione).

L’approvazione a seguito di votazione di entrambe richiesta porterà, di fatto, all’approvazione della delibera relativa allo stanziamento dei 3.4 milioni per i minori non accompagnati. Sempre dalle note emergerà come Gramazio abbia abbandonato i lavori prima dell’approvazione della delibera in questione, la quale veniva votata solo dai consiglieri Ozzimo e Tredicine, e come inoltre gli unici voti contrari siano stati quelli dei consiglieri Patrizio Bianconi  e Athos De Luca. (cm)

  

  

   

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