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Dall’attività investigativa svolta dal Ros emerge come pur non essendo formalmente difeso dall’avvocato Pierpaolo Dell’Anno, Giovanni De Carlo si sia recato almeno due volte nel suo studio: una volta nel corso del 2012, ed una nel 2013. Sempre dagli accertamenti del Ros emerge come fino al 5 aprile 2013 Giovannone non avesse ancora nominato Dell’Anno come suo legale.

In quella data infatti, De Carlo viene arrestato insieme a Roberto Fiaschetti con l’accusa di favoreggiamento personale.

Fiaschetti era ricercato con un’ordinanza di custodia emessa dalla corte d’appello di Roma per una serie di reati, tra i quali rapina, detenzione e porto d’armi, commessi a Roma e Viterbo rispettivamente il 5.10.10 e l’8.07.11, ed in relazione ai quali si era giunti a sentenza definitiva.

La vicenda per De Carlo si chiude con un’archiviazione (prov. gip del 7.10.13) e in quell’occasione a difenderlo è l’avvocato Dell’Anno.   

Le prime dichiarazioni di Roberto Grilli relative a De Carlo risalgono all’aprile del 2012, e l’attività di indagine nei suoi confronti comincia circa due mesi dopo, con la prima attivazione del servizio di intercettazione datata 11.06.12.

La prima visita documentata dal Ros, di De Carlo allo studio legale Fergola & Zordan, lo studio presso cui è impiegato Dell’Anno, risalel al 3.12.12. Nel corso di un servizio di pedinamento i militari accertano come alle ore 18:20 di tale giorno De Carlo giungesse al civico, n.29 di via Nicotera a bordo della sua Smart. Lungo la strada incontrava Massimo Carminati e Fabrizio Franco Testa, in precedenza visti conversare con l’avvocato Michelangelo Curti.

Dopo alcuni minuti di conversazione i tre venivano visti salire nello studio legale indicato, presso il quale si trattenevano fino alle ore 19:10.

La seconda visita di De Carlo allo studio di Dell’Anno è del 25.03.13;  si tratta del giorno in cui viene tratto in arresto l’ex amministratore delegato di Roma Eur, l’ente che gestisce gli immobili di proprietà dello Stato situati in quel quartiere, Riccardo Mancini. L’arresto riguardava la vicenda della tangente da 600 mila euro versata dalla Breda Menarini, in relazione alla gara da essa vinta del cd corridoio laurentino, che prevedeva l’acquisto di 45 autobus prodotti dalla societa’ del gruppo Finmeccanica.

Dal servizio di pedinamento su Carminati, i militari del Ros accertavano come alle ore 17:35 questi si intrattenesse a conversare con De Carlo e Carlo Pucci, all’interno del cortile dello stabile di via Nicotera n.29.

Dunque la frequentazione dello studio legale di Dell’Anno sia da parte di De Carlo che di Carminati avveniva in occasione di  eventi assolutamente slegati dalle loro personali vicende giudiziarie.

Non escludendo l’ipotesi della visita di cortesia, il tipo di visita che si fa ad un amico o ad un conoscente al di fuori dell’ attività professionale da questo svolta, è lecito chiedersi il motivo per il quale tali incontri si svolgessero sempre all’interno dello studio legale, e mai in altri contesti più informali.

Del resto sia Carminati che De Carlo non hanno mai mostrato di essere personaggi particolarmente schivi o riservati, tanto da frequentare solo di rado locali pubblici quali bar o ristoranti. Tutt’altro.


Il favoreggiamento di De Carlo

Sono le 18:41 del 10 giugno 2013 e la telecamera del Ros piazzata sull’ingresso del portone di via Nicotera n.29, sede dello studio legale Fergola & Zordan, inquadra l’avvocato Domenico Leto che si intrattiene a parlare con Giovanni De Carlo.

I due discutono per circa dieci minuti, dopodiché si salutano. Il giorno seguente, l’11 giugno, il Ros sta eseguendo un servizio di pedinamento su Giovannone, che alle ore 18:40 giunge sempre al civico 29 di via Nicotera.

Ormai è già da un anno che il telefono di Di Carlo è sotto controllo, in particolare dall’aprile del 2012, a seguito delle rivelazioni del collaboratore Roberto Grilli. Ad attenderlo c’è ancora l’avvocato Leto: i due parlottano per qualche minuto e quindi salgono nello studio del legale.

La telecamera interna dei Ros riprende i due uomini che fanno ingresso nello studio alle ore 18:42. De Carlo è arrivato in scooter e tiene nella mano destra il casco; poco prima di entrare nell’ufficio estrae dalla tasca posteriore dei pantaloni un oggetto. La telecamera non inquadra l’utensile che De Carlo stringe nel pugno: si capirà solo successivamente di che tipo di utensile si tratti.

Dopo essere entrati i due chiudono la porta dello studio. Sono le 18:43 ed il microfono posizionato dal Ros comincia a registrare le prime conversazioni.

Si sente la voce di Leto pronunciare queste parole: “La, la“.

I due cessano di parlare ma il microfono comincia a registrare i rumori inequivocabili di un cacciavite che sta rimuovendo la placca di una presa della luce. La microspia è stata piazzata dentro l’alloggiamento dei cavi dell’energia elettrica. Per il personale del Ros addetto alle intercettazioni i rumori sono inequivocabili.

Dopo un po’ questi cessano e si sente la voce di De Carlo dire: “E’, infatti“,  e l’avvocato Leto ribattere: “Lo sapevo“.

I minuti che seguono vedono la telecamera interna del Ros riprendere i due uomini mentre escono dall’ufficio e si dirigono verso la porta d’ingresso dello studio.

Lungo il percorso De Carlo chiama l’avvocato Curti appellandolo con il diminutivo “Michi“. Curti appare nello spazio visivo della telecamera e viene ripreso mentre scambia a bassa voce delle parole con Giovannone. I due poi si dirigono vero lo studio di Leto, il quale rimane invece fermo all’ingresso.

De Carlo entra di nuovo nell’ufficio di Leto, mentre Curti prosegue lungo il corridoio. Leto si incammina e raggiunge De Carlo nel suo ufficio, vi entra e chiude la porta. Curti, invece, esce dallo studio legale, avvisando Leto di recarsi al bar. Le telecamere esterne lo riprendono mentre si avvia verso via Avezzana, accompagnato da un soggetto non identificato dagli inquirenti.

Alle 18:46 De Carlo e Leto sono ancora all’interno dell’ufficio di quest’ultimo. Il microfono del Ros registra ancora la voce di quest’ultimo mentre, rivolgendosi a De Carlo, afferma: “Che facciamo, la lasci?” e De Carlo risponde: “si“. La telecamera riprende i due che escono dall’ufficio e si avviano verso l’ingresso dello studio.

Nel tragitto De Carlo tiene in mano il casco che poggia sul divano della sala d’aspetto. La telecamera riesce a riprendere nascosto all’interno del casco il giravite che De Carlo aveva estratto dalla tasca dei pantaloni. L’impugnatura giallo e nera toglie qualsiasi dubbio.

Sono le 18:52 quando la telecamera esterna del Ros riprende le immagini di De Carlo e Leto mentre escono dallo stabile e si avviano vero il bar di via Avezzana, dove li attendono Curti e l’altro personaggio non identificato.

E’ il 12 giugno e alle 17:30 De Carlo, sempre pedinato dai militarli della sezione anticrimine del Ros, fa ingresso nello studio legale Fergola & Zordan al civico n.29 di via Nicotera. La telecamera interna del Ros lo riprende mentre incontra l’avvocato Dell’Anno.

I due si dirigono verso la porta d’ingresso dello studio, abbandonando il campo visivo della telecamera. La videocamera esterna puntata sul portone non li riprende uscire dallo stabile, dunque i due rimangono all’interno dell’edificio. Passano cinque minuti e la telecamera interna inquadra di nuovo le figure dei due uomini. Sono le 17:54, l’avvocato Leto si avvicina a De Carlo e lo accompagna nel suo studio.

I due si intrattengono a parlare per circa dieci minuti, quindi escono dalla stanza e De Carlo viene ripreso mentre esce dallo studio legale. La telecamera esterna lo  riprende uscire dal civico n.29, infilare il casco, salire sul suo scooter e allontanarsi. (cm)

  

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