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La vicenda della concessione in locazione dell’immobile di via del Frantoio da parte del Comune di Roma in favore della coop  Eriches 29, riconducibile a Salvatore Buzzi, va inquadrata con la corruzione di un ex dipendente dell’amministrazione capitolina, tale Brigidina Paone, chiamata da tutti Dina. Come abbiamo visto anche nelle procedure amministrative tese al conferimento in affitto di quello stabile, vi era stata la corruzione di un dipendente pubblico del Dipartimento del Patrimonio, tale Mario Cola.

La vicenda in esame può essere letta come il seguito logico di quella vicenda, posto che Buzzi, conoscendo l’intenzione dell’ amministrazione capitolina (intenzione già manifestata dalla Giunta Alemanno)  di ripianare il debito delle casse comunali attraverso la vendita di parte del suo patrimonio immobiliare, mirava all’acquisto ad un costo di favore degli immobili che Roma Capitale gli aveva concesso in locazione.

L’esistenza di condotte materiali – si legge sull’ordinanza del 4 giugno 2015 – e di atti formali, riconducibili alla Paone (quale collaboratrice all’Assessorato alla casa) ed al Pedetti (Pierpaolo Pedetti Consigliere dell’Assemblea Capitolina e presidente della settima commissione Patrimonio e Politche Abitative del Comune di Roma), ciascuno nell’ambito delle rispettive attribuzioni intese a garantire in sede di dismissione del patrimonio del Comune di Roma (immobili pubblici tra i quali la sede della Cooperativa 29 giugno di via Pomona n.63 e quella di via del Frantoio n.44) condizioni di favore per le cooperative del Buzzi emerge dai seguenti elementi acquisiti nel corso delle indagini“.

Il 19 novembre vengono approvati dalla settima Commissione assembleare presieduta da Pedetti, i verbali  n.25 e n.26. rispettivamente del 6 e del 12 novembre. Si trattava di due atti che afferivano all’alienazione del patrimonio immobiliare di Roma Capitale.

Nello specifico erano due atti amministrativi riconducibili all’atto “politico” di indirizzo, rappresentato dalla proposta n.88 del 2013, la cd delibera dismissioni, punto di partenza dell’iter di messa in vendita. Attraverso di essi enivano individuati i soggetti in grado di acquisire gli immobili del patrimonio comunale che l’Amministrazione intendeva mettere sul mercato.

Nelle sedute del 6, 12 e 14 novembre del 2103, la Commissione Capitolina Permanente Patrimonio e Politche abitative si riuniva per discutere, tra i vari atti, la proposta di delibera n. 88/2013 . Il giorno 11 novembre Paone contattava Buzzi e dopo avergli riferito di essere in compagnia di Pedetti, fissava un appuntamento per il giorno 19, alle ore 11:00 “da Pierpaolo in Largo Loria”. Prima di concludere la conversazione Buzzi chiedeva alla Paone se fosse stato possibile avere una copia della delibera che Pedetti avrebbe presentato in Commissione per  l’approvazione. Paone gli rispondeva che avrebbe fatto in modo di fargliela avere il giorno seguente tramite fax.

Il 19 novembre si riuniva la la Commissione presieduta da Pedetti, che approvava i verbali n.25 e n.26 accennati.


L’emendamento ad coop

Quello stesso giorno il Ros, grazie ad un appostamento, verificava un incontro tra la Paone e Buzzi, i quali stabilivano di rivedersi il giorno successivo per valutare i contenuti della delibera di dismissione, con la presenza anche del responsabile della segreteria di Pedetti, Mariella di Giovine. Il giorno seguente il Ros accertava come alla riunione fissata si presentasse Alessandra Garrone al posto di suo marito Salvatore Buzzi.

Attraverso l’attività intercettava il Ros era in grado di verificare come lo scopo dell’incontro fosse quello di elaborare un emendamento al testo della delibera di dismissione che inserisse nell’atto, secondo la volontà di Buzzi, un forte sconto sul prezzo di vendita del patrimonio dismesso, dell’ordine dell’80%. Uno sconto del quale avrebbero potuto godere solamente quei soggetti economici dotati delle stesse caratteristiche della 29 giugno e della Eriches 29. L’emendamento in questione sarebbe stato poi presentato in Assemblea Capitolina dal consigliere Pedetti.

Il giorno 19 veniva registrata la seguente conversazione tra Buzzi e la Garrone;

S: Salvatore BUZZI AG: Alessandra GARRONE

AG: pronto
S: Alessandra, allora… AG: dimmi

S: se scrive per gli emendamenti, meglio
AG: si
S:
e per lo sconto, no al cinquanta, all’ottanta per cento metti: perché noi l’affitto ce l’hanno scontato all’ottanta per cento
AG: si… e io pensavo che per… le vendite fosse il cinquanta, per questo non ho ribattuto
S: no, non è previsto niente
AG: eh
S: allora, la, la Di Giovine dice, questa tesi…
AG: (parlando in ambientale con un altro interlocutore) questa cosa per vendita… (tornando a parlare con Buzzi) ok, si, per analogia
S: allora, la Di Giovine dice che un conto sono gli immobili non commerciali
AG: certo
S: dice che uno… quello c’ha diritto all’affitto, aspetta prenditi questa mail: d, d, Domodossola punto Paone (BUZZI dettava:
d.paone@gmail.com)
AG: ok
S: è la persona… capa…
la capa segreteria del Presidente della Commissione
AG: ok
S: perché vie’ dalla Commissione, dice: <
concordatela tutto colla Di Giovine> allora lei ha chiamato la Di Giovine, ha preso appuntamento pe’ domani alle quattro e mezza, ma io domani alle quattro e mezza sto…
AG: ho capito, ho capito, ci penso io…
S: a Bologna
AG: faccio… faccio questa proposta, ok
S:
e tu intanto mandi a lei l’emendamento, in modo che lui (Pedetti) se lo vede
AG: ok
S: per via Pomona stiamo a posto perché c’abbiamo il contratto d’affitto, faremo prima o poi, per il Frantoio… provvedimento amministrativo come vedi tu e poi per la, per la scontistica delle cooperative sociali, eccetera, eccetera come per i contratti d’affitto, ottanta per cento di sconto
AG: ok
S: pure co’ lui… alle quattro e venti te vedi là sotto colla Paone, dove sta la Di Giovine
AG: ok, ok, sotto da Eataly
S: eh, no, non è proprio Eataly, mo non so come dirti, eh…
AG: va be’, Claudio lo sa dov’è?
S: si, Claudio lo sa, io lo so, io ce vado ma non so l’indirizzo
AG: eh se Claudio lo sa, perché sennò io vado alla cieca, me perdo…
S: e certo che lo sa
AG: imbranata con le vie, ok, allora
S: certo che…
AG: devo chiama’ Claudio e dirglielo
S: esatto, digli alle quattro e venti domani andate insieme là
OMISSIS

Subito dopo la Garrone chiamava Claudio Caldarelli per avvisarlo dell’appuntamento al quale avrebbero dovuto recarsi insieme, secondo le disposizioni di Buzzi; si trattava dell’ incontro con la Di Giovine, finalizzato all’elaborazione del contenuto dell’emendamento che Pedetti avrebbe dovuto presentare in Assemblea.

Il 27 novembre Buzzi inviava un sms alla Di Giovine, col quale le confermava di essersi incontrato con Pedetti la sera prima:

“Ti ricordi il contratto per via Pomona? E quando vuoi mi dai appto ieri sera ho parlato con Luigi e Pedetti Un abbraccio”.

Il 28 novembre la Paone avvisava Buzzi che il contratto relativo a via Pomona era stato bloccato dalla Ragioneria, informandolo di come lei si fosse già attivata al fine di ottenerne l’ approvazione. Paone informava inoltre Buzzi di come la pratica avrebbe dovuto essere sottoposta al controllo  della Commissione Consiliare del Patrimonio Sociale, la quale avrebbe dovuto esprimere un parere non vincolante. Buzzi le rispondeva che avrebbe contattato i presidenti per cercare di convincerli.

Nel pomeriggio, negli uffici di via Pomona, Buzzi aveva una conversazione con Michele Nacamulli, il quale gli confermava come Pedetti stesse ancora scrivendo il testo dell’emendamento della delibera di dismissione.


La mail di Buzzi col testo dell’emendamento

Il 29 novembre Buzzi chiamava la Paone per ricordarle dell’emendamento alla delibera di vendita del patrimonio del Comune; Paone gli riferiva di averne già parlato con Pedetti, ma che la delibera non era ancora stata liquidata. Paone ribadiva quindi che l’emendamento non era propedeutico al bilancio, ma che la Commissione, per poter deliberare, aveva bisogno di esaminare tutti gli emendamenti presentati. Buzzi rispondeva se poteva inviarle il testo dell’emendamento scritto da loro, e la Paone gli inviava la sua email.

Da una serie di risultanze relative ai giorni successivi, il Ros accertava come la Commissione avesse previsto che ad essere legittimati all’acquisto con forte sconto fossero quei soggetti che avevano esercitato la funzione di custodi, e che l’attività di custodia doveva essersi protratta per un periodo non inferiore ai cinque anni. Tale condizione avrebbe automaticamente escluso la Eriches 29 dall’acquisto dei locali di via del Frantoio.

Il 31 gennaio Paone comunicava a Buzzi che la delibera era passata in Commissione, che l’importo dello sconto approvato era pari al 40% e che tra i legittimati vi erano anche quei custodi che avevano avuto l’immobile per un periodo non inferiore ai tre anni. Dai documenti ottenuti in seguito dal Ros è emerso come il testo dell’emendamento finale presentato da Pedetti avesse recepito in toto le richieste di Buzzi, con gli affittuari assimilati ai custodi, o dotati di titolo equipollente, che avevano il possesso dell’immobile per un periodo non inferiore ai tre anni e che lo sconto sul prezzo di vendita non era inferiore al 40%.

In particolare la parte di testo dell’emendamento efferente a tali facilitazioni veniva rinvenuta in una mail inviata dall’ufficio legale della 29 giugno e diretta a Brigidina Paone. A seguito dell’esecuzione dell’ordinanza di arresto, gli emendamenti richiesti da Buzzi sono stati ritirati, ed i soggetti aventi le caratteristiche analoghe ad Eriches 29 e alla 29 giugno sono stati esclusi dai benefici previsti dalla delibera di dismissione.


L’assunzione della figlia della Paone

L’attività intercettava condotta dal Ros ha permesso di accertare come il prezzo della corruzione di Brigidina Paone fosse rappresentato dall’assunzione della figlia, Francesca Dari, da parte di una delle cooperative riconducibili a Buzzi. Dai riscontri effettuati emergeva infatti come, a partire dal gennaio 2014, la Dari fosse stata assunta dalla cooperativa 29 giugno con un contratto di sette mesi.

Tra le varie intercettazioni effettuate sulle utenze degli indagati, vi è in particolare l’sms inviato dall’utenza in uso alla Dari e diretto a Salvatore Buzzi, del seguente contenuto: “salve sono Francesca Dari, la figlia di Dina Paone. Volevo sapere quando fosse possibile parlare. La ringrazio anticipatamente. Francesca Dari”.

A tele sms Buzzi rispondeva: “Sono sul treno per Bologna, ti chiamo appena arrivo”. A Buzzi la Dari rispondeva, sempre con sms: “Ok, la ringrazio, a dopo”. (cm)

   

   

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