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Mario Cola è un dipendente del comune di Roma impiegato presso il Dipartimento Patrimonio. Il suo ingresso nell’inchiesta Mafia Capitale è legato al suo intervento diretto, in violazione dei suoi doveri di ufficio, sulla destinazione di un immobile di proprietà del Comune, sito in via del Frantoio n.44.

Cola è accusato di corruzione aggravata – si legge nell’ordinanza del 2 dicembre 2014 – “perché in concorso tra loro (Salvatore Buzzi, Massimo Carminati, Claudio Bolla, Claudio Caldarelli ed Alessandra Garrone) nella qualità di dipendente del Dipartimento Patrimonio del comune di Roma, per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio consistenti nell’ avere segnalato a Buzzi un immobile di proprietà del comune in via del Frantoio al fine di occuparlo; nel porre in essere, successivamente all’occupazione, condotte intese alla legittimazione ex post dell’occupazione; nel concordare con Buzzi un canone d’affitto a prezzi irrisori, quantificato in 600/700 euro mensili per 1000 mq “.

In cambio Cola riusciva ad ottenere da Buzzi un’utilità di natura economica che consisteva in un contratto di locazione relativo ad un immobile sito in via Accademia degli Agiati di proprietà di sua moglie, Olga Montanari, ad un prezzo superiore a quello di mercato. L’immobile in questione veniva destinato dalla Eriches 29 ad uso casa famiglia, per l’accoglienza di nuclei familiari in condizioni di disagio. Nell’ambito dei programmi di assistenza alloggiativa, Eriches 29 prendeva in affitto appartamenti per destinarli a centri di assistenza alloggiativa temporanea. Nel caso in questione Eriches versava alla Montanari un canone mensile di 1.500 euro, prezzo che veniva definito privo di una corrispondenza economica dagli amministratori giudiziari della Eriches, nella loro relazione.


L’intervento di Cola e l’affitto a canone concordato di via Pomona

Dalle intercettazioni emerge come Cola riferisse a Buzzi anche in merito ad un altro canone di affitto, quello relativo all’ immobile sito in via Pomona dove ha sede la cooperativa 29 giugno onlus. Su tale edificio Cola assicurava a Buzzi di essere in grado di fargli ottenere un affitto ad un canone estremamente vantaggioso. Buzzi era riuscito ad ottenere dal Comune, per un periodo limitato di tempo, l’immobile in questione in cambio del sostenimento delle spese relative alla sua ristrutturazione.

Le indagini svolte dal Ros dei carabinieri permettevano di accertare come l’occupazione dello stabile di via del Frantoio fosse stata preventivamente concordata con il Cola.

La prima intercettazione relativa al progetto di occupare via del Frantoio risale al 2 gennaio 2013; nel dialogo intercettato dal Ros, Buzzi parlando con il suo collaboratore Claudio Bolla affermava: “dietro al Frantoio dobbiamo occupare”.

Di seguito i due si accordavano nell’organizzare un sopralluogo il venerdì successivo; in quel frangente Bolla riferiva di come l’ultima volta che era entrato in quell’immobile il portone gli fosse stato aperto da una persona del 5° Municipio. Buzzi invitava dunque Bolla ad acquisire maggiori informazioni, così che lui avrebbe potuto contattare Ivano Caradonna, l’allora presidente di quel Municipio.

Buzzi: “E mi faccio non dico autorizzare, non mi faccio sgombrare, diciamo. Mi capisci?“.

L’intenzione di Buzzi era quella di spostare il due centri di Tivoli, quello per gli immigrati (Centro Agorà) e quello per i minori non accompagnati, presso l’edificio occupato di via del Frantoio. Dunque Buzzi intendeva aprire, nella nuova porzione dell’immobile,  un centro per l’accoglienza dei minori non accompagnati (MSNA). Di fatto l’altra porzione era già stata destinata da Buzzi ad un centro per l’accoglienza dei migranti gestito dalla coop soc. ABC, aderente al consorzio Eriches 29.


L’immobile di via del Frantoio destinato all’accoglienza dei minori 

Il 5 gennaio veniva intercettata una ulteriore ambientale, presenti oltre a Buzzi, Massimo Carminati e l’architetto Mario Ciotti. Nella conversazione Buzzi invitava l’architetto ad effettuare un sopralluogo presso  l’immobile occupato, al fine di valutare i successivi lavori di ristrutturazione. La conversazione si concludeva con le seguenti parole pronunciate da Ciotti: “Via del Frantoio erano due edifici: il primo l’avevate occupato, il secondo lo dovevate occupare, in linea…

E Buzzi rispondeva: “Esatto, stiamo parlando del secondo“.

Il 13 marzo 2013 veniva intercettata una conversazione tra Buzzi e Carminati in ordine ai centri per minori non accompagnati (MSNA);  nel corso dell’indagine era già emerso un interesse specifico di Carminati nella gestione di tali centri, interesse che vedeva coinvolto anche Giuseppe Ietto, titolare di Unibar e Unibar 2. Le indagini svolte avevano permesso di accertare come le società di Ietto avessero vinto le gare per la gestione dei servizi di somministrazione pasti nei MSNA gestiti dalle cooperative riconducibili a Buzzi. Era emerso inoltre come una parte dei proventi realizzati dalla Unibar attraverso tale attività, fossero destinati allo stesso Carminati.

Nel corso della conversazione Buzzi affermava rivolgendosi al suo interlocutore: “Ho una notizia clamorosa, t’ho fatto fare il migliore affare della tua vita: i minori…i minori ce li pagano a quaranta giorni“. A queste parole Carminati rispondeva con un’ evidente approvazione verso l’operato del sodale.

Il 18 febbraio 2013 veniva intercettata una conversazione tra Bolla e Buzzi, nella quale Bolla leggeva al suo capo il testo di una lettera che avrebbe inviato alla sala operativa sociale del Comune, al suo direttore ed all’ufficio minori, al fine di segnalare che tra il 19 ed il 22 di quel mese avrebbero provveduto a trasferire i centri MSNA gestiti dal consorzio Eriches 29, presso le strutture di via del Frantoio.

Il 26 marzo 2013 vi è un’ intercettazione tra Buzzi e Cola: si tratta della prima conversazione intercettata tra i due, ed assume un rilievo determinante in quanto da essa emergono i termini dell’accordo stretto tra i due.

S: Salvatore BUZZI

MC: Mario COLA

MC: Salvatore buongiorno
S: Mario, buongiorno a te, una cortesia Mario, senti

MC: si

S: per via del Frantoio, no? Se io ti faccio una richiesta e ti dico… sto lì dentro, vorrei fa’ un centro di accoglienza, bla, bla, bla, bla, tu me potresti fa’ una letterina in cui dici: <va be’, ti autorizzo a stare lì in attesa di assegnazione>?
MC: eeh… si, lo posso chiede’

S. cioè, io ti dico: <guarda, io, caro Comune, sono entrato là dentro perché te lo potevano occupa’ non si sa chi, vorrei farne un centro d’accoglienza, bla, bla, bla> e tu mi rispondi, dice: <si, non c’ho niente in contrario>
MC: diciamo che ti autodenunci, dice:

S: esatto, mi autodenuncio e tu mi legittimi a stare lì in attesa…

MC: ma, legittimi…
S: che esce il regolamento, no?

MC: si, secondo me… si ma io, quello è quello che gli avevo detto a Claudio quando glielo dissi, gli ho detto:
S: però sicco…
MC: eh

S: eh, siccome però io ci devo spende’ tre/quattrocentomila euro, allora io…

MC: ah…
S: anda’
MC: no, no, no, no, no

S: li devo anda’ a chiede in banca, no, la banca me li darebbe pure, mica c’è problema
MC: no, no, lo so però lì ce vole proprio l’autorizzazione, capito? Intanto siete entrati voi, però ve dovete,
va be’ mo parlo un attimo con la Bedoni (Francesca Saveria BEDONI, Dirigente dell’U.O. Gestione Amministrativa e Tecnica del Patrimonio di Roma Capitale)

S: eh, ma io mi autodenuncio
MC: si
S: s ti dico: potevano occupa’… non lo so…>
MC: che è via del Frantoio numero?
S: e nun me ricordo
MC: eh
S: mo il numero poi te lo faccio sape’, mo glielo dico a Claudio
MC: eh, si
S:
e tu me, me rispondi, dici: <si, stai lì… non fa’ danni>
MC: mh, mh… stiamo facendo quell’altra, quella cosa lì a Pietralata, eh
S: ok
MC: quasi…
S: te ne puoi informa’ Mario, perché…
MC:
si, si, c’ho la Bedoni qua, ma io, è quello che gli dissi a Claudio, perché io v’avvisai, no? Gli ho detto: <entrate, intanto prendetevelo, entrate> questo prima de Natale, a novembre

S: d’accordo, d’accordo
MC:
infatti lui, voi così poi avete fatto
S: si, si, abbiamo fatto come hai detto tu infatti
MC: eeh… eh
S: poi
ci servirebbe un pezzettino di carta pe’ ce… anche fos…

MC: si, mo chiedo un attimo, così ve…
S:
per farmi avere l’autorizzazione (inc.)
MC: va bene
S: grazie Mario, eh
MC: ciao Salvatore, grazie a te, buona giornata
S: ciao, ciao
MC: ciao

L’11 aprile viene intercettata un’ulteriore conversazione tra Buzzi e Cola, nella quale interviene anche l’architetto Bedoni; i due dipendenti del Dipartimento del Patrimonio contattavano Buzzi per avvisarlo del fatto che le ONLUS godevano dell’abbattimento del canone di locazione del 20%, con riferimento agli uffici della 29 giugno di via Pomona. Come vedremo più avanti il Comune riconoscerà alla 29 giugno, tramite delibera, un regolare contratto d’affitto a canone concordato.

Buzzi aveva dunque la necessità di ottenere una certificazione che dimostrasse l’appartenenza della 29 giugno alla categoria delle Onlus. I due comunicavano infine a Buzzi che avrebbe ricevuto, a breve, la visita dell’ingegnere Alberto De Santis, il quale aveva il compito di valutare un canone d’affitto congruo. Nella conversazione Buzzi chiedeva a Cola se era possibile sistemare anche la questione relativa allo stabile di via del Frantoio.

MC: Salvato’
S: oh, Mario, te mando tutto tramite Claudio allora, eh
MC:si e così facciamo… (rivolgendosi a un’altra persona) quando, quando ce vai a fa’ il sopralluogo?
(tornando a rivolgersi a Buzzi): inizi della prossima settimana vengono lì e fanno un sopralluogo pe’ fa’ una valutazione, per fa’ una stima d’affitto

S: va bene, mo chiamo subito Claudio e glielo dico
MC: senti, ti faccio fa’ sei più sei adesso, eh
S: ok Mario, ok,
stiamo parlando di via Pomona, no?
MC: si, si
S:
senti, per il Frantoio come possiamo sistema’…
MC: tu ce l’hai el… lo stato di fatto? Le piantine?
S: come no
MC: no, infatti è una cosa che…
S: c’abbiamo tutto, c’abbiamo
MC: (rivolgendosi a un’altra persona) ah, si c’hanno tutto, loro c’hanno tutto
S: noi c’abbiamo tutto
MC: allora gli fate pure una copia, quando vengono gli date le piantine
S: va bene
MC: o c’hanno i file, quello che c’avete gli date
S
: guarda, io ora gli dico a Claudio de porta’ lo statuto, che siamo una onlus, non… siamo di diritto, colla legge quattro…

MC: si, si, si
S: col decreto legislativo 467 (quattro sei sette)
MC: eh
S: e ti mando poi… da Cla…
MC: eh, e poi la prossima settimana ti dico io, poi t’avviso, ti dico quando vengono S: d’accordo
MC: va bene? Mandame Claudio allora, al più presto
S: ok, Mario poi se riusci…
MC: un ba…
S:
sistemamo pure il Frantoio, così stamo a posto pure là
MC: il Frantoio qual è? Via del Frantoio numero? Non ti ricordi?
S:
quarantaquattro
MC: quarantaquattro, via del Frantoio quarantaquattro, va bene
S: ok
MC: tanto mo c’è l’architetto Bedoni qua, facciamo… fa’ tutto
S: grazie Mario mio
Saluti

Più tardi veniva intercettata una nuova conversazione tra Buzzi e Cola: nella prima parte del dialogo i due parlavano del canone fissato da Cola e relativo all’immobile di via Pomona; la seconda parte verterà invece sull’immobile di via del Frantoio;

S: Mario eccomi
MC: Salvato’, scusa
S: dimmi
MC:
me so’ permesso de chiude’ a sei/settecento euro al mese, che è troppo? S: no, no, va bene, quanto? Seicento euro al mese?

MC: si, sei/settecento S: Mario?
MC: eh
S: Mario?

MC: eh
S: quanto m’hai detto, non t’ho sentito bene?
MC: sei/settecento euro al mese
S:
va bene, va bene, va bene
MC: ma lo so che va bene, te sto a piglia’ in giro, cioè, a… a Salvato’
S: (ride) ok, ok
MC:
ma, ma te rendi conto che ho fatto?
S: ok, sei grande!
MC: ce, ce paghi un box
S: sei grande!
MC: eh…
un box ti ci paghi a seicento/settecento euro al mese
S: sistemamo pure il Frantoio, Mario, sistemamo pure il Frantoio
MC: si, mo te lo si… oh! Me devi da’ un attimo de tempo, non te preoccupa’, perché qui è comunali è un po’ tosta, mo intanto ho chiuso sta cosa, che è la più importante e ve portate via sto contratto la prossima settimana, sei più sei

S: ok
MC:
poi dopo tu presenti la domanda, dopo du’ mesi, te lo vuoi ristruttura’, tutto quanto, e poi la vendita, eeh… in automatico la devi prende’, lo puoi prende’ solo te

S: ok
MC: eh, eh, eh
S: siamo… sei un grande Mario MC: va bene?
S: ok
Saluti


Cola e l’asservimento della sua funzione 

Dall’attività intercettiva emergeva come il comportamento di Mario Cola nei confronti di Buzzi e della 29 giugno andasse ben oltre i suoi normali obblighi di dipendente del Dipartimento Patrimonio dell’Amministrazione capitolina. Ad esempio il 12 aprile 2013 Cola avvisava per telefono Buzzi che il 16 di quel mese avrebbe ricevuto la visita dell’ingegnere De Santis, presso gli uffici di via Pomona. Si trattava della visita legata alla valutazione del canone di affitto, già in precedenza annunciata. In quel contesto Cola sottolineava come De Angelis fosse un amico, nel senso che gli avrebbe offerto un trattamento di favore: “è un amico eh! sta tranquillo fai quello…ok?”.

Quello stesso giorno Cola inviava un SMS a Buzzi col quale gli ricordava del  bonifico relativo all’affitto dell’immobile di sua moglie, Olga Montanari: bonifico di Montanari”.

Dagli accertamenti contabili effettuati dal ROS emergeva infatti come, nel periodo compreso tra il 5 luglio 2012 ed il 18 aprile 2014, dai conti intestati alla Eriches 29 presso la banca Unipol, venissero effettuati, con cadenza trimestrale sul c/c su Unicredit intestato ad Olga Montanari, bonifici per un importo complessivo pari a 32.500 euro.  La causale relativa veniva individuata in “locazione dell’immobile sito in via Accademia degli Agiati“. Presso l’agenzia delle entrate veniva quindi ottenuta una copia del contratto di locazione tra Eriches 29 e ed Olga Montanari, registrato in data 18 luglio 2013, relativo all’appartamento di via dell’Accademia degli Agiati per “uso attività di realizzazione di una casa famiglia/accoglienza”, per la durata temporanea di sei mesi. (cm)

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