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Per dare un’idea dell’importanza dei servizi del Consorzio Calatino in relazione all’affidamento dei quali “Re” Luca Odevaine ha rivestito un ruolo determinante, avendo ricoperto per almeno tre volte il ruolo di membro della commissione di gara, basti pensare che il valore di uno solo di questi ammontava a 150 milioni di euro. Per avere un termine di paragone si consideri che il budget iniziale per l’esposizione EXPO di Milano era di 200 milioni di euro. E’ lo stesso Odevaine a dirlo, parlando con il suo collaboratore Tommaso D’Addeo, nell’ufficio della fondazione Integrazione, in un’intercettazione del 16.06.2014: Er casino che te posso di’ dell’Expo che è successo tutto sto casino de Expo è una roba de duecento milioni (200.000.000) de €, la gara di Mineo era de centocinquanta (150), eh“.

Ma il business dei migranti è in costante crescita e dopo la fusione tra la Cascina e l’Arciconfraternita del SS Sacramento del Trifone, con l’assorbimento dei due Cara di Roma, Enea di via Boccea n.530 e quello di via A.Staderini n.9, il consorzio di cooperative bianche puntava ad aprire almeno altri due centri: San Giuliano in Molise (più se ci…se sopra ci metti San Giuliano, c’arriviamo a duecento milioni (200.000.000) de €…) e Riano, in provincia di Roma.


L’assunzione di Odevaine dal Consorzio Calatino

Il consorzio Calatino, delegato dal ministero dell’Interno alla gestione del Cara di Mineo, è un soggetto pubblico composto da una serie di comuni consorziati situati nell’area in cui insiste Mineo, il cui presidente è appunto il sindaco di Mineo.

Per poter essere nominato membro nella commissione di gara del Consorzio stesso,  Odevaine doveva spogliarsi della nomina a carattere politico di consulente del Presidente del Consorzio, ed  assumerne una, sempre all’interno di quella struttura, che avesse una connotazione più strettamente tecnica.

A tale scopo il Consorzio Calatino, che riceveva finanziamenti europei destinati alla gestione dei migranti ( Fondi Europei per gli Immigrati FEI  e Fondi Europei per i Richiedenti asilo FER ), decide di attivare un bando di gara per la selezione di un esperto nella gestione e nella rendicontazione di tali fondi.

E’ lo stesso Odevaine, nell”intercettazione del 16.06.14, a descrivere questo passaggio:

Odevaine: “devo farmi…il Consorzio…mi devo far assumere come collaboratore esterno perché…per…per essere poi componente della commissione di valutazione“.

Dalle indagini è emerso come, effettivamente, il 20 giugno 2014 il Consorzio Calatino abbia assunto, a seguito di una procedura pubblica,  Luca Odevaine come collaboratore part-time dell’ufficio Progettazione, Gestione e Rendicontazione Fondi Europei.


Le gare indette dal Consorzio Calatino: Mineo

Procedendo di gara in gara, il Consorzio indice una serie di procedure ad evidenza pubblica per la selezione di una serie di operatori economici ai quali affidare i servizi all’interno del Cara di Mineo.

A partire dalla fornitura dei pasti.             Il 25.06.14 si procedeva all’apertura delle buste con le offerte complessive da parte dei vari soggetti invitati alla gara; tra questi la società cooperativa COT Ristorazione di Palermo,  e l’ATI composta da Casa della Solidarietà, Senis Hospes scs, Consorzio SOL Calatino scs, Consorzio SISIFO cvs, Cascina Global Servicsrl, Pizzarotti e Co. spa.

Si trattava, in quest’ultimo caso, delle stesse imprese che avevano gestito fino ad allora il Cara di Mineo attraverso un affidamento diretto, dato lo stato d’urgenza venutosi a creare.

A seguito dell’esclusione della COT Ristorazione, dovuta all’esclusività dell’attività ristoratrice da essa svolta,  la gara viene vinta dall’ ATI con capofila la Casa della Solidarietà, con un’offerta pari a 96.907.500 euro, che corrisponde a 29,50 euro pro die pro capite.

Si legge nell’ordinanza di Mafia Capitale:

L’Odevaine nel corso delle spontanee dichiarazioni rese, in data 27.3.2015, al P.M., ha parlato delle gare in questione, non segnalando nulla di anomalo, invero, è lui stesso che, come sopra ampiamente esposto, a parlare, nel corso delle conversazioni intercettate, di bando di gara “abbastanza blindato”, di “finta gara”, della necessità di essere sempre lui e Ferrara (vice presidente e consigliere nel cda del consorzio la Cascina) a comporre la commissione, nonché dell’inserimento del criterio della possibilità di avvalersi di un centro produzione pasti entro il raggio di 30 km “per fargli vincere la gara”.


San Giuliano di Puglia

A seguito dell’ordinanza del 2 dicembre 2014 sono state comminate le misure restrittive nei confronti degli indagati  e sono stati contestualmente sequestrati gli atti di tutte le gare in questione.

Il Ros dei carabinieri ha in tal modo potuto accertare come Luca Odevaine avesse preso contatti con il sindaco di San Giuliano di Puglia, in Molise, e con una sua amica Patrizia Cologgi,impiegata presso la Presidenza del Consiglio, da inserire  anche lei nella commissione di valutazione. Anche qui l’obietto finale era quello di favorire il ruolo del consorzio di cooperative La Cascina nelle gare per la gestione dei servizi per il Cara che gli indagati avevano intenzione di aprire. Molto esplicativa al riguardo risulta l’ambientale del 21.03.14 , tratta dagli uffici della fondazione Integrazione, presenti, oltre ad Odevaine, Patrizia Cologgi e Francesco Ferrara:

Odevaine: anche lì avrei dovuto fare io … il Presidente della Commissione di gara … perchè anche lì st’operazione la stiamo facendo con loro … per cui … adesso non posso io mettermi a fare due gare contemporaneamente (ride) … perché since ….. per cui infatti adesso sto cercando di capire … sto coinvolgendo … una mia amica che … che è un dirigente della Presidenza del Consiglio.


Castelnuovo di Porto

Dalle indagini del Ros è emerso come, attraverso una fitta serie di conversazioni telefoniche intercettate a partire del 3 luglio 2014, Salvatore Buzzi e Francesco Ferrara avessero stipulato un accordo per tenere alto il prezzo dell’offerta, in relazione alla gara che il 30 giugno era stata indetta dal ministero dell’Interno per l’apertura di un centro destinato ad accogliere 1.278 immigrati, già presenti presso strutture temporanee della provincia di Roma, ed ulteriori 800 richiedenti asilo attesi nel periodo estivo. Sempre dall’attività intercettiva il Ros ha accertato come Buzzi avesse stipulato un accordo di non belligeranza con il responsabile della cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo, accordo che prevedeva la partecipazione congiunta alla gara di cui sopra attraverso la costituzione di un’ATI.

In forza di tale accordo l’ATI composta dalla Eriches 29 e dalla Auxilium riuscirà ad aggiudicarsi la gestione di 1.000 immigrati.

In particolare dall’intercettazione del 3 luglio, presso gli uffici di via Pomona, presenti oltre a Buzzi, anche Massimo Carminati e Michele Nacamulli, quest’ultimo propone di fare un accordo con Auxilium, attraverso l’intervento dell’avvocato Angiolo Marroni.

Buzzi è inizialmente contrario, anche per via del patto che aveva da poco siglato con Francesco Ferrara per la spartizione dei flussi di immigrati

Buzzi: “facciamo un accordo con Auxilium?…“Ciccio … noi stiamo alleati con Cascina contro di loro…”

In seguito Buzzi decide di accettare il consiglio di Nacamulli  e di allearsi con Auxilium. A tale scopo stringe un accordo con un imprenditore presentato da Carminati, Massimo Tartaglia, titolare di un capannone in zona Castelnuovo di Porto, disponibile ad essere trasformato in un residence con un centinaio di miniappartamenti.

Buzzi: ma come stringiamo con Tartaglia…Massimo?

Carminati: eh…se non ci sbrighiamo la…non ho capito…c’ho paura di questi qua, mica che possono…che si possano prendere (inc.) e che cazzo!

Nell’intercettazione del 3 luglio emerge come Buzzi stesse per concludere un accordo con Ferrara in relazione all’offerta

Ferrara: io stavo facendo una valutazione: secondo me, quella cosa là va almeno raddoppiata!

Buzzi: e perché? Questo va portata … va portata … trascina al basso chiunque, se non c’è nessuno stai alto, eh

Ferrara: e lo so, però la mia paura è che oggi stai gestendo a 30!

Buzzi: e che ce ne frega

Ferrara: e cioè chiunque sa che comunque oggi stai gestendo a trenta

Buzzi : sanno pure che stiamo stretti, stretti, perché gli affitti so alti … poi Francè perché tanto se arriva uno che sta a 30 tu devi scende a 30, ma se non c’è nessuno, stai a 34!

Riguardo al timore di Ferrara che Chiorazzo potesse presentare un’offerta più bassa, Buzzi gli rivela.

Buzzi: Chiorazzo sta con me! L’ho, l’ho, fermato (inc.) Chiorazzo … e poi ti dirò! (inc.) te lo so dire … fermato Chiorazzo … ho parlato con Marroni… lo incontro tra 20 minuti … sto andà da lui …

In chiusura di telefonata Ferrara prega Buzzi di ricontattarlo dopo l’incontro con Chiorazzo, per raccontargli il contenuto della conversazione.


L’accordo con Auxilium

Il 1° agosto, in un’ambientale tratta da via Pomona, Buzzi spiegava ai suoi collaboratori Emanuela Bugitti e Paolo di Ninno la strategia che avrebbero adottato nella gara indetta dalla Prefettura:

Buzzi: le cose vanno molto molto bene, no? Allora, su questa gara qui della Prefettura abbiamo fatto una specie di cartello (inc.) per tenere alti i prezzi, abbiamo fatto un accordo con Auxilium (inc.) facciamo una gara in ATI anche con loro e andiamo a caccia dei 1.000 posti … questi 1.000 posti dovrebbero essere 500 a metà con Auxilium e 500 noi … quindi totale … con una percentuale di quasi il 60/70 per cento per, per la piccola ABC… stiamo facendo degli accordi per tenere alti i prezzi a 33 e 60 … per il restante importo (inc.) facciamo con questa … sommiamo 33 per … 33 punto 60 per 30 al gior, al mese … stiamo a parla’ di 900, 1.000 euro al mese (somma percepita mensilmente per ogni singolo straniero accolto)…di 2.700 complessivi noi ne abbiamo 1.000

Oltre all’ex capannone di Castelnuovo, Buzzi e Carminati si erano mossi per individuare altre due strutture, in particolare una palazzina in località Campagnano ed una a Nerola, entrambe in corso di realizzazione, oltre ad un hotel, l’Hotel Metro, situato in zona Ostiense.

Nel frattempo gli accordi presi con il sindaco di Castelnuovo entrano in una fase di stallo, e questo lo si comprende dall’intercettazione del 30.07.14.

Buzzi: se tu riesci… riesci… te riesci a facce arriva’ qualcuno co sto cretino guarda che è proprio cretino sto Sindaco
Carminati: e vabbè… e lo so, è cretino si … è cretino si, eh … è cretino, si … e potrebbe fare delle cose fatte bene na volta ogni tanto … vabbè dai … ok … ci sentiamo più tardi bello
Buzzi: grazie


La mancata concessione del nulla osta della Prefettura

Dalle intercettazioni registrate il giorno 7 agosto tra Buzzi e Angiolo Marroni, il Ros accerta l’ aggiudicazione di 1.000 posti in relazione alla gara della Prefettura, in capo all’ATI Auxilium- Eriches 29.

Buzzi: dodici milioni di Euro ci siamo portati via […]ne abbiamo regalati a Chiorazzo sei, ricordalo, eh […] abbiamo vinto la gara co’ un prezzo buono, insomma proprio bella è andata, benissimo […] siamo arrivati prima di Cascina, abbiamo fatto l’accordo e siamo comunque arrivati prima di Cascina.

Più tardi Buzzi chiamava Angelo Chiorazzo: .. siamo terzi, quindi tutti e mille e cento posti.

Chiorazzo rispondeva di esserne a conoscenza, e di aver saputo che la Cascina aveva commesso un errore formale, rischiando di essere cacciata; poi lo ringraziava e gli chiedeva quando fosse andato in vacanza. Buzzi rispondeva che sarebbe partito solo dopo aver dato la giustificazione dell’offerta, in quanto questa era risultata anomala, e la procedura prevedeva l’obbligo di fornire informazioni integrative.

Il 22 settembre 2014 Buzzi incontra Odevaine presso la fondazione Integrazione; nella conversazione che ne scaturisce, intercettata dal Ros, i due, oltre a discutere dell’ATI che si era aggiudicata i 1000 posti nella gara della Prefettura, intavolavano un discorso (Odevaine) su di una possibile collaborazione tra Eriches 29 e la Cascina, “Strumentale – si legge nell’ordinanza del GIP Flavia Costantini – al trasferimento di contanti, attraverso la creazione di un rapporto lavorativo e correlata emissione di false fatture“.

In merito alla gara vinta, Odevaine chiedeva a Buzzi se avessero già le strutture atte a ricevere gli immigrati e i richiedenti asilo, e Buzzi rispondeva: io ho preso sta cazzo de Castelnuovo di Porto che non vuole aprì sto stronzo de Prefetto … c’ho 400 posti li, ho fatto firmà l’accordo con (inc)… c’ho tutto (inc.)….

In realtà sappiamo che la Prefettura non concesse il nulla osta per l’apertura del secondo cara a Castelnuovo, nonostante la corruzione del sindaco Fabio Stefoni, (Buzzi: sponsorizziamo sulla campagna elettorale … 10 mila euro … nemmeno tanto … in cambio lui poi è disponibile … insomma a venirci incontro)  e nonostante la gara vinta da Buzzi. la Prefettura riteneva, giustamente, che il paese fosse già eccessivamente congestionato dalla presenza del già attivo Cara di Castelnuovo, e che quindi la creazione di un ulteriore centro, in assenza dei servizi necessari da parte del Comune, avrebbe reso la situazione ingestibile, col rischio concreto di innescare tensioni sociali con i residenti.


Il frutto della corruzione di Odevaine

Il Ros dei carabinieri ha calcolato l’ammontare dei fondi veicolati in favore di Luca Odevaine e frutto del rapporto corruttivo, da parte del consorzio di cooperative La Cascina.

La società cooperativa sociale Domus Caritatis, appartenente al consorzio in questione, ha veicolato alla coop. soc. Abitus, afferente a Luca Odevaine, complessivamente la somma di 1.915.105, 10 euro, dei quali 560.316, 85 venivano trasferiti direttamente ad Odevaine o a soggetti a lui collegati.

Nel periodo compreso tra gennaio 2012 ed il marzo 2014, il flusso di denaro generato da Domus Caritatis in favore di Odevaine è stato quantificato in 261.037, 46 euro.

Tale somma è stata stimata attraverso l’analisi dei conti direttamente o indirettamente riconducibili a Luca Odevaine.

Da tale verifica veniva accertato come la Abitus avesse trasferito direttamente ad Odevaine la somma pari a 89.785 euro.

La stima dei 261.037, 46 euro sopra indicati, si riferiva alle tre gare contestate dalla Procura di Roma all’Odevaine, nelle quali egli ha ricoperto il ruolo di membro della commissione aggiudicatrice.

Tuttavia la cifra indicata non è rappresentativa del periodo complessivo nel quale il pubblico funzionario ha asservito la sua funzione. Come rilevato infatti dall’aggiunto Giuseppe Cascini e come afferma lo stesso Odevaine in una intercettazione, il rapporto corruttivo risale ad epoca antecedente rispetto a quella in cui gli inquirenti hanno concentrato la loro attenzione. Detto questo, i 261.037, 46 euro vanno così suddivisi:

Domus Caritatis bonifica ad Abitus e quest’ultima bonifica a sua volta direttamente sul conto di Luca Odevaine la somma di 89.755 euro. Sempre la Abitus bonifica sul conto di Eva Odevaine, figlia di Luca, la cifra di 5.000 euro, di cui 4.000 vengono di seguito girati sul conto di Luca Odevaine; ancora Abitus bonifica sul conto del figliastro di Odevaine (figlio della ex moglie) Thomas Edison Enrique Lozada, la somma di 97.150 euro, di cui 94.150 vengono da questi poi girati sul conto di Luca Odevaine.

Quindi Domus Caritatis bonifica sul conto della fondazione Integrazione la cifra di 308.921, 14 euro, di cui 60.341, 74 euro vengono girati sul conto di Luca Odevaine presso la fiduciaria con sede a Miami (Florida USA) Corfiser International Finance; altri 177.687, 27 euro vengono invece girati sul conto della Abitus.

Riguardo alla figura di Stefano Bravo, commercialista nonché revisore dei conti della fondazione Integrazione e di tutte le cooperative sociali afferenti ad Odevaine, attraverso una visura camerale è emerso come questi fosse, oltre che socio fondatore del SBS Consulting Group, anche socio al 15% della SBS Consulting srl, ed amministratore unico della società ReLuca srl, la quale, a seguito di mandato fiduciario, risultava intestata alla banca Monte dei Paschi. A seguito della richiesta di atti da parte degli inquirenti, emergeva come i beneficiari ultimi della Re Luca srl fossero Luca Odevaine (90%) e Riccardo Totti (10%), fratello del capitano dell’A.S. Roma. Questi ultimi due erano già legati da rapporti di “affari” dopo che era emerso come Odevaine avesse fatto parte della commissione che aveva fatto ottenere in affitto al Comune di Roma, da destinare all’emergenza abitativa, il palazzo sito in via Tovaglieri, località Tor Tre Teste, di proprietà dell’Immobiliare Ten, 83% Francesco Totti, 6,7% Riccardo Totti  (Fonte: M.Lillo L.Abate “I Re di Roma”). (cm)

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