Hotel Metro

Il 30 aprile 2014 la Prefettura di Roma indice una gara per assicurare i servizi di accoglienza ai migranti, cercando di fornire una risposta adeguata all’emergenza alloggiativa che ha investito la Capitale a seguito della crescita dei flussi di immigrati e richiedenti asilo approdati in Italia e smistati nelle varie città. La gara impone ai partecipanti l’individuazione di adeguate strutture alloggiative che permettano di accogliere 1.278  immigrati già presenti sul territorio ed ospitati temporaneamente in strutture di prima accoglienza. Oltre a questi la gara chiede di individuare ulteriori 800 posti in previsione di nuovi futuri arrivi.

Il sodalizio guidato da Buzzi e Carminati venuto a conoscenza della gara, individua sul territorio di Roma una serie di immobili da destinare alla medesima. Come risulterà dalle intercettazioni ambientali effettuate all’interno degli uffici della 29 giugno, in via Pomona n.63, il ruolo di Carminati nel procacciamento di tali immobili sarà determinante. Sarà proprio Carminati, grazie alle sue conoscenza, a gestire direttamente l’indviduazione e la proposta di affitto degli immobili alla Eriches, che parteciperà alla gara in ATI con la cooperativa Auxilium. Come vedremo in seguito, col sorgere dell’esigenza di presentare documenti di proprietà degli immobili in questione, Carminati svolgerà un ruolo risolutivo determinante. Oltre all’ex capannone ristrutturato in mini appartamenti di proprietà di Raffaele Tartaglia in zona Borgo del Grillo in prossimità del Cara di Catelnuovo di Porto, di cui abbiamo reso conto in altro articolo, Carminati si preoccuperà di individuare una serie di altri immobili in corso di realizzazione a Nerola e Campagnano, oltre all’Hotel Metro in zona Ostiense.


L’attività ed il ruolo di Carminati

I Ros hanno contezza dell’interessamento di Carminati e di Buzzi alla gara indetta dalla Prefettura di Roma attraverso l’intercettazione ambientale registrata il giorno 21 luglio alle ore 9:00 presso gli uffici di via Pomona. Quel giorno sono presenti oltre ai due boss, Buzzi e Carminati, anche Michele Nacamulli, Alessandra Garrone e Carlo Guaranì. La riunione che i ROS ascoltano è molto importante poichè vengono condivise con tutto lo staff le varie acquisizioni di immobili destinate a soddisfare le richieste previste nella gara indetta dalla Prefettura. Nel corso della Conversazione Carminati chiede se possono interessare una novantina di appartamenti in costruzione nel comune di Nerola; gli immobili in questione sono suddivisi in tre palazzine, ciascuna composta da 30 appartamenti, il tutto situato in via Calamaro n.7. Proprietaria dell’immobile è la cooperativa edile Alacriter, con sede legale a Roma in via degli Scipioni n.235 e amministratore unico Antonio Grimaldi.

Sia Buzzi che Guaranì rispondono a Carminati che la gara deve riguardare solo immobili situati nel comune di Roma, credendo erroneamente che Nerola rientrasse nel comune di Rieti. I due quindi spiegano al Nero che avrebbero valutato in un secondo momento la sua offerta, dopo avere verificato la presenza di una gara analoga indetta nel comune di Rieti. Oltre a quelli di Nerola, Carminati chiede se possono interessare 17 appartamenti situati a Campagnano, in via Turati. Si tratta in questo caso di un complesso immobiliare di proprietà della società Cieva Real Estate srl, con sede legale in via della Giuliana n.44. Le quote della Cieva srl risultano equamente suddivise (50-50) tra Romano Esposito e Cinzia Malaguti; il primo è il padre di Antonio Esposito, avvocato civilista esperto in intermediazioni immobiliari che come vedremo è la persona delegata alla gestione degli immobili e che per tale motivo si interfaccerà con Carminati in diverse occasioni; l’altra è la moglie di Alessandro Pistilli, amministratore unico della Cieva srl. In ultimo Carminati propone l’Hotel Metro sito in via Rebibbia 18-34 in zona Ostiense, gestito dalla Vulcano Hotels con sede in via Rebibbia 18-34.


Le dichiarazioni di titolrarità degli immobili

Da una serie di intercettazioni ambientali captate dagli dal ROS presso gli uffici della 29 giugno a partire dal 21 luglio 2014 emerge come il bando della Prefettura per l’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo scadeva il 4 di agosto. A quella data tutti i concorrenti dovevano presentare in una busta chiusa oltre all’offerta economica e a quella tecnica, tutti i documenti richiesti. Tra questi anche una dichiarazione da parte della proprietà degli immobili che attestasse l’identità del proprietario.

E così Buzzi il 29 luglio si attiva telefonando a Carminati e chiedendogli di contattare i proprietari degli immobili da lui individuati, e quindi Nerola, Campagnano e l’Hotel Metro, per sollecitarli ad inviare la dichiarazione in questione al commercialista della 29 giugno, Paolo Di Ninno. Il giorno successivo l’avvocato Antonio Esposito invia una mail a Di Ninno con due allegati in pdf non modificabili. Si tratta di due documenti, il primo della Cieva Real Estate srl ed il secondo della cooperativa edile Alacriter, il cui contenuto è pressoche identico: in entrambe, firmati dal rispettivo legale responsabile, vengono forniti i dati tecnici della proprietà oltre alla disponibilità alla locazione degli stessi per l’accoglienza dei migranti. Il 31 luglio Buzzi chiama Carminati dagli uffici di via Pomona e verificata la recezione dei documenti richiesti da parte dell’avvocato Esposito, gli spiegava che sarebbe stato meglio che questi fossero intestati alla cooperativa Eriches 29; in effetti i documenti inviati da Esposito erano in bianco, ma il pdf, come detto, non era modificabile. Dai documenti relativi alla gara sequestrati dal ROS emergeva infatti come la dichiarazione relativa alla Cieva Real Estate srl fosse intestata a penna alla Eriches 29, mentre in quella della Alacriter era stato apposto un timbro sempre della Eriches 29.

Dalle precedenti intercettazioni il ROS aveva contezza come tra le specifiche della gara vi era inserita anche quella secondo la quale le unità aloggiative che avrebbero dovuto accogliere gli immigrati non potevano contenere un numero di persone inferiore a 5 e superiore a 100. Il problema di presentava per l’immobile di Borgo del Grillo che era strutturato in un blocco unico con 400 posti disponibili; per ovviare a questo inconveniente il sodalizio dividerà l’immobile in quattro unità ciascuna da 100 posti.

Dalle intercettazioni emerge inoltre come Carminati si era accordato per gli immobili di Campagnano per 17 unità, mentre a Nerola aveva assunto l’impegno di prendere solo 30 appartamenti. Stesso criterio era stato adottato negli accordi per le stanze dell’Hotel Metro.


“C’abbiamo il problema su Nerola”

Il giorno 4 agosto viene intercettata una conversazione tra Carminati e l’avvocato Esposito nella quale il prmo sollecita l’avvocato ad inviare la documentazione mancante relativa agli immobili di Nerola. Il giorno seguente viene intercettata un’altra conversazione tra Buzzi e Carminati sulle utenze dedicate nella quale il primo comunica al Nero l’ammissione con riserva alla gara della Prefettura, e con riferimento agli immobili di Campagnano gli dice: “C’abbiamo tempo fino a giovedì per portare i documenti. Però quell’amico tuo non ci risponde più, non sappiamo come rintracciarlo”.

Il riferimento è al dott. Domenico Bannò, indicato dall’avvocato Esposito come referente per le questioni relative agli immobili di Nerola”. Carminati replica: “Ma, e’ strano”. E aggiunge: “Comunque adesso lo richiamo, perchè evidentemente lui sta fuori”, concludendo: “Mo ci penso io, ci penso io”. E Buzzi gli replica: “perchè tempo fino a giovedì c’abbiamo”. E aggiungeva: “Siamo ancora in corsa, eh, mica abbiamo finito. Sta ancora in corsa l’apertura”. E infatti quello stesso giorno, il 4 di agosto, ci sarebbe stata l’apertura delle buste relative alla gara della Prefettura. Carminati si attiva e contatta subito l’avvocato Esposito: “Mi hanno chiesto altra documentazione, l’atto di proprietà”, e Esposito gli risponde: ” domani mattina, perchè l’ufficio è chiuso; m’è arrivato adesso il messaggio”. Lo avevano avvisato anche da via Pomona. E Carminati ribatte: “E ce la fai per domani mattina, si? Ci serve assolutamente entro domani a mezzogiorno, quindi”. Esposito lo tranquillizza: “No, no: domani mattina presto. Alle 9:00 chiamo”.


“Te do fuoco a quelle palazzine”

Il giorno seguente, il 6 agosto, Buzzi chiama Carminati sulle utenze dedicate per avvisarlo della presenza di alcune criticità: “C’abbiamo il problema su Nerola: non ci risponde quello che deve attestà la proprietà dell’immobile”, e Carminati risponde: “Io, io c’ho solo quel numero”  e aggiunge: “L’ho già richiamato l’amico mio. Ho solo quel numero, amico mio. Se non ci risponde io non so come fare”.

A questo punto Buzzi gli fa presente che c’era ancora del tempo a disposizione, e che comunque nella peggiore delle ipotesi avrebbero potuto fare loro una dichiarazione che attestava chi fosse il proprietario. L’importante era che le informazioni di cui erano in possesso fossero corrette. E Carminati lo rassicura: “Cioè, è il socio della cosa, della società. Proprio al 100%; questo te lo dico io. E’ amico mio”. E poi aggiunge: “Io adesso lo richiamo, vedo se riesco a farlo rintracciare, perchè tanto…” e Buzzi gli replica: “Sennò perdiamo. Fino a stasera. Domattina alle 9:00” riferendosi alla data di scadenza per presentare i documenti con riserva. E conclude: “Quindi è fino a ora, fino a stasera”. E Carminati ribatte: “Vabbè, io provo a richiamare lui: vediamo se me lo rintraccia”. I due rimangono d’accordo di risentirsi per le 18:00. Carminati ricontatta Esposito il quale gli riferisce che da via Pomona una signorina lo aveva contattato dicendogli che aveva tentato tutto il giorno di parlare con il referente per gli immobili di Nerola, inutilmente. Carminati gli chiede se aveva un altra persona che poteva metterlo in contatto con questo referente.

Esposito gli risponde che ha un’altra persona e che avrebbe subito provato a contattarla. I due si accordano per risentirsi pù tardi, Carminati chiama subito Buzzi per avvisarlo delle novità, accordandosi di risentirlo nel pomeriggio. Più tardi, alle 18:00, Carminati richiama Buzzi che gli dice: “Ancora niente amico mio, non si hanno notizie”

Carminati risponde: “Allora non c’ha fatto sapè niente, amico mio. Mi dispiace, peccato. Che cazzo te devo di. Tutti in vacanza, amico mio, siamo rimasti io e te; io e te a guardà il bidone. Me pare tutti in vacanza, sti pezzi de merda. Poi si lamentano se non vendono i prodotti. Ma vaffanculo, va”. E Buzzi commenta: “E poi, e poi dice che non vendi le palazzine, no? Che gli rimangono sul groppone” e Carminati precisa:

“Io mica lo so se gli rimangono invendute. Poi se le danno in faccia” e Buzzi replica:

“Te do fuoco a quelle palazzine” incontrando l’approvazione di Carminati che ribatte:

“Hai capito come. Al limite ce le teniamo. Se servono per la cosa, per l’emergenza abitativa, che cazzo ne so, vediamo”. Al termine Carminati aggiunge: “Mo provo a richiamà, ma se non ha chiamato vuol dire che non l’ha rintracciato, amico mio” e Buzzi risponde: “Ok, tanto io te richiamo. Alle sette e mezza te do l’ultima telefonata, dai”.


“Sennò je demolivamo la palazzina”

Alle 19:14 dello stesso giorno Buzzi richiama Carminati sempre sulle utenze dedicate: “Je l’ha fatta, eh. Je l’amo fatta, je l’ha fatta a telefonà. Sul filo de lana, sennò je demolivamo la palazzina” e Carminati si mostra ancora una volta d’accordo:

“Li mortacci sua”. L’intercessione di Carminati aveva ancora una volta dato i suoi frutti. Buzzi spiega a Carminati che il referente di Nerola avrebbe mandato via fax l’autocertificazione attestante la proprietà degli immobili.

Il giorno seguente alle 9:11 Carminati chiama Buzzi per verificare che la documentazione fosse arrivata e Buzzi gli conferma tutto: “Eh, si, si, è arrivato tutto, per fortuna è arrivato tutto” e poi aggiunge: “Ora Alessandra (Garrone) va in Prefettura e speriamo che va tutto bene”. Il giorno seguente, il 7 agosto, alle 11:48, Buzzi chiama Fabrizio Testa per comunicargli l’aggiudicazione della gara in coppia con Auxilium con in palio i mille posti; alle 12:09 Buzzi chiama anche Carminati sulle utenze dedicate per comunicargli il buon esito della gara: “E’ andata bene, eh: dovremmo esse terzi” e aggiunge: “Hanno accettato Nerola; e hanno accettato anche Castelnuovo di Porto” e Carminati risponde: “Ah, meno..ah, meno male, va. Finalmente una buona notizia, amico mio. Ah, vedi, non ti volevo rispondere, e invece..No, sto a scherzà. Va bene, meno male. Questa è una buona notizia”. Nell’avviso inviato da Poste Informazioni la Prefettura comunica alla Eriches il buon esito della gara; il documento contiene due allegati: il primo è la graduatoria dalla quale risulta che Eriches 29 in ATI con Auxilium si era classificata quarta. I posti assegnati sono complessivamente 1000. Nel secondo allegato vengono indicati i centri per l’immigrazione, da cui si evince la presenza degli immobili di Borgo del Grillo, 4 comparti per 100 posti ciascuno, Campagnano, 74 posti, Hotel Metro, 100 posti, Nerola, 100 posti. Complessivamente le strutture messe a disposizione della Eriches 29 avrebbero ospitato 674 posti.


Le verifiche

Nel seguito della conversazione tra Carminati e Buzzi del 7 agosto, quest’ultimo spiega al primo come prima di avere l’ok definitivo della Prefettura, avrebbero dovuto effettuare delle verifiche sugli immobili indicati nell’offerta tecnica:

“Senti na cosa, e devono fa le verifiche, comunque; e faranno le verifiche a Nerola, e Castelnuovo; faranno le verifiche, quindi” e Carminati risponde: “E si, come no. E’ ma, adesso ci mettiamo in moto, mo, adesso”.

Più tardi alle ore 13:00 dai locali di via Pomona viene registrata un’ambientale, presenti oltre a Buzzi Michele Nacamulli ed Emanuela Bugitti, oltre ad una quarta persona non identificata. Buzzi racconta ai suoi dipendenti come fosse andata la vicenda dei documenti di proprietà degli immobili, e come fosse stato risolutivo l’intervento di Carminati nei confronti dell’avvocato Esposito: “Non trovamo i documenti de Nerola; alla fine abbiamo chiamato lui e se so trovati, eh”; Buzzi riferisce inoltre alcuni passaggi della conversazione avuta con Carminati: “Come non si trovano? Gli spiano quelle palazzine”; Buzzi proseguiva raccontano l’intervento di Carminati con l’avvocato Esposito: “Dopo mezz’ora ha telefonato quello (Esposito)”. Di seguito Buzzi spiega come nel caso di un esito negativo della gara, Carminati tenesse più alla parola data che al lucro mancante: “Oh, ma me fai fa una figura de merda – e ancora – a parte che la fa… la faceva Massimo; lui non tanto i soldi ma le figure gli costano”.

Dalle conversazioni successive emerge come Carminati continuasse a gestire gli immobili che avrebbero partecipato alla gara, in particolare Campagnano, Nerola e l’Hotel Metro.

A tal proposito Carminati contatta l’avvocato Esposito: “Ti volevo dire che la è andato tutto bene; però dovete essere disponibili, che potrebbero chiamare per conferme e cose; sia l’uno che l’altro (Nerola e Campagnano), tutto a posto, capito?”. Di seguito Carminati, memore delle difficoltà incontrate per reperire il referente di Nerola lo avvisava: “Se avvisi quell’altro, che c’è un po’ più di difficoltà di essere trovato, gli dici di essere reperibile: insomma rispondesse al telefono, solo quello”.

Il 2 settembre dagli uffici di via Pomona viene registrata un’ambientale nella quale Carminati avvisa Buzzi che il giorno 9 (giovedì) sarebbero venuti a trovarlo l’avvocato Esposito assieme ai referenti della Alacriter.

In effetti gli immobili di Campagnano non erano ancora stati ultimati, e Buzzi confermava come di quegli edifici sarebbero stati utilizzati solo 74 appartamenti invece di 100. Il giorno nove sempre dagli uffici di via Pomona viene registrata in ambientale una conversazione tra Buzzi e Claudio Bolla; i due fanno il punto sugli immobili disponibili in relazione all’accoglienza immigrati. Nel corso della conversazione questi parlano anche di Nerola e di Campagnano e Buzzi si rammarica come in quel caso a fissare il prezzo fosse stato Carminati, in quanto ciò impediva loro di intervenire per correggere l’errore; Buzzi: “Ma definiamo i prezzi, se non definiamo i prezzi. Noi abbiamo fatto una cazzata, perchè mo c’è Massimo de mezzo. Abbiamo fatto una cazzata a Campagnano e a Nerola. Ma il prezzo l’abbiamo definito?” e Bolla risponde:

“Li ha definiti Massimo: 450”.


Il canone richiesto è troppo elevato

Il 29 settembre ancora una volta dagli uffici di via Pomona viene intercettata un’ambientale presenti Buzzi, Bolla, Carminati, l’avvocato Esposito, l’amministratore della cooperativa Alacriter Antonio Grimaldi, e Domenico Bannò vicepresidente del consiglio di amministrazione di Alacriter. La conversazione ha per oggetto gli immobili messi a disposizione per la gara indetta dalla Prefettura. Bolla riferisce come la Prefettura stesse stilando la graduatoria degli immobili a seguito delle verifiche in loco; e precisava come, al fine di verificare l’idoneità vi sarebbero state, a breve, delle visite da parte di alcuni incaricati dalla Prefettura, sia sugli immobili di Campagnano che su quelli di Nerola. A tal proposito Bolla si accordava con i due rappresentanti della Alacriter per visionare gli immobili, entrambe in fase di ultimazione. Sia a Nerola che a Campagnano i lavori non erano ancora terminati, ma mentre a Campagnano l’ultimazione era a buon punto, a Nerola il termine per la consegna era slittato, causa ritardi. Ad un certo punto Bolla e Carminati affrontano il tema del canone di locazione richiesto da Grimaldi e Bannò per gli immobili di Nerola. Dalla conversazione si apprende come i due dirigenti della Alacriter avessero chiesto un canone di mille euro ad appartamento, cifra che Bolla e Carminati ritengono troppo elevata. Gli appartamenti di Nerola erano in totale 45, il che voleva dire 45.000 euro di canone mensile. Bolla spiega come il compenso riconosciuto dalla Prefettura per ogni singolo immigrato sia molto più basso, e quindi con quel canone così elevato per loro non ci sarebbe stato nessun guadagno. Grimaldi e Bannò rispondono che su quelle palazzine c’è ancora un mutuo da pagare, e che quindi avrebbero dovuto chiedere alla banca che lo aveva erogato se potevano abbassare il canone di locazione, in considerazione delle rate da pagare. La riunione si conclude con Bolla che si rivolge all’avvocato Esposito chiedendogli se può ritenere conclusa la trattativa per via del mancato accordo sul canone di locazione. Esposito annuisce e risponde che avrebbe dovuto sentire Alessandro Condio, il consigliere della cooperativa edile titolare degli immobili di Nerola. La trattativa alla fine non sarà conclusa dalle parti. (cm)

 

 

 

 

 

 

 

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