Tra il gennaio e l’aprile 2013 il ROS intercetta, nell’ambito dell’inchiesta Mondo di Mezzo, un’ intensa attività da parte degli appartenenti al sodalizio indagato, volta a ridurre il numero di deleghe in capo all’allora direttore generale dell’azienda dei rifiuti romana AMA, Giovanna Giuseppina Anelli. Motivo dell’azione era che il dirigente dell’ex municipalizzata non rispondeva adeguatamente alle esigenze del sodalizio stesso, ed anzi si comportava con eccessiva autonomia anche rispetto all’allora ex amministratore delegato Franco Panzironi, responsabile della sua nomina. Date le resistenze della dirigente, il sodalizio ed i suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione di AMA, svolgeranno nei suoi confronti un’intensa azione di boicottaggio, tanto da spingerla a presentare le dimissioni per l’impossibilità di esercitare la sua funzione. Al suo posto verrà nominato Giovanni Fiscon,  che mostrerà la sua gratitudine al sodalizio approvando di volta in volta le richieste che da questo provenivano.


Il cda di AMA si riappropria delle deleghe della Anelli

Sempre dalle intercettazioni telefoniche e poi tramite acquisizioni documentali attraverso le banche dati della Camera di commercio di Roma, già nella fase precedente alla nomina dell’avvocato civilista Giuseppe Berti alla carica di consigliere nel cda di Ama si aveva contezza di come all’interno dello stesso vi fossero frizioni tra alcuni suoi membri e l’allora direttore generale.  Le ragioni di tali contrasti sono contenute nella prima intercettazione del 31.01.2013, delle ore 18:54. Qui Luca Gramazio, parlando al cellulare con Emiliano Limiti, all’epoca procuratore speciale di Ama responsabile del servizio TARI, commentava i dissidi in seno al cda. Gianni De Ritis, anche lui consigliere Ama, spiegava come tali contrasti fossero dovuti alla Anelli. In particolare questi sarebbero esplosi a seguito della presentazione da parte di alcuni consiglieri di mozioni miranti a ridurre il numero delle deleghe in capo alla Anelli. In qualche modo il cda mirava a riappropriarsi del potere della nomina dei direttori della macrostruttura. Sempre in ordine all’azione di compressione del potere della Anelli, erano gia’ stati adottati in precedenza provvedimenti idonei a ridurre la sua facoltà di richiesta di consulenze esterne. Nel dialogo sopra citato Emiliano Limiti spiegava a Gramazio come la stessa Anelli avesse minacciato le sue dimissioni, e Gramazio confermava che sarebbe stata comunque dimissionata. Limiti, nella circostanza, chiedeva all’allora capogruppo in aula Giulo Cesare da chi potesse essere sostituita la Anelli, e Gramazio rispondeva come l’unico dirigente in grado di sostituirla fosse Nanni Fiscon.


Gramazio tasta il terreno con Fiscon

In una successiva telefonata lo stesso Gramazio chiamava Giovanni Fiscon, e dopo avergli spiegato della situazione che si era venuta a creare nell’ambito della vicenda Anelli, affermava: “Nanni, mi posso permettere di fare una telefonata assolutamente confidenziale, cioè nel senso che non ne parlo neanche con i miei carissimi amici che tu conosci bene; cioè resta tra Luca Gramazio e Giovanni Fiscon. Mi ha chiamato Alemanno, mi ha chiesto che cosa ne pensavo e che cosa sarebbe giusto fare, perché sai che la Anelli non regge, non riesce a reggere botta: Io mi sono permesso, ma questo al di fuori, gli ho detto: guarda, io mi permetto di dirti la stessa cosa che ti ho detto quattro mesi fa, se rimane come direttore generale, io penso che la migliore soluzione sia quella di Nanni Fiscon”.

Dunque il Ros cominciava ad apprendere per la prima volta di questo possibile avvicendamento tra la Anelli e Fiscon; al telefono con Gramazio, Fiscon si mostrava favorevole all’avvicendamento, pronto a mettersi a disposizione del sodalizio con l’accettazione dell’ incarico. In relazione a tale nomina, è opportuno richiamare la conversazione avuta poco dopo la cena al ristorante Il Casale, cena avvenuta il 13 febbraio, dove a distanza di poche ore dall’incontro, Berti sentiva la necessità di confidarsi con Testa per riferirgli il buon esito delle pressioni all’interno del cda di AMA a danno della Anelli:  “Il sistema è stato scardinato”, diceva Berti a Testa, facendo riferimento specifico alle deleghe della Anelli e ad un personaggio indicato come futuro direttore generale.


Il ruolo di Panzironi in AMA

A partire dal 16 febbraio si iniziava ad apprendere quale fosse il ruolo di Panzironi all’interno di Ama; in particolare ciò emergeva da soggetti appartenenti alla stessa struttura AMA, quali Stefano Andrini, dirigente della ex municipalizzata, e da Antonio Lucarelli, capo segreteria del sindaco Alemanno. Degna di nota è al riguardo la conversazione in cui Berti, parlando con Andrini, commentava la vicenda relativa al contrasto in seno al cda di AMA e chiedeva informazioni sulle deleghe, e segnatamente se queste fossero state restituite alla Anelli. Berti spiegava quindi di avere avuto un incontro con il Sindaco nel corso del quale quest’ultimo aveva espresso il suo parere favorevole in relazione ad un’eventuale avvicendamento. Andrini commentava come le deleghe in questione in capo alla Anelli non fossero gestite in modo adeguato (“non se le merita”), e chiedeva quali fossero le intenzioni espresse dalla Anelli. Berti rispondeva come la Anelli opponesse resistenza alla revoca delle deleghe fino a quel momento gestite: “Lei rivuole quella roba”. Andrini ribatteva come la gestione privatistica dell’azienda da parte della Anelli non fosse più accettabile (A:”Ma in cambio di riprendere quella roba, lei ha capito che l’azienda non è la sua è di Panzironi? O… della collettività, oppure la rivuole e basta? B: “no, lei le rivuole e basta”. A: “Va beh, questo non credo che sia tollerabile. E gli altri consiglieri che dicono?”). Un’altra telefonata da cui emergeva questo ruolo di Panzironi, malgrado fosse già decaduto da diverso tempo dal ruolo di amministratore delegato di Ama, è quella dell’11 marzo 2013. Andrini chiamava Berti con il quale commentava la possibile nomina di De Ritis ad amministratore delegato;

B: “Lo so, ma quello non ci può sta”  A: “Ah, se non ci può sta, gli altri non ci stanno, cioè gli altri..perchè poi Fiscon ce lo vuoi mettere? Ma Fiscon risponde a Panzironi, al PD, risponde a tutti, capito, e quindi è meglio farlo direttore generale ma senza potere. E buonanotte, fai prima”.

Un’ulteriore conversazione al riguardo è quella tra i consiglieri AMA De Ritis e Berti. In relazione alla nomina del nuovo dg, De Ritis ipotizzava il nome di Piergiorgio Benvenuti, presidente del cda dell’epoca:

DR: “Allora siamo rimasti che adesso Luca faceva un passaggio sia dal sindaco che da Panzironi, per verificare se queste strade erano percorribili o meno; perché l’altra strada de Stefano era stata completamente bloccata”. Berti rispondeva di essere perplesso sulla figura di Benvenuti, e,nel caso, se fosse possibile anche eliminare la figura del direttore generale.

DR: “De questo abbiamo parlato, nel senso che io mi aspetto che Panzironi, naturalmente, vorrebbe salvaguardare la Anelli, come dire je fa na figuraccia, capito, quindi rimane lei come direttore generale”.


Le dimissioni della Anelli e la nomina di Fiscon

Il giorno 18 marzo 2013, nel corso dell’attività intercettiva, Gramazio discuteva con De Ritis. Dalla conversazione emergeva come Gramazio avesse programmato una riunione presso i suoi uffici di via Etruria. Infatti lo stesso Gramazio aveva inviato un identico sms a Benvenuti,  Berti,  De Ritis e  Panzironi. Nel messaggio Gramazio posticipava l’orario della riunione, causa impossibilità di alcuni dei convenuti. Da un servizio di OCP emergeva come alle ore 17:30 Panzironi, in compagnia dell’allora segretaria Patrizia Caraguzzi, accedesse all’interno del portone dell’edificio di via Etruria n.69. A distanza di pochi minuti giungevano anche Benvenuti, Berti e De Ritis. Alle 19:17 venivano visti uscire dallo stesso portone Panzironi e la Caraguzzi; alle 19:25 Benvenuti,  ed infine anche Berti e De Ritis alle 19:44. Subito dopo l’uscita di Panzironi, Gramazio lo chiamava al cellulare per dirgli di ritornare indietro a proseguire la riunione assieme alla sua segretaria.Panzironi non voleva fare assistere la segretaria alla discussione sulle deleghe.

Subito dopo Panzironi contattava la Anelli e le comunicava che alle 21 erano entrambe attesi da Gramazio. Pur non essendoci una conferma circa l’avvenuto incontro, tuttavia da una successiva conversazione Gramazio chiamava la sua compagna Patrizia Manca, alla quale diceva di trovarsi ancora in ufficio, insieme ad Anelli, Panzironi, Berti, Benvenuti e De Ritis.

Dopo un periodo di stasi arriviamo al 28 marzo 2013, quando Panzironi chiamava il dg Anelli  e la stessa gli comunicava la sua intenzione di dimettersi, perché non più in grado di gestire la situazione. Panzironi doveva, a breve, incontrare il sindaco per spiegargli l’accaduto. Anelli spiegava che Gramazio le aveva assicurato che il martedì si sarebbe svolta un’ulteriore riunione del cda ma lei ribadiva: “io sono intenzionata a dimettermi, perché così non si può fare, non si può andare avanti, è impossibile”. Nell’intercettazione del 28 marzo del 2013 una donna chiamava al cellulare Panzironi e lui le passava il sindaco Alemanno.

Panzironi esordiva: “Follia Ama, in pratica oggi il cda, deleghe e approvazione del bilancio, non se n’è presentato, ne il presidente, ne la maggioranza. Questi so matti”.

 Alemanno: “Vogliono fare martedì tutto quanto”. Panzironi affermava che sarebbe stato il caso di avvisare almeno il dg Anelli, che non era stata affatto informata; Alemanno:”Se si fa martedì, bene, sennò scioglieremo sto consiglio…”.

Il 3 aprile 2013, a seguito di questi contrasti, il dg Giovanna Giuseppina Anelli presentava le sue dimissioni,le quali venivano poi formalizzate il successivo 19.04.2013, con la nomina di Fiscon. Il giorno delle dimissioni venivano intercettate dal Ros alcune telefonate. In particolare quella tra Berti e Gramazio, dove il primo spiegava di non essere d’accordo a restituire le deleghe, e per tanto alla fine affermava: “Gli revochiamo le deleghe e..fai convocare il consiglio di amministrazione entro lunedì della prossima settimana: all’odg che vanno tra varie ed eventuali e se non hanno fatto tutti i meccanismi che fa, gli togliamo le deleghe” Berti: “Perfetto, perfetto”.


Le feste per le dimissioni della Anelli

In questa fase Gramazio non era più capogruppo al comune di Roma ma era già stato eletto al consiglio regionale del Lazio. In una conversazione tra Berti ed Andrini, il primo affermava:”Ecco, ce l’abbiamo fatta” (l’Anelli si era dimessa) A:” Si è dimessa? Ma no, ma lei prima le deleghe…perchè guarda, Emiliano mi ha detto, dieci giorni fa mi ha detto:  vedrai che quella approva il bilancio e si dimette il giorno dopo, e infatti..”

B: “Lo sospettavo anche io, gli abbiamo ridato le deleghe, come era stato concordato, si  è attaccata ad un cavillo, gliel’ho tolto pure quello, l’ho fatto ingoià pure a Commini e s’è dimessa lo stesso”.

A partire del 4 aprile 2013 venivano intercettate una serie di conversazioni, sempre in relazione alla sostituzione della carica di direttore generale.

Il dato più rilevante emergeva da una conversazione tra Lucarelli e Gramazio: il primo definiva l’Anelli un Panzironi con la gonna, e spiegava che lo stesso Panzironi, col quale aveva parlato poco prima, riteneva l’AMA come una sua creatura; Lucarelli chiamava Gramazio e gli chiedeva delucidazioni in merito alla vicenda AMA;

G: “Antonio, noi ci siamo visti al Cis, a piazza Tuscolo, dieci giorni fa, con Panzironi e l’Anelli, e l’avevamo stabilito insieme che De Ritis uscisse, perché avendo proposto lui la delibera per toglierle i poteri, non poteva rivotare lui la delibera per riattribuirglieli. E quindi eravamo tutti d’accordo che lei sarebbe uscita in quel momento”.

A questo punto Lucarelli chiedeva a Gramazio se fosse disponibile ad un’eventuale nomina di Commini, e Gramazio rispondeva che non era il massimo, ma che non si vedevano altre alternative.


Fiscon l’unico

Gramazio specificava che l’unico che poteva fare il dg era Nanni Fiscon, precisando che comunque: “noi non controlliamo più”. Inoltre questi spiegava che questo Nanni Fiscon poteva essere indagato perché in quel periodo gli era successa una disavventura con una casa ad Anzio: era esploso l’impianto del gas, causando il decesso della collaboratrice domestica, e quindi poteva essere indagato.

Lucarelli: “Temo che la nomina di Commini creerà la reazione di Panzironi, ma non se ne può più, perché io l’ho sentito dieci minuti fa, tanto lui c’ha tutta un’altra cosa per la capoccia, capito. Lui pensa che l’AMA è una sua proprietà personale, un distaccamento mentale suo, capito?”. Gramazio gli spiegava che la situazione non era tanto da attribuire a Panzironi, quanto all’Anelli, e Lucarelli replicava: “Si, vabbè, Anelli, è un Panzironi con la gonna, insomma, nel senso, è stata..cioè, lui la gestisce finchè la vuol gestire, quando non gli sta bene, la scarica e quella va da sola. Però quella, libera, è scema”.

I due interlocutori di seguito cambiavano discorso e parlavano di un consiglio comunale. Il 17 aprile il consigliere comunale Giovanni Quarzo (PDL) chiamava Gramazio e gli riferiva che Alemanno non era favorevole alla nomina di Commini, e che, eventualmente, avrebbe preferito Giovanni Fiscon; a questo punto Gramazio, che si adeguava alle decisioni del sindaco, affermava: “La partita mia è quella, e il mio consigliere di amministrazione vota quello che dite”. Gramazio, dunque, accettava tale decisione.

Lo stesso giorno Panzironi chiamava Fiscon e gli diceva che il sindaco voleva incontrarlo, e quindi lo invitava ad andare insieme a lui alle 12.00 a piazza Cavour. Poco dopo Patrizia Caracuzzi, segretaria di Panzironi, chiamava Buzzi e gli riferiva che il dottore aveva chiesto di incontrarlo in centro alle 13:30 “perché c’hà urgenza di vederlo”. Buzzi rispondeva che aveva già concordato un incontro per il giorno seguente, e quindi chiedeva se potevano incontrarsi alle 14:00 da un’altra parte. Dopo avere discusso i due interlocutori concordavano di incontrarsi alle 13:30 a Caracalla. Quest’incontro veniva in seguito spostato presso la sede di Eur spa.

Sempre nella stessa giornata l’ex assessore Marco Visconti chiamava il consigliere Gramazio e gli diceva di essersi visto con Panzironi, il quale si era mostrato furioso di fronte al licenziamento dell’Anelli (l’Anelli era stata messa li da Panzironi). Visconti chiedeva se avessero intenzione di sostenere la candidatura di Fiscon. Gramazio rispondeva che Fiscon aveva l’approvazione di Berti, del presidente Benvenuti ma anche di De Ritis. Sempre la stessa mattinata Gramazio chiamava Berti, il quale rispondeva di trovarsi in treno unitamente a Fabrizio (Testa); Gramazio gli riferiva la notizia che si stava ancora ragionando sulla situazione Commini,  ovvero sull’ipotesi di poter nominare Giovanni Fiscon direttore generale;

G: “Questo lo ragioniamo, insomma, mo vediamo quello che ci..intanto tu torna da Milano; quando torni da Milano, ci vediamo un attimo, pure con Fabrizio..” e quindi concordavano di incontrarsi il pomeriggio seguente.

Di seguito Berti passava il telefono a Testa, il quale informava Gramazio sui suoi programmi;

T: “Domani sono impegnato, perchè devo portare mio figlio a scuola”

G: “Dobbiamo incontrarci, anche di notte, perchè c’è una buona ipotesi, tanto tu mi capisci, che a sostituire l’Anelli, invece di Commini, come amministratore delegato, possa essere Nanni Fiscon”

T: “Eccezionale”

G: “Preferito da molti nostri amici”. I due interrompevano il discorso, rinviandolo al giorno seguente.


La decisione saggia. Dei sodali

Altra intercettazione riferita all’appuntamento fissato tra Buzzi e Panzironi a piazza Cavour, è quella in cui quest’ultimo chiamava l’avvocato Franco Lipani, un consulente legale esterno di AMA spa, e gli chiedeva di poter incontrare il sindaco nel suo studio, che si trovava nei pressi di piazza Cavour. Lipani dava la sua disponibilità, e Panzironi gli spiegava che era riuscito a convincere il sindaco a fare nominare Fiscon direttore generale “perchè intanto – gli dice – pariamo il casino aziendale”. Lipani spiegava a Panzironi che il civico del suo studio era al numero 40 di via Vittoria Colonna. Da un servizio di OCP veniva documentato come alle 13:40 veniva notata un’autovettura Alfa 159 con all’interno Panzironi e la Caracuzzi in viale dell’Agricoltura n.16, presso la sede di Eur spa. Alle 13:45 Panzironi scendeva dalla vettura ed entrava all’interno degli uffici di Eur spa. Alle 13:55 arrivava anche Buzzi con un’Audi Q4, con a bordo anche Pierina Chiaravalle; Buzzi con alcuni documenti, entrava negli uffici di Eur spa. Alle 14:11 uscivsno dagli uffici di Eur spa Buzzi e Carlo Pucci, e restavano a conversare in strada sino alle 14:13. Un minuto dopo Buzzi, dopo avere salutato Pucci, tornava alla sua auto e si allontanava in direzione Roma centro. Subito dopo Buzzi chiamava Carlo Guaranì;

B: “La prima è che venerdì il nostro Fiscon farà il direttore generale di Ama spa al posto di Commini, nuovo ad; quindi non lo chiamare, perchè è ancora coperta da segreto la notizia”

G: “Ah”

B: “Quindi sarà lui”

G: “Ok”

B: “Il numero uno, e vai”

G: “Meno male, meno male ogni tanto una decisione saggia. Meno male”

B: “Ogni tanto una decisione saggia; vabbè, era l’unica possibile, in attesa che arrivi il nuovo sindaco, Fiscon”. G: “Eh, ma infatti”

B: “Ha deciso oggi Alemano”

G: “Poi al nuovo sindaco gli proporremo di confermarlo, chiaramente”

B: “Esatto, esatto. Se è Alemanno, giochiamo…già c’è. Se è il nuovo sindaco vediamo chi è”

G: “Eh, certo”.

B: “Senti, invece ,l’altra cosa..” cambiando argomento.


“Coprite co Zambelli”

Alle 14:22 il Ros registrava un’altra conversazione tra Andrini e Gramazio; quest’ultimo gli riferiva dell’esito dell’incontro tra Alemanno, Fiscon e Panzironi, precisando che il sindaco stava proponendo la nomina di Fiscon, e gli aveva chiesto appunto di sostenerla con i suoi consiglieri di amministrazione. Alle 15:04 Fiscon chiamava Buzzi per riferirgli di essere stato indicato dal sindaco quale nuovo possibile direttore generale. Di seguito i due continuavano a parlare di possibili consigli.

B: “Nanni buongiorno”

F: “Oh, Salvatò”

B: ” Ecco Nanni, dimmi”

F: “Se, me senti?”

B: “Si”

F: “Senti, me stanno a arrivà sotto, sotto sotto”

B: “Non ho sentito, che hai detto Nanni?”

F: “Me stanno tornando sotto per la cosa dell’Anelli”

B: “Eh ho saputo, che il Sindaco ha deciso che sei tu il direttore generale”

F: “Eh”

B: “Eh see”

F: “Pensi che ce sarà..?”

B: “No, io …

F:” soliti problemi con l’altro lato?”

B: “No, ma chiama Zambelli (Zambelli Gianfranco ex consigliere comunale), chiamalo subito.

F: “Eh, no, no, co Zambelli c’ho parlato. Volevo capì, pure da altre parti, che ne so”

B: “Ma co Umberto ce posso parlà io. Però oramai Umberto, con le cose del comune non c’entrerà più nulla”

F: “Eh”

B:” Comunque vada, cioè se vince Marino, Umberto non conterà un cavolo. Coprite co Zambelli”

F: “No. no, Zambelli si, vabbè, se è per quello..quello sta in casa, diciamo”

B: “Allora, ma tu puoi? E’ una nomina così, in attesa del superamento delle cose. Anzi, io accetterei, perchè se vince, se rivince Alemanno, stai già li in pole position, per essere tu poi”

F: “Si”

B: “Se invece vince Marino (Ignazio), dice: ho fatto questioni di servizio: quella s’era dimessa, quell’altra così; dice io sono il più alto in grado e tocca a me”

F: “Si” 

B: “Perchè Marroni, comunque vada, conterà poco, e poi..e poi, cioè ci penso io, ce parlo io”.

F: “Mmm”

B: “Perchè Marino insomma, area Zingaretti, viaggia, capito?”

 F: “Si, ho capito”

B: “No, riusciamo a parlarci, tranquillo”

F: “mmm”

B: “Poi tu sei un tecnico, mica è una nomina politca”

F: “No, no, no, ci mancherebbe. Certo nel peggiore periodo, proprio peggiore. Va bè, va bè”

B: “Nun te poi nemmeno tirà indietro. Come fai a tiratte indietro”

F: “No, no, no, lo so bene, lo so bene. Il fatto è che non..Va beh” B: “Mo ce provo…a chiamarlo subito. Provo a chiamarlo subito e poi te faccio sapè. Ok?”

F: “Ok, grazie. Ciao”.


“La volevano fa al bar”

Da un’ulteriore intercettazione tra Lipani e Panzironi, il primo riconosceva al secondo il ruolo di regista di tutta l’operazione, in particolare per quel che riguardava la nomina di Fiscon.

L: “Pronto Franco? Ti volevo fare i complimenti, sei proprio un regista”

P: “Perchè? Che ho fatto?”

L: “Vabbè, sta cosa l’hai fatta tutta te, ao.

P: “Evvabbè, speriamo che vada bene co st’azienda che traballa”

L: “Ma come l’hai viss..Ha, ecco, poi la gente pensa che lo fai per i cazzi tuoi, non sanno che lo fai per lo spirito patrio”

P: “Si, si, guarda..”

L: “ma, ma, alle..Come l’hai visto il sindaco su sto tema, in palla o no?”

P: “Bah, come sempre, insomma, con le sue grandi superficialità, insomma”

L: “Ah, ma t’ha ringraziato o no?”

P: “No, non lo farà mai. Lui…che vuoi, che te ringrazi? No, questi oramai hanno il delirio di onnipotenza. Pensano che tutto è dovuto”

L: “Mah, vabbè. Comunque..”

P: “Ma no, a me…”

L: “Bravo. Intanto bravo”

P: “Grazie”

L: “Ma scusa, ma tu ne hai parlato con Nanni? Nanni accetta?” P: “Ma si, l’ho portato io da coso, da Alemanno”

L: “Ah, ma oggi c’era pure Nanni?”

P: “Tutti quanti. Ha fatto tutto stamattina. Prima ho risolto con lui, poi l’ho convocato davanti ad Alemanno, e poi questa..se poteva fa questa cosa ar baretto, a piazza Cavour?”

L: “La volevano fa al bar? E quindi siete saliti a studio?”

P: “Ma dico..Non è mica normale questo, Io, Borriello (Raffaele), il sindaco, Fiscon, Gramazio..ar bar”

L: “Tutti a studio li hai portati?”

P: “E certo”

L:”Ammazza, c’era il consiglio comunale, la giunta hai fatto”

P: “E che è, scusate, dico, non è normale che noi decidiamo un direttore generale della seconda azienda europea dei rifiuti in..al bar”

L: “Al baretto”

P: “Al bar de piazza Cavour, nun me sembrano normali”

L: “Ma anche in termini di forma, cioè..”

P: “E’ scusa, dico, Gianni, li di fronte ci sta lo studio, che cortesemente ci fa entrare, allora andiamo. E siamo andati. Non è mica normale”

L: “Ah, c’era pure Borriello quindi?”

P: “Borriello, Gramazio, Fiscon e Alemanno”

L: “Borriello, Gramazo, Fiscon, Alemanno e te. Fantastico, va bè, bravo, bravo. Anche negli aspetti formali. Va bè Franco, un abbraccio” .


Berlusconi il cantante

Il 19 aprile sempre Panzironi, parlando con l’avvocato Lipani, si riconosceva un ulteriore merito, ovvero quello di essere riuscito a far attribuire le stesse deleghe che aveva l’Anelli al neo direttore generale Giovanni Fiscon,

P: “Fiscon è passato tutto, èh; ho dovuto gestì pure le deleghe, perchè volevano…E io, invece, ho fatto chiamà Alemanno e… ao, pure sta storia dico, guarda che..” E riferendosi al cda di Ama, precisava che avevano intenzione di ridimensionare queste deleghe; Panzironi affermava: “Invece jo fatto dare le ultime deleghe, quelle che avevano dato all’Anelli”.

L: “Ammazza ao”

P: “C’è Commini (Stefano) che praticamente è rimasto di sasso”.

Lo stesso giorno con delibera 28/2013 il cda di Ama, in seduta straordinaria, nominava direttore generale Giovanni Fiscon, in sostituzione di Giovanna Anelli. La carica veniva in seguito formalizzata davanti ad un notaio il successivo 2 maggio 2013. Il 22 aprile 2013, da un ambientale all’interno dell’auto Audi Q5 in uso a Salvatore  Buzzi, in una conversazione tra Carminati e Buzzi, i due commentavano la nomina di Giovanni Fiscon. Saliti a bordo dell’auto, ad un certo punto Buzzi diceva: “E che ne so? Che tanto lo sapevo che domani da coso..io venerdì stavo da Berlusconi”

C: “Da Berlusconi il cantante? Io stavo con Luca quando ti abbiamo fatto il messaggino”

 Buzzi: “ride”

C: “Stavo a magnà ar Grottino, j’ho detto faje er messaggio all’amico mio. Sei contento de Fiscon, si?

B: “Si, ammazza”

C: “Bono, è?”

B: “Er problema è un altro, è che nun ce stanno più..Noi semo [..] Una cosa incredibile, Grillo è riuscito a distruggere il PD” C:”Il PD s’è autodistrutto” […]

C: “No, lascia sta, lascia sta. Poi ieri stavo pure co Fabrizio stavo, sono contento per quella testa de.. de Panzironi, paraculo”

B: “E’, ma finchè c’è l’Anelli li, in posizione dedicata, lui è uno che conta, sempre. Volevano fa Commini, lui che si è opposto a Commini perchè Alemanno  aveva chiuso un accordo per fa Commini”.

C: “No, Commini non lo so, forse stanno, stanno cercando di..” Alla fine, prima di uscire dall’auto Buzzi affermava: “Fiscon va benissimo”

C: “Fiscon è perfetto”. (cm)

 

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