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Il CUP è la centrale unica che gestisce tutte le prenotazioni per prestazioni a carattere sanitario in ambito regionale. Il 24 marzo 2014 la Direzione Regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio, guidata dalla dott.ssa Elisabetta Longo, indice una gara europea,vale a dire a procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La gara, per la durata di 24 mesi, è divisa in quattro lotti, il cui valore complessivo è di 61 milioni più IVA, più altri 12 mesi di ripetizione del servizio, per ulteriori 30 milioni più IVA, per un totale riferito a 36 mesi pari a 91 milioni. Il servizio era stato fino a quel momento prorogato in deroga per ben 13 anni, in una condizione di sostanziale irregolarità amministrativa. Vi era dunque l’esigenza da parte della Presidenza della Regione di indire una gara europea per sanare tale condizione di irregolarità.


Piatto ricco B&C ci si ficcano

La premiata ditta Buzzi&Carminati viene a conoscenza della gara CUP e del suo ricco importo, con largo anticipo: Carminati e Fabrizio Testa decidono di mettere in moto Luca Gramazio, capogruppo del PDL in consiglio regionale, per cercare di trovare un accordo politico con il centro sinistra alla guida della Pisana. Nella fattispecie Testa farà da intermediario tra Carminati e Gramazio.

L’accordo tra i due schieramenti viene trovato, ed a suggello di questo viene nominato membro della commissione di gara Angelo Scozzafava, sodale del gruppo guidato da B&C.

Dalle intercettazioni e dai pedinamenti è emerso come oggetto dell’accordo fosse una spartizione lottizzatoria di uno dei quattro lotti della gara, in particolare il terzo; l’accordo siglato da Gramazio per il centro destra prevedeva la nomina in commissione di Scozzafava, a garanzia dell’assegnazione del lotto prestabilito. Il lotto 3 comprendeva la ASL di Latina, la ASL di Frosinone, la ASL di Rieti, per un importo complessivo di 21 milioni.

In particolare  da un’intercettazione ambientale del 5 maggio 2014 tratta dagli uffici di via Pomona, si evince come la strategia studiata da Buzzi, Alessandra Garrone e Claudio Caldarelli, con riferimento alla gara CUP, sia quella di partecipare assieme alla cooperativa SOL.CO.

SOL.CO è un consorzio di cooperative sociali facente capo a Mario Monge, che opera nei servizi socio assistenziali favorendo l’inclusione di soggetti a rischio di esclusione, e che “offre alle imprese servizi ed attività formative per lo sviluppo dell’occupazione nei settori dei servizi alla persona, dell’informatica, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della comunicazione e dell’ambiente”.

In base agli accordi, gli altri tre lotti, 1,2 e 4,  sarebbero andati invece a cooperative legate alla maggioranza in Consiglio regionale. Significativo è al riguardo il pranzo organizzato dal sodalizio il giorno 15 ottobre, ad una settimana dalla lettura delle offerte tecniche dei partecipanti alla gara CUP, presso il ristorante “Garibaldi” al quale partecipano Buzzi, Carminati, Testa e lo stesso Scozzafava. Tale incontro, scrivono gli inquirenti sull’ordinanza cautelare “si era reso necessario al fine di avere rassicurazioni da parte di Scozzafava sull’effettiva aggiudicazione del lotto n.3 del bando di gara regionale“.


Scozzi

Chi è Angelo Scozzafava? Dopo essere stato durante la giunta Alemanno (dal dicembre 2008 al giugno 2013) direttore del Quinto Dipartimento di Roma Capitale per la Promozione dei Servizi Sociali, incarico col quale ha svolto un ruolo decisivo in relazione alla decisione dell’allargamento del campo rom di Castel Romano, nel quale Buzzi e Carminati avevano investito al 50% un milione di euro, Scozzafava rientra presso il suo incarico naturale, l’ospedale S.Andrea.   

In particolare il 24 giugno viene nominato, col grado di dirigente amministrativo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa. Il successivo 24 settembre riceve l’ulteriore incarico di Responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione. Il 1 luglio 2014 verrà poi nominato Responsabile dell’Unità Operativa Complessa Acquisizioni Beni e Servizi.

La nomina della commissione di gara

Nell’ambito della vicenda della gara CUP Scozzafava gioca un ruolo formale determinante, posto che viene nominato membro della commissione di gara a seguito della scoperta della condizione di incompatibilità di una commissaria, la dott.ssa Ileana Fusco. Ma veniamo con ordine; come dichiara in aula la dott.ssa Longo il 18 aprile, le operazioni relative alla nomina dei membri della commissione di gara cominciano nel mese di maggio 2014, allo spirare dei termini per la presentazione delle offerte.

L’11 luglio 201 la presidente della commissione, dott.ssa Elisabetta Longo, dirigente della Direzione Acquisti in Regione, nomina gli altri due membri dell’organo : la dott.ssa Ileana Fusco dell’ospedale S.Andrea, e la dott.ssa Rita Caputo della ASL Roma F. Nella settimana successiva emerge come la dott.ssa Longo fosse la persona che materialmente liquidava i mandati di pagamento alle società e cooperative che fino a quel momento avevano gestito il CUP, e quindi incompatibile con quella nomina in base all’art. n.84 del codice degli appalti.


La segnalazione di Scozzava

In conseguenza di tale incompatibilità la presidentessa della commissione procede alla ricerca di un sostituto, che viene individuato in genere chiedendo a colleghi, cercando la disponibilità tra colleghi di ASL che fossero disponibili. Sempre nell’udienza del 18 aprile la dott.ssa Longo dichiarerà: “ne parlai con il dott. Maurizio Venafro (capo di gabinetto del Presidente Nicola Zingaretti) e mi lamentai delle difficoltà di fare questa commissione; Venafro mi ricordò che, a suo tempo, mi aveva dato un curriculum, quello del dott. Scozzafava, chiedendomi di verificare se aveva i requisiti”. Su domanda del pm il teste chiarisce che il curriculum del dott.Scozzafava lo aveva avuto “penso nel mese di maggio, più o meno”. A proposito della segnalazione del curriculum di Scozzafava da parte del dott. Venafro, la dott.ssa Longo dichiara al pm Luca Tescaroli: “Mi disse di verificare se aveva i requisiti, e che era un nominativo segnalato dall’opposizione“. Quando poi il pm chiede chi in particolare segnalò Scozzafava a Venafro, la dott.ssa Longo risponde: “Mi sembra fece riferimento all’on. Luca Gramazio, che era il capogruppo dell’opposizione in Regione Lazio“.

Esaminando il curriculum del dott. Scozzafava, Longo si accorge che questi ricopriva la carica di provveditore dell’ospedale S.Andrea; decide così di prendere informazioni su di lui, dalle quali emerge il suo elevato profilo tecnico. Il giorno 18 luglio la dott.ssa Longo, secondo la procedura, interlinea il nome della dott.ssa Fusco nell’atto che aveva nominato la commissione di gara precedente, ed aggiunge a penna tra i membri della commissione il nome del dott. Angelo Scozzafava. La determina che formalizza la decisione di Scozzafava viene adottata il 21 luglio.


L’indirizzo politico dietro la nomina di Scozzafava

Quando il pm chiede alla dott.ssa Longo quale sia il suo ruolo nella struttura burocratica nella quale è inserita, questa risponde di essere una dirigente apicale, e che, non essendoci più la figura del capo dipartimento, ella risponde direttamente all’organo politico, il Presidente. Dunque, non essendo Venafro un suo superiore, la segnalazione di Scozzafava non poteva che essere un consiglio.

E’ lo stesso presidente Rosanna Ianniello a cercare di fare chiarezza sul punto: “Ma in generale Venafro le segnalava cose o persone che erano gradite alla maggioranza, alla minoranza, o persone che avevano particolari qualità tecniche?“, il teste risponde di no e specifica meglio: “Diciamo che io non ricordo di essere mai stata coinvolta in problemi di maggioranza e opposizione, quindi in problemi proprio di natura politica. Io ricordo che l’unico indirizzo che mi fu dato fu proprio quello di accelerare tutte le gare il cui servizio era in proroga, e quindi in una situazione di non legalità“.

E quando il pm, insistendo, chiede alla Longo se quello di Scozzafava era stato l’unico profilo di componente della commissione di gara che le era stato segnalato, lei risponde: “Non ricordo che mi abbia mai segnalato altri nominativi per ragioni politiche“.


Le utilità riconosciute dal sodalizio a Gramazio

Dal 21 ottobre al 17 novembre viene avviato il procedimento relativo alla verifica della congruità delle offerte presentate. Da alcune intercettazioni effettuate dal ROS in questo arco di tempo emerge come il sodalizio abbia rivolto nei confronti di Luca Gramazio, l’attore principale in consiglio regionale per il sodalizio, una serie di promesse di utilità; si fa riferimento in particolare alla promessa di pagamento del tipografo utilizzato abitualmente dal Gramazio per la sua attività politica, per un importo pari ad 80 mila euro; a questa si aggiunge la promessa per ulteriori 40 mila euro in favore del comitato promotore di Gramazio, per finire quindi con la promessa di assunzione di personale legato al mondo della politica ed al Gramazio stesso; si tratta nella fattispecie di alcuni consiglieri municipali impiegati presso alcune cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi. La finalità di queste assunzioni, secondo quanto riferito da Testa, sarebbe stata quella di sostenere l’attività e la figura politica di Luca Gramazio.

Effettivamente, all’atto dell’esecuzione delle misure cautelati nei confronti di quest’ultimo, il ROS ha rinvenuto alcune copie di contratti di assunzione stipulati in epoca recente. In relazione all’assunzione di questi consiglieri, Fabrizio Testa svolgeva il ruolo di intermediario, come si è evinto dai vari prospetti analitici relativi al numero di persone assunte e agli importi loro versati rinvenuti negli uffici di via Pomona, sede della 29 giugno, all’interno di una cartellina denominata “Elvis”, che dalle intercettazioni ambientali risultava essere la cartella relativa alla contabilità di Fabrizio Testa.


L’aggiudicazione dei quattro lotti e la revoca della gara

Il 21 ottobre 2014 la commissione di gara procede in seduta pubblica alla lettura di tutti i punteggi tecnici attribuiti ai vari concorrenti, ed in particolare la graduatoria finale è la seguente:

lotto n.1 RTI: Consorzio Nazionale Servizi+Capodarco soc.cop.+Nuove Tecnologie Applicate srl; lotto n.2 RTI: Capodarco soc. cop.+Pingo soc. cop.+Consorzio Servizi; lotto n.3 RTI: SOL.Co soc. cop.+ GESAN srl; lotto n.4 RTI: Capodarco soc.cop.+Nuove Tecnologie Applicate srl+Camus srl.

Il 2 dicembre interviene l’esecuzione delle prime ordinanze cautelari, ed il 5 dicembre il ROS, su decreto della Procura di Roma, procede al sequestro  di tutta la documentazione relativa alla gara CUP. Il giorno 10 dicembre la direttrice Longo revoca in autotutela la gara CUP, a seguito della quale vengono presentati una serie di ricorsi presso il TAR del Lazio. Il 29 gennaio 2015 il ROS acquisiva una nuova documentazione sempre inerente alla gara CUP, in esecuzione di un ulteriore decreto di acquisizione documenti emesso in data 26 gennaio. (cm)

  

 

 

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