borgo del grillo

Un altro personaggio che ha fatto il suo ingresso nell’indagine su Mafia Capitale, in questo caso anche imputato, e che ha ricevuto pressioni ed intimidazioni è Flavio Ciambella.

La sua vicenda è legata a quella di Borgo del Grillo, un centro residenziale situato di fronte al CARA di Castelnuovo di Porto che la premiata ditta Buzzi & Carminati aveva scelto per ospitare 400 richiedenti asilo. Nel gennaio 2014 il governo decreta l’emergenza immigrazione, inviando a tutti i Prefetti una comunicazione per attivarsi predisponendo strutture di accoglienza. Il 18 marzo il Prefetto di Roma invia una lettera a tutti i comuni ed alle associazioni e cooperative della provincia capitolina, con la quale si invitano i destinatari a segnalare proposte di strutture disponibili per uso abitativo. Il 30 giugno la Prefettura di Roma indice una gara rivolta agli operatori presenti sul territorio della provincia, in grado di fornire servizi di accoglienza ai migranti richiedenti protezione internazionale. Importo della gara: 10 milioni di euro più IVA all’anno.


Il bando della Prefettura

Secondo il bando i concorrenti devono individuare una serie di centri destinati ad ospitare complessivamente 1.278 immigrati richiedenti protezione internazionale, già presenti sul territorio sino al 31 dicembre 2014. A questi si aggiungono ulteriori 800 posti “soggetti a variazioni in aumento a seguito di esigenze governative“. Memore della gara persa per il CARA di Castelnuovo di Porto a seguito del ricorso della cooperativa sociale Auxilium e di Gepsa, rispettivamente seconda e terza classificata, Salvatore Buzzi decide di cambiare strategia: si accorda con la sua principale avversaria, Auxilium, rappresentata legalmente allora da Angelo Chiorazzo, accettando di spartire com essa metà del compenso. L’accordo è volto alla costituzione di un’Associazione Temporanea di Impresa, una sorta di patto di non belligeranza teso a spuntare l’assistenza per la quota più elevata dei richiedenti asilo; con la coop soc. La Cascina rappresentata da Francesco Ferrara, sempre Buzzi stipula un accordo per mantenere artificialmente elevato il prezzo di offerta del servizio (“Sanno pure che stiamo stretti, perché gli affitti so alti…poi Francè perché tanto se arriva uno che sta a 30, tu devi scende a 30, ma se non c’è nessuno, stai a 34“). Grazie all’accordo con Auxilium, Eriches 29 riuscirà ad aggiudicarsi la gestione di 1.000 immigrati.

Ma è grazie all’intervento di Massimo Carminati (“Ma come stringiamo con Tartaglia… Massimo?“) che Buzzi individua la struttura destinata ad ospitare i richiedenti asilo nel centro residenziale Borgo del Grillo, di proprietà di Massimo Tartaglia.


Il ruolo del sindaco di Castelnuovo

Nella vertenza, Buzzi e Carminati riescono a coinvolgere anche il sindaco di Castelnuovo di Porto, Fabio Stefoni. Malgrado le elezioni imminenti e nonostante Stefoni sia ben consapevole della contrarietà dei suoi concittadini all’apertura di un nuovo centro di accoglienza accanto a quello già esistente. Ma Buzzi ha parecchi assi nella manica, a partire da un’offerta che Stefoni non può rifiutare: 30 mila euro al mese, più un contributo economico da 10 mila euro per la sua campagna elettorale. E come intermediario tra lui e Buzzi, Stefoni mette in campo un suo conoscente, Flavio Ciambella, di professione tappezziere con alle spalle una condanna per traffico di droga.

In società con l’amico Mauro Cocozzello, titolare di una cooperativa di facchinaggio e pulizia, Ciambella riesce ad ottenere da Buzzi la promessa dell’appalto per la pulizia di Borgo del Grillo, a patto che riesca a convincere il sindaco Stefoni ad aprire il centro.

Inizialmente Buzzi e Tartaglia pensano di riuscire ad ospitare nei 100 appartamento del Borgo, 400 richiedenti asilo; in seguito Buzzi si renderà conto di come la struttura ne potrà accogliere al massimo 260. Dalle intercettazioni il ROS riesce a scoprire come Buzzi dia a Stefoni, via Ciambella, 10 mila euro di contributo elettorale in cambio della sua disponibilità a realizzare il progetto del Borgo del Grillo. Tuttavia, come ammetterà in aula, Ciambella, a seguito delle elezioni l’atteggiamento collaborativo di Stefoni muta. E la ragione, come vedremo, riguarda il mutamento dell’accordo economico.


Il CARA 2 di Borgo Del Grillo

Raconta Ciambella di quando il Borgo era inizialmente costituito da un capannone industriale e di come in seguito venne trasformato dal Tartaglia in un centro residenziale. Il sorgere in seguito del CARA di Castelnuovo, situato proprio di fronte al Borgo, provocò la svalutazione del valore degli appartamenti ed il sostanziale fallimento del tentativo di vendita delle singole unità immobiliari. Per tale ragione Tartaglia accetta subito la proposta di riconversione del Borgo in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, posto che l’affittuario sarà il Ministero degli Interni. Dopo il primo incontro con Buzzi, Ciambella rivede qualche mese dopo il boss della 29 giugno in via Pomona; in quest’occasione Buzzi gli consegna una brochure della 29 giugno da dare a Stefoni. Dentro la brochure, siamo a pochi giorni dalle elezioni a Castelnuovo, ci sono due buste da lettera: la prima contiene una lista di elettori da contattare: sono voti sicuri; la seconda è invece chiusa e contiene al suo interno, in aula Ciambella dirà che il contenuto si poteva immaginare dallo spessore del plico, il contributo da 10 mila euro promesso al sindaco. Quello stesso pomeriggio Ciambella incontra Stefoni e gli consegna la brochure. Ciambella incontra nuovamente Buzzi in via Pomona qualche giorno dopo; in quest’occasione gli mostra una lettera della Prefettura di Roma nella quale il prefetto, scrivendo al comune di Castelnuovo, comunica che essendo trascorsi i termini per il silenzio assenso non è più necessaria l’autorizzazione del sindaco per l’apertura del nuovo centro di accoglienza.

La Eriches 29 può dunque procedere a stipulare la convenzione con la Prefettura.


No money no party

Tutto questo avveniva prima della comunicazione a Stefoni della modifica dell’importo del suo contributo economico mensile: a elezioni avvenute Ciambella informa Stefoni circa il nuovo importo del suo contributo, non più di 30 mila euro al mese, ma 0,50 centesimi ad immigrato al mese; cioè 200 euro al giorno per 30 giorni: totale 6.000 euro mensili. Stefoni non ci sta, teme che Buzzi voglia stringere un accordo con il suo vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici, Alfonso Pedicino, appartenente alla stessa corrente politica del ras delle cooperative. Credendo di essere stato tagliato fuori, Stefoni fa sapere a Ciambella che da quel momento in poi i rapporti con Buzzi li tiene direttamente lui.

Ma nonostante i facilitatori e gli “strumenti” messi in campo per agevolare le procedure, Buzzi si rende conto che l’apertura del Borgo del Grillo incontra diversi ostacoli.

In una conversazione al cellulare tra Carminati e Fabrizio Testa intercettata dal ROS il 30 luglio, il primo comunicava al secondo: “Credo che per quella storia…Castelnuovo, ce sia un blocco…te lo dico onestamente è…cioè“. Di fatto il progetto rimaneva fermo in un cul de sac.


Il ruolo della Auxilium

Nel controesame al teste Ciambella da parte della difesa di Buzzi, l’avvocato Piergerardo Santoro cerca di ricostruire il ruolo svolto dalla Auxilum, legata alla più importante cooperativa “bianca” La Cascina, il cui presidente è stato, per un certo periodo, il sottosegretario all’Agricoltura targato NCD, Giuseppe Castiglione. Auxilium è una grossa realtà imprenditoriale che gestisce diversi centri per immigrati, tra cui uno a Policoro in Basilicata, uno a Bari e quello di Roma di Ponte Galeria.

Santoro chiede al teste se conosce la Auxilium e se è vero che questa aveva un rapporto preferenziale con il sindaco di Castelnuovo di Porto, Stefoni; il teste risponde di si, e che questo rapporto privilegiato si mostrava attraverso il mancato invio dei vigili ad effettuare controlli. Santoro legge, per contestarle, le dichiarazioni rese dal teste ai carabinieri nel gennaio 2015: “Il sindaco, dopo le elezioni e dopo avere saputo dei rapporti di Buzzi con il vicesindaco, scelse di privilegiare un  rapporto con la Auxilium, cooperativa che era subentrata alla Eriches nella gara per la gestione del CARA di Castelnuovo”. E ancora: “La Auxilium fa riferimento ad un consorzio di cooperative di cui è presidente Giuseppe Castiglione, attuale sottosegretario all’Agricoltura, che ha un rapporto indiretto con Stefoni per il tramite del senatore Aracri (Francesco Aracri gruppo PDL), con il quale condivide un uomo di fiducia che usa soprattutto nelle campagne elettorali, Fabio Ferramondo, titolare dell’Hotel Clarice (sito a Castelnuovo), dove soggiornano i dirigenti della Auxilium. Infine: “In concreto il sindaco ha favorito la cooperativa Auxilium, evitando di mandare ispezioni, vigili urbani, malgrado evidenti criticità legate alla gestione del CARA. Lo stesso Pagano mi diceva di non avere problemi con l’amministrazione perché in ottimi rapporti con il Sindaco”. Santoro chiede al Ciambella se conferma queste dichiarazioni, ed il teste conferma tutto.

Nell’udienza del 18 aprile il teste Roberto Leone, attualmente viceprefetto aggiunto,  all’epoca dei fatti dirigente dell’Area Quarta quater della Prefettura di Roma, responsabile del settore immigrazione e accoglienza richiedenti asilo, racconterà come il CARA di Castelnuovo ospitasse di già un numero cospicuo di richiedenti asilo, e che la scelta del consorzio Eriches 29 di ubicare presso Borgo Del Grillo un ulteriore centro di accoglienza non fosse opportuna, in quanto avrebbe ulteriormente congestionato la zona, già di per se non adeguatamente fornita di servizi.


Le minacce

Nell’udienza del 18 aprile il pm Luca Tescaroli chiede a Ciambella per quale motivo si sia deciso a rivolgersi alla Procura; il teste risponde che già a novembre, un mese prima dell’esecuzione della prima ordinanza cautelare, aveva inviato una mail all’allora procuratore di Tivoli, Luigi De Ficchy, ed anche come questi dichiarò in seguito di non averla mai ricevuta. A seguito dei primi arresti per Mafia Capitale, avvenuti il 4 dicembre 2014, nel mese di gennaio Ciambella si presenta spontaneamente con il suo avvocato presso Procura di Roma, raccontando agli inquirenti tutta la vicenda del Cara di Borgo del Grillo. Immediatamente dopo arrivano le prime minacce; un giorno la moglie lo chiama al cellulare e gli chiede di tornare immediatamente a casa: dentro la buca delle lettere aveva trovato una busta con un foglio di carta con su scritto “Fatti i cazzi tuoi” ed un proiettile inesploso.

Tescaroli chiede a Ciambella se in quel periodo avesse delle conflittualità, e lui risponde di no, e che quindi quella minaccia era dipesa sicuramente dal fatto che si era deciso a collaborare con i magistrati. (cm)

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