testa

Nell’udienza del 7 aprile del processo in corso a Mafia Capitale sono stati ascoltati come imputati in procedimento collegato, ex art. 210 cpp*, l’ex braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, Marco Mario Milanese, e l’ex amministratore delegato di ENAV, l’ente che sovrintende il controllo aereo, Guido Pugliesi.

Milanese, di professione avvocato, insegna anche presso la scuola Nazionale dell’ Amministrazione. Attualmente è imputato dei delitti di corruzione e di illecito finanziamento ai partiti. Dovrà anche affrontare un ulteriore filone di indagine relativo al reato di corruzione e false fatturazioni da parte della società Eurotec. In questa seconda inchiesta giudiziaria  Milanese è indagato insieme a Fabrizio Testa e all’ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola, di corruzione, per una vicenda legata alla compravendita di uno yacht. Nel corso dell’esame il pm Luca Tescaroli ha affrontato le questioni relative alla nomina di Fabrizio Testa, prima come consigliere di amministrazione di ENAV, società di proprietà del Tesoro ma sottoposta al controllo tecnico del Ministero delle Infrastrutture, e in seguito come presidente della società controllata da ENAV, Techno Sky.


Milanese e le pressioni di Alemanno

Dal 2001 al 2011, con un breve intervallo dal 2006, Milanese è stato Capo Segreteria del Ministro Tremonti, ed in seguito suo consigliere giuridico quando Tremonti venne nominato vice presidente della Camera. Come consigliere del ministro dell’Economia, Milanese si è occupato delle nomine dei consiglieri di amministrazione delle società controllate direttamente dal Tesoro, e tra queste anche di ENAV; Milanese racconta di come Testa fosse una delle espressioni della corrente politica di Alleanza Nazionale dell’allora ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno, eletto nel 2008 sindaco di Roma.

A questa stessa corrente apparteneva anche l’allora ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

La nomina del consiglio di amministrazione di ENAV, spiega Milanese, spetta al governo, nella fattispecie al ministro competente, ovvero Matteoli. Per legge infatti (legge del 2001) il governo ha l’indirizzo politico su tali enti, indirizzo che si esercita anche attraverso il potere di nomina dei membri del cda. Nella fattispecie il governo conferma l’amministratore delegato uscente, Guido Pugliesi area UDC, conferma alcuni consiglieri uscenti e ne nomina alcuni nuovi, tra cui Ilario Floresta area PDL-FI, Giorgio Piatti per la Lega e Rosaria Maria Greco funzionaria del Tesoro; viene inoltre nominato un nuove presidente, il parlamentare del PDL Luigi Martini, che prende il posto dell’ex generale Bruno Nieddu. In realtà, la vicenda della mancata conferma di Testa nel cda di ENAV è emblematica di come le nomine nelle società statali rispondessero ad una logica spartitoria da manuale Cencelli, tra i partiti di governo: FI, AN, UDC e Lega.

In questo caso particolare vi era inoltre uno scontro all’interno di AN che ha visto, nel particolare momento storico del rinnovo del cda di ENAV, nel 2009, la corrente di Alemanno soccombere alle altre dello stesso partito. Milanese la racconta così: “Nella fattispecie, per una sorta di disaccordo interno ad AN, quindi, si dice di non riproporre il sig. Testa, ma viene proposta un’altra figura all’interno del cda”.


Alemanno e lo sgarbo di Fini

Alemanno non ci sta a subire lo sgarbo politico dai suoi colleghi di partito e tempesta di telefonate Tremonti, Milanese e Pugliesi. Alla fine si riesce a trovare la quadra all’interno di AN: Testa viene nominato presidente depotenziato, cioè senza deleghe, di Techno Sky, e tutti sono felici e contenti.

Milanese racconta altri retroscena gustosi di questa mancata nomina, in particolare di come ad opporsi fu il presidente del partito in persona, allora anche presidente della Camera, Gianfranco Fini. Anche Matteoli era contrario a Testa, ma più per motivi personali: lui sosteneva Martini perché aveva agevolato l’assunzione di suo figlio in Alitalia, e dunque gli doveva un favore. Racconta Milanese: “Ma guardi – rispondendo al pm Tescaroli – la soluzione di Techno Sky non è che l’ha trovata il ministro Tremonti, ne io; la soluzione di Techno Sky è stata trovata all’interno di AN, dove loro si sono messi d’accordo”.

L’avvocato di parte civile Giulio Vasaturo, terminato l’esame del pm, domanda al teste se esistano dei parametri normativi per la nomina dei membri del cda delle società controllate da enti pubblici; il presidente Ianniello chiarisce meglio, affermando che, trattandosi di soldi dei contribuenti, a rigore di logica vi dovrebbero essere dei parametri che garantiscano elevati standards nel management delle società controllate dallo Stato, un po’ come il concorso per i dipendenti pubblici. Milanese risponde come tali criteri non vi siano neanche per le società private, che non esistono norme che stabiliscano dei criteri di selezione. L’immagine della legge sull’eguaglianza di genere approvata in Norvegia nel giugno del 1978 rappresenta ancora un miraggio per il nostro Paese. Milanese ci tiene comunque a ricordare come il ministro Tremonti abbia introdotto la regola di nominare nei cda delle società pubbliche e controllate, almeno un dirigente del Tesoro. Vasaturo chiede se il Testa abbia avuto un ruolo nell’attività di compravendita di una barca da parte del Milanese, vicenda per la quale è in corso un procedimento penale; l’ex braccio destro di Tremonti risponde che Testa gli era stato presentato da un amico comune il quale, in presenza del Testa, gli chiese se conoscesse qualcuno interessato ad acquistare una barca con tre mesi di vita, del Testa. E’ così che quest’ultimo riuscì a trovare l’acquirente.


Troppo vicino agli interessi di Finmeccanica

Guido Pugliesi, ex amministratore delegato di ENAV, è invece imputato nell’ambito di un procedimento collegato, di corruzione e finanziamento illecito. Pugliesi racconta di come ha potuto fare la conoscenza professionale di Fabrizio Testa nel corso dei cinque anni in cui questi hanno fatto parte del cda di ENAV, dal 2003 al 2009.

Pugliesi descrive l’assoluta inopportunità di una sua riconferma, raccontando di un dialogo avuto al telefono con l’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno, che nel 2009, in sede di rinnovo del cda di ENAV, lo chiamava per conoscere i motivi della sua contrarietà: “Ma perché ce l’hai con Testa? – mi chiese Alemanno – Io non  è che ce l’avessi con Testa. Io contestavo a Testa la capacità professionale e un profilo giusto per potere occupare certe posizioni”. Pugliesi, come amministratore delegato di ENAV, si è occupato anche della nomina del cda della controllata Techno Sky, e quando gli viene proposta la nomina di Testa come presidente, inizialmente si oppone. Poi, visto che gli era pervenuta la segnalazione direttamente da Tremonti, via Milanese, e dato che all’interno della dirigenza di AN si era raggiunto un accordo politico che prevedeva una presidenza depotenziata, cioè senza deleghe, si è trovato a dovere procedere controvoglia.


L’audit a Techno Sky

Ma ci tiene a mettere i puntini al loro posto Pugliesi, ed anche a togliersi qualche sassolino: “Devo dire la verità – racconta Pugliesi – che dopo alcuni mesi, diciamo…io mi sono accorto a gennaio che c’era qualcosa che non andava in questa società in cui lui era presidente (Techno Sky); avevo fatto aprire un audit, abbiamo controllato un pochino certi contratti, e dopo avere proseguito quest’audit per un po di tempo, cercando di non fare errori, a giugno, dopo avere mandato via alcuni dirigenti, abbiamo fatto decadere anche il consiglio; e quindi Testa, in realtà, è stato in carica solo 7-8 mesi come presidente di Techno Sky” (da novembre 2009 a giungo 2010).

Tornando ancora sull’argomento Pugliesi rivela alcuni retroscena: “Però, per completezza, quando mi accorsi che c’erano delle cose che non andavano in quest’azienda (Techno Sky), per alcuni contratti fatti con la società Arc Trade che era una società riferente a Marco Iannilli e a Lorenzo Cola, io mi accorsi così che c’era questa cosa, allora telefonai all’on. Milanese per dirgli: “guarda che questo Testa non funziona. Qui ci sono delle cose”. E devo dire che in un lampo lui disse: “vai avanti, fai quello che ritieni giusto, a me non me ne frega niente”. Quando poi Tescaroli chiede anche a Pugliesi l’area di appartenenza di Testa, in particolare se questi facesse capo alla corrente di Gianni Alemanno, lui risponde: “Era notorio, lo sapevano tutti” e ancora: “Ne lui nascondeva di essere un uomo di Alemanno”. “E lo ha detto anche a lei” chiede Tescaroli a Pugliesi: “Si, si” risponde l’ex ad di ENAV.

L’avvocato di parte civile Giulio Vasaturo chiede al Pugliesi se Testa, in considerazione del suo ruolo in ENAV, avesse anche dei rapporti con Finmeccanica; Pugliesi risponde di si, ed in particolare  sapeva che frequentava l’ex direttore delle relazioni istituzionali Lorenzo Borgogni, e l’ex consulente personale del Presidente Pier Francesco Guarguaglini, Lorenzo Cola. Pugliesi racconta di come Testa cercasse di darsi un certo tono nei confronti dei dirigenti di ENAV, vantando frequentazioni con manager di Finmeccanica. Vasaturo contesta l’affermazione di Pugliesi secondo cui tali rapporto con Finmeccanica, che di fatto rappresentava il primo partner commerciale di ENAV, non fossero particolarmente ostativi alla conferma di Testa come consigliere di amministrazione. In una dichiarazione resa nel procedimento a carico di Marco Milanese, Pugliesi ha infatti affermato come sia lui sia il presidente di ENAV Luigi Martini fossero contrari alla conferma di Testa poiché lo ritenevano “troppo vicino agli interessi di Finmeccanica”; non a caso Testa godeva di alcuni benefits esclusivi da parte di Finmeccanica, come viaggi e soggiorni pagati, trasferte ed autista.(cm)

*Con il DPR del 22 settembre 1988, pubblicato in G.U. il 24.10.88 n.250, è stata introdotta nel nostro ordinamento la riforma del codice di procedura penale; tra le varie novità introdotte vi è la possibilità da parte sia dell’accusa che della difesa di sentire soggetti imputati in procedimenti connessi a quello per il quale si svolge il processo, o in reati collegati. L’art. 210 del cpp nella sua nuova formulazione recita al comma 1: “Nel dibattimento, le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell’art.12, comma 1, lettera a), nei confronti dei quali si procede o si è proceduto separatamente e che non possono assumere l’ufficio di testimone, sono esaminate a richiesta di parte, ovvero, nel caso indicato nell’art. 195, anche di ufficio”.

Chiaramente, oltre a non dover rispondere dei capi di accusa relativi al procedimento collegato, l’imputato viene avvisato dal pubblico ministero, innanzitutto, di godere della facoltà di non rispondere. Ove l’imputato decida di rispondere, può avvalersi del suo avvocato, o in mancanza, di un legale nominato d’ufficio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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