eroina

 

E’ uscita in aprile la 21esima analisi annuale dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) con sede a Lisbona.  E’ una relazione puntuale ed aggiornata sul consumo di droga nel vecchio continente; essa contiene inoltre un’analisi dei problemi connessi alla droga ed ai suoi mercati, oltre all’indicazione di alcune informazione sulle politiche e le pratiche in tema di riduzione del danno. I dati si basano sulle relazioni nazionali fornite dai vari paesi membri, in particolare dai loro punti focali (Reitox), ovvero le autorità nazionali presenti anche in Turchia e Norvegia, dislocate nei vari stati, che impartiscono le informazioni sul consumo di droghe.  Scopo del lavoro è quello di fornire una panoramica sintetica della situazione europea del commercio e del consumo delle sostanze psicotrope.

Il dato che emerge è lo spazio sempre più importante assunto da consumo abituale di più sostanze psicotrope, oltre al maggiore utilizzo degli stimolanti, dalle nuove sostanze psicoattive ai farmaci, fino alla cannabis potenziata, il cui consumo risulta particolarmente problematico. L’analisi delle sostanze consumate mostra come gli oppiacei continuino a rappresentare in Europa un problema serio che si riflette nel loro impatto sia in termini di mortalità che di morbilità.

Esiste in particolare una relazione di succedaneità tra eroina e oppioidi sintetici: si tratta in genere di antidolorifici molto potenti quali il Fentanyl e l’OxyContin, che negli Stati Uniti hanno creato una forte dipendenza, spesso sfociata nell’assunzione dell’eroina.

L’effetto devastante di questa correlazione è stato quello di un aumento esponenziale dei decessi per overdose.

Tale correlazione tra oppiacei naturali e sintetici ha generato un aumento delle complessità delle dipendenze e del loro trattamento, anche in ragione dell’elevata età media dei soggetti affetti da dipendenza ed alle correlate maggiori criticità.

I dati nazionali che prendono in esame le analisi delle acque di scarico ed i ricoveri ospedalieri vedono da quest’anno aggiungersi anche quelli sulla situazione nelle varie città, forniti dalle reti europee di ricerca; ciò rende possibile comprendere in maniera più completa sia i nodelli di consumo, sia i danni che ne derivano.


Poliassunzione e prossimità dei luoghi di produzione

Dai dati forniti emerge una crescita generale in relazione al consumo della cannabis  e degli stimolanti, così come in crescita è la purezza e la potenza per quel che riguarda in generale tutte le sostanze psicotrope illecite. La tendenza registrata è quella di un incremento non consistente nel consumo delle sostanze tradizionali, oltre ad un forte aumento di quelle innovative. Possiamo dire che il mercato della droga è particolarmente complesso, e che alle sostanze tradizionali si sono affiancate in maniera importante i farmaci ed altri tipi di stimolanti, evidenziando come la cifra delle nuove forme di dipendenza sia rappresentata dalla poliassunzione.

Altro dato emergente è che gli sforzi di contrasto al commercio delle sostanze illecite siano stai in questi ultimi anni resi più complessi dalla localizzazione in Europa dei centri di produzione, sia per quel che riguarda la cannabis che per quanto concerne le nuove sostanze psicoattive. Il mercato, dunque, si è avvicinato ai consumatori, riducendo i rischi ed i costi connessi al trasporto.


Il ritorno dell’MDMA

Una delle più recenti tendenze registrate in Europa è il ritorno del consumo di MDMA, comunemente nota come Ecstasy, un composto sintetico ottenuto dal safrolo, sostanza che si trova in natura nella noce moscata e nella vaniglia.

Attualmente i precursori vengono ottenuti da nuove fonti: le nuove tecniche di produzione recentemente introdotte hanno generato un processo produttivo del tipo just-in-time, che consente ai trafficanti di produrre la sostanza illecita in base alla domanda, senza necessità di creare scorte. Il prodotto finito viene quindi commercializzato on-line, spesso sul darkweb, in diversi formati: si va dalle polveri, ai cristalli, alle classiche pasticche dall’elevato dosaggio, caratterizzate da colori e da simboli differenti, a seconda del produttore e del principio chimico impiegato.


Il consumo di stimolanti e i danni correlati

A livello nazionale, dall’incrocio dei dati sulle analisi delle acque reflue con quelli dei sequestri di sostanze psicotrope operati dalle forze di polizia, emergono informazioni compatibili che mostrano differenze regionali nei modelli di consumo. Se nei paesi dell’Europa occidentale e meridionale il consumo di cocaina sembra essere più elevato, in quella settentrionale ed orientale risulta essere più diffuso quello di anfetamine. Altro dato importante registrato è l’aumento in generale del grado di purezza della sostanza psicotropa, sia per quanto riguarda la cocaina che le anfetamine, e il tutto a parità dei prezzi.

Emergono tuttavia problemi in relazione alle politiche di riduzione del danno, in particolare in ordine all’aumento del numero di persone che entrano in trattamento per problemi connessi al consumo di nuove anfetamine. Dai soggetti entrati per la prima volta nei centri di riabilitazione emerge come circa la metà di questi abbia dichiarato che l’assunzione della droga sia avvenuto per via parentale.

Per quanto riguarda il consumo di cannabis, alcuni paesi hanno recentemente (2013) condotto un’indagine dai cui dati emerge un aumento del consumo di tale sostanza.

Le stime europee più recenti mostrano come, in termini di valore, la cannabis detenga tra le varie sostanze psicoattive illegali, la quota di mercato più elevata. Inoltre i reati legati al consumo ed al possesso di cannabis rappresentano circa i tre quarti di tutti quelli connessi all’uso di stupefacenti. Il contrasto a questo genere di attività, in base alla normativa attuale, comporta un dispendio molto elevato in termini di uomini e di mezzi da parte delle forze di polizia. Collegando questo dato con il fatto che la  produzione della cannabis sia attualmente controllata dalle organizzazioni criminali, da più parti è stato introdotto il dibattito, già ad uno stadio avanzato negli Stati Uniti, sui costi e sui benefici di una eventuale liberalizzazione.

Secondo i dati forniti a livello nazionale si stima che l’1% degli adulti europei faccia uso quotidiano o quasi quotidiano di cannabis. Più in particolare nella fascia di età 15-34 anni sono 16,6 milioni gli europei che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno, mentre in quella 15-64 sono 22,1 milioni; 83,2 milioni sono invece gli europei che hanno fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita.


Nuove sostanze psicoattive

Dai dati relativi ai sequestri segnalati nel 2014 emerge come per circa il 60% dei casi si sia trattato di cannabinoidi sintetici. Tra le 98 tipologie di nuove sostanze psicoattive complessivamente sequestrate nel 2015, questi rivestono un ruolo di primo piano, con una incidenza pari a 24 sulle 98 totali.

I cannabinoidi sintetici si legano ai recettori cerebrali: il principio attivo che agisce su di essi è il tetraidrocannabinolo (THC), presente anche nella cannabis naturale. Dal punto di vista della tossicità i cannabinoidi sintetici sono più dannosi, tanto da generare avvelenamenti di massa e in alcuni casi anche decessi. L’allarme era stato evidenziato dall’Osservatorio in relazione all’MDMB, sostanza che aveva causato ben 13 decessi e 23 intossicazioni. Un’altro esempio di stimolante dannoso è dato dal catione sintetico alfa-PVP, responsabile di circa 200 intossicazioni e di oltre 100 decessi in tutta Europa. Abbiamo già accennato ad alcuni oppiacei sintetici non controllati e molto pericolosi, ed in particolare al Fentanyl, che negli Stati Uniti è stato responsabile in alcuni Stati di epidemie di overdose, ed il cui contrabbando viene attualmente gestito dai cartelli della droga messicani.


Il ritorno dell’eroina: l’aumento dei decessi e la riduzione del danno

Un’altra tendenza riscontrata nei dati forniti dai vari paesi europei è costituita dal ritorno dell’eroina, fenomeno che desta particolare preoccupazione. Nei vari decessi registrati di overdose, infatti, l’eroina  costituiva la principale causa.

Oltre a ciò l’eroina rappresenta, nelle più importanti città europee, la principale causa di emergenze ospedaliere dovute a sostanze psicotrope. Nei paesi dell’Europa meridionale in cui l’eroina e gli altri oppiacei rappresentano una piaga di lunga data, sono stati registrati numerosi decessi per overdose. Si tratta di consumatori in età avanzata, e non vi sono dati che dimostrino un aumento di quelli nuovi. Tra le cause, oltre ad una maggiore offerta da parte del mercato, si tratta di eroina prodotta in Afghanistan, anche la maggiore purezza della sostanza, oltre alle nuove modalità di assunzione quali l’alternanza con farmaci o oppiacei sintetici. Anche se il numero di persone entrate in trattamento è rimasto costante, sono stati registrati in alcuni paesi diversi casi di overdose da parte di consumatori giovani. Nei paesi con una tradizione nel consumo di eroina, al fine di ridurre i casi di decesso viene fornito dai presidi socio-sanitari il naloxone, sia ai consumatori di oppiacei che ai tossicodipendenti; si tratta di un farmaco antidoto per l’overdose. Recentemente negli Stati Uniti è stato introdotto un preparato a base di naloxone somministrato per via nasale, la cui diffusione potrebbe essere introdotta anche in Europa. (cm)

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