Fac-simile-scheda-elettotale-IV-Circoscrizione-Italia-meridionale-700x357

 

Uno degli argomenti su cui i magistrati che indagano su Mafia Capitale si sono interrogati è quello delle ragioni che avrebbero spinto Salvatore Buzzi e Massimo Carminati ad associare Giovanni Campennì al sodalizio criminale. Mentre l’associazione alla gestione del CARA di Cropani aveva un senso nella misura in cui l’attività in cui quest’ultimo si sostanziava necessitava di una tutela, anche in virtù di una serie di incendi dolosi appiccati in quel periodo da ignoti ai mezzi meccanici della cooperativa 29 giugno, le ragioni che spalancano le porte dell’associazione Mafia Capitale alla famiglia Mancuso di Limbadi appaiono di difficile individuazione. E’ vero, come risulta dall’ intercettazione dell’11 maggio 2014 che, in occasione delle elezioni europee del 2014  Buzzi abbia offerto a Gianni Alemanno i voti degli ‘ndranghetisti impiegati nelle sue cooperative: “nostri amici del sud, che stanno al sud, che ti possono dare una mano co’… parecchi voti“, diceva Buzzi.

Il 18 dicembre 2015 Gianni Alemanno è stato rinviato a giudizio per corruzione e finanziamento illecito dei partiti. In precedenza, il  23 marzo 2015 sempre Alemanno era stato rinviato a giudizio, insieme ad altre sette persone, per un presunto finanziamento illecito, in relazione alle elezioni regionali del 2010. In nessuno dei due rinvii gli è stato contestato il reato di voto di scambio.

Non è dato sapere se i voti in questione siano la principale ed unica motivazione che abbia spinto i vertici del sodalizio criminale a rinunciare ad un appalto da oltre 218 mila euro, quello del mercato Esquilino per intenderci, affidato in subappalto alla cooperativa Santo Stefano. Ciò che è certo è che dal marzo 2009, anno di abbandono del CARA di Cropani, al luglio 2014, anno di inizio delle attività della Santo Stefano, Salvatore Buzzi ha continuato ad intrattenere rapporti stabili di tipo lavorativo con Giovanni Campennì e la sua famiglia.

Le prove di tale continuità le possiamo verificare oltre che dai fax inviati all’avvocato Guido Contestabile, datati rispettivamente 2 luglio 2010 e 1 marzo 2011, e con i quali Buzzi si impegna ad offrire al Campennì un’attività lavorativa attraverso le cooperative da lui gestite, in forza della collaborazione da lui resa, anche da una visita compiuta da Buzzi in Calabria. Campennì sta trascorrendo un periodo agli arresti domiciliari a seguito di una condanna, e non e’ dunque libero di muoversi. Durante tale periodo, ed in particolare il giorno 24 novembre 2012, il Reparto anticrimine del ROS di Catanzaro, in collaborazione con il ROS di Roma, effettua nei confronti di Buzzi una serie di attività di rilevazione tecnica.

In particolare da alcune intercettazioni telefoniche, precedenti e successive a tale data, vengono registrate una serie di conversazioni tra Buzzi e Campennì, dalle quali emerge come il primo si sia recato in Calabria, ed in particolare a Limbadi ed a Nicotera, paese quest’ultimo dove Campennì risiede assieme alla famiglia.

Dai dati relativi alle celle telefoniche agganciate dal cellulare di Buzzi risulta come proprio il giorno 24 novembre 2014 Campennì e Buzzi si trovassero nello stesso luogo, vale a dire a Limbadi.

Motivo del viaggio era, probabilmente, la firma di alcune carte di lavoro, relative ad accordi ai quali lo stesso Buzzi si era unilateralmente vincolato.

Il 23 novembre 2012 Campennì, intercettato, chiama Buzzi e quest’ultimo gli conferma la sua visita in Calabria per il giorno successivo; quel giorno Buzzi dice al suo interlocutore che sarebbero stati insieme, e che sarebbe arrivato a Limbadi con la moglie Alessandra e la figlia Elettra. A Nicotera l’auto giunge alle ore 12:57 del 24 novembre, come dimostrano le intercettazioni.

Ma prima di Nicotera l’auto raggiunge il centro di Limbadi, dove si ferma in corrispondenza di via Giovanni Falcone. In maniera concitata Buzzi scende dall’auto, la quale gira e prosegue il suo viaggio verso Nicotera con a bordo la Garrone, la figlia e l’autista. Buzzi si muove così velocemente da sfuggire, anche se solo per pochi ma fondamentali secondi, all’occhio di chi lo sta sorvegliando. E così gli uomini del ROS non riescono ad individuare l’immobile nel quale entra. Solo alcune ore dopo i militari individuano la palazzina dalla quale Buzzi esce, scoprendo poi come in quello stesso edificio vi abbia la residenza e lo studio professionale tale Pantaleone Di Mundo, commercialista di Campennì. Alle ore 13:10 i militari del ROS intercettano alcuni istanti molto importanti di una conversazione telefonica: Salvatore Buzzi cerca di contattare senza successo la sua ex moglie, Silvana Costantini; dai pochi istanti di attesa della risposta i militari riconoscono in sottofondo le voci di Giovanni Campennì e della moglie Stefania Rascaglia.  Il 24 dicembre 2012 Campennì conclude il suo periodo di detenzione ai domiciliari e l’ 11 gennaio 2013 Buzzi lo contatta per informarlo sulle novità.

Buzzi lo aveva incaricato di trovare un centro in Calabria da adìbire a CARA e Campennì lo informa di averlo trovato, e di avere anche individuato del personale da impiegare nel centro.

Buzzi: “Tutto a posto, a posto, tu come stai?”

Campennì: “Io bene, bene”

Buzzi: “Da uomo libero”

Campennì: “Son già, sono già”

Buzzi: “Pronto?”

Campennì: “Pronto, mi senti?”

Buzzi: “Si, ecco, sei già?”

Campennì: “Sono già, sono già operativo”

Buzzi: “Bravo, bravo”

Campennì: “Eh, già, diciamo che ho trovato il camper che gli serve. Oggi mi mandano la mail con tutte le caratteristiche, così gliela giro, e mi dicono, almeno almeno quello che ho capito io, io non devo anticipare niente, io qui sono come…”

Buzzi: “No, no”

Campennì: “Come, sono come, sono loro referente da come ho capito”

Buzzi: “Esatto. Però, siccome tu sei generoso, poi magari anticipi, per poi prendere i soldi”

Campennì: “Vabbè, ok Salvatore, io non perdo, non perdo gli amici per soldi; tranquillo al 100%, la loro…non è lo stesso. Ieri hanno fatto…gli hanno fatto la festa, per dire la verità”.

Il 22 gennaio 2013 Buzzi chiama Luca Odevaine per fissare un incontro con Giovanni Campennì, descrivendo quest’ultimo  come: “…quel nostro amico che stava…che hai incontrato giù…”; i due fissano poi di incontrarsi alle 15.30 in via Poliziano. (cm)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Advertisements