Germany Free Trade Protest

Il governo tedesco sostiene di voler portare avanti i negoziati commerciali relativi al TTIP nonostante le divisioni profonde tra Stati Uniti ed Europa. Ma le recenti rivelazioni potrebbero alimentare in Germania i timori secondo cui l’ accordo rischia di compromettere la protezione dell’ambiente e la tutela dei consumatori, oltre ad  introdurre un sistema di risoluzione delle controversie legali al di fuori dell’ ordinamento giuridico dei singoli stati membri.

Alcuni politici di governo hanno espresso riserve in merito all’accordo commerciale, sollevando dubbi sul fatto che esso possa essere approvato prima di gennaio, quando Barak Obama lascerà il suo incarico.

La fuga di documenti riservati che ha evidenziato le differenti posizioni tra l’UE e gli Stati Uniti nell’ambito dei negoziati sull’accordo di libero scambio, ha alimentato in Germania diffuse preoccupazioni sul rischio che esso possa compromettere gli standard di protezione dei consumatori e di tutela ambientali, in vista della fase cruciale dei negoziati.

Cercando di minimizzare la portata della fuga di notizie, in una conferenza stampa tenutasi lunedì il governo tedesco ha chiarito che il contenuto dei documenti interni trafugati non ha influito sulla sua decisione di appoggiare il TTIP, o Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti.

Tutti nel governo tedesco hanno un forte interesse a sostenere l’ambizioso accordo TTIP fino alla sua rapida conclusione“, ha dichiarato il portavoce del governo Stefan Seibert, in una conferenza stampa svoltasi martedì. “Questo è un obiettivo centrale nel contesto delle relazioni transatlantiche; si tratta della possibilità di plasmare la globalizzazione “.

La dichiarazione in questione è stata rilasciata a seguito della visita in Germania di Obama, avvenuta a fine aprile – forse la sua ultima come Presidente degli Stati Uniti – durante la quale lui e la cancelliera Angela Merkel hanno promesso congiuntamente di portare avanti i negoziati commerciali.

Ma la fuga di notizie da parte dell’organizzazione non governativa Greenpeace dello scorso lunedì ha alimentato una potente ondata di opposizione al TTIP, già in fase di crescita esponenziale in Germania, minacciando di mettere il governo Merkel in una posizione scomoda, proprio ora che i tempi a disposizione per l’approvazione del trattato si riducono.

Una recente indagine presentata in gennaio dal think tank Bertelsmann Stiftung ha rivelato come solo il 17% dei tedeschi sia favorevole all’accordo di libero scambio, in calo dal 55% di due anni fa. Diverse indagini della Commissione europea hanno mostrato inoltre come la Germania sia uno dei due soli Stati membri dell’UE in cui la maggioranza della popolazione si opponga al TTIP.

La preoccupazione più diffusa espressa dai tedeschi sul TTIP è che esso possa tradursi in una modifica peggiorativa delle leggi a tutela dei consumatori e dell’ambiente, con un’armonizzazione al ribasso degli standard minimi europei.

Molti tedeschi ritengono, inoltre, che le aziende internazionali possano utilizzare tribunali arbitrali non giurisdizionali, istituiti in applicazione del TTIP,  aggirando così il sistema giudiziario tedesco. Prendendo spunto dal regime di segretezza nel quale si svolgono i negoziati, essi chiedono che i round negoziali possano svolgersi nella massima trasparenza.

Le rivelazioni di lunedì sul TTIP sono state valutate dalla critica come capaci di alimentare tutte le preoccupazioni accennate, aumentando in Germania la percezione che il Partenariato possa fare più male che bene, e agevolando la capacità dei critici del TTIP di mobilitare la popolazione.

E ‘diventato ormai evidente: una partita a poker con in palio gli standards europei di tutela dei consumatori e di difesa dell’ambiente, che si svolge a porte chiuse“,  ha dichiarato in un comunicato stampa la portavoce del Partito tedesco dei Verdi, Katharina Dröge, in relazione alle politiche sulla concorrenza. “I comitati di esperti – ha aggiunto – e la cosiddetta cooperazione normativa, indeboliscono il controllo democratico“.” I negoziati devono essere fermati “.

Finora il governo tedesco è stato molto cauto nella sua risposta alle rivelazioni sul TTIP. Cercando di sminuire la loro importanza, ha sostenuto che i documenti interni rappresentano solo delle posizioni negoziali e non il frutto conclusivo dei negoziati, ed ha promesso che non avrebbe accettato alcun compromesso in tema di tutela dei consumatori.

I documenti trapelati rappresentano suggerimenti, richieste. Le richieste non sono dei risultati “, ha dichiarato lunedì il portavoce del ministero dell’Economia tedesco Beate Braams, aggiungendo che il governo tedesco avrebbe respinto qualsiasi negoziato che: “avrebbe abbassato gli standard di protezione“.

La risposta è in linea con la posizione della Commissione europea, con il Commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmström che ha ribadito gli stessi punti su di un post pubblicato sul suo blog, in merito alle rivelazioni sul TTIP.

Tuttavia altri funzionari del governo tedesco, sulla scorta delle recenti rivelazioni, hanno messo in dubbio la legittimità dell’accordo di libero commercio. Il vice Ministro dell’Economia Matthias Machning, del partito socialdemocratico SPD, tradizionalmente più critico verso il TTIP rispetto ai partner conservatori della coalizione, ha dichiarato che il ministero dell’Economia, che coordina la risposta del governo ai negoziati sul libero commercio, avrebbe accettato solo un esito dei negoziati che avesse conservato gli standards esistenti.

Non si può dire con assoluta certezza se questo è ciò che avverrà al termine dei negoziati“, ha dichiarato lunedì Machning, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Berlino.

Aspre critiche sul TTIP rivolte al governo da diversi politici appartenenti ai partiti della coalizione governativa sostengono che l’accordo sul libero commercio non sia un affare per la Germania, cementando ulteriormente l’impressione che la fuga di notizie abbia rilanciato sulla posta in gioco, almeno per quanto riguarda il governo guidato da Angela Merkel.

Per tutto il tempo in cui ricoprirò la carica di politico responsabile, non ho intenzione di dare luce verde al trattato TTIP, finché non saprò ciò che viene negoziato e concordato“, ha dichiarato Horst Seehofer, primo ministro bavarese e capo del partito conservatore bavarese CSU, uno dei tre partner della coalizione governativa.

La SPD non avrebbe accettato questo” ha dichiarato lunedì in televisione il portavoce delle politiche economiche del gruppo parlamentare SPD, Bernd Westphal, riferendosi al dumping degli standards attualmente vigenti, presumibilmente emerso dalle rivelazioni sul TTIP. “Il rischio di fallimento è elevato“.

I documenti trapelati, di cui si è parlato nei telegiornale della sera e nella maggior parte delle prime pagine dei giornali del lunedi e del martedì, hanno ulteriormente dato visibilità al movimento anti-TTIP, oltre a sollevare la questione in cima all’agenda delle priorità.

Ampie fasce della popolazione tedesca sono state sorprendentemente disposte ad esprimere il loro malcontento nei confronti del TTIP, attraverso un numero elevato di manifestazioni pubbliche.

Lo scorso ottobre, almeno 250.000 manifestanti sono scesi per le strade di Berlino per chiedere la cessazione dei negoziati sul TTIP, in quella che è stata la più grande manifestazione pubblica in Germania da diversi anni a questa parte. La visita di Obama, in aprile, ha richiamato circa 90.000 persone a manifestare contro il TTIP.

La protesta senza mezzi termini contro il TTIP ha già portato ad alcune concessioni significative, non da ultimo in materia di trasparenza, con il ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel, che a gennaio ha aperto una sala di lettura nel ministero, in cui i membri del parlamento possono leggere tutti i documenti riservati sul TTIP, anche se è loro proibito fotocopiarli e divulgarne il contenuto al pubblico.

Gabriel ha anche annunciato pubblicamente che rifiuterà qualsiasi accordo di libero commercio che istituisse tribunali arbitrali privati, una delle proposte più controverse contenute nel TTIP.

La rinnovata spinta all’opposizione al trattato sul libero commercio rende ancora più difficile, per il governo tedesco, spingere per la chiusura dell’accordo, rallentando ulteriormente i negoziati già difficili. Ma il tempo è essenziale, poichè le possibilità di raggiungere un accordo diminuiranno con l’approssimarsi del termine della presidenza Obama,  convinto sostenitore del TTIP.

Di conseguenza, la richiesta fatta dal governo tedesco per una maggiore trasparenza, potrebbe innescare un potenziale effetto a catena, nello strenuo tentativo di prendere un po’ di vento dalle vele dei critici del TTIP’.

Questo non influisce necessariamente sui progressi del TTIP, almeno non per ora, dal momento che il governo tedesco non è direttamente coinvolto nei negoziati, condotti per la Commissione UE dal Commissario Malmström, e per gli Stati Uniti, dal capo negoziatore Ignacio Garcia Bercero.

Tuttavia, Malmström ha più volte riconosciuto di essere consapevole delle forti preoccupazioni tedesche, così come del suggerimento di prenderle in considerazione e forse anche di leggerle come un rischio.

https://euroinsight.mni-news.com/posts/analysis-ttip-leak-fuels-german-critics-of-free-trade-pact-but-government-vows-to-complete-talks-8292

Trad cm

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