Hollande

Dopo le accuse a Washington del capo negoziatore europeo per la situazione di stallo il giorno successivo la pubblicazione di documenti riservati sulle rispettive posizioni «inconciliabili», il presidente francese annuncia l’intenzione di respinge l’accordo sul commercio nella sua forma attuale

I dubbi circa il controverso accordo UE-USA sul commercio stanno montando dopo l’annuncio del presidente francese di bloccare i negoziati.

François Hollande ha dichiarato martedì che avrebbe rifiutato “in questa fase” il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, perché la Francia si è opposta al libero scambio non regolamentato.

In precedenza il capo negoziatore della Francia aveva avvertito che  nei colloqui sul TTIP una battuta d’arresto “sarebbe stata l’opzione più probabile“. Matthias Fekl, il ministro incaricato di rappresentare la Francia nei negoziati sul TTIP, ha accusato Washington della situazione di stallo. Fekl ha dichiarato che l’Europa aveva offerto molto, ma che in cambio ha ricevuto molto poco. Ed ha aggiunto: “Non ci può essere un accordo senza la Francia e tanto meno contro la Francia“.

Tutti i 28 paesi membri dell’Unione Europea e il Parlamento europeo dovranno ratificare il TTIP prima della sua entrata in vigore. Ma quel giorno sembra allontanarsi come non mai, con i colloqui impantanati dopo 13 round di negoziati tenutisi nell’arco di quasi tre anni.

Il divario esistente tra le due parti è stato evidenziato lunedì attraverso una massiccia fuga di documenti, della quale ha riferito il Guardian, che ha rivelato l’esistenza di differenze “inconciliabili” sulla tutela dei consumatori e lo standard di tutela degli animali in relazione ai test per i cosmetici. La pubblicazione di 248 pagine di documenti negoziali, contenenti anche le rispettive posizioni di USA e UE ottenuto da Greenpeace ed esaminato dal Guardian, ha mostrato come le due parti rimangano molto distanti in tema di  salvaguardia ambientale e di tutela dei consumatori. Greenpeace ha dichiarato che i documenti interni hanno mostrato come l’UE e gli Stati Uniti fossero impegnati in una corsa al ribasso sugli standard ambientali e del sistema sanitario, ma i negoziatori di entrambe le parti hanno respinto tali affermazioni.

La Commissione europea, che conduce i negoziati per conto della UE, ha respinto i “titoli allarmistici”, definendoli “una tempesta in un bicchier d’acqua”.

Ma i commenti espressi martedì dal governo francese rivelano come le trattative sul TTIP si siano molto complicate.

La Francia ha sempre avuto grossi dubbi sul TTIP. Nel 2013 il governo francese ha assicurato una deroga per la sua industria cinematografica in merito ai colloqui sul TTIP, per cercare di tenere le produzioni in lingua francese al riparo dal predominio di Hollywood.

Hollande, che ha dei sondaggi molto negativi, ha riferito martedì che il governo ha altre preoccupazioni in merito al TTIP. Parlando ad una conferenza sulla storia della sinistra, Hollande ha riferito che non sarà mai disposto ad accettare “l’indebolimento dei principi essenziali della nostra agricoltura, della nostra cultura e all’accesso ai servizi pubblici”.

Fekl ha dichiarato alla radio francese che l’accordo sul tavolo è “un pessimo affare”. “L’Europa – ha detto – sta offrendo tanto ma sta ricevendo in cambio molto poco. Questo è inaccettabile “.

Il direttore di Greenpeace Europa, Jorgo Riss, ha dichiarato come la preoccupazione del presidente francese sia “sorprendente, posto che la Commissione non ha chiaramente dato corso al mandato affidatole dai paesi membri per la protezione degli standard ambientali e sanitari europei”.

I dubbi sollevati dal TTIP rappresentano una sconfitta per il primo ministro britannico, David Cameron, che l’anno scorso aveva promesso di mettere i “razzi” ai colloqui dopo aver descritto il TTIP come “l’ accordo che vogliamo”. Ma Barack Obama ha messo in chiaro che il Regno Unito non avrebbe ricevuto alcun trattamento speciale nel caso in cui avesse abbandonato l’Unione Europea (Brexit) ed avesse cercato di negoziare un accordo commerciale separato. Nel corso di una visita a Londra, il mese scorso, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che in qualsiasi negoziato commerciale successivo alla Brexit il Regno Unito sarebbe stato trattato come l’ultimo arrivato.

Il più recente round di negoziati sul TTIP ha avuto luogo la scorsa settimana, a New York, dove i funzionari dell’UE e degli USA hanno ribadito la loro speranza di raggiungere un accordo nella seconda metà del 2016, prima che Barack Obama lasci la Casa Bianca il prossimo gennaio.

I colloqui sono iniziati nel luglio 2013, ma si sono rapidamente impantanati, tra la pubblica preoccupazione diffusa su entrambe le sponde dell’Atlantico. La riduzione delle tariffe è solo una piccola parte dell’accordo commerciale. La questione più controversa riguarda l’omologazione degli standard dei consumatori e di quelli ambientali, oltre all’apertura dei mercati ai rivali transatlantici.

http://www.theguardian.com/business/2016/may/03/doubts-rise-over-ttip-as-france-threatens-to-block-eu-us-deal

Annunci