proteste contro il ttip

Greenpeace sostiene che i documenti interni mostrino il tentativo degli Stati Uniti di abbassare o aggirare le protezioni fissate dall’ UE a tutela dell’ambiente e della sanità pubblica.

Secondo i documenti interni trafugati, i colloqui tra Europa e Stati Uniti per un accordo di libero commercio languirebbero in una situazione di impasse, di fronte a gravi differenze definite “inconciliabili” su alcune questioni.

Le due parti sarebbero in disaccordo sulla richiesta fatta dagli Stati Uniti che obbligherebbe l’UE a infrangere gli impegni assunti in materia di protezione ambientale.

Il presidente Obama ha dichiarato, la settimana scorsa, di essere sicuro che l’accordo sarebbe stato raggiunto. Ma le bozze interne trapelate e le posizioni negoziali di partenza che Greenpeace è riuscita ad ottenere e che ha inviato al Guardian, dipingono un quadro molto diverso.

Le discussioni in tema di cosmetici rimangono molto complicate, mentre il campo di applicazione degli obiettivi comuni appare piuttosto limitato“, riferisce una nota interna dei negoziatori commerciali dell’UE.

A causa di un divieto europeo sulla sperimentazione animale, “gli approcci dell’UE e degli Stati Uniti rimangono inconciliabili, ed i problemi relativi all’accesso al mercato europeo rimarranno irrisolti” si legge ancora nella nota.

I colloqui sull’attività ingegneristica sono stati “caratterizzati dalla continua riluttanza da parte degli Stati Uniti ad impegnarsi in questo ambito“, è scritto ancora sulla nota riservata.

Ma questi problemi non vengono affatto menzionati nella relazione separata sullo stato dei colloqui, anche questa trafugata, che la Commissione europea ha predisposto per l’esame del Parlamento Europeo.

Tutto ciò mostra, il grandi linee, le posizioni di confronto dei negoziatori europei e statunitensi, giunti al 12° ed al 13 ° round di colloqui sul TTIP, che hanno avuto luogo a New York la scorsa settimana.

Il documento pubblico offre una robusta difesa del diritto da parte dell’UE di regolamentare e di creare un sistema giudiziario simile a quello esistente per le controversie, a differenza della nota interna che non ne fa alcuna menzione.

Jorgo Riss, direttore di Greenpeace Europa, ha dichiarato: “Questi documenti trapelati ci offrono uno sguardo senza precedenti sulla portata delle richieste degli Stati Uniti di abbassare o aggirare le protezioni previste dall’UE per quanto riguarda l’ambiente e la salute pubblica, come parte del negoziato TTIP. La posizione dell’UE è molto negativa, mentre quella degli Stati Uniti è terribile. La prospettiva di un compromesso sul TTIP all’interno di un margine di trattativa appare difficile. Il margine in questione ha mostrato questa corsa al ribasso nelle tutela dell’ambiente, dei consumatori e delle norme sulla salute pubblica“.

Le proposte degli Stati Uniti includono l’obbligo per l’UE di informare in anticipo le sue industrie su eventuali normative in fase di stesura, e di permettere alle imprese statunitensi la stessa partecipazione al processo di elaborazione delle norme che viene consentita alle imprese europee.

Le aziende americane (come quelle europee) potrebbero influenzare il contenuto delle leggi comunitarie in diverse fasi del processo normativo, anche attraverso una pletora di proposte da parte di gruppi tecnici di lavoro e di comitati.

Prima che l’UE possa far adottare anche solo un regolamento, dovrebbe attraversare un estenuante processo di valutazione d’impatto, nel corso del quale dovrebbe mostrare a quei soggetti portatori di interessi statunitensi, che non verrà accetta nessuna misura volontaria, nemmeno di semplice  regolamentazione“, ha dichiarato Riss.

Gli Stati Uniti stanno anche proponendo nuovi articoli su “scienza e rischio”, per concedere alle loro imprese una maggiore voce in capitolo in fase normativa. Il confronto sul tema dei pesticidi residui e della sicurezza alimentare sarebbe risolto attraverso il sistema Codex Alimentarius, adottato  dalla FAO. Gli ambientalisti sostengono che tale sistema normativo sia soggetto all’influenza delle corporations, obbligando i dipendenti di aziende quali BASF, Nestlé e Coca Cola ad astenersi e – talvolta – a cedere il passo alle delegazioni nazionali. Secondo Greenpeace circa il 44% delle decisioni adottate sui pesticidi residui sarebbero state meno stringenti rispetto a quelle vigenti nell’Unione Europea, il restante 40% con un livello teorico di equivalenza, e (solo) il 16% con degli standard più elevati.

Gli alimenti geneticamente modificati potrebbero trovare una maggiore diffusione in Europa, attraverso la pressione esercitata dagli Stati Uniti con i gruppi di lavoro per l’adozione di un “basso livello di presenza“. Ciò consentirebbe l’importazione di merci contaminate da OGM, attualmente non autorizzata. Secondo le norme vigenti l’UE respinge tali importazioni a causa delle possibili implicazioni negative per la sicurezza alimentare e per il rischio di impollinazione incrociata.

L’Unione europea non ha ancora accettato le richieste degli Stati Uniti, ma il confronto è ancora in fase di negoziazione, e non sono ancora state avanzate controproposte nei settori citati.

Nel mese di gennaio, il commissario al commercio Cecilia Malmström ha dichiarato (http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2016/january/tradoc_154173.pdf) che il principio di precauzione, che obbliga l’adozione di cautela in ambito normativo nei settori in cui vi sia un dubbio scientifico, rappresentava il nucleo dei principi non negoziabili dall’ Unione. Il Commissario ha dichiarato: “Difenderemo l’approccio precauzionale nella fase di regolamentazione in Europa, col TTIP e con tutti gli altri accordi“. Ma tale principio non viene  menzionato in nessuna delle 248 pagine del testo dei negoziati TTIP.

La Commissione europea ha anche promesso di salvaguardare le norme ambientali, tutelando gli standard internazionali e proteggendo il diritto dell’UE di fissare, in futuro, elevati parametri di riferimento a tutela dell’ecosistema. http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2015/january/tradoc_153013.1%20TSD.pdf

Ma questa nuova divulgazione di documenti riservati non contribuirà a placare le critiche sull’accordo http://www.theguardian.com/business/2015/oct/23/ttip-eu-negotiators-appear-to-break-environmental-pledge-in-leaked-draft critiche che hanno indicato i tentativi da parte delle imprese produttrici di combustibili fossili http://www.theguardian.com/environment/2016/apr/26/ttip-chevron-lobbied-for-controversial-legal-right-as-environmental-deterrent e di altri prodotti, di influenzare il suo esito, come a dare un segnale di quello che ci saremo dovuti aspettare.

I negoziatori, in una nota interna, sostengono che “gli Stati Uniti hanno dichiarato di doversi consultare con le proprie industrie chimiche per decidere come posizionarsi” sulle questioni relative all’accesso al mercato per i prodotti non agricoli.

Ovunque sia coinvolta l’attività di lobbying nei processi di regolamentazione, gli Stati Uniti hanno inoltre “insistito” che l’Ue sia “tenuta” a coinvolgere gli esperti statunitensi nello sviluppo dei suoi standard elettrotecnici.

http://www.theguardian.com/business/2016/may/01/leaked-ttip-documents-cast-doubt-on-eu-us-trade-deal

Trad cm

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