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Se la maggior parte delle società che producono browser di navigazione sulla rete cercano di sfornare prodotti semplici ed il cui funzionamento sia intuitivo, Vivaldi punta esattamente nella direzione opposta.
Ed è proprio questa sua diversità che può garantirgli un successo senza precedenti.
Dunque Vivaldi offre un prodotto complesso, non destinato alla massa, un prodotto specialistico in grado di offrire maggiori risorse a tutti quegli utenti che per lavoro utilizzano la rete ed i motori di ricerca, con Windows, OSX cioè Mac, o Linux. Stiamo parlando di utenti che visitano normalmente più pagine web in contemporanea, prendono appunti da ciascuna di esse, ed allo stesso tempo visionano foto o video. Ma cercare non basta, e infatti gli utenti del browser Vivaldi si suppone che vogliano anche salvare le loro pagine preferite, quelle che cliccano più spesso, e magari anche ricaricarle. Si tratta, ovviamente di utenti che hanno un livello di conoscenza della rete e dei pc superiore alla media, capaci anche di personalizzate la tastiera del proprio laptop, per poter lavorare con le cd scorciatoie.
Nella sua configurazione ordinaria il browser Vivaldi somiglia ad una versione aggiornata di Google Chrome: anche se l’interfaccia è completamente nuovo, il motore che utilizza  è un Chromium open source – basato su di un algoritmo che impiega lo stesso codice del suo concorrente più famoso – e dunque la sua diffusione non si basa su di una licenza. L’amministratore delegato e co fondatore di Vivaldi, Jon von Tetzchner, non è un neofita in questo campo, avendo già prodotto nel 1994 il browser Opera, rivelando così, ancora una volta, la sua passione per la musica classica. Anche Opera, quando uscì, era un prodotto innovativo, ed il suo successo è testimoniato dai numeri: nel 2011, quando Tetzchner lascio l’azienda, questa vantava 740 dipendenti ed oltre 200 milioni di utenti.
Due anni dopo, nel 2013, Tetzchner era di nuovo in pista, senza investitori a dettare la strategia e con una totale autonomia dal punto di vista creativo: “Tutto ciò che vogliamo è offrire agli utenti un browser del quale possano essere orgogliosi, così come del suo nome”. Tutto lo staff e gli uffici della Vivaldi sono sparsi tra Norvegia, Islanda e Stati Uniti. Lo scopo del progetto non è certo quello di promuovere opere di carità. Ed infatti i primi guadagni sono già arrivati attraverso la ricerca ed i bookmarks.
Vivaldi ha stipulato accordi con diversi provider di ricerca di diversi paesi, tra cui anche Bing, DuckDuckGo ed il russo Yandex.
Gli esperti hanno calcolato che per poter sopravvivere Vivaldi deve guadagnare, ogni anno, almeno un dollaro da ciascuno dei suoi utenti, dato che non c’è la necessita di dover finanziare la parte più costosa del progetto, ne quella di un maggiore impiego di manodopera. Vivaldi utilizza Blink, la fork di Google di WebKit, ed impiega gli stessi siti web.
Gli sviluppatori sostengono che alcuni elementi devono ancora essere completati, tra questi la sincronizzazione e le email.
Anche Opera aveva un sistema di posta elettronica, la cui data di scadenza prevista era il 2013; a partire dal quella data il sistema di posta è proseguito con un programma separato.
Ma Vivaldi non è la versione aggiornata di Opera. Lo sviluppo del browser ha creato nuove funzioni, come Notes,  che offre la possibilità di scrivere note in maniera veloce, e tab-handling, che consente una gestione rapida delle schede, che in Opera non erano presenti.
La grande attenzione offerta al feedback del cliente ha portato ad un costante studio e sviluppo delle problematiche e delle proposte giunte dagli utenti Vivaldi.  Rispetto a Chrome Vivaldi presenta le stesse problematiche di consumo di memoria e di processo; in caso di insufficienza di una delle due, le schede singole rimaste aperte vengono ibernate.
Sono anche previste delle procedure studiate per incrementare la produttività: se le schede aperte sono troppe, queste vengono raggruppate, sovrapposte o affiancate, in una scheda collettiva, attraverso la funzione “mangia la scheda che ti sta affianco”. Esiste anche una funzione che “congela” tutti i siti presenti nella stessa pagina.
L’affiancamento di due o più pagine web può risultare particolarmente utile ai fini di un loro confronto.
Vivaldi è anche in grado di rappresentare una pagina web extra al lato del browser, in un pannello laterale disegnato per siti quali Twitter: in questo modo è possibile continuare a tenere sotto controllo il flusso dei tweets e al contempo navigare sulla rete. (cm)

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