Panama Papers è il nome di un’inchiesta sui conti bancari segreti detenuti da alcuni dei più importanti personaggi presenti sulla scena politica ed economica mondiale.
Circa un anno fa una fonte anonima ha contattato il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung fornendo alcuni documenti riservati di una società, la Mossack Fonseca, uno studio di consulenza legale che vende società anonime con sede in diversi paradisi fiscali.
Il Consorzio Internazionale di Giornalismo Investigativo in collaborazione con il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung ed altri 100 media partners hanno passato un anno spulciando 11.5 milioni di file trafugati dalla Mossack Fonseca, per estrapolare i nomi  delle holding che personaggi politici di primo piano di diverse nazionalità detengono in alcuni di questi paradisi offshore.
Si tratta della più vasta operazione di trafugamento di documenti riservati da parte del sistema dell’informazione, 2.6 terabyte di dati relativi a 40 anni di attività del piccolo ma famoso studio legale  con sede a Panama ma con 35 uffici in tutto il mondo, tra cui Zurigo, Londra e Hong Kong.
Tra le principali creatrici di società anonime (shell companies) in tutto il mondo, Mossack Fonseca ha coinvolto nella sua attività ben 21 giurisdizioni offshore; tra queste troviamo oltre a Panama, anche Hong Kong, le British Vergin Islands ed il Nevada.
Le società anonime sono entità giuridiche che consentono di nascondere i nomi dei loro beneficiari ultimi, e che permettono loro oltre che di evadere il fisco, anche di nascondere il frutto di attività illecite, come i proventi della corruzione o il denaro pubblico sottratto dalle casse dello stato, o come i proventi del commercio di stupefacenti.
Facendo una proporzione approssimativa del denaro nascosto nei conti di queste società, il 60% sarebbe frutto dell’evasione fiscale delle grosse holding, il 25% dalla corruzione e dall’appropriazione di fondi pubblici, ed il restante 15% sarebbe il denaro appartenente alle organizzazioni criminali.
I documenti hanno rivelato una rete di organizzazioni della quale facevano parte 214.000 società offshore anonime, collegate a 200 persone fisiche residenti in diverse parti del mondo.
Tra queste vi sono politici, funzionari della FIFA, truffatori, narcotrafficanti, oltre ad alcune celebrità nel campo dello spettacolo e dello sport.
I Papers Panama includono circa 11,5 milioni di documenti – più della somma di quelli del Wikileaks Cablegate, dell’Offshore Leaks, del Lux Leaks, e dello Swiss Leaks. I dati sono costituiti principalmente da e-mail, file PDF, foto ed estratti di un database interno di Mossack Fonseca. Quest’ultimo copre un periodo che va dal 1970 alla primavera del 2016.
I giornalisti hanno incrociato un gran numero di documenti, incluse le copie di alcuni passaporti. Circa due anni fa, un informatore aveva già venduto alle autorità tedesche alcuni documenti interni di Mossack Fonseca, ma in quel caso l’insieme di dati era molto più vecchio e più limitato per poter dare luogo ad un inchiesta giudiziaria. Pur facendo riferimento ad alcune centinaia di società off-shore, i Panama Papers  forniscono dati su di un complesso di 214.000 aziende. L’anno scorso, nell’immediatezza dall’acquisto dei dati, la polizia tedesca ha cercato le residenze e gli uffici di circa 100 persone fisiche. La Commerzbank è stata anche perquisita. In conseguenza dei rapporti d’affari intrattenuti con Mossack Fonseca, a seguito di una transazione con il governo tedesco Commerzbank, HSH Nordbank, e Hypovereinsbank hanno accettato di pagare, ciascuna di loro, una multa di circa 20 milioni di euro.
Da allora, altri paesi hanno acquisito documenti dalla prima tranche di carteggi interni trafugati, quella più piccola, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Islanda.
I dati trafugati sono strutturati nel modo seguente: Mossack Fonseca ha creato una cartella per ogni shell costituita. Ogni cartella contiene le e-mail, i contratti, le trascrizioni e le scansioni dei documenti originali.
In alcuni casi si tratta di diverse migliaia di pagine di documentazione.
In primo luogo, i dati hanno dovuto essere indicizzati in modo sistematico per consentire ai giornalisti di potersi orientare attraverso questo mare di informazioni. A tal fine, la Süddeutsche Zeitung ha impiegato Nuix, lo stesso programma utilizzato dagli investigatori internazionali; di seguito Süddeutsche Zeitung e ICIJ hanno caricato milioni di documenti utilizzando computer ad elevate prestazioni. Per trasformare i dati in file facili da leggere e da cercare attraverso pc, è stato applicato il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR). Questo processo ha trasformato ad esempio i documenti di identità ed i contratti digitalizzati  in testi rintracciabili attraverso opportune chiavi di ricerca. Questo è stato un passaggio importante, poiché ha permesso ai giornalisti di spulciare una grande porzione di documenti utilizzando un semplice motore di ricerca simile a Google.
I giornalisti hanno compilato, tra le tante, le liste di importanti politici, criminali internazionali ed atleti professionisti. Tale elaborazione digitale ha reso possibile impostare la ricerca in base ai nomi presenti su queste liste. La lista “lo scandalo delle donazioni al partito” conteneva, ad esempio, 130 nomi, mentre l’elenco delle sanzioni delle Nazioni Unite ne contenava più di 600. In pochi minuti il potente algoritmo di ricerca confronta le liste con 11,5 milioni di documenti.
Tra i nomi dei politici di primo piano presenti nelle liste troviamo il primo ministro islandese Sigmundur Davio Gunnlaugsson, il presidente argentino Mauricio Macri, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko, il re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz bin Abdulrahman al-Saud, l’ex primo ministro iracheno Ayad Allawi, l’ex primo ministro della Georgia Bidzina Ivanishvili, l’ex primo ministro della Giordania Ali Abu al-Ragheb, l’ex primo ministro del Qatar Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, l’ex presidente sudanese Ahmad Ali al-Mirghani, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Khalifa bin Zayed bin Sultan al-Nahyan e l’ex primo ministro dell’Ucraina Pavlo Lazarenko.

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