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Nel processo in corso al sodalizio criminale guidato da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, il controesame del maresciallo del Ros Roberta Cipolla ha permesso di mettere in luce alcuni interrogativi ai quali sembra difficile poter trovare una risposta.
In particolare e’ interessante notare come l’incontro tra l’ex membro della direzione commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere e Carminati, di cui si darà conto più avanti, sia avvenuto senza precedenti richieste di abboccamento. Stessa cosa è avvenuta per i due incontri documentati dal Ros tra Gennaro Mokbel e Carminati, uno a casa di Mokbel e l’altro presso il distributore di Roberto Lacopo sito in corso Francia.
L’avvocato Giulio Vasaturo, parte civile per l’associazione Libera, domanda al maresciallo Cipolla se, durante le attività di intercettazione e in quelle di OCP svolte dal Ros, siano emersi dei contatti tra Carminati e figure di vertice di Finmeccanica.
Il maresciallo risponde che è stato accertato un incontro avvenuto presso il distributore ENI di corso Francia, con Paolo Pozzessere, ex membro della direzione commerciale di Finmeccanica. Dal corso della conversazione e’ sembrato che i due si conoscessero da tempo, pur trattandosi della prima ed unica conversazione tra i due. Nella discussione sottoposta ad intercettazione ambientale, i due prima parlano della costruzione, in corso all’EUR, del centro “La Nuvola” di Fuxas, commentando l’investimento sbagliato ed i soldi sperperati. Mentre, a proposito di Lorenzo Cola, Carminati dice: “E’ ridicola, è ridicola questa cosa, soltanto che sto sui coglioni a Ielo perché, a torto o a ragione che cosa pensa, che alcuni di Finmeccanica e alcuni dei funzionari della pubblica amministrazione, non se la sono cantata perché c’ero di mezzo io. Peraltro questa cosa, come tutte le cose mie, poi viene ingigantita, capito? E’ chiaro che se io ho presentato, per dire, a Cola qualcuno, è normale che Cola non parli delle deleghe, è così […] anche perché, tra le altre cose, tutte le […] sue non le hanno fatte neanche […] a svilupparsi dal punto di vista economico, quindi, di fatto, non c’è niente, capito? E quindi io, per questo lo dico, poi loro dicono, no dietro, la solita cazzata, grande fratello. E vabbè, tutte ste minchiate, minchiate. Ma è come…no è de più, perché loro lo sanno che ci conosciamo da trent’anni, cioè, proprio, tanto è vero che mi dicono: come mai solo a te? […] cittadino? Se pensi male, vanno a guardà le carte. Se qualcuno […] abbiamo fatto rapine, eravamo ragazzini, c’hanno preso, ormai, capito? Io con Riccardo (Mancini) ho pigliato pure le sveje, c’ho, e non è che Riccardo, è un grassone, pezzo di merda, abbiamo… fanculo, capito la storia? Però mi dispiace, perché lui ha passato qualche guaio per cose molto serie. Lui, lui, no. Lui prima aveva contatti con persone molto giovani, inizialmente, e forse li […] una cosa, una cosa al di fuori del normale. Dopo, dopo, si no, no, ma per carità. Mo dice che c’hanno un’altra gola profonda li dentro, qualcuno che sta pensando di fare dichiarazioni. Si, non so chi, da dove viene, non so come, boh. No, no, qualcuno di Finmeccanica, non vanno secchi, capito? no, è di Roma, Cesa. Non c’è a Napoli, si deve difendere da tante cose, magari ci sono pure delle dichiarazioni di Napoli, che poi quando viene a Roma, Napoli ti perseguita, Napoli è come..come […] mentre Ielo è una persona perbene, sostanzialmente. Parliamoci chiaro, che un magistrato voglia fare chiarezza sulle cose, è chiaro, è il lavoro suo, no? Cioè, e poi ti dico, alla fine poi lui si accanisce, ma però è relativo, è? Poi, se lui ti dice una cosa…”
Pozzessere: “Hanno prolungato ancora il termine”
Carminati: “Ah, ti so arrivate indagini? Vabbè, ma quand’è così, lascia perde, vattene”.
Pozzessere: “Ma si, Brasile. Ma che cazzo c’entro io con il Brasile, ma dico, allora, ma noi con Fincantieri in Cina”.
Carminati: “[…] indagine forse è meglio, perché alla fine, se non si è arrivati ad una cosa, non è che puoi pensare che prorogando l’indagine ci arrivi… Questa è una cosa che non va bene, solo in Italia è così. Fate i processi, chiudete, perché questa è una grande azienda italiana, mannaggia alla puttana. Cioè, ENI e Finmeccanica fanno il 30% del PIL, è anche grazie a loro, è, se le cose si stanno riducendo così. […] No, ma sarebbe meglio che ci andasse Guarguaglini, allora, eh, però, almeno quello sa, voglio di, dal punto di vista tecnico un po’ meno. Panza è un contabile, eh, cioè, stai a parlà di un contabile. Non puoi mette a Finmeccanica un contabile, eh”.
Pozzessere: ” …finta di non conoscere Cola, questo m’hanno detto”.
Carminati: “Ma tutti fanno finta di non conoscere Cola”.
Pozzessere: “Io no, come faccio.”
Carminati: “Cola, Cola entrava coi piedi a da i calci alle porte, la, ma li lo scontro di potere è stato assolutamente..Questa cosa nasce perché Cola era l’antagonista di Borgogni (Lorenzo), la dentro no, e si facevano i dispetti l’uno con l’altro. Si, cioè, i dispetti: si soffiavano le commesse, la cosa la vedevano tutti. Si, soltanto che Borgogni è stato più paraculo di Cola, perché Cola loro si sono messi in contrasto, invece di mettersi d’accordo, idioti. Che cosa è successo, che poi le aziende che facevano capo a Cola, le hanno sdraiate tutte, mentre invece quelle che facevano capo a Borgogni col cazzo che le hanno toccate. Come quelle per il ricorso, li”.
Pozzessere: “Ecco però”.
Carminati: “ecco, pagare la vacanza, è una grande azienda, eh”. […]
Carminati: “Be, guarda, su Riccaro ti posso dire, se è implicato su questa cosa qua…”
Pozzessere: “No, ma a me non me ne frega un cazzo”.
Carminati: “No, no, a parlà di un amico mio, sulla cosa, sulla cosa che..perchè lui passa..tante cose è passato molto per l’indole che è. Riccardo, dove veramente ha fatto i danni, veramente ha fatto i danni, è per questi assegni, che lui ha millantato. Poi si è fatto dare i soldi da lui, spiccicando il si di Alemanno (Gianni). Ma parlando di..io non parlo di..quattro di ..di pizza e fichi. Sto […] succede a Roma. Poi quando je lo anticipi, però, si è fatto da proprio degli anticipi, cioè, tu fai proprio il sola della situazione. Dammi tre piotte. Alle stesse, alle stesse cose tu … un guaio per chiedere le cose”.
Pozzessere: “Ma, quello è già uscito?”.
Carminati: “No, no, quello è una cazzata. Quello che il guaio è i vecchi amministratori, proprio. Poi Riccardo farà caciara, ma manco per niente. Perché Riccardo, col fatto che lui risultava il…lo spicciafaccende di Alemanno, per quello che doveva parlare con i costruttori, io che lo dico a fa, io ti cago in faccia. Però, guarda, è cascato sulla cosa dove probabilmente, veramente, il suo ruolo è molto marginale. Credimi, sulla cosa mia”.


 

Bustoni & protezioni
Sempre riguardo alla posizione di Cola, c’è un tratto della conversazione ambientale registrata nello studio dell’Avvocato Pierpaolo Dell’Anno, tra Carminati e l’avvocato Domenico Leto, che l’avvocato Vasaturo chiede al teste di ricordare all’aula: “Quell’operazione Digint era vera, eh, non era un’operazione. Anzi, loro li prendevano, forse l’unica azienda Finmeccanica s’erano comprati che era, in cui Finmeccanica era, era maggio, era minoranza. Cioè, tu compravi un’azienda Finmeccanca, in cui Finmeccanica era al 49% e tu avevi il 51%. Il che voleva dire che se tu pompavi, Cola avrebbe pompato la, la società e quando Finmeccanica vedeva che questa, che ne so, fatturava sui 50-60 milioni l’anno, Finmeccanica l’avrebbe comprata. Praticamente Finmeccanica, pur di tenere il 40%, Finmeccanica che ti dava 20 milioni, e poi tu avevi il 40% di un società partecipa da Finmeccanica. Dovevi lavorà per forza, se Finmeccanica aveva i 60%..è la il guadagno, l’operazione di Iannilli (Marco) e Cola non era peregrina, soltanto che ci voleva il tempo suo […] Cola è un genio, è un infame ma è un genio. Ed era il vero padrone di Finmeccanica”. Vasaturo chiede la teste di leggere alla corte l’intercettazione nella quale Buzzi racconta quanto riferitogli da Carminati, in merito alla vicenda della corruzione di Finmeccanica.
Il maresciallo Cipolla fa riferimento all’intercettazione del 28 marzo 2014, nel corso della quale Buzzi si racconta che Massimo gli aveva riferito di avere portato, a tutti, ma proprio a tutti, intendendo tutti i partiti di tutti gli schieramenti, i soldi per conto di Finmeccanica. Nella sede di via Pomona sono presenti, oltre a Buzzi, la Garrone, Caldarelli, Di Ninno e la Bugitti. Nel corso della conversazione Buzzi riferisce:
Buzzi:”Ma lo sai che mi dice Massimo, lo sai perché Massimo è intoccabile, perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica; bustoni di soldi, a tutti li ha portati Massimo. Non mi dice i nomi, perché non me li dice. Tutti, Finmeccancia. Ecco perché, ogni tanto adesso, quattro milioni dentro le buste. Quattro milioni. Alla fine, mi ha detto Massimo, è sicuro che li ho portati ha tutti, tutti, pure a Rifondazione”.
Vasaturo chiede infine al teste di riferire in merito alla posizione di Carminati, per quel che riguarda la villa di Sacrofano. Il maresciallo Cipolla fa riferimento all’intercettazione ambientale del 13 ottobre 2013 all’interno del veicolo di Buzzi con Buzzi, la moglie, Vito Marchetto e la di lui moglie.
Garrone: “E’ sequestrata”.
Buzzi: “E’ de Iannilli”.
Garrone: “Va be, de Iannilli per pro forma. Di fatto è di Massimo”.
Buzzi: “No, è di Iannilli, si, de Massimo, ma Massimo ce sta da cinque anni. Però è di Iannilli. Iannilli c’ha un contenzioso col fisco, e siccome è stato inquisito per fatture false..”


 

Un’opera buona
C’è poi il riesame dell’avvocato Intrieri per Guaranì, il quale contesta un’informativa del reparto Anticrimine di Roma, in relazione all’ingresso di Giuseppe Ietto nelle indagine, risalente al 2012.
Mentre invece Guaranì (Carlo), vicepresidente della 29 giugno, sarebbe entrato nell’inchiesta solo nel 2014.
Nel 2013 la posizione di Ietto riguarda la fornitura di servizi alimentari per alcuni centri di accoglienza, in particolare Anguillra, via del Frantoio a Roma e via Silicella. Per quest’ultima il maresciallo chiarisce come il Ros non abbia reperito alcun contratto o fattura afferente al centro di accoglienza di via Silicella.
Dall’informativa risulterebbe che, in relazione all’appalto per l’inserimento di una cucina nella sezione femminile del carcere di Rebibbia, la decisione da parte di Guaranì di valutare l’offerta della Unibar2 di Ietto, sarebbe derivata da un’indicazione dall’alto fornita dal Carminati, essendo lo Ietto uno degli imprenditori che rientrano tra la sua cerchia di amici. Il 28 giugno 2014 Guaranì contatta quindi Ietto per chiedergli di sottoporre alla 29 giugno un preventivo. Nella deposizione il maresciallo Cipolla ha riferito che Guaranì non avrebbe fornito il nome della persona dalla quale avrebbe ricevuto tale indicazione, l’indicazione cioè di contattare lo Ietto. Questo sarebbe, in base alla deposizione precedete del maresciallo, quanto emerso dall’intercettazione su Guaranì. Il maresciallo poi desume, dal successivo incontro avvenuto tra Carminati e Ietto, sempre il 28 giugno 2014, che l’indicazione di contattare lo Ietto fosse provenuta dallo stesso Carminati. Questo sarebbe, secondo il Ros, il senso dell’ambientale tra Carminati e Ietto presso il bar di vigna Stelluti. Ed in particolare ciò sarebbe stato desunto dalla seguente frase pronunciata da Carminati: “C’è l’ingegnere, riferendosi a Ietto, chiamate lui, Salvatore vi da il numero”.
L’avvocato Intrieri legge l’intercettazione del 27 giugno 2014 tra Guaranì e Ietto. Guaranì:” pronto, sono Giuseppe Guaranì, ho visto che in ufficio mi voleva parlare” Ietto: “Si”.
Guaranì: “ma per che cosa?, a, scusa, sei di Unibar”.
Ietto: “si, si”.
G: “A si, scusami, sono Carlo Guaranì, il vicepresidente della 29 Giugno, ascolta. A noi ci servirebbe una consulenza, e mi diceva Salvatore Buzzi, prima, di sentire te, perché, ti spiego, stiamo provando a fare un piano d’impresa a Rebibbia”.
L’avvocato Intrieri contesta le conclusioni del Ros secondo cui sarebbe stato Carminati a sollecitare Guaranì a rivolgersi a Buzzi. Dall’intercettazione suddetta, a suo dire, emergerebbero due fatti: il primo è che Guaranì e Ietto non si conoscevano, ed il secondo è che sarebbe stato Buzzi e non Carminati a sollecitare Guaranì affinché questo chiamasse Ietto.
In merito alla posizione di Giuseppe Ietto, detto Francesco, il suo difensore, avvocato Filippo Dinacci dichiara che i contratti afferenti al servizio di ristorazione all’interno delle sedi RAI, la loro stipula risale al 2002, vale a dire in epoca antecedente rispetto alle questioni che riguardano il processo in corso.


 

Terra Ferma, Vigneto, Roma Est e Coop ABC
Terraferma, il Vigneto e Roma Est sono i centri di accoglienza e le comunità che gravitavano attorno alla cooperativa Eriches, e coni quali Ietto stipulò dei contratti; poco prima dell’arresto di Ietto risulta stipulato un altro contratto con la cooperativa ABC. Il maresciallo Cipolla risponde che le strutture affidate in gestione a Ietto sono 5 comunità in via del Frantoio (per Terra Ferma e Vigneto il Ros ha individuato i contratti); sono poi state acquisite fatture per la fornitura di pasti presso la comunità Salem, gli ospiti temporanei del Frantoio, e Coop ABC, tutte strutture site in via del Frantoio.
A questi si aggiunge poi il contratto periil centro di accoglienza Roma Est ed infine al contratto tra la Coop ABC e la Unibar 2 per il centro di accoglienza di via Tor Cervara. Per quanto riguarda invece il centro di accoglienza di Anguillare, le fatture trovate riguardavano Unibar e Unibar2, rapporto chiuso nel 2013. I contratti che sono stati ritrovati dal Ros riguardano: Terra Ferma, Vigneto, Roma Est e Coop ABC che però non parte. Nell’ intercettazione del 29 giugno 2014 tra Guaranì e Ietto, si fa riferimento, oltre che alla gara per l’ installazione di una mensa presso la sezione femminile del carcere di Rebibbia, anche ai tempi di realizzazione relativi al centro rifugiati CARA di Castelnuovo di Porto.
In un’intercettazione ambientale del 3 marzo 2014 tratta all’interno dell’auto di Ietto, questo, parlando alla moglie dice: “lui vuole il 20%”; l’avvocato di Ietto chiede al maresciallo Cipolla se il Ros abbai svolto indagini per identificare chi fosse questo lui; il maresciallo Cipolla risponde che nell’ultima deposizione ha fatto riferimento ad una serie di conversazioni dalle quali emerge come il “Lui” potrebbe  essere Carminati. L’avvocato di Ietto fa menzione di un contratto concluso a distanza di tre mesi dall’intercettazione in oggetto, tra la Unibar2, e la società amministrata da Giuseppe Basso: Distretto del Cinema e dell’Entarteinment srl, o CINEDISTRICT, contratto che al punto sette prevede che il gestore, ossia la Unibar2, riconoscerà una royalty del 20% degli incassi.
L’avvocato di Ietto fa riferimento ad un’intercettazione nel corso della quale si fa riferimento ad un prestito in denaro erogato allo Ietto da Carminati; l’avvocato chiede se oltre a questa telefonata vi siano altre emergenze dalle quali sia stato possibile conoscere l’entità e le modalità di tale prestito. Il maresciallo Cipolla risponde di no, e nemmeno se si riferisce ad un prestito legato all’attività lavorativa o ad un prestito di tipo personale. In relazione poi alla mensa da realizzare presso la sezione femminile di Rebibbia l’avvocato di Ietto chiede se il Ros abbia accertato un tornaconto in termini monetari dalla realizzazione dell’attività, il maresciallo risponde come sia lo stesso Carminati a definirla “un’opera buona”.


 

L’affare dell’Olgiata
Con riferimento a tutte le conversazioni relative al cd “affare dell’Olgiata”, vale a dire  all’apertura di un’attività di ristorazione all’interno dell’Olgiata, l’avvocato di Ietto chiede al maresciallo se le risulti che siano stati conclusi affari tra Giuseppe Ietto e non solo Massimo Carminati, ma con taluno dei coimputati di questo procedimento nell’ambito del Punto Verde Olgiata (aperto dal Comune); il maresciallo risponde di avere già riferito nella sua prima deposizione che non erano stati individuati elementi per poter dire che fine avesse fatto l’affare prospettato. L’avvocato allora chiede a Cipolla se le risulti che lo Ietto abbia poi preso in gestione un bar, autonomamente, all’interno dell’Olgiata; Il maresciallo risponde di si, ma non ricorda il nome della società; l’avvocato allora la informa che lo Ietto ha costituito una società, la 20.12; l’avvocato poi afferma che il maresciallo Cipolla ha fatto riferimento ad una telefonata, del 2013, con riferimento alla quale ha dichiarato che Carminati, nel corso della conversazione, disse allo Ietto: vengo anch’io a fare le trattative, perché erano interessati ad acquisire quello che poi non si realizzò, “mica ci vai con un prete”. L’avvocato intende chiarire che nel corso della conversazione in questione non è proprio quella la frase pronunciata da Carminati: “Non è che ce vai te a falla, a parlà col prete”. L’avvocato di Ietto chiede poi al maresciallo se le risultache Carminati si sia recato con lo Ietto a intavolare una trattativa; il maresciallo risponde che il Ros non aveva elementi che confermassero la circostanza; l’avvocato le chiede allora se è in grado di riferire, se il Ros lo ha accertato, chi fossero gli interlocutori con i quali si sarebbe dovuta intavolare questa trattativa, con riferimento agli affari dell’Olgiata?, il maresciallo risponde che l’identità esatta degli interlocutori non era specificata, in quanto non era stata rilevata nel corso di nessuna intercettazione. L’avvocato chiede se si trattasse di parenti dello Ietto, ed il maresciallo risponde che i titolari del 20.12 erano alcuni parenti di Ietto. L’avvocato chiede se il Ros abbia avuto modo di indagare sui rapporti intercorsi tra lo Ietto ed i parenti in questione, il maresciallo risponde che non interessava al Ros indagare il genere di rapporti che intercorrevano tra lo Ietto ed i di lui parenti.
L’avvocato dice al Presidente della Corte di voler rivolgere al teste Cipolla la domanda sulla costituzione della società 21.12, una società che Ietto costituì proprio per acquisire la gestione del Bar in maniera autonoma. L’avvocato chiede al maresciallo se le risulta che Ietto costituì la società 20.12 e che con tale società concluse autonomamente con un’altra società, la Olgiata 20.12 un contratto? Il maresciallo risponde che sapeva che lo Ietto aveva acquisito un’attività di ristorazione che svolgeva all’interno dell’Olgiata autonomamente, ma tale argomento non era stato approfondito, in quanto non vi erano elementi di interesse investigativo, poiché non vi era il coinvolgimento di altri coimputati.


 

Quel treno per Ietto
Altro tema affrontato è stato quello della sostituzione dei pneumatici, avvenuta presso il distributore di Lacopo Roberto, sito in corso Francia, sarebbe uno dei servizi offerti dall’associazione a Giuseppe Ietto. L’avvocato chiede al maresciallo se abbia avuto conferma che questi pneumatici siano stati acquistati dallo Ietto. Il maresciallo risponde che non era stata emessa fattura, come si evince anche dall’intercettazione, visto il prezzo di favore effettuato. Non vi sono, da parte del Ros, ulteriori accertamenti riguardo il pagamento di 1.300 euro, come affermato da Carminati nell’intercettazione. L’avvocato chiede al maresciallo se il Ros abbia svolto una ricerca di mercato per verificare se il prezzo di 1.300 euro per 4 pneumatici di un mercedes ML sia un prezzo congruo.
Il maresciallo risponde di si, attraverso internet. Il prezzo varia dai 200 ai 400, a seconda della marca e del servizio. Con riferimento a quest’episodio, afferma l’avvocato, il maresciallo ha fatto riferimento ad una conversazione tra Carminati e Ietto, che però si ferma ad un certo punto; dalla conversazione emergerebbe comunque come lo Ietto abbia esplicitamente richiesto una fattura, e che  quindi avesse intenzione di pagare. Il maresciallo risponde come lo Ietto avesse richiesto una fattura. L’avvocato chiede al maresciallo se le risulti una fattura della BMW Service per revisione generale e cambio pneumatici, per un importo di 3.200 euro, parziale 1.00 euro per la sostituzione di 4 pneumatici per il mercedes ML dell’ing. Ietto. Il maresciallo risponde di no. (cm)

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