ORWELL 1984

Capire che cosa ci sia in gioco nella battaglia tra Apple e l’F.B.I. riguardo alla richiesta dell’agenzia federale di “craccare” lo smartphone di un terrorista, permette di predire il futuro della tecnologia.

Per tale motivo rappresenta una questione determinante. La tecnologia digitale cresce sempre più affamata di informazioni personali, e noi utenti soddisfiamo quasi sempre le sue richieste. Gli smartphone di oggi contengono numerosi nostri dati personali – la corrispondenza, le foto, la nostra posizione, la nostra dignità.

Ma i dispositivi di domani, molti dei quali sono già in circolazione anche se con modelli non ancora evoluti, ne conterranno ancora di più.

Pensiamo a tutte le tecnologie di cui crediamo di avere bisogno, non solo telefoni più efficienti e utili, ma anche auto che si guidano da sole, assistenti intelligenti che possiamo controllare attraverso la voce o elettrodomestici che è possibile monitorare e gestire da remoto. Molte di queste innovazioni avranno telecamere, microfoni e sensori in grado di registrare un numero maggiore di dati, oltre ad un sempre più sofisticato sistema capace di raccoglierli ed interpretarli. Dispositivi di uso quotidiano saranno in grado di registrare ed analizzare ogni nostra espressione ed azione.

Quanto detto spiega il motivo per cui le aziende che producono tecnologia dovrebbero temere le ripercussioni del caso Apple. Le forze dell’ordine ed i loro sostenitori affermano che, quando si dispone di un ordinanza di tribunale valida, la polizia non possa mai essere bloccata da un qualsiasi dispositivo che si ritiene possa essere importante per un’indagine.

Ma se la Apple è costretta a compromettere la propria sicurezza per entrare in un telefono cellulare, dopo aver promesso ai suoi clienti che esso era inviolabile, il mito della presunta sicurezza del futuro inizia ad incrinarsi. Se ogni dispositivo è in grado di monitorarci, e se le forze dell’ordine con un ordinanza di tribunale possono accedere a qualsiasi nostro dispositivo, sarà mai possibile avere una conversazione veramente privata? Stiamo costruendo un mondo nel quale non ci sarà più spazio per i segreti?

“Questo non può essere un caso isolato”, ha detto Neil Richards, docente alla Washington University School of Law. “Esso ha a che fare con il nostro futuro.”

Mr. Richards è l’autore di “Intellectual Privacy“, un libro che prende in esame i pericoli di una società in cui la tecnologia e la legge cospirano per eliminare la possibilità di pensare senza il timore di essere sorvegliati. Egli sostiene come la creatività intellettuale dipenda da una misura di base di privacy, e che la privacy viene limitata dalle telecamere, dai microfoni e dai sensori, dei quali tutti noi volontariamente ci circondiamo.

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Se abbiamo a cuore la libertà di espressione, dobbiamo interessarci ai modi attraverso cui arriviamo, in primo luogo, ad esprimere concetti di un certo spessore” ha affermato Richards.

E se siamo costantemente monitorati, osservati, registrati, saremo sempre più riluttanti ad esprimere idee controverse, eccentriche, strane,” devianti “- e la maggior parte delle idee che ci stanno a cuore erano, un tempo, quelle più controverse.

Mr. Richards potrebbe sembrare un allarmista, soprattutto a coloro che credono che le motivazioni dell’F.B.I. nel richiedere alla Apple di “craccare” un suo cellulare siano limitate ad una singola circostanza eccezionale.

“Il caso giuridico specifico è in realtà abbastanza delicato,” ha scritto domenica scorsa in un post sul suo blog James B. Comey Jr., il direttore del F.B.I. : “Vogliamo semplicemente avere la possibilità, attraverso un mandato di perquisizione, di cercare di indovinare la password del terrorista senza che i dati contenuti nel suo IPhone possano cancellarsi e senza lasciar passare un decennio. Questo è tutto.”

Ma i sostenitori delle libertà civili affermano che avrebbero creduto più convintamente alle rassicurazioni di Mr. Comey se non ci fosse una lunga storia di precedenti legali nei quali il governo si sia basato sulla vecchia tecnologia per decidere come gestire le tecnologie più recenti. La normativa sulle intercettazioni telefoniche analogiche è stata scritta dai Tribunali nel 1960 e nel 1970; tali norme sono state successivamente applicate come base per la sorveglianza di massa della rete.

In linea di massima si ottiene solo una limitata protezione costituzionale per i dati custoditi da terzi, e questo è in gran parte il risultato di una sentenza della Corte Suprema del 1960 – prima che nascessero le  e-mail, i motori di ricerca e i social network“, ha affermato Chris Soghoian, il principale esperto di tecnologia della American Civil Liberties Union.

Mr. Soghoian ha sottolineato come il governo avesse già cercato in passato di trasformare i dispositivi connessi ad Internet, in sistemi di sorveglianza.

In un caso popolare vecchio di oltre un decennio, l’F.B.I. chiese ad una società che aveva realizzato un dispositivo per l’ assistenza stradale di emergenza – simile al OnStar, che utilizza un telefono cellulare per connettersi ad un operatore in caso di emergenza – di registrare di nascosto le conversazioni di privati cittadini all’interno di un auto.

Un tribunale ha condannato la richiesta dell’ F.B.I., ma solo sulla base del fatto che le intercettazioni all’interno dell’abitacolo della vettura avrebbero interferito con il corretto funzionamento del dispositivo di emergenza.

Il tribunale ha lasciato attiva la funzione di sorveglianza fino a quando questa non ha interferito con la funzione primaria del dispositivo“, ha dichiarato Soghoian.

Quindi, fintanto che Amazon Echo può fornire all’utente notizie sulla temperatura, o fintanto che è in grado di fare ascoltare musica,  se ne deduce che il governo possa essere in grado di costringere Amazon a spiarvi.”

Mr. Soghoian si riferiva ad Echo, il digital assistant portatile di Amazon, un dispositivo che ascolta costantemente le conversazioni delle famiglie, per cercare di fornire loro un amichevole aiuto. L’ascolto dell’ Echo si basa su di una parola chiave – “Alexa!” – la quale, non appena viene pronunciata, avvia lo streaming della vostra voce ai server di Amazon, al fine di decifrare la vostra richiesta. Amazon, che ha rifiutato di rilasciare commenti su come il caso di Apple possa influenzare la privacy degli utenti di Echo, ha dichiarato che il suo dispositivo non registra costantemente la voce dell’ utente, e che le registrazioni vocali servono solo al sistema per imparare a capire meglio l’utente stesso.

Ma il caso Apple rischia di minare queste promesse. Se un tribunale può ottenere dalla Apple di craccare un iPhone, potrebbe costringere anche Amazon a cambiare il modello di sicurezza dell’ Echo, in modo da consentirgli di registrare tutto quello che viene detto dal suo utente. Mr. Soghoian ritiene che il caso Apple possa costituire il precedente giuridico.

Ciò di cui abbiamo veramente bisogno affinché l’Internet delle cose non si trasformi in un Internet della sorveglianza, è una sentenza chiara che dica che le società che entrano nelle nostre case e nelle nostre camere da letto non possano essere arruolate dall’FBI per trasformare i loro prodotti in microspie ” ha affermato Mr. Soghoian.

Alcuni lettori possono fornire una semplice soluzione a questo problema: rifiutandosi di adottare quelle tecnologie in grado di spiare. Ad esempio non comprando l’ Echo della Amazon. Oppure decidendo di non installare telecamere in casa. O di non utilizzare un termostato che si connetta ad Internet e sia in grado di monitorare la temperatura di casa anche stando fuori.

Tutti questi argomenti sono pertinenti, ma la tecnologia ha un suo modo di farsi strada nelle nostre vite, senza lasciarci la possibilità di compiere una scelta consapevole.

Gli smartphone ed i personal computer una volta erano più indulgenti; poi, quando abbiamo iniziato ad usarli, sono diventati indispensabili.

L’Internet delle cose seguirà un percorso simile. I datori di lavoro e le compagnie di assicurazione potrebbero chiederci di indossare dispositivi per il controllo del nostro stato di salute. Potrebbe diventare impossibile trovare dove abbiamo parcheggiato la nostra auto, senza l’ausilio di telecamere o di sensori. Ogni frigorifero verrà prodotto con telecamere interne, che ci piaccia o no.

Da un punto di vista storico, stiamo entrando in una nuova era“, ha affermato Jennifer Granick, direttore delle libertà civili presso lo Stanford Center for Internet and Society. Non molto tempo fa, vivevamo in un mondo in cui la sorveglianza era difficile.

In passato, io e te  avremmo conversato di persona. Senza essere registrati; nessuno avrebbe ascoltato quello che si saremmo detti. Ho scritto delle cose su un foglio di carta; l’ho bruciato nel mio camino. L’ho distrutto per sempre.

Ma in assenza di alcuna forma di protezione tecnica e giuridica, la tecnologia sta capovolgendo questi dati di fatto.

Ora abbiamo un mondo governato dal controllo“, ha affermato la signora Granick.

Costa poco ed è facile. Ma, arrivati a questo punto, la domanda che la società dovrebbe porsi è:  è ciò che realmente vogliamo ?

http://www.nytimes.com/2016/02/25/technology/personaltech/the-apple-case-will-grope-its-way-into-your-future.html

http://stanford.edu/~jmayer/law696/week8/The%20Company%20Case.pdf

trad cm

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