MAREROS

 

Il Federal Bureau of Investigation (FBI) definisce col termine crimine organizzato, qualsiasi gruppo che disponga di una qualche forma di struttura formale, ed il cui obiettivo principale sia quello di accumulare ricchezza attraverso attività illegali.

Le organizzazioni dedite a tali attività riescono a mantenere il loro potere attraverso l’uso concreto o minacciato della violenza, la corruzione di pubblici ufficiali, l’infiltrazione e l’estorsione,  esercitando in tal modo un’influenza significativa sulla popolazione residente nella stessa città, regione o paese.

Le tendenze più recenti relative alle attività criminali evidenziano una costante crescita dei crimini perpetrati attraverso la rete; secondo uno studio effettuato nel 2013 da Javelin Strategy and Research, ammonterebbero a 20 miliardi di dollari i fondi sottratti illegalmente agli americani attraverso il furto via internet della loro identità.

Tuttavia, la maggior parte di tale somma sarebbe in realtà assorbita dai sistemi messi in campo per impedire tale furto, e dunque l’ammontare effettivo dei fondi che finirebbe nelle mani dei ladri telematici sarebbe molto più basso.

Ma nonostante la crescita dei nuovi sistemi di arricchimento, la maggior parte dei proventi delle organizzazioni criminali provengono da attività criminali tradizionali, in primo luogo dal commercio di stupefacenti.

In base ad una stima effettuata dall’UNODOC, l’agenzia ONU che si occupa delle politiche sulle droghe, il totale dei ricavi derivanti dalla vendita nel continente americano delle varie sostanze stupefacenti ammonterebbe a 150 miliardi di dollari, pari allo 0,5% del PIL prodotto. L’America del Nord, con 34 miliardi annui derivanti dalla vendita negli Stati Uniti della sola cocaina, sarebbe la principale artefice di questi ricavi. Il ricavo complessivo della vendita della cocaina nel mondo ammonterebbe a 85 miliardi di dollari.

Oltre al commercio della droga, un peso economico notevole lo svolgono altre attività illecite quali il racket, la prostituzione, il gioco d’azzardo, la distrazione di fondi pubblici, il traffico di sigarette e quello di immigrati.

Sebbene si sforzino di nascondere i proventi delle loro attività illecite, nel 2014 la rivista Fortune ha stilato una classifica dei principali sindacati criminali sulla base del loro fatturato annuo, specificando anche le loro principali fonti di reddito.

Al primo posto troviamo la mafia russa, Solntsevskaya Bratva, con un fatturato annuo stimato in 8.5 miliardi di dollari. A differenza delle principali organizzazioni criminali, la mafia russa è composta da almeno 10 gruppi che operano in modo più o meno indipendente l’uno dall’altro; tuttavia i proventi delle attività illecite vengono gestiti in comune da un organo collegiale composto da 12 persone, le quali si incontrano regolarmente in diverse località del mondo. Complessivamente l’organizzazione conterebbe su non meno di 9 mila affiliati, e le principali attività illecite sarebbero il traffico di droga e quello di esseri umani. La principale droga commerciata è l’eroina coltivata in Afghanistan; secondo le stime dell’UNODOC, il 12% dei russi farebbe uso di eroina, mentre nel resto del mondo il consumo di tale droga riguarderebbe lo 0,5% della popolazione.

Fino al 2007 il numero di affiliati alla mafia russa non superava le 300 mila unità, mentre i gruppi attivi erano 450.

Il dato essenziale che emerge è il legame tra i nuovi vertici delle organizzazioni mafiose ed il vecchio establishment sovietico, come dimostra l’arresto dell’ex sindaco di Vladivostok ed imprenditore nel settore alimentare, Vladimir Nikolayevs.

Altro elemento distintivo è rappresentato dall’estrema ferocia e violenza da parte dei membri dell’organizzazione, i quali non hanno esitato in passato ad eliminare anche personaggi di rilievo nella società, come giornalisti, banchieri ed uomini politici. Con un peso stimato sull’economia pari al 40% del PIL, grazie al riciclaggio dei proventi illeciti nell’economia legale attraverso l’acquisto di industrie chimiche, porti e banche, la mafia russa dispone di una vasta tipologia di strumenti di pressione. Oltre i confini natali la Solntsevskaya Bratva ha creato importanti basi di attività in Israele ed a New York, nei pressi della spiaggia di Brighton.

La seconda organizzazione criminale in termini di entrate annuali è la giapponese Yamaguchi Gumi. Con un numero di affiliati pari a 39 mila, circa la metà dei mafiosi giapponesi, ed un quartier generale situato a Kobe, Yamaguchi è il più numeroso sindacato criminale del sol levante, dove il termine organizzazione criminale viene tradotto col termine Yazuka. Il boss della Yamaguchi Gumi è Kenichi Shinoda, che gestisce dal carcere il patrimonio del sindacato criminale di cui è a capo.

A differenza delle altre organizzazioni criminali che fanno della segretezza il loro tratto distintivo, la Yazuka è il sindacato criminale più aperto e trasparente al mondo. I suoi tratti distintivi sono la pubblicità e lo stile di vita. Le Yazuka hanno una sede ufficiale e uffici per i loro dirigenti, con tanto di targhetta sulla porta. E poi ancora abiti vistosi, tatuaggi sul corpo raffiguranti tigri, e dita mozzate, segno della punizione per una mancanza verso l’organizzazione. Il tutto condito con un’apparenza fatta di elementi totalmente estranei alla violenza, la quale rimane sempre, rigorosamente, dietro le quinte. Secondo l’ex capo della polizia giapponese, Hiromitsu Suganuma, Yamaguchi Gumi sarebbe l’organizzazione criminale in grado di ottenere i ricavi più elevati dalla vendita della droga. Le altre due principali fonti di guadagno sarebbero rappresentate dal gioco d’azzardo e dalle estorsioni. Oltre a queste vi sarebbe anche l’attività di risoluzione delle controversie. La mafia giapponese è una delle più antiche nella storia del crimine organizzato, e a differenza delle Triadi Cinesi, nelle quali la centralità dell’organizzazione è garantita attraverso vincoli parentali, nella Yazuka il centralismo si struttura attraverso rigide gerarchie, le quali prendono origine dalla fase di affiliazione all’organizzazione. Il centralismo della struttura ha in questo caso agevolato la stima del giro di affari annuale dell’ organizzazione.

Al terzo posto troviamo la Camorra, con un fatturato annuo di 4.9 miliardi di dollari.

Mentre l’organizzazione di Cosa nostra negli Stati Uniti è stata profondamente indebolita a seguito dell’attività repressiva esercitata dal governo federale, la testa dell’organizzazione, storicamente insediata in Italia, continua ad esercitare tutta la sua forza criminale. Secondo uno studio realizzato congiuntamente nel 2013 dall’Università Cattolica e dal Joint Research Center on Transnational Crime, il fatturato annuale delle quattro principali organizzazioni mafiose italiane ammonterebbe a 33 miliardi di dollari.

Di questi, la quota più ricca proverrebbe appunto dalla camorra che, con 4,9 miliardi di dollari di fatturato annuo, sottolinea il suo ruolo ed il peso reale dell’ organizzazione nell’economia nazionale.

Le principali attività criminali esercitate da tale organizzazione sarebbero il traffico di sigarette, quello di armi, il commercio di droga, lo sfruttamento della prostituzione, la contraffazione, il gioco d’azzardo, l’usura e l’estorsione. La storia della camorra risale al 19 esimo secolo, e si contraddistingue per essere stata inizialmente un sindacato criminale nato all’interno delle carceri. Al di fuori delle mura penitenziarie l’organizzazione criminale si affaccia per la prima volta al mondo esterno offrendo servizi di protezione dalla criminalità.

Al quarto posto troviamo la ‘Ndrangheta, con un fatturato annuo pari a 4,5 miliardi di euro. Nata in Calabria, la ‘ndrangheta rappresenta attualmente la principale organizzazione criminale in Italia e la terza nel mondo. Sebbene le principali attività criminali svolte siano le stesse della camorra, la singolarità della ‘ndrangheta deriva dai particolari legami instaurati nel tempo con le organizzazioni criminali sudamericane dedite alla produzione ed al traffico della cocaina, in particolare quelle colombiane. Questo le ha permesso di controllare il mercato europeo della cocaina.

Più di recente gli interessi economici di tale sindacato si sono estesi anche al mercato statunitense, rifornendo di cocaina famiglie criminali del calibro dei Gambino e dei Bonanno di New York. Alcune recenti operazioni di polizia hanno permesso infatti di intercettare un organizzazione dedita al traffico di stupefacenti in territorio statunitense, composta da alcune famiglie di ndranghetisti che collaboravano con esponenti della famiglia Gambino.

Al quinto ed ultimo posto troviamo il cartello messicano di Sinaloa, con 3 miliardi di dollari. Quello di Sinaloa è il principale sindacato criminale che opera in Messico, e che svolge una funzione di cerniera tra i produttori di cocaina del Sudamerica, ed il principale mercato di tale sostanza, quello statunitense.

Secondo l’Ufficio della Casa Bianca che si occupa delle politiche relative al consumo di droga, Office of Drug and Control Policy, gli americani spendono ogni anno 100 miliardi di dollari in sostanze stupefacenti. Ora, dato che la quota di mercato del Cartello di Sinaloa sarebbe, in base ad alcune stime, pari al 60%, il suo fatturato annuale ammonterebbe, secondo queste stime, a 3 miliari di dollari; pari a quasi la metà dei 6,5 miliardi di entrate complessive destinate ai cartelli messicani. Gli interessi economici dei cartelli del Golfo e di Sinaloa si estendono ben oltre i confini del Messico, fino ad arrivare, rispettivamente, in Texas e in Arizona. Un terzo cartello, con base a Tijuana, gestisce in quell’area sia il traffico della cocaina che quello delle metanfetamine prodotte in Cina. Anche se i boss dei tre cartelli stanno attualmente scontando pesanti condanne in carcere, le loro organizzazioni continuano ad essere gestite attraverso gregari e parenti. Tra i principali tratti distintivi dei membri dei cartelli messicani, il più singolare è senza dubbio costituito dall’ interesse per la multimedialità: l’uso dei social network come facebook o instagram serve infatti a costruire attorno a loro un’immagine fatta di potenza e di ricchezza. Sono molti i video musicali postati su youtube che ritraggono i principali membri dell’organizzazione, e che puntano ad utilizzare, oltre alle immagini, anche la musica come canale di trasmissione di messaggi. Il capo del cartello di Sinaloa è Joaquin “El Chapo” Guzman, indicato da Forbes come il 701 uomo più ricco al mondo. (cm)

http://fortune.com/2014/09/14/biggest-organized-crime-groups-in-the-world/

https://www.unodc.org/documents/wdr/WDR_2010/1.2_The_global_heroin_market.pdf

https://www.fbi.gov/about-us/investigate/organizedcrime/glossary

http://foreignpolicy.com/2007/05/21/the-list-the-worlds-most-powerful-crime-syndicates/

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