Copia di kololo II

C’è un testimone chiave nell’inchiesta Mondo di Mezzo, le cui rivelazioni hanno consentito agli inquirenti di concentrare la loro attenzione sulla figura principale del sodalizio criminale, Massimo Carminati. Si tratta di Roberto Grilli, skipper 52 enne, arrestato il 26 settembre 2011 in località Alghero. Nella sua imbarcazione, il “Kololo II  battente bandiera francese, vengono rinvenuti 503 chili di coca.

Grilli decide di offrire la sua collaborazione agli inquirenti, chiamando in causa conoscenze e amicizie gravitanti nell’orbita della criminalità romana e degli ambienti della destra eversiva. Malgrado la collaborazione, a Grilli, che continua a vivere a Roma, non è stata riconosciuta la possibilità di entrare in un programma di protezione. Nell’aprile del 2012, nel corso di uno dei tanti interrogatori, Grilli fa per la prima volta il nome di Carminati: una conoscenza fatta attraverso l’amico comune Riccardo Brugia. Tra i vari nomi fatti da Grilli c’è anche quello di Marco Iannilli, commercialista, specializzato in riciclaggio, coinvolto anche nelle inchieste Fastweb – Telecom Italia Sparkle, ed Enav Finmeccanica Digint.


Iannilli e la Arc Trade

Dalle rivelazioni di Grilli e dal fallimento della  Arc Trade srl, facente capo a Iannilli (avvenuto il 19 settembre 2012) i pm Tescaroli, Ielo e Cascini scoprono un giro di tangenti e di fondi neri. I fondi venivano creati attraverso false fatture per operazioni inesistenti. Il fallimento della Arc Trade sarebbe stato fraudolento, essendo derivato dallo svuotamento dalle sue casse, per oltre 12 milioni di euro. Le mazzette sarebbero state pagate all’ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, anche lui con un passato negli ambienti della destra eversiva, per fare ottenere alla Arc Trade appalti dalla Selex Sistemi Integrati del Gruppo Finmeccanica e dall’Enav. E Iannilli è per l’appunto il commercialista di Cola, al quale ha ripulito i proventi della corruzione. Il lavaggio del denaro sporco avveniva attraverso una galassia di società fiduciarie, tra le quali la Smi di San Marino, dove il denaro arrivava tramite spalloni, la Uib Bank delle isole Vanatu e la romana Amphora, tutte facenti capo al conte Enrico Maria Pasquini. A Roma e in Italia Pasquini rappresenta un must per chi intende evadere il fisco, tanto che a ricorrere ai suoi servizi sono personaggi del calibro di Zucchero Fornaciari, Graziano Rossi padre di Valentino, i calciatori Massimo Ambrosini e Christian Abbiati, e l’attrice modella Belen Rodriguez.


Il legame Carminati – Iannilli

Come emerso nell’udienza del 9 gennaio, nel corso della deposizione del maggiore dei ROS Rosario Di Gangi, Marco Iannilli era stato arrestato nel febbraio del 2010 dal ROS, nell’ambito dell’operazione iniziata nel 2006 e denominata “Broker“. In base alle informazioni pervenute al ROS, Iannilli si sarebbe rivolto a Carminati per chiedergli protezione nei confronti di Gennaro Mokbel; quest’ultimo pretendeva dal Iannilli la restituzione della cifra di 9 milioni di euro, investiti nell’affare Digint. Attraverso alcune informative relative al coinvolgimento di Carminati in un’attività di riciclaggio, gli investigatori del ROS comprendono la vera natura del legame che intercorre tra Carminati e Iannilli, quando scoprono che la villa di Sacrofano in cui vive il cecato è intestata allo stesso Iannilli. La villa sarebbe stato il prezzo chiesto da Carminati per proteggere Iannilli. Oltre a Carminati l’informativa del Ros fa riferimento a Gianluca Ius, che nel luglio del 2013 viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della Arc Trade. E proprio sulla società intestata alla compagna di Carminati, Alessia Marini ed ai di lei genitori, Morelli Giacometta e Marini Romano, la AMC Industry, alla quale fa capo anche il negozio di abbigliamento Blue Marlin, oltre che sulla Suiconsulting srl, gli investigatori si concentrano, grazie anche ad una serie di segnalazioni dell’Autorità antiriciclaggio UIF.


Il sistema di riciclaggio

Operante nel ramo pubblicitario, la Suiconsulting srl fa capo a Sebastiano Giallongo, finito anche lui agli arresti sempre per la vicenda Arc Trade; incensurato e ufficialmente responsabile di un’associazione culturale catanese finita sotto sequestro a seguito di un’inchiesta che ha visto coinvolti Matteo Arena e ad altri soggetti legati al clan mafioso catanese dei Santapaola, Giallongo non è l’unico personaggio che si muove attorno alla Suiconsulting; secondo il ROS, titolare di una delega ad operare in nome e per conto della società sarebbe anche Gianluca Ius. Le segnalazioni all’UIF parlano di una serie di bonifici sospetti effettuati sia Suiconsulting che da altre società, delle quali lo Ius avrebbe sempre delega ad operare. In particolare le segnalazioni sarebbero partite dalla filiale di Siracusa del Banco di Sicilia. Altre segnalazioni all’UIF sarebbero giunte da una filiale romana di Banca delle Marche, in ordine ad una serie di bonifici effettuati dalla Arc Trade, società in ordine alla quale sempre lo Ius risultava provvisto di delega, in favore della Suiconsulting.  Le segnalazioni giunte al ROS parlano, inoltre, di un legame tra lo Ius e Carminati in ordine al riciclaggio tramite intestazioni fittizie dei proventi di attività illecite, tra cui l’usura ed attività contro il patrimonio.


La ricostruzione dell’organigramma

Da qui le indagini cominciano a dipanarsi sulla base dei pedinamenti e delle intercettazioni telefoniche ed ambientali. In particolare l’incontro con l’imprenditore Agostino Gaglianone, committente di Salvatore Buzzi e della coop 29 giugno per quanto riguarda i lavori eseguiti nel campo nomadi di Tor de Cenci, risulta decisivo in ordine alla definizione del modus operandi del sodalizio mafioso all’interno delle istituzioni. Dall’intensa attività di indagine gli investigatori scoprono che tra le varie abitudini di Carminati vi è anche quella di incontrarsi ogni mattina con Riccardo Brugia e Roberto Lacopo presso il distributore Agip di Corso Francia, gestito dallo stesso Lacopo.

Mettendo assieme le risultanze delle investigazioni, i carabinieri del ROS riescono a tracciare l’organigramma del sodalizio mafioso, composto da una componente militare, i vari Carminati, Brugia e Matteo Calvio, una imprenditoriale, con Cristiano Guarnera, Agostino Gaglianone e Giuseppe Ietto, ed una politico istituzionale, costituita dai vari Fabrizio Franco Testa e Carlo Pucci. (cm)

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