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La corruzione all’interno di uno stato non ha a che fare solo con lo spreco del denaro dei contribuenti.

La corruzione delle istituzioni e dei pubblici funzionari produce diseguaglianza e sfruttamento, favorendo la concentrazione della ricchezza nelle mani delle élite, alimentando così povertà e diseguaglianze. Secondo diversi esperti del settore l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) misura il livello di corruzione presente nelle istituzioni pubbliche dei diversi paesi.

L’ONG Transparency International calcola i valori del CPI in 168 paesi presi come riferimento; tali valori, che vanno da 100 a 0, mostrano come nessuno di questi sia indenne dal fenomeno, ed anzi come due terzi di loro abbiano ottenuto un valore dell’indice inferiore a 50. Il che, tradotto, significa che la corruzione produce guasti seri nelle rispettive società, oltre che nelle loro economie. Detta in modo ancora più semplificato, oltre sei miliardi di persone vivono in paesi con seri problemi di corruzione.


L’Italia e gli altri paesi

Con un valore del CPI pari a 44 l’Italia si colloca al 61° posto nella classica della corruzione nel settore pubblico. Ciò significa che, rispetto al 2014 in cui il posto in classifica era il 69°, il nostro Paese ha subito un leggero miglioramento, che si traduce nell’incremento di un punto nel valore del CPI, da 43 a 44. Tuttavia rispetto al resto d’Europa l’Italia rimane ancora fanalino di coda. Peggio ha fatto solo la Bulgaria con 41; meglio di noi si sono comportate Grecia e Romania, entrambe 58esime con un CPI pari a 46.

Tra i grandi paesi, la classifica mostra un serio peggioramento da parte del Brasile, dove il recente scandalo Petrobas ha influito non poco sul livello di corruzione percepita; questo ha prodotto una perdita di ben cinque punti percentuali nell’indice, da 43 a 38, facendo precipitare il paese carioca in classifica, dalla 69 esima alla 76esima posizione. Nulla di nuovo per quanto riguarda la Somalia e la Corea del Nord, che si confermano ancora una volta come i Paesi più opachi. Nulla di nuovo neanche per la testa della classifica, dove anche quest’anno la Danimarca, con un punteggio pari a 91, si dimostra il paese campione della trasparenza, seguito da Finlandia con 90, Svezia 89, Nuova Zelanda 88, Olanda e Norvegia 87, e Svizzera 86.


Metodologia impiegata

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) misura il grado di corruzione percepita appunto nel settore pubblico in 168 paesi nel mondo. E’ stato istituito nel 1995, e nel corso di venti anni di rilevazione sia le fonti utilizzate che le metodologie impiegate nel suo calcolo sono state implementate.

L’ultimo significativo cambiamento è del 2012; prima di quell’anno il metodo usato aggregava dati provenienti da diverse fonti.

Attualmente la nuova metodologia mette assieme i dati provenienti sempre da fonti diverse, ma con un filo conduttore: quello di essere riferiti ad uno stesso anno.

Questa permette di effettuare, per ciascun paese, comparazioni del CPI relativo a diversi anni, e stabilire così un trend dell’indice nel corso del tempo.

La metodologia si basa poi su cinque pilastri fondamentali: a) l’autorevolezza e l’affidabilità della raccolta dei dati, i quali devono provenire necessariamente da fonti attendibili; b) i dati sono riferibili alla corruzione nel settore pubblico; c)  la scala utilizzata dalle diverse fonti di dati deve consentire una sufficiente differenziazione dei dati stessi nel calcolo dei livelli di corruzione percepita nei diversi paesi. d) Comparabilità del CPI tra i diversi paesi: dato che l’indice classifica i vari paesi, le fonti di provenienza dei dati devono anch’esse essere legittimamente confrontabili, e non essere specifiche per ogni singolo paese. La fonte deve misurare lo stesso fenomeno in ciascun paese, attraverso una medesima scala. e) I dati devono essere riferiti ad uno stesso anno; il CPI deve permettere di confrontare valori relativi ad anni diversi per uno stesso paese. (cm)

https://www.transparency.it/wp-content/uploads/2016/01/Corruption-Perceptions-Index-2015-report_EMBARGO.pdf

https://www.transparency.it/wp-content/uploads/2016/01/CS_20160127_IndiceCorruzione.pdf

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