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Amministrazione permeata e vischiosa“. Con questa motivazione i giudici del tribunale del Riesame hanno respinto le richieste di revoca delle misure restrittive dei legali degli imputati nel processo per corruzione sui lavori stradali nel Comune di Roma. Niente revoca dei domiciliari per Luigi Martella e Alessio Ferrari, dunque, poiché i pm che conducono l’inchiesta, Stefano Pesci e Alberto Pioletti, dai quali si attende una terza tranche di misure cautelati, temono che i due principali imputati del sistema di corruzione possano inquinare le prove.

Vischioso è l’aggettivo usato dai magistrati per descrivere la disposizione alla corruzione dei funzionari coinvolti nel giro di mazzette, i quali si muovono tranquillamente all’interno della macchina burocratica del comune. Il funzionario di Roma Capitale finito ai domiciliari con i due imprenditori è Ercole Lalli, del dipartimento Sviluppo e infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU), il quale avrebbe fornito loro, in cambio di denaro, notizie riservate relative alle offerte dei concorrenti per la gara di via delle Mura Latine e viale Porta Latina.

Nulla è cambiato all’interno della macchina amministrativa capitolina, che sembrerebbe rimasta cristallizzata all’epoca della prima tranche di arresti per l’inchiesta Mondo di Mezzo. In particolare i magistrati hanno potuto verificare l’estrema spregiudicatezza con la quale si sarebbero mossi i due imprenditori indagati, malgrado gli arresti ancora “caldi” relativi all’altra inchiesta.

L’inchiesta Mondo di Mezzo – scrivono i magistrati del Riesame “aveva posto in luce condotte corruttive” da parte di funzionari dell’amministrazione comunale. Dopo tredici mesi nulla è cambiato.

Permane l’uso da parte di taluni di essi a richiedere mazzette per agevolare lo svolgimento di alcune pratiche. La mazzetta, secondo i magistrati, appare una pratica dalla quale non è possibile prescindere, in un’ amministrazione in cui vince “la callidità nella commissione di certi tipi di delitti“.

Questa è la giustificazione data dal Riesame al diniego della revoca dei domiciliari anche per i funzionari Franco Ridenti, del San Giovanni, Stefano De Angelis e Francesco Pantaleo del dipartimento SIMU, questi ultimi due accusati di concussione. Secondo i giudici l’ambiente amministrativo è talmente inquinato che i funzionari inquisiti, sebbene sospesi, avrebbero tranquillamente potuto continuare a gestire i loro traffici illegali: ” gli indagati hanno dimostrato di avere nell’ambito della pubblica amministrazione relazioni diffuse e capillari, tali da potere essere sfruttate anche dall’esterno“. Dunque, neanche la misura degli arresti domiciliari parrebbe adeguata ad arginare il rischio del ripetersi di fenomeni corruttivi.


Martella Ferrari e il cartello di imprese

Il sistema a cui si è accennato era semplice ma molto efficace: tagliare sulla qualità dei materiali e sull’esecuzione dei lavori per poter incrementare i margini di profitto. Il tutto con la complicità di funzionari comunali. Ferrari e Martella, in apparenza titolari di due società distinte, rispettivamente la Trevio srl e la Malù Lavori srl, sono in realtà soci occulti. Le loro imprese sarebbero collegate, tanto che i due sono soci in una terza società, la Siculiana Costruttori, ed in più il padre di Luigi, Ivo Martella, è responsabile della gestione tecnica per la Trevio. Dunque i due avrebbero costituito una forma di cartello creato per escludere eventuali concorrenti dalle gare previste dal Comune per il Giubileo. Si tratta in particolare delle gare per la manutenzione stradale della ,. Dal punto di vista della viabilità la città metropolitana viene divisa in otto lotti; per la manutenzione e la sorveglianza di ciascun lotto viene indetta una gara, la quale ha carattere limitato nel tempo. Le imprese che vengono invitate a partecipare alla gara rientrano tra quelle iscritte in un apposito sistema informatizzato. La vincitrice viene scelta o in base al criterio del massimo ribasso, o a quello della media mediata, che prevede il taglio delle offerte estreme. Ferrai e Martella, una volta invitati a partecipare ad una medesima gara, presentano offerte coordinate, in modo da favorire una delle due. Il collegamento sarebbe emerso in seguito della presentazione delle rispettive offerte per la manutenzione  e la riqualificazione di via delle Mura Latine e di viale Porta Ardeatina. L’autorità per la lotta alla corruzione, l’ANAC, in collaborazione con la sezione anticorruzione della Guardia di Finanza, ha verificato tutti i profili delle società invitate alla gara, riuscendo così a scoprire i rapporti intercorrenti tra la Trevio e la Malù Lavori. Dalla verifica delle rispettive offerte l’Anca ha quindi potuto accertare come una delle due fosse  “anomala”, vale a dire  volutamente alta, in modo da lasciare il campo libero all’altra. (cm)

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