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Dai dati e dalle analisi in possesso di Europol è emerso come le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani adottino un sistema di riciclaggio dei proventi delle loro attività diverso da quello scelto dalle altre organizzazioni criminali. La diversità consiste nel mancato impiego della figura dell’esperto, il consulente finanziario, e nella capacità di reperire al proprio interno le risorse umane destinate a tale attività, caratteristica tipica questa dei gruppi criminali a base familistica.

La compartimentazione degli aspetti finanziari unita ad un modello “low cost” in grado di impiegare le tecnologie più innovative, rende tali organizzazioni quasi impenetrabili e scarsamente conoscibili dal punto di vista dei loro aspetti finanziari. Nella pratica le forze di contrasto a livello internazionale non sono attualmente in grado di calcolare quali siano i margini di ricavo del traffico di migranti e, in generale, offrire una stima del valore dei patrimoni delle organizzazioni dedite a tale genere di attività. Ciò è in parte possibile in quanto Europol non è stata ancora in grado di scoprire le modalità attraverso le quali i profitti realizzati dalle reti di trafficanti vengano riciclati, e soprattutto dove vengano reinvestiti. E’ pur vero che l’attività investigativa svolta da Europol in questo ambito è stata, a causa della spending review, alquanto ridotta, e dunque i dati disponibili non sono molti.


Le tratte dell’emigrazione e le stime sul fatturato del traffico

Il 27 settembre di quest’anno la polizia austriaca ha individuato, sul tratto di autostrada che conduce a Vienna, un camion frigorifero con all’interno i corpi di 71 persone decedute per soffocamento. Si trattava in gran parte di profughi siriani partiti dal loro paese dilaniato dalla guerra, con la prospettiva di una nuova esistenza principalmente in Germania e Scandinavia. L’arresto dell’autista del camion, un bulgaro residente nella depressa città di Lom, ha permesso di ricostruire la parte finale del viaggio affrontato dal gruppo di rifugiati, composto da 59 uomini, 8 donne, tre bambini ed una bambina dell’età di un anno e mezzo, tutti deceduti per soffocamento all’interno della cella frigorifera del camion destinato al trasporto di carne di pollo, totalmente privo di qualsiasi areazione. Le indagini hanno consentito di accertare come non si sia trattato di una atto premeditato da parte del conducente del camion, bensì dell’esito della stupidità umana. L’autista non apparteneva ad alcuna organizzazione, benché la chiusura della frontiera ungherese da parte del governo magiaro abbia, di fatto, creato un mercato del trasporto illegale dei rifugiati lungo la direttrice balcanica dell’emigrazione. Con l’aumento dei flussi di migranti e la sospensione temporanea del trattato di Schengen, la vigilanza lungo le frontiere è stata intensificata, ed alcuni rifugiati giunti in Bulgaria grazie alle organizzazioni di trafficanti, in particolare ex artigiani ed ex commercianti siriani dotati dei mezzi economici per poter affrontare un viaggio, hanno pensato di chiedere ad alcuni camionisti di condurli fino in Germania. Grazie al tam tam via cellulare e social network, l’esito favorevole dei viaggi dei primi gruppi ha comunicato ad altri connazionali la smagliatura della “fortezza Europa” lungo la frontiera bulgara, inaugurando una nuova tratta per il viaggio della speranza.

Le tariffe fissate dai camionisti vanno dai 300 ai 400 euro a persona per la tratta Budapest-Vienna, laddove il biglietto ferroviario ne costa appena 50.

Centinaia di migranti, in gran parte provenienti da aree geografiche nelle quali è in atto una guerra, attraversano quotidianamente l’Europa; solo negli ultimi otto mesi di quest’anno almeno 250 mila migranti sono giunti in Grecia via mare provenienti in gran parte da paesi quali Siria, Iraq, Egitto, Eritrea e Sudan. Solo recentemente il flusso di migranti si è arrestato presso Keleti, la stazione ferroviaria di Budapest, dove la polizia magiara ha impedito tassativamente loro di proseguire il cammino verso la Germania.

Duemilacinquecento euro è attualmente la tariffa che i trafficanti hanno fissato per il viaggio della speranza dalla Siria alla Germania, per un fatturato valutato annualmente in diverse centinaia di milioni di euro. Secondo una stima effettuata da un consorzio internazionale di giornalisti http://www.themigrantsfiles.com/ a partire dal 2000 i trafficanti di esseri avrebbero fatturato complessivamente qualcosa come 16 miliardi di euro. Rientrano in questa cifra anche i compensi destinati ai reclutatori, agli intermediari, ai capitani di imbarcazioni, ai membri dell’organizzazione che affittano illegalmente stamberghe, ed a quei componenti incaricati di riciclare i proventi.

Le rotte seguite sono principalmente tre: dal Nord Africa, attraverso il mare, in direzione Spagna o Italia; via terra, dalla Grecia attraverso i Balcani, e cioè Macedonia, Serbia e Ungheriadalla Turchia attraverso la Bulgaria. Quest’ultima sembra essere quella attualmente preferita per via della maggiore porosità delle frontiere, anche se il suo costo è superiore rispetto alle altre, e sebbene recentemente il governo di Sofia abbia inviato 1.500 poliziotti a sorvegliare il confine con la Turchia.


L’importanza dell’individuazione delle reti di riciclaggio

Tutte le organizzazioni criminali hanno la necessità di riciclare i proventi delle loro attività illecite; in generale il processo del riciclaggio si divide in tre fasi: piazzamento, stratificazione e integrazione. Il proventi illegali vengono dapprima inglobati nel sistema finanziario legale, quindi movimentati attraverso vari destinatari su scala internazionale, mediante l’utilizzo di conti bancari personali o aziendali; al termine di queste fasi il denaro avrà fatto perdere tutti i legami con chi lo aveva versato, e potrà tornare nella disponibilità del gruppo criminale o di un suo prestanome, attraverso fonti apparentemente legittime.

Nel caso in esame le organizzazioni di trafficanti immettono i loro proventi nel sistema finanziario attraverso l’apertura di depositi o la consegna di contanti ad operatori finanziari; i denari vengono quindi stratificati ovvero “confusi” attraverso il sistema bancario principale, oppure attraverso canali alternativi. Questi trasferimenti costituiscono una rilevante fonte di informazioni circa i processi utilizzati, le località ed i soggetti coinvolti.

Essi consentono infatti di individuare il soggetto che invia il denaro, l’entità delle somme inviate, la frequenza degli invii, il luogo di partenza e soprattutto il destinatario. Un’indagine approfondita sugli schemi adottati permetterebbe, dunque, di scoprire le strutture finanziarie di supporto alle organizzazioni di trafficanti, di smantellare tali network e di confiscare i proventi dell’attività.

L’analisi finanziaria dei trasferimenti all’interno di un’organizzazione criminale consente di delineare i vari rapporti che legano fra loro i diversi membri, incluse quelle persone eventualmente rimaste fuori dalle indagini, consentendo di ricostruire lo schema complessivo dell’ organigramma del gruppo. Essa consente, inoltre, di calcolare il volume del giro di affari dell’attività. In genere i mittenti sono le donne dell’organizzazione, le quali, per aggirare i controlli previsti per il versamento dei contanti, effettuano più transazioni con una certa frequenza. Si può anche trattare di soggetti estranei all’organizzazione, che raccolgono il denaro per conto delle persone interessate ad effettuare il viaggio, o di persone che ricoprono una posizione di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale.

Per l’Unione Europea non esistono stime sui profitti del traffico di esseri umani: sono disponibili solo alcune stime relative ai profitti derivanti dall’attività di sfruttamento sessuale all’interno dell’UE e nelle economie sviluppate, stime che raggiungono i 23,5 miliardi di euro l’anno. Occorre notare, poi, come tali attività si compenetrino spesso con altre attività ugualmente illegali; ciò risulta evidente nello sfruttamento del lavoro in generale. Anche se le vittime della tratta riescono ad ottenere una valida residenza ed un valido permesso di soggiorno, spesso sono costrette a devolvere una parte dei loro redditi ai trafficanti in questione; questo perchè spesso l’organizzazione illecita agevola il migrante nell’ ottenere i documenti ed il lavoro.  Ciascun gruppo di trafficanti è, in genere, piccolo, con un numero di membri che va dai 3 ai 15, dotato di autonomia operativa e slegato dagli altri gruppi di trafficanti. All’interno dell’organizzazione non vi è una rigida divisione dei ruoli. Come abbiamo già accennato, per mascherare i legami tra i vari membri , questi fanno spesso ricorso alla tecnica dello smurfing, che consiste nell’invio di piccole somme di denaro ad un numero elevato di soggetti, i quali sono dei semplici prestanome, ovvero familiari di membri dell’organizzazione o comunque criminali di basso livello. Dal paese di sfruttamento il denaro può essere inviato non solo dai membri dell’organizzazione, ma anche attraverso le loro stesse vittime, incaricate di raccogliere il denaro, aprire conti bancari o intestarsi attività commerciali legali.


Le fasi operative del riciclaggio

Le varie fasi operative del riciclaggio dei proventi del traffico di esseri umani, distinte nelle tre fasi in precedenza esaminate (placement, layering, integrate), vengono realizzate in parte attraverso il sistema bancario ufficiale, sempre all’interno dell’economia legale.

Il sistema bancario

Per riciclare i proventi delle loro attività le organizzazioni criminali possono utilizzare il sistema bancario ufficiale, attraverso credenziali ottenute mediante documenti falsi o in modo fraudolento, o in alternativa impiegando dei prestanome o dei sosia.

Le credenziali bancarie possono essere state create attraverso il coinvolgimento di congiunti o di persone fittizie, per poi essere chiuse dopo un breve periodo di tempo o sostituite con nuovi clienti, in modo da non sollevare sospetti. Gli investimenti effettuati attraverso il mercato Finanziario rappresentano un ottima modalità di riciclare il denaro, in quanto permettono di attribuire legittimità ai fondi, consentendo di trasferirli su scala globale in maniera sicura, spesso realizzando anche profitti aggiuntivi imprevisti.

Le imprese di servizi finanziari: i money transfer

Le società che si occupano di spedire il denaro, i money transfer, e le spedizioni di moneta effettuate attraverso il sistema postale rientrano tra le modalità più diffuse per riciclare il denaro. L’ammontare dei fondi spediti può variare sensibilmente. Alcuni money transfer sono in grado di movimentare somme ingenti di valuta in qualsiasi parte del mondo in maniera quasi istantanea. Il vantaggio da questa modalità è che essa e accessibile a livello globale, offrendo un servizio veloce ed economico, senza alcun limite di importo o di frequenza di operazioni. Tutto ciò rende il servizio in questione altamente attrattivo per le organizzazioni criminali. I servizi finanziari effettuati via money transfer, a differenza di quelli che si basano sulla disponibilità di un conto corrente presso un istituto bancario, conservano solo alcuni dati dei clienti. Ciò rende molto difficile valutare se le operazioni effettuate assumano un aspetto inusuale rispetto al comportamento tipo di un cliente.

I criminali possono abusare dei money transfer in due modi:

A) Smurfing: questa pratica consente di riciclare grandi quantità di denaro attraverso un numero elevato di persone, ciascuna delle quali mobilita un importo di lieve entità. Le cifre di importo basso possono essere depositate in diversi conti correnti, o anche spedite attraverso money transfer, se sotto la soglia prevista dall’ordinamento interno del paese; superata tale soglia, il cliente viene identificato come autore di un’ operazione sospetta di riciclaggio.

E’ possibile in questo modo trasferire grosse somme di denaro contante attraverso il coinvolgimento di più mittenti, o in alternativa, di più destinatari, senza destare alcun sospetto (smurf è un pupazzo di fantasia).

Le organizzazioni criminali fanno spesso ricorso alla figura del prestanome, la quale può essere assunta anche da un intermediario professionale, in quanto consente di recidere il legame tra il criminale ed i proventi del traffico, mascherando l’identità di colui che trasferisce materialmente il denaro .

B) Documenti falsi: l’adeguata verifica della clientela da parte degli istituti che offrono servizi finanziari è strettamente regolata dalla normativa vigente. Gli istituti finanziari che operano all’ìnterno dell’Unione Europea sono tenuti ad identificare i loro clienti, ma qualsiasi forma di identificazione fotografica è sufficiente per trasferire somme di denaro al di sotto di una determinata soglia. Le organizzazioni criminali sono in grado di aggirare queste regole attraverso il ricorso a documenti falsi. In alcuni casi i trafficanti, in grado di esercitare il pieno controllo sulle loro vittime, utilizzano le identità di queste al fine di trasferire somme di denaro in maniera illegale.

C) la movimentazione di contante: alcune inchieste hanno mostrato come le organizzazioni criminali utilizzino sempre più spesso il denaro contante per riciclare i proventi delle loro attività illecite; le innovazioni tecnologiche che consentono oggi di tracciare le transazioni online, abbinate ai regimi più rigorosi di registrazione e comunicazione delle operazioni sospette, hanno obbligato le organizzazioni criminali a riciclare i loro proventi attraverso l’uso dei contanti. Diversamente dal trasferimento di denaro per via elettronica, l’impiego del contante rende infatti più difficile stabilire quale sia la sua fonte, il suo scopo ed i suoi beneficiari finali. Molti paesi membri infatti, per perseguire il reato di riciclaggio, sono tenuti a dimostrare, in base alla loro normativa interna, il legame tra i fondi ed il reato.

Dunque il trasporto fisico da un paese all’altro è divenuto uno dei metodi più utilizzati per ripulire il denaro frutto di attività illecite. I corrieri impiegati per trasportare il contante, movimentano in genere grandi quantità di denaro o via terra, attraverso veicoli appositamente predisposti, capaci di nascondere il denaro, oppure per via aerea, attraverso semplici valige. In alcuni casi i controlli di frontiera hanno mostrato come a trasportare il denaro siano le stesse vittime del traffico.

 L’utilizzo della figura del mulo, sia per il traffico di droga che per quello di valuta, rappresenta dunque una delle modalità più diffuse di trasporto. Occorre a tal fine distinguere tra i corrieri impiegati per trasportare contante, da quelli impiegati per trasferire per conto terzi i proventi di reato per via elettronica. Una tendenze sempre più frequente ha infatti mostrato come le vittime delle organizzazioni criminali vengano impiegate in entrambe le modalità. Ciò è possibile sia attraverso l’uso della coercizione, che di vere e proprie truffe effettuate nell’ambito del rapporto di lavoro: in base ad uno schema abbastanza diffusa, alle vittime viene fatto credere di lavorare per conto di società legittime.


Strutture aziendali legali

 Molte organizzazioni criminali che operano nel traffico di esseri si dedicano anche ad attività legali, sia nel paese di partenza che in quello di arrivo degli esseri trafficati.

Tali organizzazioni sono infatti spesso attive nel mondo dello spettacolo, ma anche in settori come la ristorazione ed il catering, la vendita al dettaglio, la piccola impresa di produzione o di commercio, l’impresa di costruzioni o di nolo di auto, o anche nelle agenzie di collocamento. La ragione di ciò è che impiegando grandi quantità di denaro contante, esse consentono di giustificare formalmente la grande disponibilità di liquidi.

Tutte queste imprese possono essere sfruttate dalle organizzazioni criminali in modi differenti; tuttavia la modalità più diffusa è quella di consentire la commistione tra proventi leciti e gli illeciti guadagni derivanti dal traffico di esseri. A tale scopo le organizzazioni in questione si avvalgono dei servizi di un contabile, il quale  legittima i flussi illeciti di contante attraverso l’emissione di false fatture, ricevute o conti. Una volta che i contanti sono stati legittimati ovvero “ripuliti”, essi vengono trasferiti ai membri dell’organizzazione, in genere attraverso un conto intestato a persone giuridiche, sotto forma di sussidio all’attività o di quota profitti.

Nella pratica esistono altre modalità di riciclaggio, tra le quali le più usate sono

1) L’acquisto di proprietà immobili per conto di società off-shore;

2) Il reinvestimento di dividendi distribuiti dall’azienda;

3) Il versamento del contante in attività legate all’organizzazione criminale, per poi in seguito prelevarlo tenendo conto del credito;

4) La realizzazione di operazioni di trading senza alcuna logica economica;

5) La conclusione di  un’operazione immobiliare falsa o sopravvalutata;

6) L’acquisto di diverse società ed il prestito di denaro ai loro amministratori ad un tasso da usura. A quel punto  gli amministratori vengono usati come intermediari per il riciclaggio e le società vengono spinte alla bancarotta;

7) La realizzazione di un’attività commerciale basata sul riciclaggio di denaro in cui le organizzazioni criminali, sfruttando la libertà di circolazione delle merci all’interno dell’area di Schengen, trasformano i proventi illeciti delle loro attività in beni giuridici da commercializzare all’interno dell’area suddetta.  Una parte del denaro riciclato, inviato nel paese di origine dei trafficanti, tende ad essere restituito al paese di sfruttamento, per coprire i costi di gestione. Ad esempio i veicoli e gli alloggi vengono presi in affitto,mentre il cibo ed i beni di consumo vengono acquistati, per poter venire incontro alle richieste delle vittime dello sfruttamento. Le strutture aziendali legali possono anche essere destinate all’attività di sfruttamento, come ad esempio dei bar nei quali pubblicizzare l’attività di trasporto illegale dei rifugiati, e allo stesso tempo riciclare i proventi illeciti.


Sistemi informali di trasferimento di valuta

Vengono definiti in questo modo tutti quei sistemi, meccanismi o reti di persone che ricevono denaro allo scopo di effettuare un pagamento per conto di una terza persona situata in un’altra area geografica, anche attraverso forme diverse. I trasferimenti di denaro avvengono in genere al di fuori del sistema bancario ufficiale, attraverso istituzioni non di tipo bancario o attraverso altri organismi commerciali, la cui principale attività può essere diversa dal trasferire danaro. Questo genere di transazioni si svolgono attraverso canali distinti da quelli finanziari tradizionalmente regolati. I migranti e le comunità della diaspora residenti nell’Unione Europea continuano a fare affidamento sulle istituzioni informali di trasferimento di denaro per inviare delle somme nei loro paesi di origine. Le istituzioni informali che si trovano all’interno dell’Unione Europea non sono soggette a tutte le norme previste per l’antiriciclaggio o alle pratiche di buona trasparenza previste per i sistemi di pagamento.

Con la recente adozione di norme antiriciclaggio più severe e con la previsione di nuove pratiche per una migliore trasparenza, la fase di piazzamento nel sistema bancario del denaro illecito da parte delle organizzazioni criminali, è diventata via via più difficile. Per tale ragione le istituzioni informali di trasferimento della valuta hanno acquisito un maggiore attrattiva.

Tra i nuovi metodi di pagamento, il principale è rappresentato sicuramente da quello on-line, che consente alle organizzazioni criminali di ritirare rapidamente per via elettronica i proventi ottenuti dai loro clienti e dalle loro vittime, e contestualmente di trasferirli prima che il delitto o la transazione sospetta possa essere accertata. L’aumento esponenziale nell’utilizzo delle carte di credito pre-pagate è stato in parte dovuto al riciclaggio del denaro illecito.

Le organizzazioni criminali possono acquistare anche moneta virtuale da un rivenditore legale di Bitcoin attraverso i siti di trading on-line centralizzati o to-peer (P2P).

In genere i clienti creano on line i loro portafogli di Bitcoin utilizzando diverse modalità di pagamento. Non essendoci un limite alla quantità di valuta che può essere scambiata, le organizzazioni criminali che intendono utilizzare tale modalità per riciclare denaro illecito, sono fortemente incentivate.


L’acquisto di beni di lusso e di immobili

Uno dei metodi preferiti dalle organizzazioni criminali per investire il contante proveniente dalle loro attività illegali, è costituito dall’acquisto di beni di elevato valore, come quadri, gioielli, oggetti d’arte o d’arredo d’epoca, o come proprietà immobiliari. Sebbene alcuni paesi dell’Unione Europea abbiano introdotto limiti al pagamento in contante per impedire che ciò avvenga, la maggioranza di essi non lo ha ancora fatto. L’acquisto di beni di elevato valore offre alle organizzazioni criminali l’opportunità di integrare i loro fondi nell’economia legale.

Alcuni di questi beni possono anche essere utilizzati al fine di sviluppare le opportunità di crescita economica.

Uno dei settori principalmente utilizzati dalle organizzazioni criminali per riciclare i loro capitali è quello immobiliare. Nella maggior parte dei casi tali organizzazioni o i loro familiari utilizzano i proventi illeciti per acquistare immobili o terreni nel loro paese d’origine. Altri sistemi di riciclaggio possono comportare la sottovalutazione o la sopravvalutazione di proprietà immobiliari o l’iscrizione di ipoteche.


I legami con altre attività ed organizzazioni criminali

La maggior parte delle organizzazioni criminali diversifica i suoi affari in molteplici attività criminali. I criteri alla base delle attività scelte possono basarsi su logiche di profitto o di complementarità, in ordine alla possibilità di sfruttare migliori opportunità di business.

La diversificazione può anche essere legata alla collaborazione con altre organizzazioni criminali, finalizzata al sostegno all’attività di riciclaggio.

L’attività criminale collaterale più diffusa tra le organizzazioni dedite al traffico di esseri umani è costituita dalla truffa, che coinvolge spesso il pagamento dell’IVA, ovvero l’abuso delle norme sul pagamento dell’IVA nelle transazioni tra paesi membri dell’Unione Europea, posto che in questo genere di transazioni l’IVA non è applicabile. Altre tipologie frequenti di truffe sono quelle relative ai sussidi sociali ed alle false identità. Queste ultime possono essere praticate dalle organizzazioni criminali attive nel traffico di esseri umani a sostegno della loro attività principale, ad esempio attraverso la contraffazione dei documenti venduti ai migranti trasportati, documenti necessari ad ottenere il permesso di lavoro, la residenza, il servizio sanitario ed il sussidio di disoccupazione.

Si tratta dunque di frodi connesse alla principale attività illecita svolta, che consentono di incrementare enormemente il volume dei profitti.

Un altro tipo di attività illegale esercitata dai trafficanti è il commercio di stupefacenti, di armi, di sigarette, o di valuta falsa, posto che le rotte seguite sono in alcuni casi le stesse dei rifugiati. In questi casi diventa difficile per gli investigatori comprendere quali attività costituiscano i reati presupposto e quali invece svolgano solo un ruolo di supporto economico per le organizzazioni criminali in questione.

I dati recenti mostrano un aumento delle vittime del traffico di esseri umani, oltre alla diversificazione del loro sfruttamento: secondo le statistiche fornite dagli organi si sicurezza, sarebbe in aumento da parte di queste organizzazioni il coinvolgimento di minori nelle attività di accattonaggio, nei reati contro il patrimonio, nelle truffe e nel commercio della droga.

In alcuni casi le vittime sono state coinvolte in rapine, furti, taccheggio e borseggio. Le nuove tendenze in ordine alle attività criminali collaterali esercitate dai trafficanti di esseri mostrano come vi sia una crescita in settori come il furto dei dati, ad esempio il furto di identità finalizzato al prelievo da ATM, o quello delle credenziali relative al servizio sanitario.

In quest’ultimo caso la truffa più diffusa consiste nella registrazione delle vittime della tratta nella stessa nazione in cui verrà effettuata la truffa, ma con diversi indirizzi, al fine di sfruttare più volte il sistema di sicurezza sociale. Con la stessa identità della vittima vengono anche aperti diversi conti bancari, con il trafficante-datore di lavoro che svolge la funzione di gestore diretto dell’utenza bancaria, in modo da poter effettuare direttamente i pagamenti. Una volta che i trafficanti hanno sequestrato alle loro vittime i documenti di identità, aperto a loro nome conti correnti bancari, e posto in essere la truffa, possono decidere di abbandonare queste ultime nel paese di sfruttamento, oppure di ricondurle nuovamente nel loro paese di origine.

E’ stato anche osservato un incremento della tratta di esseri umani legata ad un commercio finalizzato alla contrazione di matrimoni forzati, reali o fittizi. In base alle indagini svolte in alcuni stati membri è emerso come alcune vittime di sesso femminile provenienti  da alcuni paesi dell’Europa dell’Est abbiano accettato di recarsi in un paese dell’Europa orientale e di contrarre matrimonio con uno sconosciuto, di nazionalità extracomunitaria, in cambio di un piccolo compenso in denaro compreso tra i 300 ed i 2.000 euro, oltre alla possibilità di lavorare in quello stesso paese. L’organizzazione criminale che teneva le fila di tale commercio avrebbe ricevuto 10 mila euro per organizzare il servizio matrimoniale.


I principali elementi dell’attività del traffico di esseri umani

Le nuove tecnologie offrono alle organizzazioni criminali sempre nuove opportunità per riciclare i loro proventi illeciti. Come abbiamo già esaminato, le carte di credito pre-pagate e l’attività di banking on-line consentono di trasferire rapidamente grosse somme di denaro prima che il reato o la transazione sospetta venga rilevata dagli organi competenti.

A causa della crisi economica le risorse disponibili per fare rispettare la legge sono limitate, mentre di converso è cresciuta la necessità di personale specializzato, di strumenti e di formazione. Nell’ambito delle attività di investigazione finanziaria, diversi stati membri dell’UE hanno sottolineato come la mancanza di risorse costituisca un grave handicap.  Alcuni di questi hanno dichiarato come l’attività di investigazione finanziaria sulle organizzazioni dedite al traffico di esseri umani non costituisca una priorità. Mentre invece le evidenze hanno dimostrato come proprio l’arresto di tali trafficanti costituisca una pressante necessità, secondo quanto sostenuto dalle loro vittime. Ed è proprio a questo punto che le indagini condotte dagli inquirenti si sarebbero fermate.

Le società commerciali colpite dalla crisi economica sono spesso quelle più vulnerabili nei confronto delle attività delle organizzazioni criminali. Dai dati forniti da alcuni stati membri è emerso infatti come un numero crescente di imprese si sia dichiarato disposto ad agevolare lo sfruttamento delle vittime della tratta o a facilitarne il riciclaggio dei proventi.

L’entrata in vigore del Trattato di Shengen e l’eliminazione dei controlli alle frontiere fisiche ha rappresentato per le organizzazioni criminali un’ottima opportunità, quella di potere operare contemporaneamente in più paesi. Ciò ha rappresentato un indubbio vantaggio individuato sia nella possibilità di poter spostare i proventi illeciti da un paese all’altro, rimanendo sempre all’interno dell’Unione Europea, evitando così quelli dove maggiori erano i controlli, che in quella di potere viaggiare indisturbati utilizzando le loro vittime, in possesso di documenti legittimi. L’assenza di frontiere interne nella zona Shengen ha favorito lo sviluppo da parte delle organizzazioni criminali di modelli low-cost, basati sul risparmio dei costi associati al Regolamento comunitario 1889/20059; con tale normativa sono stati introdotti i controlli sul denaro contante sia in entrata che in uscita dall’UE, obbligando i soggetti che ne varcano il confine a dichiarare le somme di denaro pari o superiori all’importo di 10 mila euro.

Tuttavia tale normativa non regola i controlli sui movimenti di denaro che avvengono tra paesi membri dell’UE, tanto che il panorama normativo attualmente esistente non prevede una normativa univoca. Ciò può rappresentare un’opportunità in più per le organizzazioni criminali che intendono sfruttare le diverse norme attualmente esistenti, al fine di riciclare i loro proventi illeciti. Un capitolo a parte meritano le banconote di grosso taglio all’interno dell’Unione Europea, posto che le autorità competenti hanno osservato il loro importante ruolo svolto nell’ambito dei processi di riciclaggio. Da questo punto di vista un attenzione particolare merita la banconota da 500 euro, a causa del suo elevato rapporto valore/peso che consente di trasportare grandi quantità di denaro in contenitori di piccole-medie dimensioni, attraverso documenti di identità contraffatti. Tale attività risulta tanto più agevolata a seguito dell’istituzione della zona Schengen e della correlata libertà di circolazione delle merci, che ha consentito di trasportare illegalmente grosse quantità di denaro dai paesi di sfruttamento del traffico di esseri a quelli di origine. Tutto ciò ha di fatto reso più complessa l’individuazione dei proventi di tali organizzazioni criminali. L’attività ispettiva ha permesso di individuare come in più occasioni le vittime del traffico siano più volte regolarmente transitate dal paese di sfruttamento a quello di origine mentre trasportavano ingenti cifre di denaro contante. L’aumento del flusso di immigrazione clandestina all’interno dell’Unione Europea ha creato nuove opportunità per il riciclaggio di denaro, attraverso l’ingresso illegale di denaro contante mediante lo sfruttamento del trasporto transfrontaliero di merci o attraverso i sistemi bancari alternativi. (cm)

Fonti:

http://www.spiegel.de/international/europe/refugee-smuggling-a-big-business-in-the-balkans-a-1051461.html#spRedirectedFrom=www&referrrer=http://m.facebook.com/

Europol: The THB financial business model 2015

  

 

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