Vaccinazioni raccomandate

Nel 1998 una stimata rivista medica ha pubblicato uno studio le cui conclusioni erano sorprendenti: i vaccini contro il morbillo, la parotite e la rosolia (MPR), somministrati ogni anno a milioni di bambini nel mondo, possono causare l’autismo.

Lo studio in questione, condotto dallo screditato ex medico ricercatore Andrew Wakefield, rappresenta il punto di partenza del dibattito in corso sulle correlazioni tra i vaccini e l’autismo.

Oggi quello studio è stato completamente sviscerato: The Lancet, la rivista medica su cui era inizialmente stato pubblicato, lo ha ricusato, e le indagini hanno descritto la ricerca come una “truffa molto elaborata“, tanto che Wakefield ha perso la sua licenza di medico.

Ma gli esperti della sanità pubblica affermano che le false informazioni sulle quali lo studio si basava e le erronee conclusioni a cui giungeva, sebbene siano state sonoramente respinte dal mondo accademico, ancora suscitano in alcuni genitori serie preoccupazioni circa i rischi legati al vaccino MPR (measles.mumps-rubella MMR), oltre al fatto che alcune personalità come Jenny McCarthy continuano a difendere l’ex medico Wakefield.

Di seguito elenchiamo sei ragioni, ed alcune letture di approfondimento per ricordare quanto fosse basso il livello della ricerca di Wakefield.

1) La migliore evidenza contraddice le teorie di Wakefield circa i legami tra il vaccino e l’autismo.

Numerosi studi condotti su larga scala con il coinvolgimento di migliaia di persone in diversi paesi non sono stati in grado di dimostrare l’esistenza di un legame tra il vaccino MPR e la sindrome dello spettro autistico.

Recentemente la rivista Jama ha svolto un’indagine su circa 100 mila bambini sottoposti al vaccino MPR http://jama.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2275444#Results e sulle loro famiglie.

La ricerca ha mostrato come il vaccino MPR non avesse alcun tipo di correlazione con l’aumento del rischio di autismo, anche in quei bambini che avevano fratelli maggiori affetti dalla sindrome dello spettro autistico. Gli autori della ricerca hanno dunque concluso: “Questa nuovo lavoro mostra come non vi sia alcuna dolorosa associazione tra le componenti del vaccino MPR e la sindrome dello spettro autistico (SSA) anche tra bambini geneticamente predisposti al rischio della SSA“.

In un altro degli studi recenti più approfonditi http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa021134 circa mezzo milione di bambini sottoposti alla vaccinazione MPR sono stati posti a confronto con 100 mila bambini non vaccinati, e non sono emerse divergenze tra i due gruppi in termini di tasso di autismo. L’autore dello studio ha scritto nel New England Journal of Medicine: ” Questo studio offre una forte evidenza contro l’ipotesi che il vaccino MMR possa causare l’autismo“.

2) Lo studio che dimostrava il legame tra i vaccini o MPR e l’autismo è stato solo un pessimo esempio di ricerca scientifica.

Lo studio realizzato da Wakefield che tendeva a dimostrare la correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo si basava su di un caso clinico che vedeva coinvolti solo 12 bambini. I “casi clinici” sono storie molto dettagliate relative a particolari vicende mediche, le quali – a causa del fatto che si tratta solo di storie – vengono considerati dalla comunità scientifica tra gli studi medici meno rappresentativi   http://www.vox.com/2015/1/5/7482871/types-of-study-design.

Sono molti i bambini affetti dalla sindrome dello spettro autistico, e quasi tutti sono stati sottoposti alla vaccinazione MPR.

Se lo studio di Wakefield è riuscito a dimostrare, in una popolazione molto ristretta di dodici unità, una correlazione tra i due fattori, l’autismo e la vaccinazione MPR, ciò non costituisce una grande scoperta, e soprattutto non prova che tale correlazione esista effettivamente anche in un campione più grande di bambini.

Wakefield ha anche sottolineato l’esistenza  di una correlazione tra il vaccino MPR ed una nuova sindrome infiammatoria intestinale, da lui denominata “enterocolite autistica” https://en.wikipedia.org/wiki/Autistic_enterocolitis, ed in seguito smentita.

Malgrado gli esiti  dello studio di Wakefield siano stati smentiti, successivi tentativi di replicarli sono falliti ugualmente.

3) L’autore dello studio Andrew Wakefield ha manipolato e rappresentato in maniera errata i suoi dati.

Un giornalista investigativo inglese, Brian Deer ha seguito ciascuna delle dodici famiglie oggetto dello studio di Wakefield, concludendo come nessuno dei casi che le riguardavano era esente da errore, in relazione ai dati riportati dall’ex medico, errori di “alterazione o di errata rappresentazione“. In altre parole Wakefield, l’autore dello studio originario, ha manipolato i dati del suo lavoro http://www.bmj.com/content/342/bmj.c5347 .

Deer riporta  esattamente i risultati della sua indagine nel British Medical Journal ed è piuttosto scioccante il fatto che essi non siano stati pubblicati prima. Alcuni dei bambini che Wakefield aveva descritto come affetti da autismo, in realtà non lo erano; altri bambini, che Wakefield aveva diagnosticato come “normali” prima della somministrazione del vaccino MMR, in realtà presentavano sintomi preesistenti di autismo, ben prima della vaccinazione.

4) Lo studio di Wakefield si basa su campioni di sangue che il medico ha prelevato ai bambini ad una festa di compleanno da lui organizzata.

Ancora più assurda appare la circostanza secondo la quale, con l’avvio di un’inchiesta su Wakefield da parte dal General Medical Council, l’authority inglese sul controllo dei medicinali, è emerso come l’ex medico al quale è stata ritirata la licenza, avesse pagato i bambini intervenuti alla decima festa di compleanno di suo figlio per prelevare loro il sangue da sottoporre alla ricerca. Ciò non rappresenta esattamente un comportamento controllato ed altamente etico. Infatti il GMC, nel ritirargli la licenza di medico, ha dichiarato che Wakefield “ha operato con cinico disprezzo per la sofferenza ed il dolore che i bambini avrebbero potuto soffrire” http://content.time.com/time/health/article/0,8599,1957656,00.html .

5) Wakefield ha fatto registrare un brevetto per un vaccino multiplo MPR alternativo

Nella vicenda del vaccino MPR e delle sue correlazioni con l’autismo Wakefield ha un grave conflitto di interesse. Infatti, mentre era impegnato a screditare l’attuale composizione del vaccino MPR, morbillo, parotite e rosolia, consigliando ai genitori dei bambini di fare somministrare ai loro figli singoli vaccini (e non cocktails) e in un intervallo di tempo più lungo di quello attuale, era in procinto di registrare il brevetto relativo ad un singolo vaccino MPR, alternativo rispetto a quello attualmente in uso.

“Per la maggioranza dei bambini, il vaccino MPR va bene” ha dichiarato Wakefield http://www.telegraph.co.uk/news/health/news/7091767/Andrew-Wakefield-the-man-behind-the-MMR-controversy.html.

“Ma io credo che ci siano sufficienti dubbi per chiedere ai responsabili del trattamento di somministrare ai bambini singoli vaccini separati”. Egli inoltre suggeriva come gli studi relativi al vaccino MMR, sebbene risalissero a tempi lontani, potessero essere messi in discussione.

L’inchiesta di Brian Deer ha scoperto come nel giugno del 1997 http://briandeer.com/mmr/lancet-summary.htm Wakefield abbia registrato il brevetto per un supposto singolo e più sicuro vaccino MPR. Scrive Deer che “sebbene Wakefield continui a negarlo, vi sono documenti confidenziali che dimostrano come il suo progetto di vaccino monodose e la rete di società farmaceutiche pronte a produrlo fossero intenzionate a raccogliere i fondi per avviare la fase realizzativa, la quale prevedeva anche un vaccino alternativo con affetti virali “più attenuati”, dei kit commerciali di tester ed anche una supposta “cura completa” contro l’autismo”.  http://briandeer.com/mmr/lancet-summary.htm

6) Wakefield si è rifiutato di riscrivere il documento nel quale descriveva le sue scoperte

Alla base della scienza vi è il concetto della falsificazione: uno scienziato conduce un esperimento, mette insieme i suoi risultati e prova a confutare se stesso cercando di replicare il suo esperimento in un diverso contesto. Solo quando avrà attraversato tutte queste fasi lo scienziato potrà essere certo che i risultati da lui ottenuti siano esatti. Wakefield non ha fatto nulla di tutto ciò.

Come ha scritto l’editore della rivista BMJ: “E’ stato ampiamente offerto a Wakefield di replicare le scoperte da lui descritte nel suo studio, o di ammettere di essersi sbagliato. Lui si è rifiutato di fare entrambe le cose”. http://www.bmj.com/content/342/bmj.c7452.full

Nel 2004 ben 10 dei coautori del suo studio originario lo hanno disconosciuto, ma Wakefield si è rifiutato, e da allora ha continuato a portare aventi le sue teorie, incluso anche il giro dei circuiti di opinionisti e di editori che si oppongono alla vaccinazione.

Sul suo sito web Wakefield viene descritto come un eroe senza macchia http://www.callous-disregard.com/about.htm  “Nella ricerca di possibili legami tra vaccini infantili, infiammazioni intestinali e danni neurologici nei bambini il dottor Wakefield ha perso il suo impiego presso il Dipartimento di Medicina del London’s Royal Free Hospital, il suo paese, la sua carriera, e la sua licenza di medico”.

“Wakefield ha anche tentato di fare causa alla rivista BMJ ed al giornalista Deer, sostenendo che le loro ragioni contro di lui erano riconducibili ad una sorta di vendetta. Ad oggi tali cause legali non hanno condotto ad alcun risultato.

http://www.vox.com/2015/2/2/7965885/the-research-linking-autism-to-vaccines-is-even-more-terrible-than

trad cm

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