Il TPP, Trans Pacific Partnership, è il trattato di libero scambio tra Stati Uniti e Canada, Messico, America Settentrionale, Perù, Cile, America Latina, Giappone, Malesia, Brunei, Singapore, Vietnam, Australia, Nuova Zelanda.

E’ stato stimato come i Paesi in questione rappresentino il 40% dell’economia mondiale e oltre 1/3 del commercio globale. Il TPP costituisce, dunque, il più vasto ed il più importante trattato commerciale nella storia. Ed è solo il primo dei tre trattati il cui nome inizia con la T (gli altri due sono il TTIP che ha come controparte l’Europa, ed il TISA che riguarda le telecomunicazioni, i servizi finanziari, il commercio elettronico ed i servizi marittimi, e che coinvolge oltre agli USA l’Europa e 23 altri Paesi, tra cui Canada, Messico e Australia), che gli Stati Uniti stanno negoziando da diversi anni con alcune Nazioni, in maniera assolutamente opaca, per ridisegnare le regole del commercio mondiale per i prossimi anni.

I dubbi del Congresso e del Senato statunitensi 

Il 21 maggio il Presidente Obama era riuscito ad ottenere il voto favorevole dal Senato (62 voti a favore e 38 contro) per velocizzare l’iter di approvazione del trattato stesso al Congresso, azzerando  i tempi di discussione. In pratica veniva introdotto il divieto di presentazione di emendamenti  e di modifiche al testo presentato. Prendere o lasciare, dunque. http://www.theguardian.com/us-news/2015/may/21/obama-trade-bill-fast-track-senate

Ed è stato così che, nel mese di giugno, il Congresso, ed in particolare la minoranza rappresentata dai Democratici guidati dalla portavoce Nancy Pelosi, bocciava con 302 voti contrari e 126 favorevoli, la concessione  al Presidente (cd fast track) dell’autorità’ a negoziare l’intesa senza prima discuterla col Congresso, (presentandola solamente alla fine);  http://www.lastampa.it/2015/06/13/esteri/i-democratici-affossano-obama-sui-commerci-con-il-pacifico-PCRQZthzRnkTIdGqwQqTRL/pagina.html. Viceversa l’autorità a negoziare il trattato da parte della presidenza è stata approvata con 219 voti favorevoli contro 211. Un voto di strettissima misura.

Oltre alla mancanza di trasparenza che ha avvolto tutta la fase dei negoziati, i Democratici al Congresso hanno sottolineato come una totale liberalizzazione del commercio e degli investimenti produrrà il dumping delle normative a tutela delle condizioni di lavoro e di salute dei lavoratori, pena la totale delocalizzazione del comparto produttivo. “Abbiamo l’opportunità di rallentare le trattative – dichiarava Nency Pelosi, aggiungendo – quale che sia l’opportunità che abbiamo con le altre Nazioni, noi vogliamo migliori opportunità per il lavoratori statunitensi”. http://www.politico.com/story/2015/06/nancy-pelosi-president-obama-trade-118941.

Il rischio paventato sarebbe, dunque, quello della perdita di numerosi posti di lavoro, in un periodo in cui la recessione e la crisi economica continuano ad avviluppare interi continenti,  vedi l’Europa e di recente anche l’Asia.

Recentemente la maggioranze in Senato si è espressa ancora una volta contro il trattato, con i capogruppo dei Repubblicani, Mitch McConnel che ha manifestato “concrete preoccupazioni”, e non solo sulla forma ma anche sulla sostanza del TTP.  Dopo avere letto il testo del Partenariato Trans Pacifico – ha dichiarato hai giornalisti McConnell – tutti noi, senza alcuna eccezione, abbiamo espresso molte preoccupazioni su diversi punti“. Il segretario del sindacato dei lavoratori dell’industria alimentare e dei commercianti Mark Perrone ha dichiarato che l’accordo potrebbe aumentare la disoccupazione. http://it.sputniknews.com/politica/20151007/1317174/Lavoro-Disoccupazione-Commercio-Economia.html.

I diritti della proprietà intellettuale (IPR) e i farmaci essenziali

Ieri WikiLeaks ha pubblicato uno dei capitoli del TPP, forse il più preoccupante, quello relativo ai diritti della proprietà intellettuale (IPR), mentre il resto del trattato continua ad essere circondato da un assoluto riserbo. Soprattutto in Canada, uno dei paesi coinvolti nei negoziati, malgrado le imminenti elezioni politiche che si terranno il 18 di questo mese.

La parte degli Intellectual Property Rights (IPR) riguarda tutto ciò che è’ coperto da brevetto, dai farmaci essenziali, ai sistemi operativi dei PC, dalle sementi di lino, colza, riso, mais e soia, che rappresentano gli elementi nutrizionali di base per interi continenti, alla ricerca scientifica, si pensi alle biotecnologie.

Riguardo all’accesso ai farmaci essenziali, il problema si era già presentato in occasione dei negoziati tenutisi dal 2000 al 2003, nel quadro dell’Accordo TRIPs. In quella sede, per consentire l’accesso ad essi anche ai Paesi in via di sviluppo, venne siglata nel 2001, nell’ambito della Conferenza di Doha, una Dichiarazione in cui venivano proposte delle soluzioni flessibili per combattere malattie come l’AIDS, la tubercolosi e la malaria; in sostanza veniva garantito l’approvvigionamento dei medicinali essenziali ai Paesi che erano maggiormente colpiti da queste malattie, quelli più’ poveri.

Nel quadro dell’accordo TRIPs i Paesi membri hanno la possibilità di accordare, ove necessario, licenze obbligatorie per la produzione di medicinali proietti da brevetto; in principio, però, tale produzione è destinata esclusivamente al mercato interno e non all’esportazione” (art.31 TRIPs). Il 30 agosto 2003 il WTO consentiva ai Paesi in via di sviluppo di avere un accesso facilitato ai medicinali protetti da brevetto attraverso una deroga all’art.31 del trattato, che prevedeva la possibilità, da parte dei contraenti, di concedere licenze obbligatorie anche per le esportazioni. Un ulteriore passaggio determinante avvenne durante la riunione ministeriale di Hong Kong, in cui la Parti introdussero una modifica ulteriore al testo del trattato, con la quale veniva ulteriormente migliorato l’accesso ai farmaci essenziali per i PVS.

Tale modifica consentiva di concedere licenze obbligatorie per la fabbricazione e l’esportazione di medicinali coperti da brevetto nei paesi privi della possibilità di produrli e in gravi crisi sanitarie.

Ora tutto questo viene superato dai nuovi accordi TPP, ed il rischio effettivo di mancato accesso ai farmaci essenziali per i paesi in via di Sviluppo appare concreto. (Fonte: Appunti di diritto internazionale dell’economia, di E.Sciso). (cm)

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