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Dai programmi radio ai siti porno, le spie inglesi tracciano online l’identità dell’utente web

Alla base del programma top secret c’era un semplice obiettivo: registrare le abitudini di navigazione sui siti web di “ogni utente visibile su Internet.”

In poco tempo, miliardi di dati digitali sull’attività online delle persone comuni sono stati memorizzati ogni giorno.

Tra questi anche i dati relativi alla visualizzazione di siti porno, dei social media e dei siti web di notizie, l’utilizzo dei motori di ricerca, i forum di discussione e i blog.

L’operazione di sorveglianza di massa – dal nome in codice Karma Police – è stata lanciata dalle spie britanniche circa sette anni fa, senza alcun dibattito pubblico o controllo. Si è trattato solo di una parte della gigantesca attività di spionaggio globale sulla rete realizzata attraverso un’agenzia governativa di intercettazioni elettroniche del Regno Unito, la Government Communications Headquarters, o GCHQ.

Le rivelazioni sulla portata dell’attività di sorveglianza posta in essere dall’agenzia britannica sono contenute nei documenti ottenuti da The Intercept attraverso l’ex analista della National Security Agency, Edward Snowden. I rapporti precedenti, basati sui file sottratti da Snowden, hanno permesso di spiegare come la GCHQ registrasse, attraverso i cavi della rete, il monitoraggio su vasta scala delle attività di comunicazioni, ma molti dettagli relativi ciò che è accaduto ai dati in questione dopo essere stati “aspirati”, sono rimasti oscuri.

Proprio nel momento in cui il governo britannico avanza la richiesta di maggiori poteri di sorveglianza,  The Intercept svela il contenuto di una trentina di documenti riservati, rivelando per la prima volta alcuni importanti filoni dell’ attività svolta da GCHQ che mostrano le potenzialità dell’agenzia nelle intercettazioni elettroniche.

Un sistema predisposto per creare il profilo di ogni singolo utente della rete attraverso la registrazione cronologica della sua attività di navigazione. Un’altro sistema si basa invece sull’analisi delle comunicazioni istantanee di messaggistica, sulle e-mail, sulle chiamate Skype, sui messaggi di testo, sulle posizioni geografiche del telefono cellulare, e sulle interazioni all’interno dei sociali media.

Sono stati poi creati alcuni programmi distinti per monitorare le ricerche “sospette” effettuate attraverso Google ” e  Google Maps.

Tale attività di sorveglianza è appoggiata da un regime giuridico opaco che ha autorizzato la GCHQ a setacciare grandi archivi di metadati relativi alle telefonate private,  alle e-mail e registri di navigazione su Internet di cittadini inglesi, americani e di tutti gli altri paesi – il tutto senza alcun mandato di tribunale o altra forma di copertura giuridica.

I metadati consentono di rivelare molte informazioni relative all’attività di comunicazione – come il mittente e il destinatario di una e-mail o il numero di telefono chiamato e l’ora della telefonata – ma non il contenuto scritto del messaggio o l’audio della chiamata.

A partire dal 2012, la GCHQ ha potuto registrare circa 50 miliardi di metadati sulle attività giornaliere di comunicazione effettuate attraverso la rete, oltre all’attività di navigazione, con l’intenzione di aumentare tale capacità a 100 miliardi al giorno entro la fine di quest’anno.

L’agenzia, sotto la coltre della segretezza, stava lavorando per creare quello che a suo dire sarebbe diventato il più grande sistema governativo di sorveglianza al mondo.

Radicalizzazione via radio

Il potere di Karma Police è stato illustrato nel corso del 2009, quando la GCHQ ha lanciato un’operazione riservata per raccogliere informazioni sulle persone che utilizzano Internet per ascoltare programmi radiofonici.

L’agenzia ha utilizzato un campione di quasi 7 milioni di registrazioni di metadati, raccolte in un periodo di tre mesi, per osservare le abitudini di ascolto di oltre 200.000 persone sparse in 185 paesi, tra cui gli Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Canada, Messico, Spagna, Paesi Bassi, Francia e Germania.

Una relazione sintetica attraverso la quale è stato mostrato il funzionamento del programma ha mostrato come uno degli obiettivi del progetto fosse quello di ricercare un “potenziale abuso” di stazioni radio Internet per diffondere idee islamiche radicali.

La GCHQ ha svolto la sua attività di spionaggio attraverso un’unità denominata Network Analysis Center, da cui compilava una lista delle stazioni radio più popolari che aveva individuato, la maggior parte delle quali non aveva alcun tipo di legame con l’Islam, come Hotmix Radio con sede in Francia, che manda in onda musica pop, rock, funk e hip-hop.

L’attività di monitoraggio svolta dall’agenzia si incentrava su tutte le stazioni trovate a trasmettere versetti del Corano, come ad esempio una popolare stazione radio irachena ed una stazione che diffondeva le prediche di un eminente imam egiziano di nome sceicco Muhammad Jebril.

L’agenzia ha quindi utilizzato il programma Karma Police per saperne di più sugli ascoltatori di queste stazioni ‘, identificandoli come utenti di Skype, Yahoo, e Facebook.

Nella relazione di sintesi si legge come le spie abbiano selezionato un ascoltatore residente in Egitto per “delineare un profilo tipo” e indagare quali altri siti web questi era solito visualizzare.

Le registrazioni dell’attività di sorveglianza hanno permesso di scoprire come l’ascoltatore avesse visitato anche sito porno Redtube, oltre a Facebook, Yahoo, YouTube, la piattaforma di blogging di Google Blogspot, la piattaforma per condividere foto Flickr, un sito web sull’Islam, ed un sito arabo di pubblicità.

I documenti della GCHQ indicano come i piani relativi al programma Karma Police siano stati elaborati tra il 2007 e il 2008. Il sistema è stato progettato per fornire all’agenzia  “(a) un profilo di navigazione del web per ogni utente visibile su Internet, o in alternativa (b) un profilo utente per ogni sito web visibile su Internet “.

L’origine del nome del sistema di sorveglianza non viene affrontata nei documenti. Ma Karma Police è anche il nome di una canzone popolare pubblicata nel 1997 dalla band britannica vincitrice del Grammy Award, Radiohead, lasciando immaginare come tra le spie possano esserci stati anche suoi fans. Una strofa ripetuta in tutta la canzone contiene le seguenti parole: “Questo è quello che avrete, quando vi immischierete in queste cose.” (prima parte)

https://theintercept.com/2015/09/25/gchq-radio-porn-spies-track-web-users-online-identities/

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