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Il produttore statunitense di automobili, General Motors, ha accettato di pagare la cifra di 900 milioni di dollari a titolo i risarcimento, ponendo fine ad una causa penale intentata nei suoi confronti, per la sua incapacità a richiamare in fabbrica tutti i veicoli venduti con un guasto di fabbricazione all’impianto di accensione.

La casa automobilistica è finita sotto inchiesta per non aver controllato milioni di vetture, malgrado le sue maestranze fossero già, da oltre un decennio, a conoscenza del difetto.

Sono più di cento le morti accertate collegate a tale guasto. E’ stato provato come a causa di esso, il motore della vettura si spenga, bloccando servosterzo e freni, e impedendo all’airbag di aprirsi in caso di incidente.

La GM ha ammesso di non aver avvisato l’autorità di controllo ed il pubblico, mostrandosi inoltre incapace a richiamare tempestivamente i veicoli.

Il governo degli Stati Uniti ha accettato di non adottare alcuna misura contro GM, in cambio del risarcimento alle vittime, oltre alla nomina di un supervisore indipendente all’interno della società.

Ma l’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti ha dichiarato che GM ha “ammesso di non avere denunciato il difetto di fabbricazione all’impianto di sicurezza alla NHTSA [National Highway Traffic Safety Administration l’agenzia che gestisce la sicurezza nelle autostrade] truffando i consumatori  statunitensi“.

L’accordo sul risarcimento è stato rivelato attraverso il deposito, avvenuto giovedì, dei documenti depositati relativi all’accordo, presso una corte federale di Manhattan.

La principale casa automobilistica statunitense, fino al febbraio 2014, non aveva avviato alcun piano per richiamare le vetture difettate, continuando, come aveva gli anni precedenti, ad ignorare il problema.

Il numero delle vetture guaste in circolazione è cresciuto rapidamente, raggiungendo la cifra di 30 milioni verso la fine del 2014. E’ stato allora che GM ha cominciato a richiamare le vetture difettate. GM ha inoltre istituito un fondo per risarcire le vittime in grado di dimostrare di avere subito dei danni a causa del difetto all’accensione.

Nel 2009 GM, al culmine della crisi finanziaria, ha presentato istanza di fallimento.

Il CEO della casa automobilistica statunitense, Mary Barra, nominata nel gennaio del 2014, è pronta a dimostrare di avere cambiato la mentalità all’interno della società.

In precedenza aveva dichiarato che alla GM ingegneri, manager e operai sanno che, una volta che un problema viene identificato, devono farsi avanti, altrimenti saranno ritenuti responsabili. (cm)

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