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A febbraio di quest’anno Ross W. Ulbricht il californiano ideatore e gestore del sito illegale Silk Road, è stato condannato dalla Federal District Court di Manahattan al carcere a vita. Era stato arrestato dall’FBI, mentre si trovava in una libreria di San Francisco, collegato al sito attraverso il nickname Dread Pirate Roberts, lo pseudonimo usato per effettuare le transazioni, quest’ultimo tratto da un personaggio del romanzo fantasy The Princess Bride (La principessa sposa).

Trentenne, definito una sorta di Kingpin (il genio del male tra i nemici dell’Uomo Ragno) digitale, in grado di creare e gestire un sito illegale in una parte nascosta di internet, il Dark Web, in cui era possibile effettuare transazioni acquistando eroina, cocaina e LSD, mantenendo l’anonimato e senza possibilità di essere rintracciati.

In base ai risultati delle indagini, dal gennaio 2011 all’ottobre del 2013 (data dell’arresto di Ulbricht) Silk Road ha fatturato qualcosa come 213 milioni di dollari. Le transazioni venivano concluse attraverso una moneta virtuale, il Bitcoin, sulla quale il guadagno di Ulbricht, in termini di commissioni, era molto elevato, dell’ordine di alcuni milioni di dollari.

Nel corso del processo l’argomento trattato, dal contenuto altamente tecnologico, ha fatto si che lo svolgimento si dipanasse secondo un copione non usuale, passato dall’interpretazione del linguaggio in gergo degli emoticon, fino a disvelare le nuove frontiere del crimine telematico e delle sue potenziali applicazioni.

Sono le nuove frontiere del cyber crime (il crimine cibernetica), aperte dall’epigono Silk Road, capace di fare incontrare domanda e offerta, cliente e fornitore, di prodotti o servizi illegali (non solo droga ma anche armi, killer, prostituzione minorile ed organi umani) senza che questi si conoscano realmente.

Secondo gli investigatori Ulbricht avrebbe anche dato centinaia di migliaia di dollari ad un killer. Le vittime prescelte avrebbero dovuto essere eliminate per via della loro capacità di mettere in pericolo la lucrosa attività.

Dato il carattere innovativo dell’attività criminale posta in essere dall’accusato, si ritiene che la pena, particolarmente dura, possa essere stata comminata come esempio, allo scopo di scoraggiare eventuali emulatori.

La Procura distrettuale ha dichiarato che le accuse a carico di Ulbricht erano schiaccianti: le evidenze hanno mostrato come l’accusato fosse il vero ed unico gestore del sito, a partire dalla testimonianza di un suo ex collega di college, Richard Bates, al quale avrebbe confidato di essere il creatore del sito, ed al quale si sarebbe rivolto per chiedere un supporto per l’assistenza.

Più recenti, ma collegati al caso precedente, sono stati gli arresti di due funzionari delle forze dell’ordine; il primo, Carl Mark Force IV è un ex agente sotto copertura della Drug Enforcement Administration, (DEA, l’agenzia antidroga statunitense), mentre l’altro è Shaun W. Bridges, ex agente dei servizi segreti (CIA).

Force è accusato di di avere sottratto 700 mila dollari in valuta digitale, Bitcoin, dal sito di vendite illegali Silk Road. Secondo gli inquirenti Force, impegnato in un’operazione sotto copertura, avrebbe fornito ad Ulbricht, dietro il pagamento di una somma di denaro, informazioni vitali relative alle indagini in corso a suo carico.

Force aveva anche investito in una società di brokeraggio di Bitcoin, la moneta digitale necessaria per poter operare sul sito Silk Road. Nel corso di questa attività, posta in essere quando era ancora dipendente della DEA, Force avrebbe sottratto 300 mila dollari ad un cliente, riuscendoli a trasferirei su di un suo conto privato.

A seguito della confessione di Carl Force, un altro membro della stessa task force, l’ex agente segreto Shaun W Bridges, avrebbe ammesso di essere responsabile dei reati di estorsione, riciclaggio ostacolo alla giustizia. Bridges avrebbe inoltre confessato di avere sottratto oltre 800 mila dollari nel corso dell’indagine su Silk Road.

In aula Bridges avrebbe inoltre ammesso di avere fatto credere ad Ulbricht che il furto degli 800 mila dollari fosse stato commesso da una terza persona, oltre ad avere aiutato sempre Ulbricht a trovare il killer per eliminarla.

L’accusa ha dichiarato come l’inchiesta sia riuscita approvare come la corruzione degli agenti incaricati di svolgere l’indagine, abbia giocato un ruolo determinante. A dicembre si volgerà il processo di appello. (cm)

  

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