SEC

La Securities and Exchange Commission (SEC) ha ammesso di non avere alcuna capacità di far rispettare la regola principale adottata per impedire la manipolazione del mercato, nel caso di imprese che riacquistano le proprie azioni (buyback), e di non avere comunque alcuna intenzione di farlo.

L’ammissione del presidente della SEC Mary Jo White fa parte della risposta fornita al senatore Tammy Baldwin, eletto nel Wisconsin con i Democratici, il quale aveva interrogato l’agenzia sul tema, appunto, del riacquisto di azioni proprie.

Baldwin appartiene a quella schiera crescente di politici – tra i quali anche i candidati alla presidenza Hillary Clinton e Bernie Sanders – che citano il buyback ovvero il riacquisto di azioni come un esempio di ingegneria finanziaria appositamente studiata per rafforzare la concentrazione della ricchezza e mantenere i salari dei lavoratori ad un livello stagnante.

I “buyback” azionari sono una pratica sempre più comune con cui le aziende impiegano i loro profitti, e invece di investirli in impianti, in ricerca e sviluppo, o nell’ aumento dei salari dei lavoratori, acquistano sul mercato aperto le proprie azioni, aumentando così la loro domanda e facendone salire il prezzo.

L’anno passato le imprese hanno riacquistato più di mezzo trilione (500 mila miliardi) di dollari di proprie azioni.

Questa pratica crea, nel breve termine, utili per i manager che vengono pagati in azioni, in stock options (opzioni di azioni) o in premi sugli aumenti nel prezzo delle azioni. Essa consente anche di migliorare gli utili societari, riducendo le azioni in circolazione e aumentando il rapporto comunemente diffuso degli utili per azione.

Prima dell’era Reagan, i manager finanziari evitavano il buyback per via del timore di essere perseguiti legalmente per manipolazione del mercato. Ma a seguito dell’adozione da parte della SEC della Regola 10b-18, nel 1982, alle imprese viene offerto un “porto sicuro” dalla responsabilità di avere manipolato il mercato per il riacquisto di azioni proprie, a condizione che esse si attengano a quattro limitazioni: a) non effettuare buybacks all’inizio o alla fine della giornata di trading, b) utilizzare sempre lo stesso mediatore per il trading, c) acquistare sempre le azioni al prezzo di mercato prevalente, e d) limitare la quantità dei buybacks al 25 per cento del volume medio giornaliero degli scambi delle ultime quattro settimane.

Nella lettera di White indirizzata a Baldwin, datata 13 luglio, il presidente della SEC ammette di non raccogliere dati in grado di dimostrare se le imprese violino anche tali limiti generosi. “Un’analisi dei dati sul riacquisto delle azioni da parte dell’ impresa emittente, presenta degli ostacoli significativi“, scrive White, “in quanto i dati del trading relativo ai buybacks non sono attualmente disponibili.

Inizialmente, la Regola 10b-18 non includeva alcuna pubblicità di sorta da parte delle aziende. Una revisione del 2004 impone oggi alle imprese di segnalare, al termine di ogni trimestre, i totali mensili di riacquisti effettuati, come parte degli obblighi previsti dall’informativa SEC 10-Q.

Ma le imprese non hanno l’obbligo di rivelare quanti riacquisti abbiano effettuato in un particolare giorno.

“Le società dispongono di quelle informazioni, ma la SEC non le raccoglie”, ha dichiarato William Lazonick, professore di economia presso l’Università del Massachusetts a Lowell, che ha svolto approfondite ricerche sulla pratica del buyback, e che ha fornito la lettera di White alla testata The Intercept .

White scrive nella sua lettera che la regola non è in realtà valida per tutti. Nella lettera a Baldwin “chiede un elenco di tutte le indagini svolte dalla SEC su possibili violazioni della Regola 10b-18“, ma “affinché tale regola rappresenti un porto sicuro, essa non deve essere violata dalle imprese emittenti.”

“Non avrei mai pensato – ha dichiarato Lazonick – che White potesse presentare la questione in questi termini, ma l’ha fatto”.

Tecnicamente White ha agito correttamente, tuttavia se la SEC prestasse attenzione alle violazioni delle limitazioni della Regola 10b-18 da parte delle imprese, essa potrebbe poi indagare su eventuali manipolazioni del mercato.

In difesa della sua agenzia, White ha elencato una serie di azioni di contrasto da parte della SEC contro la manipolazione del mercato azionario, tra cui anche alcuni schemi del tipo “pump and dump“, ovvero quando una società rilascia false dichiarazioni per aumentare il prezzo delle sue azioni. Ma nessuno dei quattro casi elencati da White ha riguardato episodi di buybacks. Nei tre decenni successivi – secondo Lazonick – all’entrata in vigore della Rule 10b-18, le indagini sulle operazioni di buyback sono state “estremamente rare”.

La Regola 10b-18 è stata introdotta dalla SEC  sotto la guida dell’ ex dirigente della EF Hutton, John Shad, nel periodo in cui questi ricopriva la carica di presidente. “Shad ha creduto che se si introducono obblighi di segnalazione gravosi a carico della imprese si impedisce il regolare funzionamento dei mercati dei capitali“, ha affermato Lazonick. “Questa regola ha rappresentato in pratica una licenza a manipolare il mercato“.

In una dichiarazione rilasciata alla testata The Intercept, il senatore Baldwin ha affermato: “Mentre io sono preoccupato del fatto che la SEC non disponga degli strumenti per valutare adeguatamente il problema, sono anche deluso che la risposta ufficiale fornita dimostri come la SEC faccia troppo poco per conoscere il fenomeno del buyback che stiamo vedendo nei mercati finanziari “.

L’anno scorso, le imprese hanno speso 553 miliardi dollari per riacquistare le loro azioni in circolazione, poco meno del record di 589,1 miliardi dollari raggiunto nel 2007. Le grandi aziende come Apple, General Motors, McDonald, Pfizer, Microsoft e altre si sono molto impegnate negli ultimi anni nel buyback.

Secondo uno studio condotto da JW Mason, dell’Istituto Rooseveltn, in relazione ai dividendi ottenuti degli azionisti attraverso il riacquisto e gli utili conseguiti, il loro ammontare è stato calcolato essere pari al 95 per cento di tutti gli utili realizzati nel 2014. Di conseguenza, ogni dollaro addizionale di utile ottenuto dalla società si traduce in meno di 10 centesimi di investimenti.

Baldwin ha provato ad inserire un emendamento al disegno di legge sugli stanziamenti per le agenzie di servizi finanziari che richiedono alla SEC di condurre uno studio sul fenomeno del buyback, inclusa anche la verifica di un’ eventuale incoraggiamento da parte di leggi come la Regola 10b-18. Ma la maggioranza repubblicana ha bloccato l’emendamento in Commissione Stanziamenti al Senato il 23 luglio.

Nella corsa alla presidenza, il candidato Bernie Sanders ha richiamato l’attenzione sul tema dei buybacks nel corso di un’intervista rilasciata nel mese di giugno al Boston Globe, nella quale ha affermato: “Dobbiamo chiedere che si ponga termine al riacquisto di azioni proprie“. Anche Hillary Clinton ha messo in evidenza il problema del buyback nel suo saggio critico sul “capitalismo trimestrale“, promettendo di aumentare la trasparenza obbligando le imprese a fornire entro 24 ore le informazioni sulle operazioni di riacquisto concluse.

Lazonick ha dichiarato di non credere che il piano della Clinton si possa spingere abbastanza lontano. “Il problema è la pratica“, ha affermato, sostenendo invece che l’unica soluzione consista  nell’abrogazione della Regola 10b-18 e nel divieto assoluto per le operazioni di riacquisto di azioni proprie. “Una maggiore divulgazione potrebbe far cominciare una discussione su ciò che rappresenta la manipolazione dei mercati, ma siamo ben lontani da questo. Perché non riconoscere che si tratta di manipolazione, e dire una volta per tutte che ciò non dovrebbe essere più permesso?

“SEC admits it’s not monitoring stock buybacks to prevent market manipulation”

THE INTERCEPT.ORG

Trad cm

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