savasta

In un documento del CESIS datato marzo 1983 e intitolato “Implicazioni internazionali del terrorismo“, classificato in origine come “Riservatissimo”, si afferma a pagina 8 che il pentito delle BR Antonio Savasta avrebbe riferito alla magistratura di avere appreso dal capo in pectore delle BR, Mario Moretti, che subito dopo il rapimento di Aldo Moro le BR furono contattate da elementi appartenenti all’ Hyperion, la scuola di lingue fondata a Parigi nel 1977 da Duccio Berio, Vanni Mulinaris e Corrado Simioni, esponenti questi della sinistra extraparlamentare italiana.

Da più parti è stata avanzata l’ipotesi secondo cui la scuola fosse in realtà una copertura per operazioni di terrorismo e di intelligence dei Servizi segreti.

Sempre secondo alcune fonti i tre fondatori della scuola avrebbero partecipato, assieme a Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mario Moretti, alla fondazione delle Brigate Rosse.

Mulinaris e Berio frequentarono con Curcio la facoltà di Sociologia di Trento. Attravero l’Hyperion Moretti sarebbe entrato in contatto con un rappresentante dell’OLP, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, di stanza a Parigi.

Con l’organizzazione palestinese Moretti avrebbe stipulato un accordo che prevedeva la fornitura di armi ed esplosivi, oltre all’assistenza ai latitanti espatriati ed alla possibilità di accedere ai campi di addestramento dell’OLP in Libano.

In cambio le BR avrebbero accettato, quando sarebbe stato loro richiesto, di portare a termine attentati nei confronti di obiettivi israeliani ed ebraici in Italia, a sostegno della causa palestinese. Inoltre le BR si sarebbero assunte l’incarico di custodire in Italia, sempre per conto dell’OLP, armi ed esplosivi, dichiarazione questa che avrebbe trovato ulteriori riscontri anche nelle dichiarazioni rese dal pentito Patrizio Peci.

Sempre secondo Savasta a seguito di quest’incontro, avvenuto sul finire del 1978, ci fu una prima consegna di armi appartenute all’organizzazione palestinese, alle BR, attraverso un valico di frontiera situato in Liguria. L’accordo trovò, in seguito, ulteriori conferme attraverso l’assistenza a brigatisti fuggiti dall’Italia sia a Parigi che in Angola, con ulteriori forniture di armi. Come contropartita le BR si impegnarono a pianificare un attentato nei confronti di alcuni obiettivi israeliani.

Secondo le dichiarazioni di alcuni pentiti (Pasini-Gatti, Viscardi, M.Donat Cattin, A.Maria Granata, Alfredo Azzarita, Pietro Mutti) nell’ambito dell’accordo di fornitura di armi svolse un ruolo di primo piano tale Maurizio Folini, che nel luglio-agosto 1978 trasportò con la propria barca un carico di armi dal Libano all’Italia.

Le armi sarebbero state fornite direttamente dall’OLP, e si sarebbe trattato di armi di fabbricazione sovietica provenienti dall’est europeo. A seguito dell’affondamento di un ulteriore carico di armi trasportate dallo stesso Folini, l’OLP fornisce alle BR un nuovo rifornimento di armi di produzione occidentale, armi che sarebbero state consegnate a Cipro.

Agli incontri organizzati a Parigi per conto dell’Hyperion da un italiano, tale Louis, avrebbero partecipato, oltre ad appartenenti alle BR (Moretti, Laura Braghetti, Gagliardo, Senzani e Brogi) e ad rappresentanti dell’OLP, anche esponenti della RAF, l’organizzazione terroristica tedesca Rote Armee Fraktion, e dietro la regia ufficiale del KGB  anche dell’IRA, dell’ETA e del NAPAP, l’organizzazione terroristica francese.

 Come confermato da diverse fonti, alcuni Servizi segreti di paesi dell’est europeo, tra i quali quelli bulgari ed il KGB, ebbero numerosi rapporti con le BR a partire dal 1981, grazie alla mediazione dell’OLP. Secondo numerosi pentiti (Savasta, Peci, Mangiameli, Mutti, Aldi, Cianfanelli) i rapporti tra l’OLP,  il KGB e le organizzazioni terroristiche italiane minori sarebbero antecedenti al 1981, e sarebbero poi sfociati nella fornitura di armi in favore degli italiani.

Verso la metà del 1981 si svolge a Molano una riunione esecutiva delle BR in cui, oltre alla presa d’atto dell’interruzione dei rapporti con l’Hyperion, causa l’arresto del Moretti che ne curava personalmente le relazioni, viene proposto di sfruttare a livello internazionale gli esiti di una campagna anti-NATO che di li a poco l’organizzazione avrebbe messo in atto.

A tale riguardo assume un importante significato il comunicato n.1 del dicembre del 1981, relativo al sequestro del generale americano James Lee Dozier, in cui si pone l’accento sulla ricerca di un momento unificante con il terrorismo internazionale (RAF e OLP), dove il rapimento del generale sarebbe stato inquadrato come momento per estorcere al militare americano rapito informazioni riservate, da divulgare poi attraverso canali opportuni.

Nel comunicato il rapimento viene visto come momento di una più vasta campagna terroristica anti-NATO con base europea, in modo particolare nella Germania dell’Est, e della quale i momenti salienti saranno gli attentati contro la base di Ramstein e contro il Generale Frederick Kroesen.

A questo proposito Savasta racconta della proposta avanzata dal brigatista Luigi Novelli sulla diffusione dei contenuti degli interrogatori del generale Dozier, interrogatori contenenti notizie molto dettagliate sulle organizzazioni militari, nazionali e della NATO, attraverso la rivista diretta da Carmine Fiorillo.

Il terrorista Loris Scricciolo, racconta ancora Savasta, propose di avviare contatti con i Servizi segreti bulgari attraverso un suo cugino sindacalista della UIL.

Tale proposta, dapprima scartata in quanto ritenuta capace di inquinare, agli occhi dei militanti, il carattere nazionale delle BR, venne in seguito approvata. Savasta racconta, così come confermato anche da Loris Scricciolo, che il sindacalista cugino di quest’ultimo organizzò un incontro in un cinema di Roma tra Novelli ed un agente bulgaro. I Servizi bulgari promisero armi e denaro in cambio di informazioni sulla NATO, ottenute attraverso l’interrogatorio del generale Dozier. L’incontro poi saltò, e le rivelazioni che in seguito emersero sulle complicità dei Servizi bulgari tanto nel rapimento di Dozier quanto nell’attentato al Papa, causarono la rottura definitiva dei contatti tra questi e le BR.

A suffragare ulteriormente la tesi della presenza costante di servizi stranieri, con riferimento alla fase delle BR successiva all’arresto di Moretti, si deve aggiungere che al momento del suo arresto il terrorista Giovanni Senzani viene trovato in possesso di un documento in cui si afferma come il KGB fosse in grado di pilotare l’attività delle maggiori organizzazioni terroristiche europee e palestinesi, in funzione antioccidentale. Nel documento Senzani avanza l’ipotesi di come il KGB fosse ritenuto in grado di pilotare l’attività sia di gruppi di estrema sinistra che di estrema destra. Viene altresì formulata l’ipotesi secondo la quale il KGB possa avere infiltrato propri agenti all’interno dell’ala “militarista delle BR”. In un altro documento, rinvenuto in uno dei covi utilizzati da Senzani, emerge invece come la cd “ala partitica” delle BR avesse in mente di fondare una colonna esterna “minuziosamente articolata”, e che i paesi interessati fossero la Svizzera, la Francia, l’Angola, la Cambogia e l’Irlanda. (cm)

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