angela  merkel

Tra i documenti più recenti pubblicati dal sito Wikileaks, destano un certo interesse le relazioni redatte dalla NSA, l’agenzia di spionaggio degli Stati Uniti, relative ad alcune telefonate intercettate dall’agenzia stessa, in cui uno degli interlocutori è sempre la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Il governo tedesco, a seguito di un’inchiesta aperta dopo la pubblicazione dei file di Wikileaks sullo spionaggio del governo statunitense ai danni della Merkel, che non vi erano prove che testimoniassero tale attività.

Wikileaks ha allora pubblicato le relazioni in questione, a dimostrazione che lo spionaggio ai danni del governo tedesco, ma anche di quello francese, non solo vi era stato, ma che era stato effettuato anche ai danni dei precedenti Cancellieri, Shroeder e Kohl, e che quindi, molto probabilmente era ancora in corso. Sarebbe interessante cercare di comprendere la ragione per la quale sia i Servizi di intelligence tedeschi, la BND, che la Cancelleria, si ostinino a negare quanto avvenuto, e probabilmente stia ancora avvenendo. Così come sarebbe utile conoscere il motivo per cui il governo tedesco continui ad accettare che ciò si ripeta, non avendo assunto le misure necessarie affinché ciò possa cessare.  A parte un generico impegno, ottenuto dal governo statunitense, a non spiare direttamente il cellulare di Frau Merkel, ma non quelli dei suoi collaboratori.

Veniamo ai documenti pubblicati. La prima relazione riguarda un’ intercettazione risalente al febbraio del 2009; in essa la Cancelliera esprime la sua opinione in merito alla crisi finanziaria, domandando quali fossero le misure adottate dalla banca centrale statunitense in merito ai titoli tossici, argomento che sarebbe stato di li a poco discusso nel corso del meeting del G 20 del 2 aprile dello stesso anno.

La seconda relazione riguarda un’intercettazione ambientale avvenuta nel marzo del 2009, durante un incontro ufficiale avuto dalla Merkel con un’alta autorità dello stato degli Emirati Arabi Uniti, il principe Shaykh Muhammad bin Zayid al-Nuhayyan. In particolare la relazione riguarda l’opinione del governo Iraniano in merito ad un messaggio del presidente Obama diretto al popolo iraniano, in occasione delle celebrazioni per la festa del capodanno Persiano, il Nowruz. Questa intercettazione, classificata Segretissima, è stata condivisa con i Servizi dei quattro principali alleati statunitensi, Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda e Canada (4 dei cd. Cinque Occhi).

La terza relazione riguarda l’intercettazione telefonica relativa ad una conversazione avuta il 28 agosto del 2011 dalla Cancelliera Merkel con due dei suoi consiglieri economici, Helge Hassold e Albrecht Morgenstern, in merito al fondo Salva Stati, l’European Financial Stability Facility. Nella conversazione i due consulenti esprimono le loro perplessità in merito all’assenza degli strumenti coercitivi e del contagio, in ordine alle informazioni che si voleva venissero pubblicate dalla stampa germanica. In particolare viene espressa una certa preoccupazione jn merito agli interessi sulle spese di garanzia, spese in procinto di aumentare, per via della dell’estensione della garanzia sul debito concessa a Grecia, Portogallo e Irlanda.

Vi è poi una quarta relazione, relativa ad un’ intercettazione del 2011, in cui si rivela l’esistenza di una sorta di coordinamento franco-tedesco in merito alla redazione di una nuova bozza Trattato Europeo, bozza studiata in modo da evitare il verificarsi di future crisi finanziarie, ed alla quale la Svezia avrebbe potuto aderire, come reazione all’uscita dell’UE da parte dell’Inghilterra.

Una quinta relazione, relativa ad una conversazione del 2011 tra la Cancelliera ed il suo assistente personale, rivela lo scetticismo, da parte di Frau Merkel, in merito alla definizione di una soluzione definitiva in relazione alla crisi della Grecia, oltre alla sua determinazione nel volere introdurre una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (FTT), esercitando pressioni anche sui governi statunitense e britannico, ai fini di una loro approvazione.

Infine, l’ultima relazione è quella che, per l’argomento trattato, risulta essere la più interessante oltre che la più attuale. Essa riguarda una conversazione intercettata dai Servizi inglesi nel 2011, al Direttore Generale della Cancelleria tedesca per gli Affari Europei, Nikolaus Meyer-Landrut, in cui l’alto dirigente rivela la posizione negoziale che verrà sostenuta dalla Germania, in occasione del Summit dell’Unione Europea, in merito alla discussione relativa alla risposta franco-tedesca alla crisi finanziaria greca. Il report in questione rivela come la Germania si sia fortemente opposta all’adozione di misure europee cucite su misura sulla Grecia, preferendo invece sostenere uno speciale intervento che prevedesse un piano di  salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale, piano finanziato dai paesi appartenenti al gruppo dei BRICS (Brasile, Cina, India, Russia, Sud Africa). Di seguito pubblichiamo la traduzione relativa a tale relazione .

Vertice UE: tedeschi pronti ad opporsi a soluzioni speciali riguardo la crisi finanziaria greca 

In relazione al vertice UE di ieri, per discutere di un piano di salvataggio franco-tedesco per la Grecia (Nessuna svolta è prevista fino al prossimo vertice di Mercoledì), il Direttore Generale della Cancelleria tedesca per gli affari europei Nikolaus Meyer- Landrut ha previsto per il 14 ottobre una panoramica di ciò che Berlino prevede di chiedere e che è disposta a sostenere. In primo luogo, il governo tedesco vuole che vengano prese in considerazione soluzioni che siano in accordo con il quadro della legislazione europea vigente; di conseguenza, non sarebbe d’accordo a concedere al Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF) una licenza bancaria, che istituisca un soggetto con un obiettivo specifico, soggetto composto dall’unione tra il fondo stesso e la Banca Centrale Europea, o a qualsiasi altra misura che richiedesse modifiche legislative tra gli Stati membri. D’altra parte, i tedeschi avrebbero intenzione di sostenere un fondo speciale del FMI in cui i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) mettessero in comune i fondi al fine di rafforzare le attività di salvataggio della zona euro. Meyer-Landrut ritiene inoltre che una soluzione alla crisi greca richiederà, come ritenuto sin dall’inizio, un maggiore coinvolgimento del settore privato, e che la zona euro deve guardare, oltre agli aspetti tecnici di un accordo, di concentrarsi invece sul reale progresso che la Grecia dovrà fare, per quanto riguarda sia la legislazione che l’attuazione. Il suo ulteriore convincimento è che vi  sia la necessità di istituire una squadra con un incarico a lungo termine, che dovrà avere sede ad Atene allo scopo di monitorare la situazione.

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