Piazza della Loggia

Nella prima udienza del processo di appello bis per la strage di Piazza della Loggia, tenutasi oggi a Milano, il rappresentante dell’accusa, il sostituto pg di Milano, Maria Grazia Omboni, ha manifestato un evidente scetticismo di fronte alla documentazione presentata dalla difesa di uno dei due accusati, l’ex responsabile per il Triveneto di Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi.

I referti medici in oggetto afferirebbero a “gravi patologie, fisiche e cognitive” che impedirebbero all’accusato di presenziare al processo, e di converso al medico di comprendere quanto accada in aula dibattimentale. Stante tale situazione, la posizione dell’accusa e quella difesa si starebbero confrontando, con, la prima che avanzerebbe la richiesta di una perizia medica sull’imputato, e la seconda che sarebbe più favorevole, invece, ad un legittimo impedimento, con conseguente sospensione dei lavori. Nella giornata di domani i periti nominati dal tribunale, riferiranno in merito ai tempi tecnici necessari per valutare le condizioni di salute di Maggi. A quel punto la Corte sarà in grado di decidere se considerare la sospensione, con un probabile stralcio della posizione di Maggi, e con il processo procedere con alla sbarra un solo imputato, Maurizio Tramonte.

Analogo scetticismo ha mostrato il Presidente dell’Associazione familiari delle vittime, Manlio Milani, il quale si domanda il motivo per cui le condizioni di salute di Maggi non sarebbero mai state prese in esame in precedenza, ma solo ora che la Cassazione ha evidenziato gravi indizi nei suoi confronti.

In effetti, motivi per valutare le condizioni di salute di Carlo Maria Maggi ci sarebbero stati, posto che l’imputato, in passato, non è mai stato presente in aula nei processi che lo riguardavano.

cm

Annunci