isernia auditorium

Una delle gare alle quali partecipa il grande accusatore nel processo Balducci-Anemone, Francesco Maria De Vito Piscicelli, con la sua impresa di costruzioni Opere Pubbliche Ambiente srl, è quella relativa all’auditorium di Isernia.

L’amministrazione di Isernia, nel 2005, emana un bando per la costruzione di un auditorium, il cui costo era stato fissato, inizialmente, a 5 milioni di euro. La cifra viene stanziata dalla regione Molise. La gara per il progetto viene vinta dall’architetto Pasquale Culotta. L’opera viene fatta rientrare tra gli “interventi relativi alle Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia” ed il progetto viene preso in mano dalla Struttura tecnica di missione presso la Presidenza del consiglio (ovvero dalla protezione civile di Guido Bertolaso), che diviene stazione appaltante.

La gara viene vinta da un’associazione temporanea di imprese (ATI) guidata dalla Lupo Rocco spa, ed il governo nomina responsabile unico del procedimento Fabio De Santis. Il coordinatore dei lavori diviene Mauro della Giovanpaola, e al suo fianco viene nominato Riccardo Miccichè. I lavori per l’auditorium, intanto, sono cresciuti in maniera incontrollata, raggiungendo dei di livelli di costo elevatissimi: l’appalto, bandito nel 2005 per un importo di 5 milioni, lieviterà fino a superare i 55 milioni. Il finanziamento dei lavori verrà fatto rientrare tra i fondi stanziati per gli interventi celebrativi dei 150 anni dell’Unità d’Italia.  L’ente che coordinerà tutti i lavori sarà la Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio, ed in questo ambito un ruolo apicale nell’assegnazione degli appalti lo assumerà l’ing. Balducci, in qualità di figura di vertice del Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo, istituito anch’esso presso la Presidenza del Consiglio.   

L’audizione dell’ing. Bentivoglio

Nell’udienza di ieri ha reso deposizione l’ing. Enrico Bentivoglio, occupato prima presso il Provveditorato, e in seguito al Consiglio superiore per i lavori pubblici. Nella sua deposizione Piscicelli aveva riferito su come, per poter partecipare alle gare del provveditorato, vi fosse la necessità di fare parte di un sistema di gare, in relazione al quale l’impresa vincitrice era sempre stabilità sin dall’inizio. Tale sistema, definito da Piscicelli “delle gare di appoggio“, comportava la necessità di sostenere degli onerosi costi di progettazione. Piscicelli racconta del costo di 70 mila euro relativo al progetto per la gara del Centrale del tennis, e dei 250 mila per quello relativo all’auditorium di Firenze,  e degli 80 mila per quello di Isernia,  e dei 100 mila per la piscina, in seguito realizzata, di Valco S.Paolo.

Lo studio di progettazione consigliato dallo stesso Bentivoglio, “per cercare di avere maggiori possibilità di aggiudicarsi una gara” afferma Piscicelli, era quello del figlio dell’ex provveditore ai lavori pubblici, dott.ssa Natalia Muzzati, l’ing.  Fabio Frasca.

In relazione alla gara per l’auditorium di Isernia, Piscicelli ha raccontato alla Corte di essere stato contattato dall’ing. Bentivoglio, durante la valutazione economica delle offerte, e di avere ricevuto da questi la certezza di essersi aggiudicato la gara.

Accadrà, invece, che la gara verrà vinta da una associazione temporanea di impresa (ATI) la cui capogruppo era la Lupo Rocco spa. Quando Piscicelli  va a chiedere chiarimenti a Bentivoglio, questi gli avrebbe risposto che sarebbe intervenuta una telefonata da parte del ‘dott. Guido Bertolaso, il quale, su indicazioni di Antonio di Pietro, aveva fornito diverse direttive.

Questi fatti, dichiara Piscicelli, gli sarebbero stati riferiti dall’ing. Bentivoglio.

Il teste ing. Bentivoglio ha raccontato di come le affermazioni fatte da Piscicelli non corrispondano al vero. Tale dichiarazione è avvalorata, secondo Bentivoglio, dalle querele (due) presentate da Antonio di Pietro e dall’ aggiudicatario della gara, l’architetto Lupo, titolare della Lupo Rocco spa, nei confronti del giornale Repubblica, per avere pubblicato un’intervista fatta a Piscicelli, in cui si riportano le dichiarazioni relative ai fatti sopra esposti. Da entrambe le querele, dichiara Bentivoglio, ne è emerso un rinvio a giudizio.

Oltre a ciò l’ing. Bentivoglio dichiara, su domanda del presidente della Corte Montinaro, di non aver mai svolto alcun ruolo ufficiale all’interno delle Commissioni per la valutazione e per l’affidamento della gara, ma di avere fatto parte, in qualità di Responsabile Unico del Procedimento, della fase esecutiva dei lavori. La difesa dell’ing. Balducci chiede a Bentivoglio se, in relazione all’auditorium di Isernia, abbia mai ricevuto indicazioni o pressioni dall’ing. Balducci o sentito o visto di gare attribuite attraverso modalità anomale rispetto al normale andamento delle gare pubbliche, l’ing. Bentivoglio risponde di no.

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