Goldman Sachs

Secondo le stime realizzate dal fondo sovrano libico che ha citato in giudizio Goldman, la banca d’affari americana avrebbe realizzato profitti per 350 milioni di dollari attraverso nove prodotti derivati.

Un giudice dell’Alta Corte britannica ha ordinato a Goldman Sachs di rivelare l’ammontare dei profitti realizzati su di un affare sul quale il governo della Libia avrebbe perso più di 1 miliardo di dollari, a seguito dell’esito negativo delle scommesse finanziarie.

L’Autority Libica per gli Investimenti (LIA), creata nel 2006 col compito di gestire le ricchezze petrolifere del paese, ha accusato la banca di Wall Street di averla ingannata, consigliandole di effettuare investimenti che il suo personale – “ingenuo”- non era in grado di comprendere.

Il fondo sovrano, valutato 66 miliardi di dollari, ha citato in giudizio Goldman all’Alta Corte di Londra, dopo aver perso 1 miliardo di dollari investiti in derivati particolarmente complessi, il cui valore è crollato a seguito della crisi finanziaria del 2008.

In base ad una stima effettuata dal fondo libico, Goldman avrebbe realizzato profitti per 350 milioni di dollari, in operazioni di trading sui mercati dei titoli. La banca non ha mai confermato o smentito queste accuse, sostenendo che i suoi profitti sono non hanno alcun rilievo.

Ma Vivien Rose, giudice dell’Alta Corte, ha ordinato alla banca d’affari americana di rivelare quanti soldi avrebbe guadagnato nell’affare libico. Il giudice ha dichiarato che la l’Authority libica è stata lasciata senza alcun tipo di assistenza, nel tentativo di indovinare in quale modo Goldman avrebbe calcolato i suoi profitti, un esercizio “inutile e costoso” quando Goldman era in grado di dichiarare a quanto essi ammontavano. Il giudice ha chiesto, dunque, a Goldman di fornire alla Corte tutti i documenti che dimostrano i profitti da essa realizzati nell’affare in questione, e il modo in cui essi sono stati calcolati.

Roger Masefield, il legale che rappresenta in giudizio il fondo di investimento libico, ha dichiarato alla Corte che Goldman Sachs ha realizzato, dalla vendita dei derivati al suo cliente, profitti “sostanzialmente e insolitamente elevati”. “Noi crediamo che ci sia stato -prosegue il legale – da parte della banca, un ricarico eccessivo … e che essa si sia approfittata dell’ ingenuità del mio cliente.”

Robert Miles, legale di Goldman Sachs, ha dichiarato che il suo cliente è preoccupato per il dirottamento dell’attenzione sul tema dei profitti, temendo che ciò possa “assumere una vita propria”; Miles ha dichiarato inoltre di avere intenzione di fornire alla Corte tutti i “documenti necessari da cui ricavare le informazioni richieste”.

La controversia legale riguarda nove prodotti finanziari che il fondo sovrano libico ha acquistato da Goldman Sachs nei primi mesi del 2008. Tali investimenti in derivati ​​sono essenzialmente scommesse sul prezzo futuro dei titoli di una serie di società occidentali, come la società finanziaria Citigroup e il gruppo energetico EDF.

Il fondo libico ha dichiarato che pensava di avere comprato le azioni delle società in questione e sostiene che Goldman Sachs abbia inondato di regali il suo personale “ingenuo”, per indurlo ad acquistare prodotti che non era in grado di comprendere. Ma Goldman sostiene che l’operazione non era difficile da capire per i banchieri di livello elevato del fondo libico, e ha respinto il reclamo come un “esempio di rimorso dell’ acquirente”.

Le due parti sono anche in lite sul numero di documenti che Goldman Sachs sarebbe costretta a mostrare al team legale del fondo libico, prima della prima udienza, prevista per l’estate del 2016. Goldman ha offerto ai suoi opponenti la possibilità di visionare i documenti relativi ad un quadrimestre, periodo che copre tutta la fase delle trattative antecedenti alla sottoscrizione dei derivati. Ma il fondo libico pretende che la banca di Wall Street apra tutti i suoi file relativi ad un periodo di 20 mesi, oltre a consegnare le e-mail relative ad un senior partner di Goldman.

Il caso sta offrendo una pessima immagine sul funzionamento di una banca di Wall Street, la quale preferirebbe, invece, mantenere un basso profilo. Nel corso di un’audizione svoltasi il mese scorso, un testimone ha dichiarato che un banchiere di Goldman Sachs ha offerto ad alcuni alti funzionari del fondo libico, un viaggio in Marocco, viaggio nel quale “si è bevuto molto e vi erano parecchie ragazze”. Così come sono stati offerti doni come dopobarba e bottiglie di alcolici, ed è stato anche rivelato come il fratello del vice presidente della Libyan Investment Authority abbia vinto in premio un ambitissimo tirocinio alla Goldman, sebbene la banca sostenga che ciò sia accaduto dopo che le sottoscrizioni contestate erano state definite.

L’azione legale contro Goldman Sachs è stata lanciato nel mese di gennaio, a seguito dell’ingresso nel fondo sovrano libico della nuova gestione, a seguito della guerra civile del 2011, quando il dittatore libico Muammar Gheddafi è stato rovesciato e ucciso.

Mentre vengono esaminati attentamente gli affari in perdita conclusi durante l’era Gheddafi, il fondo ha avviato un’azione legale contro la terza più grande banca francese, Société Générale, accusata di corruzione. La banca ha respinto le accuse come prive di fondamento.

Articolo pubblicato sul sito The Guardian
col titolo originale Goldman Sachs banker took Libyan fund staff on lavish trip, high court told
Traduzione di CM

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