GS

La banca d’affari rinnova la sua iscrizione nel registro delle lobbies che operano con le istituzioni europee e si scopre che nel 2014 ha speso per attività di lobbying 14 volte la cifra spesa l’anno precedente

La banca d’affari Goldman Sachs ha rinnovato la sua iscrizione al registro per la trasparenza delle lobby d’affari dell’Unione Europea, aumentato notevolmente la cifra spesa, per il 2014, in attività di lobbying, (rispetto al 2013, inferiore a 50.000 euro), cifra compresa tra 700,000 e i 799.999 euro.

Questo incredibile aumento viene interpretato da Corporate Europe Observatory con il fatto che la registrazione originaria di Goldman Sachs non rifletteva pienamente la sua attività di lobbying nelle istituzioni comunitarie. Eppure, nonostante questa segnalazione, per cinque mesi la segreteria del registro non ha preso alcun provvedimento e GS è stata in grado di organizzare almeno quattro incontri con alti funzionari della Commissione.

Tre organizzazioni non governative (NGO) – LobbyControl, CEO e Friends of the Earth Europa – hanno presentato, nel gennaio 2015, un reclamo all’autorità per il registro delle lobby, denunciando il fatto che GS aveva sostanzialmente sottostimato la cifra realmente spesa in attività di lobbying. Nella denuncia sono stati indicati diversi elementi di prova, tra cui quelli di due società di consulenza di lobbying nell’area UE (Afore Consulting e Kreab Gavin Anderson). Le due società hanno dichiarato, nelle rispettive precedenti registrazioni, di avere ricevuto da GS tra i 250.000 e i 300.000 euro tra il luglio 2013 e il giugno 2014, e tra i 200.000 e i 250.000 in tutto il 2013.

Non sembrava possibile, per GS conciliare tali informazioni col fatto di avere reso noto una spesa complessiva per attività di lobbying nell’UE (nel 2013) pari a soli 50,.000 euro. Per fare un confronto, la Deutsche Bank ha dichiarato di avere speso, nello stesso periodo 1.990.000 euro in lobbying. Credit Suisse, che si è iscritta al registro solamente di recente (meglio tardi che mai), ha dichiarato di avere speso nel 2014, una cifra compresa tra i 1.250.000 e i 1.499.999 euro. Queste cifre non sono una sorpresa: dopotutto, gli anni post-crisi sono stati molto impegnativi per i lobbisti del settore finanziario.

GS era già stata oggetto di critica da parte degli attivisti che chiedono una maggiore trasparenza per i lobbisti, “a causa del suo ormai datato rifiuto di iscriversi al registro volontario delle lobby che operano nelle istituzioni europee”. Alla fine la banca ha deciso di registrarsi nel novembre 2014 (usando però i criteri validi nel 2013 ), poco prima che entrassero in vigore le nuove regole che escludono la possibilità di incontrare i commissari europei, i membri dei loro esecutivi ed il direttore generale, ai lobbisti non registrati.

E a partire dall’entrata in vigore delle nuove regole, GS aveva già fatto ampio uso di questa prerogativa per i soli lobbisti registrati, incontrando per ben quattro volte, dal dicembre 2014, i membri della Commissione.

Che GS abbia aggiornato la sua registrazione (come è stato richiesto di fare a tutti i vecchi iscritti negli ultimi tre mesi, con l’ingresso delle nuove regole) e che ciò abbia svelato un aumento delle spese per attività di lobbying tra il 2013 ed il 2014 è fuori di dubbio. Restano tuttavia ancora in sospeso due importanti questioni.

La prima è se la nuova registrazione di GS rifletta pienamente la sua attività di lobbying. Risulta, infatti, che l’attività di lobbying di GS si sia notevolmente ridotta per via di una riduzione dei trasferenti da parte della banca: Afore risulta essere sotto di più di 10.000 euro, mentre Kreab sostiene di avere ricevuto meno di 9999 euro in tutto il 2014. D’altra parte, GS ha recentemente comunicato l’ indirizzo di un ufficio a Bruxelles, (in un edificio condiviso, tra l’altro, con l’associazione di trading finanziario e lobbying, International Swaps and Derivatives Association), anche se il numero di telefono fornito corrisponde a quello degli uffici di GS di Londra. La confusione regna sovrana. Secondo la vecchia registrazione GS ha dichiarato di aver collaborato con quattro lobbisti; ora, con gli obblighi più incisivi di informativa relativi al personale, la banca ha segnalato di avere sette persone coinvolte in attività di lobbying, anche se, complessivamente, essi impiegano non più di 1,8 lobbisti a tempo pieno.

La seconda domanda è come risponderà ora il segretariato per il registro delle lobby. Le ONG restano del parere che la registrazione originale di GS fosse inesatta e non riflettesse pienamente la sua attività di lobbying nell’UE. Eppure essa le ha consentito di incontrare, prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, i membri del governo della Commissione. A nostro avviso, la segreteria del registro avrebbe dovuto esaminare le dichiarazioni fatte da GS quando si è iscritta per la prima volta nel registro delle lobby, verificando immediatamente con la banca la loro veridicità.

In occasione dell’evento ALTER-EU, Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione responsabile per il registro delle lobby, ha dichiarato, in merito alle imprecisioni contenute nel registro delle lobby: “Una volta che mi avete mentito, non siete più i benvenuti nel mio ufficio”. La durezza nelle parole del vicepresidente si giustificano con la lunghezza della strada ancora da percorrere, per rendere effettive le nuove norme adottate. Le ONG hanno informato, tramite email, il segretariato del registro, che la denuncia sarebbe stata comunicata ufficialmente il 28 gennaio. Ma la denuncia è stata dichiarata ammissibile solo il 16 febbraio. Il segretariato si è preso, poi, altre quattro settimane per scrivere a GS, che ha ricevuto formalmente la lettera solo il 27 di marzo. E’ stato poi dato alla banca qualche altro giorno per rispondere per iscritto al segretariato; GS ha aggiornato la registrazione il 27 aprile, poche ore prima della scadenza del termine ultimo dato alle lobby dell’ UE per rivedere le loro dichiarazioni, secondo la procedura prevista dalla nuova normativa.

Aspettiamo di sentire le spiegazioni che avrà da dare GS e di come il segretariato risponderà. A nostro avviso si tratta di un banco di prova per la nuova politica “del pugno di ferro” adottata dal commissario Timmermans. Abbiamo bisogno della massima trasparenza sulle lobby, ora!

Articolo apparso sul sito http://corporateeurope.org col titolo: “Goldman Sachs ‘updates’ lobby registration and reports x14 more lobby spend in 2014, than 2013”.
Traduzione di CM

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