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Un rapporto redatto dall’associazione  Global Justice Now punta dito contro Il Dipartimento Britannico per lo Sviluppo Internazionale (DfID) in relazione a progetti privati a sostegno della sanità e dell’l’istruzione 

In un rapporto redatto dall’associazione Global Justice Now è emerso come il governo britannico stia favorendo la disuguaglianza nei paesi più poveri del mondo, finanziando in modo dogmatico progetti di promozione della sanità e dell’educazione del settore privato, invece di utilizzare il denaro pubblico per favorire la crescita di sistemi sanitari ed educativi pubblici.

Intervenendo per affrontare i bisogni delle persone più povere del mondo, il Dipartimento britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFID) ha stretto un legame molto ravvicinato con il settore privato, ingrossando le tasche delle grandi corporation, secondo quanto afferma il rapporto intitolato: Profiting from poverty, again (approfittando, ancora una volta, dalla povertà)  pubblicato recentemente dall’associazione Global Justice Now (GJN).

Nick Dearden, direttore del GJN, ha dichiarato: “Gli aiuti internazionali dovrebbero essere utilizzati per sostenere i bisogni umani, attraverso la promozione di servizi pubblici in quei paesi che non hanno gli stessi livelli di benessere economico del Regno Unito. Da questo punto di vista è scioccante il fatto che il DfID promuova dogmaticamente la salute e l’istruzione privata, quando è stato dimostrato che questo tipo di approccio in realtà rafforza le disuguaglianze e mette in pericolo l’accesso a tali servizi”.

Il rapporto ha anche messo in discussione la nomina presso il DfID di Sir Michael Barber, un alto dirigente della Pearson, il più grande produttore al mondo di libri di testo e materiale didattico, così come quella del suo principale consigliere per l’educazione in Pakistan, affermando che ciò configura un conflitto di interessi. Il Dipartimento sovrintende un ambizioso programma di promozione della salute  dell’istruzione del valore di 350 sterline in Pakistan, oltre ad aver collaborato con la Pearson su altri progetti in Tanzania e Zimbabwe.

“Appare profondamente inopportuno che i dirigenti di una società come la Pearson, possano agire in veste ufficiale all’interno del Dipartimento, mentre la loro azienda fornisce servizi commerciali che potrebbero trarre beneficio direttamente dal tipo di decisioni prese dallo stesso DFID”, ha affermato Dearden.

Un portavoce DfID ha affermato: “Le nostre politiche aziendali consentono di prevenire qualsiasi conflitto di interesse possa scaturire dal nostro lavoro.”

La Pearson, che opera in oltre 70 paesi, ha lanciato il suo programma di apprendimento a prezzi accessibili nel 2012. L’iniziativa è promossa da un fondo di venture capital che utilizza gli investimenti in conto capitale “per consentire a milioni di bambini nel mondo -dichiara la società – l’accesso a un’istruzione di qualità ad un prezzo accessibile, redditizio e profittevole “.

Il portavoce della Pearson ha dichiarato: “Come ha messo in chiaro il rapporto di Global Justice Now, esiste un accordo esplicito con il Dipartimento per garantire che il ruolo di Michael Barber non rechi vantaggi alla Pearson‘. Il fondo di apprendimento della Pearson non ha effettuato nessun investimento in Pakistan. ”

In una lettera al capo di gabinetto del primo ministro, Sir Jeremy Heywood, Dearden ha scritto: “Resta il fatto che la Pearson benefici di contratti stipulati dal Dipartimento, nella stessa campo in cui Sir Michael svolge la sua attività lavorativa, vale a dire la promozione in tutto il mondo di un ruolo crescente per gli operatori privati ​​nel campo dell’ istruzione . ”

Venerdì scorso, un gruppo di ONG statunitensi, inglesi e sudafricane, insieme ad un gruppi di insegnanti, ha inviato una lettera aperta a John Fallon, CEO di Pearson. Nella lettera è stato scritto: “Sostenendo l’espansione di una scuola privata a basso costo assieme ad altre pratiche concorrenziali, la Pearson ha essenzialmente fatto in modo di garantire che un gran numero di bambini appartenenti alle fasce più vulnerabili del mondo, non abbia alcuna speranza di ricevere una istruzione gratuita di qualità.”

La lettera aperta è stato pubblicato in concomitanza con la riunione generale annuale della società. Essa portava in calce le firme della Federazione Americana degli Insegnanti, dell’ Unione Nazionale degli insegnanti del Regno Unito, del Sindacato degli Insegnanti Democratici Sudafricani‘, dell’Associazione di Insegnanti e docenti , di Action Aid Regno Unito e della Associazione Nazionale per l’ Educazione.

Il Regno Unito è il paese che più ha investito in progetti del settore privato, rispetto a tutti gli altri paesi ricchi, attirando le critiche della Commissione indipendente per la valutazione dell’ efficacia degli aiuti (ICAI).

“Il dipartimento sembra spesso comportarsi più come un hedge fund [che come un’agenzia di aiuti], investendo capitali insieme a partner bancari quali JP Morgan” ha dichiarato GJN.

Sempre secondo GJN il Dipartimento sta collaborando in questo momento con aziende private quali Coca-Cola, Pricewaterhouse Coopers (PwC) e Adam Smith International, promuovendo il suo ruolo di partner del settore privato in grandi progetti sanitari e educativi.

Il rapporto redatto da GJN sostiene che gli sforzi effettuati dal Dipartimento per promuovere le scuole private a basso costo nei paesi poveri siano “fuori luogo e pericolosi”.

La Sfida per l’Educazione delle Ragazze, un programma promosso dal Dipartimento per un importo di  355 milioni di sterline, che si propone di portare un maggior numero di ragazze a scuola, è gestito da PwC e prevede la realizzazione di una partnership con Coca-Cola in Nigeria.

In Kenya il Dipartimento ha collaborato con la Adam Smith International in un progetto da 25 milioni di sterline, nel tentativo di promuovere l’iscrizione di 5.000 kenioti alle scuole private a basso costo.

Il Dipartimento ha anche destinato milioni di sterline in un progetto volto a favorire operatori non statali, nel tentativo di migliorare la salute dei poveri (Hanshep), promuovendo gli investimenti privati nel settore sanitario in paesi sottosviluppati.

Kishore Singh, il relatore speciale per le Nazioni Unite sul diritto all’educazione, è tra coloro che hanno espresso riserve circa l’istruzione privata: “Vedo [la crescita dell’istruzione privata] non come un progresso, ma come un atto d’accusa verso i governi che non hanno rispettato il loro obbligo di fornire un’istruzione universale, gratuita e di alta qualità a tutti”, ha dichiarato Singh.

Un portavoce del Dipartimento ha dichiarato: “Il Regno Unito si sforza di ottenere i migliori risultati possibili per le persone povere, assumendo una posizione pragmatica su come dovrebbero essere gestiti i servizi. In alcune circostanze (in alcune zone dell’India, in Kenya, in Nigeria e in Pakistan, per esempio), ciò include lo sviluppo di partnership con scuole private a basso costo.

“Il Dipartimento lavora con il settore privato in situazioni in cui il settore pubblico non è sufficientemente presente (ad esempio i quartieri poveri di Nairobi) o dove la presenza dello Stato è così debole che il settore privato è intervenuto per colmare la lacuna. Riconoscendo come le tasse costituiscano ancora un grave ostacolo all’accesso ai servizi da parte dei poveri, il supporto di DfID include progetti di voucher in grado di sovvenzionare l’accesso a scuole private per i più poveri, a bassi costi  ”

Articolo apparso su http://www.theguardian.com col titolo originale: DfID accused of heightening inequality through support for private sector.

Traduzione di CM

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