UBS

L’ex dirigente della banca svizzera UBS, Stéphanie Gibaud, rilascia un’intervista al quotidiano Buenos Aires Herald prima di partire per l’Argentina.

Con l’ accusa di evasione fiscale nei confronti della banca HSBC, attualmente sotto i riflettori del Congresso statunitense, la “gola profonda” di un altro gigante bancario rinomato per la sua segretezza, la banca svizzera UBS, afferma di essere in viaggio per l’Argentina per testimoniare, e avverte che le economie emergenti rappresentano l’ultimo obiettivo dei banchieri che promuovono questo tipo di crimine.

Come capo della divisione Marketing e Comunicazione della filiale francese della più grande banca svizzera, Stéphanie Gibaud ha scoperto che il suo lavoro di PR era stato illegalmente utilizzato per attrarre alcune delle persone più ricche di Francia, verso alcuni sistemi di evasione fiscale.

Intervistata dal Buenos Aires Herald, Gibaud racconta di come, a seguito della crisi finanziaria del 2008, la pressione da parte degli Stati Uniti e delle autorità di regolamentazione europee abbia spinto i banchieri a spostare i propri esperti fiscalisti verso le economie emergenti come quelle dell’ America Latina.

Ciò che l’ex manager si aspettava era di essere chiamata a testimoniare di fronte alla Commissione Bicamerale argentina, per rivelare alcuni dei meccanismi sconosciuti utilizzati dai grandi evasori fiscali.

E’ giusto affermare che il suo lavoro in UBS è stato quello di contribuire, anche se inconsapevolmente, ad attirare i risparmi di persone molto ricche verso alcuni paesi, in modo tale da sottrarli al fisco?

Ho svolto il ruolo di responsabile delle pubbliche relazioni per la banca UBS, il che significa che si viaggia in tutto il mondo e si intrattengono i clienti, in modo da convincerli ad investire i loro soldi con me, piuttosto che con i miei concorrenti. La maggior parte del budget della divisione che gestivo era destinata a sviluppare collegamenti con i networks del lusso, per invitare clienti e potenziali clienti in Francia. Ma fin dal primo giorno mi sono resa conto di lavorare con consulenti svizzeri, pur essendo in Francia, che poi ho scoperto essere una pratica illegale. Quando lo scandalo UBS è emerso negli Stati Uniti, ho capito che i clienti americani non potevano essere visitati dai consulenti svizzeri, così ho chiesto al mio direttore se quello che avevamo fatto era normale. A partire dal giorno in cui ho iniziato a fare queste domande, le cose hanno cominciato a complicarsi. Sono stata giudicata come una persona fastidiosa, hanno cominciato mentirmi, fino a trattarmi come una matta con molestie e cose più gravi.

Le autorità ignoravano, non erano interessate o semplicemente rappresentavano interessi non trasparenti (illegali)?

Un paese come la Francia non può essere disinformato. Questi consulenti svizzeri erano qui tutto il tempo, ed erano tra i 100 e i 150, provenienti da Basilea, Losanna, Zurigo e Ginevra. Ho anche lavorato con consulenti provenienti dal Belgio, da Monaco e dal Lussemburgo – che sono anche paradisi fiscali molto vicini al mio paese -, i quali erano qui per trovare clienti disposti a investire i loro soldi altrove. Non mi venga a dire che tutto questo è stato fatto senza che la dogana francese, la polizia, la Banca Centrale di Francia e tutti gli altri se ne accorgessero. Il fatto è che quando il reato coinvolge così tanti soggetti, tutti tacciono.

Come è andato il suo incontro con il presidente della AFIP, l’agenzia delle entrate argentina, Ricardo Echegaray?

Mr. Echegaray e altri quattro signori hanno avuto un incontro con Falciani (l’informatore ex informatico di HSBC) e con me, sei mesi fa, presso il consolato argentino a Parigi. Hervé aveva programmato questo appuntamento con il signor Echegaray, al quale ha detto che eravamo pronti ad aiutare l’Argentina contro l’evasione fiscale. Hervé ha poi spiegato chi ero, in quanto il signor Echegaray non aveva ancora sentito parlare del caso UBS. Gli abbiamo detto che possiamo essere molto utili all’Argentina, spiegando loro come funziona la banca, essendo degli addetti ai lavori. Sappiamo come decodificare tutto quello che fanno. Quello che a una persona normale può sembrare molto oscuro, a noi è molto facile da capire.

Che cosa gli ha spiegato?

Gli ho spiegato la strategia della banca era quella di penetrare networks di persone. E gli ho detto anche che quando il caso degli Stati Uniti contro UBS è emerso nel 2009, la Svizzera ha comunicato per prima che le autorità di regolamentazione europee e statunitensi avrebbero preso dei provvedimenti anche contro queste banche così, tra il 2009 e il 2010, UBS ha iniziato a focalizzare la propria attività sui BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) cercando di penetrare le reti di potenziali clienti nei mercati emergenti. Uno dei miei capi precedenti, il presidente di UBS nel periodo 2007-2008, Gabriel Castello, è finito a lavorare per UBS Sud America. Altre banche svizzere probabilmente hanno fatto altrettanto.

Così il vostro ex capo sta lavorando in America Latina, cercando molto probabilmente di sedurre i clienti latinoamericani convincendoli a spostare i loro soldi altrove.

Assolutamente. Conosco la loro strategia di vendita. Ne hanno diverse, una per ogni network, ad esempio ne hanno una per i giocatori di calcio e di tennis. Ho tutte le loro strategie di vendita per il Sud America.

È qualcosa di simile ad un manuale su come attrarre questi clienti?

Quando sei un consulente è come se hai venduto delle auto: si dispone di una quota di vendite, ma invece di vendere 20 o 30 Mercedes l’anno, il vostro obiettivo è quello di attrarre, diciamo, 5, 10 o 15 milioni in banca, a seconda se sei un consulente giovane o uno più esperto. È necessario disporre di una raccolta netta di denaro fresco in entrata. Per raggiungere questi obiettivi sono previsti numerosi strumenti interni, che spiegano come fare. Io li conosco tutti.

Oltre a queste strategie, hai anche dato a Echegaray una lista di cui eri in possesso?

Ho letto nei media della lista, ma per quanto ne so non esiste una lista che riguardi UBS, a meno che qualcun’altro non l’abbia, ma non io. Abbiamo spiegato a Echegaray che io posso dare loro una mano in merito alla strategia della banca, aiutarlo a capire come sono stati targhettizzati i clienti argentini, e come la banca li aiuta a posizionare i soldi in conti off-shore, e in quali paesi.

E’ venuta in Argentina per testimoniare davanti alla Commissione Bicamerale, che attualmente sta seguendo il caso di HSBC?

Il signor Echegaray avrebbe dovuto rispondere a me questa settimana per quanto riguarda le informazioni sul mio alloggio, quindi non so ancora la data, ma sì, penso di si.

Attirare l’attenzione

Secondo Lei la crisi finanziaria ha centrato maggiormente l’attenzione sulle banche?

Sicuramente lo ha fatto. UBS, che è una delle più potenti banche del mondo, è stato riconosciuta responsabile in tre crisi, la crisi dei mutui subprime, in seguito è emerso che UBS era la banca di supporto di Bernard Madoff (condannato per appropriazione) in Lussemburgo, e poi c’è anche la storia americana che ha visto coinvolto Brad Birkenfeld, l’ex consulente che è andato a raccontare alle autorità americane che “il mio lavoro come consulente è quello di aiutare tutti i clienti americani a nascondere i loro soldi alla IRS (Internal Revenue Service l’Agenzia delle Entrate statunitense).”

Che cosa è successo prima?

Nel 2008 nessuno qui in Europa parlava di evasione fiscale, riciclaggio, paradisi fiscali. Hanno sempre detto che si trattava di casi eccezionali, ma nessuno ha detto che era la banca ad organizzare il riciclaggio di denaro a livello internazionale. In quel momento ho capito che la banca per la quale lavoravo qui in Francia non era mai stata redditizia. Una banca di gestione patrimoniale che non è redditizia, è qualcosa di strano. Hanno aperto filiali in paesi on-shore come Francia, Spagna, Germania, Italia, Grecia, Stati Uniti, Canada, ma qual è lo scopo del gioco se la controllata è un’entità che non rende? Dove finiscono i soldi?

Hai raccontato che eravate seguiti dai Servizi segreti a causa del vostro attivismo, come è potuto accadere?

Nel 2011 sono stata contattato da Antoine Peillon, un giornalista francese,  al quale i servizi di intelligence francesi  avevano detto che ero pedinata e che i miei telefoni erano intercettati.

Faccio un esempio: quando lavoravo come PR per UBS ho trascorso due settimane a Roland Garros, il torneo francese di tennis open, con incredibili giocatori argentini, ed ero costantemente pedinata durante tutto il torneo, erano dietro di me ogni giorno.

Ora le autorità sono più collaborative?

Dall’ingresso al governo di Francois Hollande, nel 2012, le cose sono cambiate. Il giudice sembra vicino a chiudere il caso, e UBS potrebbe pagare una multa il cui importo massimo previsto è di 5 miliardi di euro. Tuttavia, si è scoperto che il nostro ex ministro al Bilancio, Jérôme Cahuzac, aveva un conto presso UBS a Ginevra che non aveva mai dichiarato. Non si può chiedere ai cittadini di non evadere le tasse quando si è i primi a farlo. E da Bercy, il ministero delle Finanze francese, hanno detto che stanno combattendo l’evasione fiscale, ma sappiamo che alcuni dei nomi degli evasori non saranno mai pubblicati e che alcune persone non andranno incontro ad alcun tipo di conseguenza .

Vuoi dire persone con incarichi pubblici?

Sì.

La sicurezza del Whistleblower

Che tipo di aiuto pensi sia necessario per incoraggiare gli informatori?

Abbiamo bisogno di leggi che siano approvate ovunque. Gli Stati Uniti hanno le migliori leggi (per gli informatori), anche se il fenomeno è piuttosto limitato quando si va a vedere quello che è successo a Edward Snowden o a Chelsea Manning, ma almeno nel settore fiscale le condizioni sono migliori.

Per noi qui in Francia la situazione è terribilmente complicata. Abbiamo bisogno di pagarci i nostri avvocati, abbiamo bisogno di un posto di lavoro (magari come dipendenti pubblici per il ministero delle Finanze o qualsiasi altra cosa). In questo momento non sto ovviamente lavorando, perché una volta che fai una cosa di questo tipo, dopo, nessuno vuole più assumerti, dato che tutti pensano che sei pericoloso, anche se abbiamo aiutato il nostro paese. Non dovremmo essere trattati come dei fuorilegge.

Avete perso molto a causa di quello che avete fatto?

Sì. Si perde tutto, la salute, gli amici, il lavoro, la carriera, tutto crolla. Perché i governi sono così riluttanti a proteggerci? Forse perché le nostre democrazie non sono in qualche modo democrazie, o forse perché ci sono leggi per le persone normali che non hanno alcun valore per alcune elite, siano essi politici o personaggi estremamente ricchi? Siamo considerati persona non grata. Ma ciò che facciamo è per l’interesse generale. Non lo facciamo per essere ricchi o famosi. Quando ho rifiutato la richiesta di UBS di distruggere i miei file, non l’ho fatto per avere il mio nome sui tutti i giornali.

Avrebbero dovuto proteggerci da tutto questo, o nessun altro seguirà più il nostro esempio.

@ignacioportes

traduzione di CM

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